"In partenza da Fontanarossa. Catania" "In partenza da Fontanarossa. Catania" Credit: Morena Bellini

A “CAMERE CON VISTA”: MORENA BELLINI In evidenza

 

Il nuovo appuntamento di “Camere con Vista”, andato in diretta social sulla pagina dell’associazione fotografica “Taoclick”, venerdì 4 dicembre, ha avuto come ospite Morena Bellini. Il format, in un crescendo di interesse e visualizzazioni, ha dalla sua parte una squadra affiatatissima. La seconda edizione infatti è a cura dell’associazione fotografica “Taoclick”, di Rocco Bertè “Foto e Video”, di “Rogika’s Friends” e del media partner “JonicaReporter” diretto da Valeria Brancato.  In postazione: Alfio Barca, Rocco Bertè, Roberto Mendolia (Rogika) e Augusto Filistad.

 

  • Morena Bellini e la fotografia che salva la vita.

L’ospite della settimana è stata introdotta come di consueto da Roberto Mendolia (Rogika), una delle anime di “Taoclick” e promotore della sezione relativa agli autori.

Morena Bellini, toscana, vive in provincia di Pisa. Quando parla di sé e della sua vita trasmette deisiderio di abbracciare gli eventi nonostante le difficoltà del periodo e possiede una felice ironia, che di questi tempi è tra i bagagli essenziali per farcela. Fotoamatrice, ha abbracciato il percorso fotografico nel 2011 dopo essere entrata a far parte del circolo fotografico, crec piaggio di Pontedera. La Bellini è un’autodidatta, tranne un corso di editing con il fotografo siciliano e amico di molti di noi Vito Finocchiaro. Si è fatta da sola ed ha imparato sul campo dopo errori, ed errori, chiedendo suggerimenti e consigli a chi ne sapeva più di lei. Testimoniando nuovamente che più ci si confronta e non ci si sottrae al dialogo, maggiore è l’opportunità di crescita, e perché no di poter stringere bei rapporti umani. Perché la fotografia, al di là del piano estetico, deve dire di noi e del mondo attraverso gli occhi di chi guarda dietro l’obiettivo, essendo espressione linguistica: nella forma e nella sostanza. Ciascuno secondo il proprio modus operandi e secondo il proprio estro creativo.

All’inizio, usava una macchina compatta poi è passata alla Reflex. Nei suoi scatti tutto viene vissuto momento per momento, il lavoro vero si fa durante il viaggio quando la «foto la chiama» e la realtà le dà un messaggio che lei consegnerà con l’immagine. Vi è poca post produzione nei suoi lavori. La foto viene vista prima, composta e poi definita, ma non troppo.

La fotografa ha partecipato a diversi concorsi, tra i quali il “Fiipa” di Orvieto, piazzandosi prima nella categoria architettura. Inoltre ha ottenuto un primo premio a Perugia nella categoria Ha partecipato a varie collettive in Italia con la “Fiaf”, a due esposizioni in India e attualmente una sua foto è esposta in Turchia. Molto brava Morena Bellini, non usa giri di parole e sa bene ciò che le piace e quello che non segue. Originale, per lei la fotografia è «un salvavita». Fiilo conduttore, questo, che accomuna molti dei fotografi che sono stati tra gli ospiti degli incontri organizzati dall’associazione “Taoclick”. Durante la puntata di venerdì scorso, abbiamo avuto il piacere di vedere alcuni dei suoi progetti, tutti molto curati.

“India 2017”, ad esempio, è un reportage che documenta un viaggio fatto tre anni fa. La predominanza dei colori e delle immagini – narranti stili di vita e condizioni che vanno dal benessere alla povertà assoluta – sono un ottimo motivo di riflessione su di noi del mondo occidentale; su ciò che davvero è importante se posto a confronto con altre realtà assai contraddittorie eppure forti. Odori di spezie che possiamo immaginare, traffico intenso all’inverosimile, persone brulicanti, volti, gesti e bambini, che accolgono per avere una saponetta e ridono. Su questo punto, anche io ho sorriso quando la Bellini ha raccontato di quei giorni. I bambini hanno una forza e una capacità di resilienza che li porta ad immaginare l’impossibile e a cacciar via le lacrime, abbattendo muri con un sorriso. E gli occhi di quelle donne e di quegli uomini. Contraddizioni che si mischiano ai colori sgargianti degli abiti, dove tra discariche a cielo aperto e la mancanza del necessario la vita si impone comunque e a dispetto di tutto. Allora i colori si mescolano alla torbidezza delle acque e all’assenza di regole sanitarie. La Bellini ci ha consegnato un buon documento: umano e bello.

