Il Piccolo Coro sul palco Il Piccolo Coro sul palco Credit segreteria Piccolo Coro

Il Piccolo Coro Città di Taormina ha festeggiato con il pubblico 14 anni di meraviglie In evidenza

Un compleanno festeggiato con tutta la CittàDomenica 7 Agosto 2022, la sala ‘A’ del Palazzo dei Congressi di Taormina, era piena di persone allegre e festanti, in perfetta sintonia con un giorno augurale.

Il Piccolo Coro Don Bosco ha dominato la scena con il tradizionale appuntamento musicale, il CONCERTO D’ESTATE, per festeggiare il suo 14º anno di attività. Lo spettacolo che ha avuto luogo, non è stato un semplice concerto canoro ma un’esplosione di giubilo e bravura da parte degli allievi, diretti come sempre magistralmente dal Maestro Ivan lo Giudice.

L’evento inoltre ha ospitato una raccolta di fondi a favore dei bambini e delle scuole della Guinea Bissau.

Senza scordare la puntuale ed effervescente conduzione dell’attrice Anna Maria Raccuja e della cantante Laura Lo Re, entrambe madrine di questo appuntamento, entrato di diritto nella tradizione cittadina.

 

Un lavoro lungo 14 anni colmo di successi – L’attività del Piccolo Coro è stata un lungo e laborioso percorso di un insieme di persone – dagli allievi avvicendatisi a quelli in ingresso – che ha visto crescere e maturare nella voce e nella formazione personale tanti bimbi divenuti adolescenti che, visti dall’esterno, appaiono armoniosi come un unico organismo. Bravura, metodo, disciplina, unite alla gioia della condivisione al crescere dell’amicizia, al saper fare squadra e al saper stare insieme agli altri. Una sfida continua che il Maestro Ivan Lo Giudice ha saputo e sa portare avanti con pazienza e determinazione come un padre farebbe con i propri figli.

Sì, perché il Piccolo Coro è una grande famiglia. Cambia è vero, ma nell’animo resta tale e indivisibile nonostante nuove nascite e altrettante partenze. Una famiglia che coinvolge tutti, dai bambini ai genitori, da chi dirige, a chi lavora dietro le quinte, per dare modo a tutti noi di battere le mani, ballare e cantare insieme a loro. Una festa del cuore. Un cuore immenso quello del Piccolo Coro, esso rappresenta una delle belle realtà della nostra Città di cui andare fieri.

Taormina ha sempre avuto un tessuto fatto di trame di teatro, di danza, di musica e di canto. Le nostre radici sono fatte di voci e di note e dunque non possiamo che essere felici di vedere i nostri bimbi e i nostri ragazzi offrirsi nel canto.

Il Piccolo Coro Don Bosco Città di Taormina, ha portato in giro il cuore di noi tutti sino a far commuovere, con una toccante esibizione dell’Inno d’Italia, quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella sua ultima visita a Taormina durante il Taobuk Festival.

 

Il potente valore pedagogico della musica e del cantoMaria Montessori soleva dire: «Il più grande segno di successo per un insegnante è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi».

Ecco che l’insegnante, in questo caso Ivan Lo Giudice, ha saputo dare lungo il corso di questi 14 anni un metodo che sarà d’ausilio per il resto delle vite degli allievi. Senso di responsabilità e crescita affinché i semi di oggi germoglino, dando i frutti di domani. Sempre la Montessori diceva che «il bambino è una sorgente d'amore; quando lo si tocca, si tocca l'amore».

Questi giovani frutti hanno trasmesso messaggi di amore per la terra, per il mondo e tutti gli esseri viventi; amore per i propri affetti e grande senso dell’amicizia. Hanno cantato i temi della solidarietà e del rispetto per l’altro e per le differenze che ci rendono tutti speciali. Hanno ballato per omaggiare le mamme e i loro cari. Sono di esempio soprattutto per noi cosiddetti “adulti”, che troppo spesso scordiamo il nostro autentico lato fanciullo e ci allontaniamo dagli autentici valori che ci rendono degni di essere considerati esseri umani.

