Il segretario della FP CGIL, Francesco Fucile e il coordinatore proviciale della Polizia locale, Otello Lo Prete, contestano la gestione dei servizi COVID effettuati su disposizione della Questura 

La FP CGIL interviene sull’organizzazione dei servizi COVID nel Comune di Giardini Naxos, istituenda zona rossa. Secondo quanto disposto dal Questore di Messina, infatti, è stato previsto l’impiego di n.2 pattuglie giornaliere della Polizia Municipale, a presidio fisso di Ordine Pubblico per il controllo di due varchi d'ingresso della città. «Tale disposizione – affermano il segretario della FP CGIL, Francesco Fucile e il coordinatore proviciale della Polizia locale, Otello Lo Prete -, non tiene conto della carenza di organico del Corpo di Polizia Municipale di Giardini, che non consente l'impiego di quanto richiesto poiché devono essere garantiti anche gli altri servizi d'istituto. Il Comandante della Polizia Municipale, per ovviare a ciò ed al fine di ottemperare all'ordinanza, ha impiegato, per la formazione delle pattuglie, un solo agente più un volontario della Protezione Civile. E’ però necessario ricordare – continuano i dirigenti sidnacali -, che il volontario di Protezione Civile è una persona che mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri; che in certe attività può essere incaricato di un pubblico servizio; che tra le cose che non può assolutamente fare, c’è la  richiesta di documenti, l’intervento in ambito di Ordine Pubblico, la gestione, come singolo o squadra, della la viabilità stradale».  

La FP CGIL chiede quindi che venga verificata la legittimità e/o conformità all’Ordinanza della Questura e chiede, pertanto, di predisporre un nuovo servizio con l'impiego soltanto di una sola pattuglia di Ordine Pubblico giornaliera, formata da due agenti di Polizia Municipale e, eventualmente, coadiuvata dai volontari della Protezione Civile». 

 

 

   

  

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La casa municipale ha organizzato in collaborazione con l'Asp uno screening di massa sulla presenza del Covid nei residenti. È stata effettuata apposita richiesta alle autorità sanitarie che hanno dato il benestare al monitoraggio. Un progetto questo del sindaco, Giorgio Stracuzzi e dell'assessore alla Sanità, Giampiero Pollastri. "Chiediamo alla cittadinanza - hanno detto all'unisono, il primo cittadino e l'assessore - di aderire all'iniziativa. Solo in questo modo si potrà avere un quadro chiaro dell'andamento dell'epidemia nel nostro paese da giorni in zona rossa". A tal proposito è stata effettuata ulteriore richiesta all'Asp se i dati a loro disposizione consigliano ancora il reiterarsi della richiesta di prolungare il provvedimento restrittivo la cui efficacia scade mercoledì. Intanto, da domani mattina, sarà allestito il "drive inn" nel piazzale di contrada Pallio, ubicato nei pressi del centro commerciale "I Gabbiani" dove poter effettuare il test. La casa municipale, comunica, infatti, le modalità ed i numeri telefonici dove poter effettuare la prenotazione necessaria ad evitare possibili arrivi in massa. Sono, infatti, già aperte le prenotazioni, dalle 9 alle 18, telefonando allo 09425780299 oppure allo 09425780292 (Protezione Civile) e telefonando al numero di cell. 3356944263 (Protezione Civile) senza utilizzare wathsapp. Sarà possibile utilizzare h24 anche l'indirizzo: "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.". Nella prenotazione devono essere indicati: nome – cognome – luogo e data di nascita – indirizzo di residenza – codice fiscale – numero di telefono e/o Mail. La data di effettuazione dei tamponi sarà comunicata al momento della prenotazione telefonica mentre per le prenotazioni via mail si riceverà un celere riscontro. Non saranno eseguiti i tamponi ai soggetti che non si prenoteranno attraverso le modalità previste.

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Al via a Giardini Naxos i primi lavori di recupero del Castello di Schisò, articolato complesso monumentale storicamente appartenuto a privati ed entrato a far parte dei beni della Regione Sicilia con l’acquisto nel 2018 da parte del Parco Archeologico Naxos Taormina. Al termine degli interventi, il Castello di Schisò diverrà un grande Polo Culturale con, al suo interno, la nuova sede del Museo archeologico.