Nel secondo dei progetti presentati, “ArchiMinimal”, entriamo nel campo delle linee verticali, sghembe, orizzontali. Dettagli, contrasti, particolari sono posti sotto una lente che regala una visione di equilibrio estetico. Finestre-alveari; scale contorte a spirale. Colori anche qui e immaginazione che si stempera nel reale quotidiano.

Alessandro Licciardello, architetto e fotoamatore in un suo commento, ha scritto in merito alle foto della Bellini: «Molto belle le foto di architettura. Apprezzo la ricerca di architettura nell’architettura. Complimenti».

Lo stesso ha espresso Francesco Castro: «Complimenti Morena, apprezzo molto le foto minimali. Azzeccata anche la leggera desaturazione che hai dato ai colori».

Così come Alba Bellucci: «Io conosco le opere di Morena e non smetto mai di meravigliarmi delle sue immagini che trovo assolutamente personali e che poco si avvicinano ad altri autori».

Ciò perché la fotografa ha esplicitato, più di una volta, il fondo che è alla base della sua fotografia:

«La fotografia per me è un salva vita, mi aiuta nei momenti difficili». Non avere l’attrezzatura adatta non la impensierisce, ciò che conta è che la sua attenzione venga colpita. Un dettaglio, come possono essere dei particolari architettonici che diventano un volto oppure un gatto che si ferma, esaudendo un desiderio, nel posto giusto al momento giusto, per regalare un magnifico scatto. Bravura e anche fortuna, ingredienti perfetti per una buona foto.

“Il tempo sospeso”, invece, è un progetto che ha preso forma nella fase del Lockdown, un periodo in cui la nostra vita e le nostre abitudini hanno subìto uno sconvolgimento, una vera e propria battuta d’arresto. Vi è qui uno storytelling che ha dato vita a un testo, per lasciare una traccia tangibile di quei giorni dalla quotidianità stravolta e ovattata. Tanto che la stessa Bellini ha raccontato, quanto ad esempio le mancasse il bar e il cappuccino ed ha fatto venire il desiderio anche a me. Così ieri, che era l’Immacolata ed era festa ma io lavoravo, sono andata al mio baretto di fiducia - che uso anche come ufficio on the road – ed ho preso un cappuccino e un cornetto come non facevo da tempo.

Questo suo progetto documenta quel vuoto lasciato dall’impossibilità di svolgere le normali e semplici attività di ogni giorno. Il primo ‘lockdown’, infatti, all’inizio ci ha trovato impreparati ma ci ha fatto – o avrebbe dovuto – farci riscoprire una differente quotidianità e un nuovo senso da dare alle cose. L’idea del testo è nata in seconda battuta e ci ha consegnato, insieme ai vari esempi di testi editati durante e post pandemia, una nuova testimonianza del genere letterario fotografico.

Tra le foto che avrei potuto scegliere per la copertina dell’articolo avevo una vasta gamma di immagini però mi ha colpito in modo particolare, quella di una delle sue partenze dalla Sicilia per rientrare a casa dopo essere stata in soggiorno nell’isola. Vi sono tutti gli elementi della fotografia della Bellini e vi è l’augurio di poter tornare di nuovo qui, a girovagare nei nostri borghi o a fare escursioni con altri amici fotografi sull’Etna.

 

  • “Novità ed accadimenti dal mondo della fotografia”. Augusto Filistad racconta della la Sicilia vista da Steve McCurry.

 “In Tribute of Italy”, il famoso fotografo statunitense Steve McCurry omaggia il nostro paese con scatti emblematici dell’Italia e degli italiani. Questo il focus offerta da Augusto Filistad che si alterna con Alfio barca nella cura della rubrica.

Lo stesso McCurry ha infatti dichiarato quale è stato l’intento di questo tributo: «La parte migliore dell’Italia è la sua gente». E a quanto sembra questo gesto d’amore ha mostrato anche la conoscenza che il fotografo ha dei luoghi d’Italia. Foto che spaziano tra città note e piccoli borghi. Dettagli di paesaggi e di persone. Lavori di artigiani e campagne assolate. Terra, mare, colline, montagne. Tradizioni e valori. La conosce molto bene l’Italia, Steve McCurry, e lo si capisce dalle sue fotografie. Oltre a Venezia, Ragusa Ibla, Ischia e tanto altro, in un caleidoscopio di meravigliosa vita, che parla delle anime che fanno l’Italia e anche la nostra Sicilia. Un tributo impreziosito dal “Nessun dorma” di Puccini.

