«I dieci milioni di euro previsti nell'ambito della finanziaria dall'Ars per gli stagionali del turismo e commercio, sono un segnale positivo, certamente incoraggiante, che speriamo possa essere il primo passo verso quella svolta che migliaia di lavoratori attendono insieme alle proprie famiglie». Lo affermano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D'Agostino e Pancrazio Di Leo che, così, fanno il punto su una situazione comunque complicata e preoccupante per tanti lavoratori stagionali che stanno soffrendo per l'emergenza Coronavirus e sono stati dimenticati dal Governo nazionale. «Quanto deliberato dall'Ars - affermano D'Agostino e Di Leo - è un segnale che fa ben sperare. Come Fisascat Cisl, da anni chiediamo alla Regione Siciliana provvedimenti a sostegno dei lavoratori stagionali, la maggior parte dei quali rimarrà a casa la prossima estate e, così facendo, non avrà diritto nemmeno ad accedere alla Naspi nel periodo di bassa stagione. Gli stessi lavoratori che non percepiscono più alcuna indennità o salario da diversi mesi e non hanno più un euro per mandare avanti le loro famiglie e sopravvivere dignitosamente. A causa del Coronavirus, inoltre, per il 75%-80% di loro non ci sarà modo di lavorare in estate. Ma il Governo Conte non sembra preoccuparsi di questo, noi rimaniamo in attesa e chiediamo che vengano salvati migliaia di lavoratori a rischio povertà con il ripristino della Aspi». «La crisi - ha evidenziato il segretario regionale della Fisascat Sicilia, Mimma Calabrò - avrà ripercussioni pesantissime per il 2020 e il 2021. Con l’attuale stagione ormai persa, la speranza è che i lavoratori possano essere assunti nell'aprile 2021. Ma sino ad allora la gente come potrà sopravvivere con due mesi di sussidio e con le 600 euro una tantum dello Stato?». «I lavoratori – aggiunge Di Leo – per due anni si troveranno scoperti di contributi e quindi anche per la parte previdenziale sarà un dramma, per effetto di quella che riteniamo la grande "vergogna" della riforma Naspi».

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Senza indennità e senza lavoro, da Taormina alle Isole Eolie. Sono i lavoratori stagionali dei settori Commercio, Turismo e Servizi che da mesi hanno terminato l’indennità di disoccupazione NASPI e adesso sono senza reddito. La Fisascat Cisl ha contestato più volte ai precedenti governi «l’iniqua una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità penalizzando i lavoratori». Adesso gli stagionali, che erano in attesa di iniziare a lavorare, con le chiusure a causa dell’emergenza Coronavirus, sono rimasti senza contratto. «Stagionali disoccupati, senza lavoro e senza indennità», è la denuncia del sindacato per un "Decreto Cura Italia" che rappresenta «l'ennesimo schiaffo ai lavoratori del commercio turismo e servizi». «Inoltre, mentre agli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali è stata riconosciuta un indennità per il mese di marzo pari a 600 euro – spiegano Salvatore D’Agostino e Pancrazio di Leo della Fisascat Cisl Messina - i lavoratori stagionali del commercio non sono stati considerati nel decreto “Cura Italia”». Drammatica la situazione in provincia di Messina, dove ci sono importanti realtà turistiche come Taormina e le Isole Eolie. «In queste località, a fronte di un periodo medio di lavoro di circa 3 mesi, i lavoratori hanno percepito solo un mese e mezzo di Naspi e gli Stagionali del Turismo Commercio e Servizi sono stati esclusi dagli ammortizzatori-sociali ordinari o in deroga». Secondo la Fisascat di Messina lo Stato e la Regione in Sicilia non hanno considerato i lavoratori stagionali, «intere famiglie ridotte alla miseria e in difficoltà anche per poter acquistare le materie di prima necessità per poter sopravvivere. Non è giusto che i lavoratori stagionali del commercio siano trattati diversamente e penalizzati rispetto ad altri settori oggi privilegiati – concludono D’Agostino e Di Leo – per questo chiediamo un intervento immediato del ministro Catalfo e del presidente della Regione Musumeci.