Domani, 16 aprile, alle ore 10 la consegna ufficiale dei lavori alla ditta aggiudicataria alla presenza dell’Assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, della Direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano, del sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, e degli architetti Daniela Sparacino (Responsabile Unico del Procedimento per conto del Parco) e Arturo Alberti (Direttore dei Lavori).

Sempre domani, alle ore 12, a Taormina sarà inaugurata la nuova cabina elettrica che E-Distribuzione, società del Gruppo Enel gestore della rete elettrica a media e bassa tensione, ha realizzato all’interno del sedime del Teatro Antico. Con l’assessore Samonà e la direttrice del Parco, saranno presenti il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, e per E-Distribuzione Giuseppe Santino, responsabile Area Lazio-Sicilia, e Felice Sallustio, responsabile Zona Messina.

 

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Viaggiava sulla A18, con un tasso alcolemico superiore a quanto consentito e in evidente stato di alterazione psico-fisica.

È stato notato ed invitato ad accostare in un’area di sosta dai poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale di Giardini Naxos dopo aver rischiato di investire un’altra auto in transito e sbandato pericolosamente e ripetutamente lungo il tratto autostradale.

L’uomo, appena sceso dal veicolo sul quale viaggiava con la moglie, equilibrio precario ed eloquio incerto, ha raccontato di essere un imprenditore nel settore vinicolo e di aver proposto alcuni vini al titolare di un ristorante.

Dopo aver appurato il tasso alcolemico con etilometro, i poliziotti hanno proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria e al ritiro della patente. L’auto è stata sequestrata ai fini della confisca.

Si rammenta che l’assunzione di alcolici o di droghe è tra le prime cause di incidente e di morte su strade e autostrade. Mettersi alla guida dopo aver bevuto alcolici o assunto sostanze stupefacenti significa mettere a repentaglio la vita propria e quella altrui.

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Stanchi delle tante, troppe bruttezze che si continuano a perpetuare e a realizzare in Sicilia, quasi sempre senza mai individuare responsabilità, Legambiente ha deciso di istituire il ‘Premio ATTILA. Il nemico della Bellezza’, che verrà assegnato a chi con un atto, una decisione, un gesto, una proposta offende o mortifica un luogo, un sito, una bellezza siciliana.
Il premio consiste in una targa che menziona il grave gesto censurato e sarà riprodotta in un materiale edile, per segnare in modo simbolico il valore estremamente negativo del riconoscimento.
La prima assegnazione è per l’architetto Orazio Micali, che da Soprintendente di Messina ha autorizzata il 10 aprile 2017 la realizzazione di un manufatto per la vendita di prodotti per la nautica sulla spiaggia di Giardini Naxos davanti al Castello Schisò (vedi foto ).
“Abbiamo condotto seriamente e coerentemente una battaglia per impedire che questo obbrobrio venisse costruito – ha commentato l’Associazione ambientalista -. Non ci siamo riusciti, finora, e purtroppo adesso è stato realizzato. Anche se continuiamo a chiedere alla Soprintendenza di Messina di intervenire seguendo le indicazioni contenute nella sentenza del TAR di Catania del 26 giugno 2019, dove si evidenzia più volte che l’Istituto preposto alla tutela può esercitare i poteri inibitori di cui all’art. 150 del Codice dei beni culturali, non possiamo non rilevare che tutto e cominciato con l’assurda e inconcepibile autorizzazione del 2017.
Ma vogliamo qui, adesso, sottolineare – continua Legambiente Sicilia - che in applicazione dell’art. 150 l’Amministrazione regionale può inibire in ogni caso l’esecuzione di certi lavori, sebbene autorizzati, che siano comunque capaci di recare pregiudizio al paesaggio.
Il pregiudizio al paesaggio è sotto gli occhi di tutti e rappresenta non la nostra sconfitta, ma l’ennesima vergognosa incapacità di chi avrebbe potuto e dovuto impedire questo scempio e non ha ancora mosso un dito.
Legambiente Sicilia ricorda che, in poco più di un mese, ha premiato il signor Sebastiano Misuraca, per il suo gesto ‘bello e giusto’ di far abbattere la costruzione che deturpava il Castello di Mussomeli, e il funzionario della Regione che invece, con un ‘atto vandalico’ ha autorizzato il manufatto che oltraggia il Castello di Schisò”.