Un regalo quindi, a tutti gli italiani – ha evidenziato McCurry – i quali «hanno mostrato altruismo e coraggio nell’affrontare una tragedia inimmaginabile, e nessuno dubita che riusciranno a trionfare su questa avversità. In questo momento sono vicino a tutto il popolo italiano. Siete nel mio cuore».

Steve McCurry, nato a Filadelfia, negli Stati Uniti, nel 1950, è una delle colonne portanti dell’agenzia fotografica Magnum. La sua carriera è iniziata negli anni Settanta. Oggi le sue foto sono esposte in tutte le gallerie internazionali.

 

  • Rocco Bertè e la nuova puntata di “Tao Didattica”: la Regola dei terzi e la Sezione aurea.

Restando in tema di composizione fotografica, il Maestro Bertè ha tenuto una breve lezione di fotografia, affrontando la Regola dei terzi, forse la più conosciuta regola di composizione fotografica. Precisando subito che sarebbe meglio parlare di ‘consiglio’ e non di regola, poiché chi fotografa deve saper maturare il proprio percorso senza lasciarsi incastrare dentro le maglie di schemi affinché il suo occhio lo guidi nella scelta dell’immagine da proporre.

La Regola dei terzi quindi è notissima e ciò per tre ordini di motivi:

Era già in uso della pittura rinascimentale; è semplice da applicare; considera le foto da una prospettiva dove al centro dell’inquadratura non vi è il soggetto principale. C’è da aggiungere che alcune macchine fotografiche digitali presentano una visione, sia nel mirino che sullo schermo lcd, con la griglia già impostata secondo la Regola dei terzi, in maniera tale che sia ancora più facile utilizzarla. Essa può essere applicata a varie tipologie di scatto: ritratto, paesaggio, still life.

Secondo questa regola, il campo fotografico va diviso in 2 linee verticali, che individuano tre segmenti uguali orizzontalmente; 2 linee orizzontali che individuano tre segmenti uguali verticalmente. L’intersezione di queste linee crea 9 spazi di identica dimensione. Le linee verticali e orizzontali si chiamano “linee di forza”, che nell’intersezione generano i punti di forza o di interesse oppure detti fuochi.

Questi punti guidano lo sguardo del fruitore sulle aree di maggiore interesse rispetto al centro o alla periferia. Pertanto le linee creano dei percorsi di esplorazione per l’occhio. Tali aspetti della Regola dei terzi arricchiscono la composizione delle immagini, al fine di rendere più dinamica la foto rispetto alla classica collocazione del soggetto al centro. Quando il soggetto è collocato semplicemente al centro, la fotografia tende ad essere più statica ed armonica.

La Regola dei terzi, decentra il soggetto o i soggetti, e tenendo l’occhio di chi osserva in movimento lo invita a osservare l’intera immagine, esplorandola. Chi acquisisce buona padronanza di questa regola può guidare dunque l’occhio di guarda.

Sulla Sezione aurea e la Regola dei terzi la differenza sta nel rapporto tra la colonna centrale e ciascuna delle laterali, e altrettanto per le righe. Mentre nella Regola dei terzi queste sono tutte uguali, nella Sezione aurea stanno in rapporto secondo il numero aureo. Quindi, se la prima e la terza colonna misurano 1, la seconda misura 0,618. Ed è dalla Sezione aurea che in fondo ha origine la Regola dei terzi, dato che i pittori rinascimentali, ma prima di loro gli architetti della Grecia classica, conoscevano e applicavano la Sezione aurea; poiché elimina le imperfezioni visive, armonizza i contrasti e rende la composizione più equilibrata e naturale.

  • “Tao Immagine” e il “Tao Quiz”.

A seguire, dopo la parte legata alla didattica, Bertè ha proseguito con l’immancabile lettura di una fotografia scelta tra quelle recanti l’hashtag #taoimmagine, sui gruppi “Taoclick” e “Taormina New Street Photography”, suggerendo accorgimenti per migliorare una propria foto ma sempre nel pieno rispetto della creatività altrui. In conclusione, il “Quiz” che funge da simpatica chiusura, facendo divertire e lasciando qualche informazione in più sul complesso e articolato mondo del Linguaggio fotografico, e dove si registrano già gli affezionati e anche qualche new entry.

Il prossimo appuntamento di “Camere con Vista” è fissato per venerdì 11 dicembre, sempre alle 18, in diretta social sulla pagina Facebook dell’associazione “Taoclick” con “Barbara Nunnari racconta Peter Martin” e la partecipazione di Ursula Costa. Perché TAOCLICK, ALWAYS SOMETHING NEW!

 

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