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 "A Taormina e nell'intero comprensorio ionico, nella zona tirrenica e nell'intero comprensorio i lavoratori stagionali sono ormai ridotti alla fame, costretti a vivere nella drammatica condizione di miseria senza lavorare più ormai dallo scorso autunno. Dovranno affrontare il 2021 senza indennità e senza contribuzione ai fini pensionistici ma il Governo di questo non si preoccupa. Forse non si riesce a comprendere che siamo di fronte ad una bomba ad orologeria, una vera e propria polveriera sociale che rischia di esplodere e riguarda il dramma di migliaia di famiglie". L'allarme viene rilanciato dalla Fisascat Cisl Messina.

"La maggior parte dei lavoratori da dicembre sono senza indennità, avendo usufruito l’indennità di disoccupazione Naspi - spiegano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D'Agostino e Pancrazio Di Leo -, una riforma scellerata che ha ridotto il periodo e quindi l’indennità penalizzato gli stagionali del turismo commercio e servizi. Tale riforma è stata contesta ai precedenti governi più volte dalla Fisascat Cisl e dai lavoratori. I lavoratori stagionali del Commercio e Turismo erano in attesa che iniziasse la stagione turistica per riprendere a lavorare, ma con la situazione esistente le aziende aperte hanno già chiuso, e chi doveva aprire ad inizio aprile non ha potuto aprire. La chiusura e la mancata apertura delle attività Turistiche e Commerciali ha prodotto lavoratori disoccupati, senza lavoro e senza un reddito minimo per poter sopravvivere con le proprie famiglie, non dimentichiamo che la maggior parte dei nuclei familiari è monoreddito al Sud".

 "Il "Decreto Cura Italia" mortifica, ancora una volta, i lavoratori del turismo. Ci aspettavamo un segnale di sostegno ai lavoratori stagionali e invece è arrivato soltanto un assegno di 600 euro che equivale ad una "mancia", o per meglio dire "un'elemosina". Un altro caso emblematico sono i lavoratori stagionali che erano stati assunti dopo il 23 febbraio e oggi si trovano esclusi dalla cassa integrazione ordinaria e in deroga, rimanendo sospesi, senza salario e senza indennità, attualmente senza salario attendono che sia effettuata l’estensione del decreto potendo cosi usufruire anche loro degli ammortizzatori. Ancor più eloquente e drammatica appare la situazione degli stagionali nelle Isole Eolie, importante realtà turistica dove a fronte di un periodo medio di lavoro pari a circa 3 mesi, i lavoratori hanno percepito solo un mese e mezzo di Naspi".

 "I lavoratori stagionali del settore Turismo Commercio e Servizi i quali dovevano riprendere a lavorare per la stagione 2020 non sono stati minimamente considerati ed esclusi anche loro dal poter usufruire degli ammortizzatori-sociali ordinari o in deroga, è stato previsto un piccolo contributo di 600 euro per il mese di marzo per i lavoratori stagionali del Turismo, mentre i lavoratori stagionali del Commercio oggi disoccupati nulla non sono italiani anche loro? Lo Stato, ed in Sicilia la Regione non ha per nulla considerato i lavoratori stagionali, intere famiglie ridotte alla miseria e in difficoltà anche per poter acquistare le materie prime per poter sopravvivere. La Sicilia vive di Turismo, ma molto spesso la politica si dimentica dei lavoratori del comparto Turistico e delle aziende del settore che producono e contribuiscono a far crescere l'economia della Regione. I lavoratori stagionali oggi sono stati ridotti alla miseria. E' opportuno che il Governo Nazionale e Regionale intervenga, e eviti di creare disparità nei loro confronti, non è giusto che siano trattati in modo diverso rispetto ad altri settori oggi privilegiati. L'emergenza sanitaria impedisce, al momento, di manifestare in piazza ma non vi è alcun dubbio che i lavoratori già si preparano a una protesta senza precedenti nei confronti di quest'Italia che li mortifica e li snobba, ma della quale fanno parte a pieno titolo e che a tutti loro deve garantire i diritti e le risorse necessarie per vivere in condizioni dignitose".