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Nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, R.C. 19enne, domiciliato in Giardini Naxos (ME), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dei servizi di controllo del territorio i militari della Stazione di Giardini Naxos avevano notato dei movimenti sospetti nei pressi del condominio ove è ubicata l’abitazione di R.C. e pertanto sono stati avviati specifici servizi di osservazione del luogo da parte dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Taormina. Al termine di prolungati servizi di osservazione, nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, avendo fondato motivo ritenere che all’interno del condominio potesse essere detenuta della sostanza stupefacente, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare con l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT). L’ipotesi investigativa dei Carabinieri si è dimostrata fondata e il fiuto dei cani addestrati ha indirizzato i Carabinieri proprio all’appartamento di R.C.. Nel corso della perquisizione, all’interno della camera da letto, è stata rinvenuta una sacca, contenente circa 1,5 Kg di marijuana, nonché due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato, la sostanza stupefacente è stata sottoposta ad accertamenti di laboratorio ed R.C. è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, è stato trattenuto in camera di sicurezza e, nella mattinata di oggi, all’esito dell’udienza davanti al Giudice del Tribunale di Messina l’arresto operato dai Carabinieri è stato convalidato.

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In data odierna, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 provvedimenti cautelari personali (nr. 2 arresti in carcere - nr. 9 arresti domiciliari – nr. 4 obblighi di firma – nr. 1 interdizione dai pubblici uffici) e nr. 2 provvedimenti cautelari reali (nr. 2 sequestri di aziende), disposti dal GIP presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nei confronti di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Città Metropolitana di Messina.

Contestati i reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, (art. 452 quaterdecies c.p.), combustione illecita di rifiuti (art.256 bis d.lvo 152/2006), “invasione di terreni” e “deviazione di acque” (artt. 632 e 633 c.p.) abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), falsità ideologica commessa da P.U. (art. 479 c.p.) e corruzione (art. 319 c.p).

L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili inondazioni anche del centro abitato posto a vale dell’impianto, poiché la trasformazione dell’alveo del torrente (torrente “San Giovanni” in località Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso d’acqua, determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente avverse, fatto peraltro già verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni. 

Lo sviluppo dell’attività ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di rifiuti, di più soggetti e più società direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

Nel dicembre 2018, l’impianto della società ECO BEACH s.r.l. di Giardini – Naxos (ME) è stato sottoposto a stringente ispezione da parte del N.O.E. di Catania e, per le gravi violazioni contestate, sequestrato. Tale provvedimento è stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso.

Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.

L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano :

  • Percolato di discarica;
  • Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
  • Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno;
  • Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose - cd. RAEE – (frigoriferi);
  • Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane;
  • Rifiuti biodegradabili da cucine e mense;
  • Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti.
  • Rifiuti ingombranti (materassi).

per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro.

Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.

Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.

Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:

  • 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
  • 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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Nel primo pomeriggio di venerdì, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, D.B.S. 45enne, domiciliato in Giardini Naxos (ME), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dei servizi di controllo del territorio i militari della Stazione di Giardini Naxos avevano notato dei movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione di D.B. S., pertanto sono stati avviati specifici servizi di osservazione del luogo da parte dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Taormina che hanno notato un manufatto anomalo, una sorta di ripostiglio, realizzato sul balcone dell’abitazione dell’uomo.