Chi ha avuto modo di assistere ai concerti del Piccolo Coro, sa quanto amore ci sia in ciascuno di questi piccoli scrigni. Essi sono la parte migliore di noi. Anche Don Bosco era convinto che «l’educazione è cosa del cuore» e va trasmessa con dedizione e gioia, poiché «la gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore». Egli esortava i suoi ragazzi e amava dire: «Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo».

Tanti tanti auguri Piccolo Coro, donaci ancora sorrisi e speranze!

 

I partner del Piccolo Coro che hanno contribuito alla realizzazione del concerto sono:

Banca Credito Cooperativo Pachino; Associazione Albergatori Taormina; Jonica 2001; Pharmawell; Flumen Alley; Rosaria Trimarchi Events; Secom; NAXOS FOODS; RhinoCorp.

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  • Il testo “Era Taormina” di Letizia Tomasino il 10 settembre nella Perla dello Jonio

    TAORMINASabato 10 settembre 2022, alle ore 18:00, nella Sala Saffo del prestigioso Palazzo Duchi di Santo Stefano, la scrittrice palermitana Letizia Tomasino, presenterà al pubblico il volume Era Taormina edito per Youcanprint con la prefazione di Alfio Barca, cultore di storia patria e fotografo amatoriale.

     

    L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Taormina. A salutare la scrittrice e gli ospiti intervenuti sarà il Sindaco, prof. Mario Bolognari insieme alla prof.ssa Francesca Gullotta, Assessore alla Cultura. Modera l’incontro Lisa Bachis, che dialogherà con l’autrice e con Alfio Barca, il quale proietterà e commenterà alcune delle foto contenute nel testo.

     

    Letizia Tomasino nasce a Palermo nel 1961. Dopo il diploma di ragioneria inizia a lavorare nel campo ristorativo. Donna eclettica, dalle mille sfaccettature e amante dell’arte in tutte le sue forme. Cantante, fotografa e scrittrice. L’arte della scrittura la scopre dopo essersi ritirata a vita privata in campagna. Inizia a scrivere poesie e racconti nati da momenti del suo quotidiano, da incontri ed episodi fortuiti; trae ispirazione anche dalla sua grande fantasia.

     

    Alfio Barca, da parte sua, nella bella prefazione evidenzia gli inattesi risultati, scaturiti dalla collaborazione con la scrittrice:

    «Un grandissimo grazie va a quei viaggiatori immaginari per aver fissato questi luoghi per l’eternità, una memoria del territorio che sarebbe andata persa. Letizia Tomasino mi ha invitato a nozze, ma il regalo più bello me l’ha fatto lei! A un appassionato amante delle foto antiche della sua città arrivavano decine e decine di immagini da analizzare, catalogare e commentare».

     

    Il volume Era Taormina si annuncia come un lavoro di grande rigore storico e documentale. Una importante aggiunta alla storia della Città di Taormina, come si evince anche dalla sinossi del testo:

    «Taormina, un angolo di paradiso, una perla rara incastonata tra mare e monti, uno spicchio di mondo, di storia, di bellezza, che ha incantato milioni di visitatori. È una delle mete turistiche più amate del pianeta. Taormina ha ispirato poeti, scrittori, viaggiatori, fotografi e celebrità di fama internazionale. Questo libro parla attraverso immagini iconografiche inedite. Paesaggi, scene di vita contadina, strade, processioni, pescatori e persone di un tempo ormai lontano. Le foto sono databili più o meno ai primi trent'anni del XX secolo: Taormina e i territori limitrofi, Castelmola, Sant'Alessio Siculo, Giardini Naxos, Calatabiano e forse anche qualche altro paese non identificato. Immagini che documentano e raccontano un territorio oggi decisamente diverso, la cui morfologia urbana è stata chiaramente modernizzata, passo dopo passo con lo sviluppo e l'evoluzione della società».

  • Al Palacongressi di Taormina “Amore” di Spiro Scimone. Andare oltre «finché morte non ci separi»

    Lo spettacolo: date e strutturaAmore è stato inserito nel cartellone estivo degli eventi organizzati dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, che celebra quest’anno i 40 anni di attività.