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Dopo Taormina, anche il Comune di Giardini Naxos raccoglie e fa proprie le proposte della Cisl Messina e della Fisascat Cisl per contrastare il dumping contrattuale e favorire la corretta applicazione dei contratti di lavoro. Nuovo incontro nei giorni scorsi tra il sindaco Pancrazio Lo Turco e la Cisl di Messina rappresentata dal segretario generale Tonino Genovese e per la Fisascat Messina Pancrazio Di Leo, Mario Ianniello e Giovanni Rigano. Anche il primo cittadino del centro naxiota ha assicurato un pronto un provvedimento della sua Giunta per subordinare le concessioni per l’utilizzo del suolo pubblico e le eventuali riduzioni dei servizi e canoni alla integrale e totale applicazione da parte delle aziende e delle attività economiche operanti sul territorio, degli accordi e dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali e/o aziendali stipulati dalle Organizzazioni sindacali, dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative sul piano nazionale e territoriale. «Legare le concessioni per le attività commerciali e turistiche all’applicazione dei contratti di lavoro regolari serve a tutelare i lavoratori, soprattutto quelli stagionali che operano sul territorio – spiegano Genovese e Di Leo – Anche a Giardini Naxos Comune e sindacato hanno lavorato in sinergia per contrastare ed arginare il fenomeno dei “contratti pirata”, quelli siglati da associazioni datoriali minoritarie e organizzazioni sindacali poco rappresentative con condizioni economiche e normative peggiorative rispetto ai contratti di settore. La conseguenza, altrimenti, è quella di una corsa al massimo ribasso sul costo del lavoro in termini di retribuzioni, di diritti dei lavoratori, anche in termini di salute e sicurezza ed una concorrenza sleale nei confronti di quelle imprese che rispettano le regole».

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Il problema del dumping contrattuale a Taormina sarà parte integrante del Regolamento che la Giunta è pronta a portare in Consiglio comunale per disciplinare la concessione del suolo pubblico alle attività commerciali e del turismo che rispettino «l’obbligatorietà di applicare i contratti nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative». È questo quanto assicurato dal sindaco Mario Bolognari nel corso di un incontro tenutosi questa mattina a Palazzo dei Giurati alla presenza dell’assessore al Turismo e Commercio Andrea Carpita con la Cisl di Messina rappresentata dalla segretaria territoriale Mariella Crisafulli, dal segretario regionale della Fisascat Pancrazio Di Leo, dal segretario provinciale della Fisascat Salvatore D’Agostino e dal rappresentante Fisascat Mario Ianniello. L’incontro era stato richiesto dal sindacato per discutere ed affrontare la problematica del dumping contrattuale. «Occorre – hanno sottolineato i rappresentanti della Cisl e della Fisascat - lavorare in sinergia per contrastare e arginare il fenomeno dei “contratti pirata”, quelli siglati da associazioni datoriali minoritarie e organizzazioni sindacali poco rappresentative con condizioni economiche e normative peggiorative rispetto ai contratti di settore. La conseguenza, altrimenti, è quella di una corsa al massimo ribasso sul costo del lavoro in termini di retribuzioni, di diritti dei lavoratori, anche in termini di salute e sicurezza ed una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano le regole ed applicano la Contrattazione Nazionale delle organizzazioni sindacali più rappresentative. Una condizione intollerabile perché il lavoratore spesso è costretto ad accettare un accordo al ribasso pur di non perdere il posto di lavoro e, quindi, uno stipendio ridotto».

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Per i lavoratori stagionali a Taormina, nel comprensorio ionico e tirrenico comprese le isole Eolie si prospetta un inverno da incubo. Sino ad oggi non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo nazionale sul ripristino dell’indennità di disoccupazione ASPI (Legge Fornero) per i lavoratori del Turismo, Terziario e Servizi in sostituzione della Naspi.

La Fisascat Cisl Messina chiede un intervento strutturale per aumentare la stagione e dare continuità al lavoro. «Non possiamo accettare riforme che mortificano la dignità dei lavoratori e li privano persino dell’indennità di disoccupazione nei mesi invernali, riducendola ai minimi storici».

In vista dell’imminente iter parlamentare del “Decreto Dignità”, il sindacato chiede il reinserimento della copertura finanziaria per i lavoratori stagionali, volte a coprire i periodi di inattività involontaria in assenza di lavoro. A preoccupare anche il possibile ripristino dei voucher, strumento abusato in passato da molte aziende per coprire lavoro precario o sommerso.

«La stagionalità nel turismo – evidenziano i rappresentanti della Fisascat – non può essere gestita con i voucher ma deve fare riferimento agli istituti dedicati già presenti nella contrattazione nazionale del settore che disciplina, tra gli altri, anche il trattamento economico del lavoro extra e di surroga. Si ragioni, piuttosto, su come favorire l’allungamento dei rapporti di lavoro nel settore del turismo, tra quelli esclusi dai trattamenti ordinari di sostegno al reddito, e su un eventuale riforma della Naspi più favorevole alla stagionalità».