Il servizio di osservazione effettuato ha fatto ritenere che all’interno dell’appartamento potesse essere detenuta della sostanza stupefacente, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno effettuato pertanto una perquisizione domiciliare con l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT). L’ipotesi investigativa dei Carabinieri si è dimostrata fondata e nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti proprio all’interno del ripostiglio ubicato sul balcone dell’abitazione circa 150 grammi di marijuana ancora verde, constatando che il manufatto sospetto era un essiccatoio per la marijuana, in cui erano state installate sei lampade termiche per riscaldare l’ambiente, dei ventilatori per diffondere uniformemente il calore ed un termometro elettrico per misurare la temperatura e mantenerla costante. Inoltre, nel corso della perquisizione, estesa anche alle pertinenze dell’abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto, nel garage in uso all’uomo, ulteriori 300 grammi di marijuana già essiccata, un bilancino elettronico di precisione ed il materiale per il confezionamento dello stupefacente in dosi ed una pistola a salve, riproduzione di un revolver.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato, la sostanza stupefacente è stata sottoposta ad accertamenti di laboratorio e D.B.S. è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina, è stato sottoposto agli arresti domiciliari e, nella mattinata di ieri, all’esito dell’udienza davanti al Giudice del Tribunale di Messina l’arresto operato dai Carabinieri è stato convalidato ed a D.B.S. è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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Nella notte del 13 novembre, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato due cittadini italiani di Catania, D.M.A. 50enne e V.F. 51enne, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di un furto aggravato di gioielli per un valore pari a 230.000 euro.

 Il colpo, verificatisi circa un mese fa in prossimità di una gioielleria di Giardini Naxos, è stato perpetrato ai danni di un rappresentante di gioielli che da Palermo era giunto a Giardini Naxos per mostrare un campionario di gioielli. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taormina, supportati dai militari della stazione di Giardini Naxos, si sono messi immediatamente sulle tracce dei malfattori. Dalla visione incrociata delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza installate in prossimità del luogo in cui è avvenuto il furto e sulle vie di fuga, è stato possibile ripercorrere tutte le varie fasi dell’azione delittuosa. In particolare le risultanze investigative hanno permesso di accertare che non si è trattato di un furto improvvisato, ma di un’azione ben studiata e pianificata. Infatti i malfattori hanno seguito la vittima sin da Palermo, attuando un vero e proprio pedinamento da manuale, attendendo il momento più opportuno per entrare in azione senza farsi notare, sottraendo con destrezza la borsa contenente i gioielli dall’autovettura del rappresentante non appena sceso dall’autovettura. Subito dopo i due si sono dileguati percorrendo l’autostrada ad alta velocità fino a Catania dove hanno occultato le autovetture utilizzate per mettere a segno l’azione criminosa. I Carabinieri, nonostante le accortezze adottate dai rei per eludere le investigazioni, con un’attenta analisi dei vari indizi, sono riusciti a ripercorrere a ritroso i loro spostamenti e i loro contatti, giungendo alla loro identificazione. Le perquisizioni condotte a carico degli indagati hanno permesso inoltre di rinvenire le autovetture, telefoni cellulari e indumenti utilizzati per la commissione del furto, consolidando ulteriormente il quadro probatorio sin qui raccolto nei loro confronti.

 Il Gip del Tribunale di Messina, concordando con le risultanze investigative acquisite dalla polizia giudiziaria con il coordinamento della Procura della Repubblica, valutati i gravi indizi di colpevolezza e la pericolosità sociale degli indagati, ha disposto gli arresti domiciliari per i due responsabili, in attesa di giudizio.

 

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Martedì, 08 Settembre 2020 07:42

GIARDINI NAXOS. AUMENTANO I POSITIVI AL COVID 19

 Dopo le notizie degli ultimi giorni sui casi positivi accertati di contagio da coronavirus, tra venerdì scorso e stamattina l'Autorità Sanitaria ha comunicato altri tre nominativi di cittadini residenti a Giardini Naxos risultati positivi.

 Il Comune ha proceduto ad attivare tutti i protocolli che il caso impone ed eserciterà un costante monitoraggio. Il sindaco Nello Lo Turco rinnova l’ invito a mantenere la calma, ma soprattutto a rispettare con scrupolo e con la massima attenzione tutte le misure di sicurezza previste.

“Raccomando a chiunque abbia eseguito il tampone e avuto risultato positivo, afferma Lo Turco,  di fare le dovute comunicazioni al Comune e sottoporsi all'isolamento rigoroso.”

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