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RESTORE OUR EARTH, IL TEMA DELL’EARTH DAY 2021 In evidenza

22 Aprile 2021, “Giornata della Terra”. Si celebra ogni anno ed è la più grande manifestazione ambientale dedicata al nostro Pianeta. La prima Giornata Mondiale della Terra, fu istituita dall’ONU, celebrata nel 1970. Si era reduci dalle rivolte studentesche, dalla guerra del Vietnam; si inneggiava all’amore tra i popoli, al Peace & Love, al «fate l’amore non fate la guerra», ai fiori nei cannoni, ai concerti, alle rivendicazioni sociali e di costume. I miei, sono ricordi trasmessi dai miei e da amici una generazione avanti a me, perché nascevo proprio in quell’anno. Tanto è cambiato da quel periodo e il tema dell’Earth Day di quest’anno, il secondo dell’era pandemica è: «Restore Our Earth». Tradotto vuol dire: ripristiniamo la nostra terra. Un po’ come quando il vostro pc vi chiede se volete ripristinare una attività.

Nelle intenzioni degli organizzatori e dei sostenitori in ogni luogo del globo, come espresso nelle note diffuse a mezzo stampa, «l’intento non è solo quello di sensibilizzare l’umanità affinché si prenda cura della natura e dell’ambiente, anche attraverso scelte più green, ma anche quello di cercare di rimediare ai danni già inflitti al Pianeta. Al centro di questa Giornata Mondiale della Terra 2021 c’è quindi la protezione e la sostenibilità ambientale».

Ho visto vari servizi, ho letto i vari approfondimenti, eppure ho sempre la stessa domanda che mi gira in testa:

«Abbiamo sul serio sempre bisogno di giornate commemorative e celebrative che ci ricordino come la sveglia sul telefonino cosa dobbiamo fare; come dobbiamo comportarci; come sviluppare un differente approccio verso le numerose problematiche che ci dovrebbero vedere tutti uniti e tutti diretti verso un comune obiettivo dettato dal bene comune?».

Domande retoriche, si potrebbe rispondere, senonché ogni giorno dell’anno vi è un giorno «speciale» per ogni cosa. Io ho sempre considerato la terra come una madre; la madre di noi tutti. Me lo hanno insegnato i miei nonni, i miei genitori, che provenivano da due isole: Sardegna e Sicilia; e da tradizioni agro pastorali. So che nella Terra affondano le mie e le nostre radici, e so che quando noi manchiamo di rispetto alla Terra, manchiamo di rispetto a nostra Madre. So che esiste – perché l’ho imparato dai classici greci e latini e dalla filosofia e dalla storia e dalla letteratura – un equilibrio perfetto tra terra ed esseri viventi. Siamo organismi che abitano un organismo ma ci comportiamo da parassiti.

Allora mi piace pensare all’azione educativa che gli insegnanti fanno a scuola, perché dopo la famiglia – che è la base – dalla scuola partono modelli ed esempi. Riconosco che i nostri ragazzi hanno menti più aperte delle nostre e, pur se inesperti per talune realtà, hanno sogni e visioni che noi, atrofizzati come siamo dalle nostre vite rotatorie a senso unico, abbiamo smarrito.

Però torno a soffermarmi di nuovo, su questa esigenza delle celebrazioni per ogni cosa presente nel nostro quotidiano. Attenzione! Ho il massimo rispetto questo giorno, solo che a me piace rispettare e santificare ogni santo giorno della nostra esistenza, e mi piace ringraziarla ogni santo giorno questa nostra Madre Terra. Mi piace far sì che non venga maltrattata come un misero oggetto, e stuprata.

Avete fatto caso che la terra è Donna, femmina, madre e la si riduce a mera ‘cosa’, come accade alle purtroppo numerose donne, vittime di violenza?

Sapete che in talune culture matriarcali a tutt’oggi esistenti, le donne hanno la cura della Terra e la preservano, custodendola affinché non venga violata? Ora, so che non bisogna generalizzare ma rifletto sul fatto che lo sfruttamento della Terra, l’abuso, il volerla ridurre a nulla, ha molto a che fare con la tradizione culturale di matrice patriarcale che guarda caso è anche maschilista. Preciso: non sono femminista ma sono Donna e vedo tante, troppe analogie, con il modo in cui l’essere femminile viene trattato.

Detto ciò, mi piacerebbe che vi fosse un’unione tra altre celebrazioni/feste e dunque lancio una proposta che vuol essere una provocazione:

Celebriamo la Terra anche il 25 Novembre o l’8 Marzo ed anche a Maggio per la Festa della Mamma, tanto per citare le ricorrenze più note.

Chi ce lo vieta, chi ce lo impedisce? Ciò che davvero conta è fare esercizio di trasmissione di memoria e di operare ogni santo giorno affinché nostra madre sia fiera di noi.

Perciò vi lascio con un pensiero che fa parte del mio penultimo testo Breve Guida Fotopoetica, (Algra ed. 2018) e ne costituisce l’incipit e la dedica. Lo scrissi per mia Madre e racchiude ciò che penso in merito ad oggi:

Un giorno di sei anni fa, stavamo accompagnando mia madre a una visita medica di controllo, a Messina.

Lei – che da poco era tornata a riveder luce e colori – guardandosi attorno come una bimba disse: «Certu ca oramai, ’nta ogni cantunera, c’è ’na culata i cimentu».

Espresse quel pensiero con una punta di nostalgica rassegnazione, lei, donna proveniente da una cultura contadina, dove saper fare un muro a secco è arte che si tramanda di padre in figlio.

Un mondo, dove non si toglie la via all’acqua perché altrimenti, «l’acqua si rifà la sua strada» e non si ruba spazio alla natura, «picchí sennò, s’arraggia».

Se mia madre, che è madre e conosce la Vita, poiché ha messo al mondo due vite.

Se mia madre, che sa cos’è l’amore perché conosce bene anche l’odore della morte.

Se mia madre ha rispetto per Madre Natura e da Donna, la rispetta e la venera.

Se mia madre si vela di tristezza mentre asserisce una lucida e spietata verità, allora, non posso che ascoltarla attentamente, riflettere e tornare ancora una volta, a ringraziarla d’esser mia madre.

D’esser Una Madre!

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