In provincia di Messina, si deve costruire un turismo su 12 mesi. A Taormina, per esempio, con la disponibilità del Palazzo dei Congressi si possono pianificare iniziative nei mesi di bassa stagione. «La volontà della proprietà del San Domenico di voler trasformare l’attività ricettiva come stagionale – aggiunge Pancrazio Di Leo, segretario generale aggiunto Fisascat Cisl Sicilia –, richiama una questione molto seria che è quella della Naspi. Nel comprensorio di Taormina, della zona ionica e tirrenica e delle Isole Eolie sono oltre 20 mila le persone che lavorano in attività alberghiere, commerciali e dei servizi e che devono da fare i conti con l’attuale normativa della Naspi, penalizzati perché hanno diritto ad una indennità solo del 50% del periodo lavorato. A quel punto i lavoratori stessi, da gennaio in poi, rischiano di ritrovarsi senza un impiego, senza un euro e col rischio di non trovare una immediata ricollocazione”.

«Come come immaginato oggi il decreto dignità – aggiunge il segretario generale della Fisascat Cisl Messina Salvatore D’Agostino – non prevede, per i dipendenti stagionali, l’inserimento dell’aliquota aggiuntiva Naspi dell’1,40% finalizzata a coprire l’indennità di disoccupazione a carico delle aziende e, in assenza di fondi, la renderebbe a rischio».

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Congratulazioni e auguri di proficuo lavoro al neo sindaco di Taormina, Mario Bolognari, arrivano dal segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese, dal segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl Pancrazio Di Leo e dal segretario provinciale della Fisascat Cisl, Salvatore D’Agostino.

In una nota inviata al sindaco Bolognari, i rappresentanti della Cisl hanno auspicato il rispetto degli impegni presi durante la campagna elettorale quando in risposta alla lettera aperta di Cisl e Fisascat il neo primo cittadino ha messo tra le priorità «un turismo sostenibile che costruisce benessere per le imprese e per i lavoratori dipendenti».

Tonino Genovese, Pancrazio Di Leo e Salvatore D’Agostino si faranno promotori delle istanze dei lavoratori e delle classi più deboli della popolazione nel corso del primo incontro con le organizzazioni sindacali che il sindaco Bolognari si è impegnato a convocare per analizzare le crisi aperte sul territorio taorminese e trovare le corrette soluzioni anche per creare nuovo lavoro.

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“Un impegno concreto per ridare a Taormina quel ruolo di centralità che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Un impegno immediato per restituire ai taorminesi, cittadini e lavoratori, certezze su un futuro che troppo spesso sono costretti a cercare altrove.”

E’ questa la richiesta avanzata da Cisl Messina e Fisascat Cisl ai tre candidati a sindaco della città di Taormina.

“La tornata elettorale che vi vede protagonisti, si legge nella nota congiunta firmata da Pancrazio Di Leo, Segretario Generale Aggiunto Fisascat Cisl Sicilia,  Salvatore D’Agostino,  Segretario Generale Fisascat Cisl Messina e Tonino Genovese Segretario Generale Cisl Messina, è stata lunga e ricca di contenuti ma forse è stato trascurato un aspetto considerato primario da chi vive il territorio, il lavoro. Come sindacato siamo destinatari delle istanze di quei cittadini che vivono in condizioni di precarietà lavorativa, irregolare, a volte costretti a sottostare a ricatti per poter lavorare qualche mese. Anche in una realtà come quella taorminese, considerata una meta del turismo internazionale. Per questo motivo, oggi, Cisl e Fisascat Cisl chiedono insieme uno slancio, uno scatto d’orgoglio alla politica taorminese, a chiunque siederà sulla poltrona di sindaco, a chiunque occuperà un seggio nel nuovo Consiglio comunale della Perla. Turismo, servizi e commercio sono il cuore pulsante della vita economica di Taormina che necessitano di un’attenzione particolare. I lavoratori hanno bisogno di tutela e sostegno. Il settore vive una condizione di preoccupante precarietà per una stagione turistica che, anziché prolungarsi, va sempre più riducendosi portando lavoro sempre più precario e disoccupazione nei mesi considerati di “bassa stagione” per via delle nuove normative che hanno ridotto le indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali che, a Taormina e nel suo comprensorio, sono migliaia.