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    Non è infatti un caso che tra loro vi fosse anche l’attore Nino Frassica, legato alla tradizione del teatro prodotto dalla Città dello Stretto: un amico tra amici.

    Amore è andato in scena il 25 agosto e in replica ieri sera 26 agosto, alle ore 21:00 al Palazzo dei Congressi di Taormina.

    Amore è commedia o tragedia, o fusione di generi mescolati in una struttura sperimentale che usa le battute come fossero martelli penumatici, riecheggianti «il ricordati che devi morire». Il testo, bellissimo e inesorabile nel giungere fino in fondo al nocciolo della questione, è di Spiro Scimone, mentre la regia con le scene costruite secondo la formula del «in ricchezza e povertà» prediligono il legno e il cotone. Chissà perché ogni tanto, tra il carrello dei due pompieri, le tombe con i cassetti a scomparsa e le lucette a forma di croce stile lampada da notte, mi sembrava di essere in un reparto dell’Ikea – ed è anche questo il senso sotteso dell’amore ridotto a ritmi e regole che di fronte alla fine si frantumano, e resta solo l’Amore oltre il finché morte non ci separi.

    La durata è di quasi un’ora, in un atto unico, suddiviso da giochi di luci accese e spente e da passaggi di consegna tra i protagonisti: Giulia Weber; Francesco Sframeli; Spiro Scimone; Gianluca Cesale.

    Prodotto nel 2016, la compagnia ha girato l’Italia riscuotendo consensi e lo spettacolo si è aggiudicato il Premio Ubu in quello stesso anno come Miglior novità o progetto drammaturgico; Miglior allestimento scenico; Nomination Miglior spettacolo.

     

    Ah, l’amore, l’amore! Ve lo ricordate voi l’amore quando eravate giovani? – Fuoco e fiamme, fulmini e saette. Magia, furore e passione. Incendio dei sensi e centrifugato della mente. L’amore è un sentimento complesso o è piuttosto un incomprensibile universo di senso? Chi ha l’opportunità di godere di questo esempio di teatro, fatto con criterio, sarà costretto suo malgrado a porsi questi e altri interrogativi, non banali ma essenziali. Perché è all’essenza dell’uomo/donna stessi che puntano autore, regista e attori.

    Un cimitero, due tombe adiacenti. L’amarcord della vita tra rimembranze e amnesie. L’umanità varia che non azzera le differenze dei gusti quotidiani, né nasconde i problemi che ogni coppia etero e/o omo si trova ad affrontare. La vita che passa davanti al pubblico non è quella degli attori, ma la nostra. Tra battute, silenzi e riflessioni, una coppia di pompieri/amanti che ancora tentano di spegnere incendi e una coppia: marito e moglie/coppia di fatto – ciascuno ci ritrovi quello che più gli si confà e si ritrovi in ciò che fanno – sono in sosta per affrontare l’altro viaggio, quello di cui possono avere immaginazione, ma che non narreranno. Narrano invece del loro vissuto, per portarsi dentro alla tomba tutto ciò che li ha uniti e anche divisi, colmando o tentando di pervenire a una conclusione felice per riposare in pace sotto le lenzuola del tempo finito. Ma prima restano lì, a chiacchierare sulla tomba in un tempo che appare sospeso.

    «Dai, amore, dammi un bacio sulle labbra! Dammi un bel bacio sulle labbra! Come da giovani, amore… Come quando eravamo giovani, amore!»

    La battuta assilla, non lascia scampo, trova appagamento nei tentativi di esperienza dell’eros, sino a quando, secondo un ben preciso ritmo da copione, non arrivano i pompieri a spegnere l’incendio. Sino a che non sarà più necessario domare le fiamme. Sino a che di Amore resteranno il ricordo e la memoria: una tomba, una lapide… L’assurdo e l’apparente non senso. I vicchiareddi «ca cuntunu e si cuntunu». Potrebbero essere nella piazza di un paese o nella periferia di una grande città. Hanno visto i cambiamenti e nel «ricordi del quando eravamo giovani» si accingono a compiere il passo del non ritorno.