La nuova Amministrazione sarà chiamata a velocizzare procedure e attività. Un esempio su tutti è quello dei lavori per il San Domenico Palace, non una semplice struttura alberghiera ma un pezzo di storia di Taormina.

Serve allungare la stagionalità del turismo, passarla ad annuale, perché strutture che vivono solo la stagionalità rappresentano per noi e per i lavoratori un motivo di preoccupazione e pertanto invitiamo il Comune ad intervenire al fine di scongiurare le scelte delle strutture facendo pesare la previsione di “attività annuale” prevista nelle concessioni rilasciate dal Comune.

Per questo la Fisascat, la Federazione della Cisl che tutela i lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi, propone ai candidati di sottoscrivere un “Patto” con la città impegnandosi pubblicamente per la tutela contrattuale dei lavoratori del comparto turistico, del commercio e dei servizi e in particolare dei tanti lavoratori stagionali.

Non bisogna disperdere il valore aggiunto che l’evento del G7 ha portato alla città e valorizzare le opere che sono state realizzate e recuperate in quella occasione. Il Palazzo dei Congressi ne è il chiaro esempio e deve diventare volano della destagionalizzazione attraverso il rilancio di quel turismo congressuale che ha reso ricche altre realtà certamente non all’altezza della Perla dello Jonio.

Taormina, inoltre, ha bisogno di vedere completate le opere di infrastrutturazione logistiche e trasportistiche, per renderla più accessibile e raggiungibile dagli hub ferroviari e aeroportuali.

Come sindacato, inoltre, non possiamo sottacere i vecchi e i nuovi bisogni di tutta la cittadinanza attraverso l’offerta di politiche sociali che garantiscano livelli di assistenza e qualità della vita.

Quello che vi chiediamo, concludono  Pancrazio Di Leo, Segretario Generale Aggiunto Fisascat Cisl Sicilia,  Salvatore D’Agostino,  Segretario Generale Fisascat Cisl Messina e Tonino Genovese Segretario Generale Cisl Messina, è di essere vicino alla gente, ascoltarne i problemi, promuovere istanze di chi non riesce ad aver voce. La politica deve tornare ad essere elemento di unione e non di divisione, di confronto e non di scontro. Deve tornare ad essere “dovere che dice speranza”.”

 

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 Ci sono 20 milioni di euro da spendere in 27 interventi di edilizia scolastica per l’adeguamento alla normativa antisismica delle scuole della provincia di Messina. I fondi sono stati stanziati dalla Legge di Bilancio per il 2017 e l’elenco dei comuni beneficiari delle risorse è stato appena pubblicato sul sito del ministero dell’Istruzione. Complessivamente si tratta di 19.957.142,74 euro destinati alla provincia di Messina su un totale di 76.851.096,47 euro assegnati a tutta la Sicilia.

I comuni interessati ai finanziamenti sono 24: le risorse più consistenti sono andate alla Città Metropolitana con 2 milioni e 200 mila euro (Liceo Archimede e Istituto Cuppari), quindi il Comune di Brolo per 1.992.330,30 euro e il Comune di Furci Siculo con 1.460.109,5 euro.

Tra i comuni della riviera jonica risultano:

Mandanici- Scuola Torrente Cavallo Lavori di ampliamento ed adeguamento dell'edificio della scuola elementare sito in Via Torrente Cavallo € 470.250,00

Savoca- Scuola primaria “Santi Muscolino” Progetto per la ristrutturazione adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza delle strutture e degli impianti, igiene ed eliminazione delle barriere architettoniche della scuola primaria “Santi Muscolino” € 595.148,24; Scuola secondaria di primo grado fraz.ne “Rina” Progetto per la ristrutturazione adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza delle strutture e degli impianti, igene ed eliminazione delle barriere architettoniche della scuola secondaria di primo grado della fraz.ne “Rina” € 862.322,79

Antillo- Carlo Smiroldo Lavori di consolidamento dell'area di pertinenza dell'edificio della scuola media statale sito in via dei Mille del comune di Antillo (ME) – completamento primo stralcio € 448.200,00

Castelmola- Scuola Primaria Progetto per la ristrutturazione, con realizzazione di strutture e servizi annessi con miglioramento strutturale ed igienico funzionale – scuola via Giosafat € 650.000,00

«Stupisce – afferma il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese - che il Comune di Messina sia stato ammesso con un solo progetto da 520milaeuro relativo al recupero delle aree vandalizzate della scuola media S. Lucia sopra Contesse. Secondo le relazioni dell’Ufficio tecnico comunale, infatti, sono diverse le scuole della nostra città che non sarebbero in regola con le norme antisismiche e che necessitano prioritariamente di adeguamenti strutturali per le quali, però, non sono stati presentati progetti oppure sono stati esclusi».

La Cisl di Messina già da tempo ha avviato un Gruppo di lavoro permanente insieme alle Federazioni degli Edili, della Scuola e della Funzione Pubblica, lanciando appelli alle Istituzioni per «non perdere nemmeno un euro delle risorse pubbliche che vengono messe a bando».

«L’auspicio – aggiunge il segretario provinciale della Filca Cisl, Giuseppe Famiano - è che, a questo punto, si avviino i cantieri celermente, dando una boccata di ossigeno ai lavoratori edili che hanno risentito pesantemente e maggiormente della crisi economica e della burocrazia che blocca o rallenta le opere pubbliche».

Dalla Filca anche un richiamo alle Amministrazioni che hanno ottenuto i finanziamenti: «Vigilino sull’applicazione del contratto degli edili e che venga utilizzata manodopera locale».

«Interventi – continua il segretario provinciale della Cisl Scuola, Carmelo Cardillo – che invochiamo da tempo per assicurare condizioni di sicurezza agli studenti, agli insegnati, agli operatori e alle famiglie».

«È necessario – sottolinea il reggente della Cisl Fp Messina, Gigi Caracausi - inoltre, supportare gli uffici tecnici degli enti locali e della Città Metropolitana assegnando loro adeguate risorse umane e finanziarie».

La Cisl ritiene anche necessario che la Città Metropolitana e i Comuni istituiscano un Tavolo Tecnico per l’Edilizia Scolastica far emergere le criticità nella partecipazione ai bandi, nella progettazione, nell’esecuzione dei lavori. «Come sindacato siamo pronti a dare un contributo, ricordando anche che gli Enti Locali possono accedere al Fondo di Rotazione regionale per l’affidamento di incarichi a liberi professionisti per la progettazione di interventi ammissibili a finanziamento».

Un passaggio fondamentale per consentire alle pubbliche amministrazioni di realizzare studi di fattibilità e progettazioni preliminari di opere pubbliche, aspetto che ha impedito agli stessi enti pubblici di dotarsi dei progetti indispensabili per l’acquisizione delle risorse finanziarie e, nel contempo, hanno mortificato l’esercizio delle professioni.

 

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L’obiettivo è quello di rafforzare l’impegno della Cisl e delle donne dirigenti sindacali nella contrattazione aziendale e sociale a tutela delle lavoratrici e delle pensionate. Nasce anche a Messina il Coordinamento provinciale sulle Politiche di Genere della Cisl che intende rivolgere particolare attenzione ai temi come la conciliazione lavoro-vita privata, la pensione anticipata per le mamme lavoratrici, salute e sicurezza in ottica di genere nei luoghi di lavoro, prevenzione e contrasto di ogni forma di discriminazione e di violenza anche attraverso la promozione tra le giovani generazioni della cultura del rispetto e dell’integrazione.

Il battesimo è avvenuto nel corso di una riunione organizzata dalla segretaria territoriale Mariella Crisafulli con la presenza del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, e – in video conferenza – la segretaria regionale della Cisl Sicilia, Rosanna Laplaca.

«Da sempre – ha detto Rosanna Laplaca – sottolineiamo l’importanza della contrattazione territoriale e aziendale quale strumento per rispondere al meglio ai bisogni e alle esigenze dei territori in materia di genitorialità, flessibilità organizzativa o welfare dedicato alle attività di cura».

Un appello «affinché le aziende del territorio stipulino accordi con le rappresentanze sindacali», è stato lanciato dalla segretaria territoriale della Cisl di Messina, Mariella Crisafulli, «per sostenere le lavoratrici e i lavoratori nelle politiche di conciliazione grazie al recente Decreto, che fa seguito al Jobs Act, che introduce misure di decontribuzione legate alla contrattazione decentrata a sostegno delle politiche di conciliazione e di welfare».

«Con la creazione del Coordinamento - ha dichiarato il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese – intendiamo far emergere quei bisogni che sono propri delle donne lavoratrici e delle donne pensionate che ci chiedono di rappresentarle per trovare soluzioni e per questo abbiamo uno strumento importante che si chiama contrattazione».

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