    Amore è l'ottava commedia di Spiro Scimone; la quarta con la regia di Francesco Sframeli, dopo “La Busta”, “Pali” e “Giù”, messa in scena dalla compagnia Scimone-Sframeli.

     

    Fuori scena, post spettacolo. Esterno notte – Di rientro a casa, con l’aria che sapeva di pioggia e di vento, mi son lasciata afferrare da un vago senso di nostalgia ed ho pensato all’Amore: quello di gioventù e quello del tempo attuale, forse più maturo, semmai mi ritrovassi a viverlo ancora.

    Tornatemi in mente alcune scene dello spettacolo di Spiro Scimone e Francesco Sframeli, mi son ritrovata a canticchiare un testo di Vinicio Capossela «Che coss'è l'amor». Ci starebbe bene a chiusura di spettacolo:

    Che cos'è l'amor
    è un indirizzo sul comò
    Di unposto d'oltremare
    Che è lontano
    Solo prima d'arrivare
    Partita sei partita
    E mi trovo ricacciato
    Mio malgrado
    Nel girone antico
    Qui dannato
    Tra gli inferi dei bar

    Che cos'è l'amor
    è quello che rimane
    Da spartirsi e litigarsi nel setaccio
    Della penultima ora…

     

    Un’ultima nota: andateci a teatro che vi può fare solo bene, è la cura migliore per affrontare «il male di vivere» della società odierna.

    Stasera, sabato 27 agosto alle 21:00, con “Anima mundi” torna in scena la compagnia Neon. Biglietti in vendita sul sito di Taormina Arte e sul circuito Box Office fino alle 17:00 e acquistabili a partire dalle 17:00 al botteghino del palazzo dei Congressi di Taormina.

  • Taormina, capitale mondiale della "comicità muta"
    TAORMINA - ll "Finc Comedy Festival", Festival Internazionale Nouveau Clown: iniziativa del Theatre DeGart, in collaborazione con l'amministrazione comunale, si svolgerà nel prossimo mese di dicembre. Un evento unico per il Sud Italia.
     
    Mister Bean, Jango Edwards, Benny Hill ma anche Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd, solo per citare gli interpreti più famosi, sono coloro i quali hanno reso grande e immortale la disciplina del "Nouveau clown", cioè l'arte di fare ridere senza parlare. Un linguaggio universale che supera ogni differenza linguistica e che da un secolo a questa parte fa ridere la gente di tutto il mondo.
    Grazie all'iniziativa del Theatre DeGart di Dandy Danno & Diva G, al secolo Daniele Segalin e Graziana Parisi, in collaborazione con l'amministrazione comunale, si terrà nel prossimo mese di dicembre a Taormina il "Finc Comedy Festival" il Festival Internazionale Nouveau Clown, progetto riconosciuto dal Ministero della Cultura per il triennio 2022/24.  Un evento unico per il Sud Italia che si propone di sollevare l'interesse del grande pubblico non solo nel campo artistico ma anche in quello sociale, partendo dalla visione di vita del clown che può influenzare i comportamenti e cambiare perfino gli atteggiamenti negativi invertendo la tendenza, purtroppo sempre più accentuata, al cattivo gusto.
    Il Festival avrà la durata di sette giorni, durante i quali si terranno una serie di spettacoli, gratuiti e a pagamento, e si svolgeranno laboratori, workshop, corsi, incontri con gli artisti e approfondimenti con l'arte comica e sull'importanza del concetto dell'Autoderisione. Uno degli obiettivi è il massiccio coinvolgimento delle scuole del territorio con le quali saranno affrontati temi importanti come il bullismo e l'inclusione, presentando la "Filosofia dell'arte del fallimento" che è uno dei fattori identificativi di questo genere comico.
    Gli artisti che parteciperanno al Festival oltre a un importante curriculum artistico avranno una fondamentale caratteristica: lo spessore umano, qualità necessaria per potere traghettare gli spettatori in un viaggio onirico, dai grandi protagonisti della Commedia dell'Arte, del circo contemporaneo della commedia muta, in un mondo di immaginazione senza tempo.

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