I Circoli PD. Riviera Jonica in questo periodo di Fase 2, hanno esaminato i 269 articoli che compongono il Decreto Rilancio esitato dal Governo Nazionale, che rappresenta un provvedimento unico e epocale,assolutamente,proporzionato all’emergenza causata da Covid-19.

A cio’ si aggiungeranno i fondi stanziati da U.E., BCE e BEI, attraverso i vari strumenti in corso di definizione. Il Decreto Rilancio oltre a prevedere il rifinanziamento, la proroga e l’allargamento della platea dei beneficiari, riguardo le misure di sostegno già avviate quali: cassa integrazione in deroga, Naspi, bonus lavoratori stagionali, partite Iva, e reddito di emergenza, introduce nuove ed importanti misure, che i Circoli P.D.desiderano divulgare con concretezza e semplicità, ai cittadini

1) Ecobonus al 110% ,in vigore dal 1 luglio, che prevede interventi di riqualifica energetica e adeguamento antisismico quali: isolamento termico di facciate tetti ed edifici, installazione di caldaie e impianti di condizionamento a basso consumo,realizzazione di impianti fotovoltaici,adeguamenti antisismici,sostituzione infissi. Un provvedimento epocale per una riqualificazione ecosostenibile del patrimonio immobiliare italiano;

2) Contributi a fondo perduto per le attivita’ commerciali e PMI (art.25). Il Provvedimento in questione prevede, entro il 30 giugno contributi a fondo perduto per tutte le tipologie di attivita’, che hanno subito una decurtazione dei ricavi del 33%, relativamente ad aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. Per esempio, una attività che nel 2019 aveva fatturato e. 10.000 e nel 2020 zero euro, nel mese di riferimento avrà un contributo pari al 20% dei minori ricavi, con un minimo garantito di euro 1000 per le imprese individuali ed euro 2000 per le società, attraverso erogazione diretta dalla Agenzia delle Entrate in conto corrente bancario o postale.

3) 550 milioni sono stati destinati alle Università, con un effetto immediato che uno studente su due avrà una borsa di studio o uno sconto sulle tasse universitarie. La platea degli studenti beneficiari della No Tax Area sarà portata da 300.000 A 500.000 ed altri 250.000 avranno uno sconto sulle tasse, per un totale di 750,000 che avranno un concreto beneficio economico. L’obiettivo politico del P.D. è quello di investire sul futuro dell’Italia e sulle giovani generazioni;

4) Altri provvedimenti molto importanti e concreti: - Bonus Mobilità Sostenibile fino a e.500 per acquisto di biciclette, bici e monopattini elettrici, che si applica a tutti i Comuni facenti parte delle Aree Metropolitane ( Nella fattispecie Messina e comuni della provincia)

- Bonus Vacanze di e.500 per tutti i nuclei familiari, anche di una sola persona con Isee non superiore a e. 40.000

- Stabilizzazione di 16.000 insegnanti ed assunzione di 10.000 unita’ di personale sanitario,nonche’ 3,2 miliardi di euro per rafforzare la sanita’ pubblica

- Esenzione Tosap (Tassa occupazione suolo pubblico) fino ad ottobre 2021.

- Esenzione Irap scadenza Giugno 2020

- I mezzi economici messi in campo ( 55 miliardi di euro) dal Governo Nazionale, hanno una dimensione mai vista in Italia.

“Auspichiamo, affermano i componenti Circoli P.D. Riviera Jonica, che tutte le componenti del Sistema Paese, siano all’altezza di questa sfida epocale, che sarà sostenuta dalle necessarie semplificazioni burocratiche che il Governo Nazionale varera’ con un specifico Decreto Semplificazione in corso di stesura.”

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Le disposizioni attuali della Regione Siciliana non consentono alle attività commerciali di poter aprire la domenica. Ciò rischia di penalizzare notevolmente il tessuto economico delle partite iva in modo particolare nelle località turistiche siciliane, come ad esempio Taormina.

Il divieto tutt’ora vigente, che impone la chiusura delle attività commerciali la domenica rappresenta una pesante limitazione per quel rilancio economico indispensabile dopo gli oltre 2 mesi di lockdown.

“Sono stato contattato da numerose operatori economici del Taorminese, spiega il deputato regionale Danilo Lo Giudice,  che chiedono a gran voce che tale limitazione venga eliminata, rappresentando come il fine settimana e quindi la domenica in particolare, sia fondamentale per avere un minimo di incassi in una situazione già fortemente drammatica. Per questo, prosegue Lo Giudice, ho chiesto al presidente Musumeci di poter rivedere questa posizione, ascoltando le esigenze degli operatori e dando ai sindaci la possibilità di stabilire, a seconda delle esigenze, l’apertura domenicale.

Ringrazio il governo regionale che ha accolto tale richiesta comprendendo le motivazioni e dando rassicurazioni in tal senso. Nelle prossime ore, conclude il deputato regionale, verrà emanata apposita ordinanza regionale che potrà eliminare tale criticità, consentendo così l’apertura domenicale.”

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Nelle scorse ore l’Asp ha informato l’amministrazione comunale della presenza di un nuovo caso accertato di positività al coronavirus di un soggetto residente a Giardini Naxos.

“ In merito, afferma il sindaco Nello Lo Turco, ritengo importante informarvi che lo stesso è stato immediatamente posto in quarantena obbligatoria e si sta cercando di ricostruire tutti relativi i movimenti e i contatti dell’ultimo periodo. La persona di che trattasi, che sta bene e non presenta alcun sintomo, sarà nuovamente sottoposta a tampone per accertarsi che non si tratti di una falsa positività; il Comune comunque monitorerà incessantemente l’evolversi della situazione e porrà in essere tutti gli adempimenti di propria competenza.”

Il primo cittadino raccomanda a tutti, come già costantemente in passato, di evitare di far circolare informazioni incontrollate, soprattutto sui social, che contribuiscono solo alla perdita della serenità della comunità.

L’ invito ai cittadini è quello di  attenersi pedissequamente alle disposizioni allo stato vigenti e, nonostante le attuali minori restrizioni sulla circolazione e sui contatti, a limitare al massimo le uscite e gli spostamenti allo stretto indispensabile, oltre che ovviamente ai soli casi consentiti, conformandosi alle modalità e misure di sicurezza obbligatorie.

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Una petizione per chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus, a chiederla è il magistrato Angelo Giorgianni.

“La gestione politica e sanitaria dell’Emergenza Coronavirus, spiega Giorgianni, è stata condizionata dalle verità di alcuni Scienziati “accreditati” che hanno prospettato tesi catastrofiche sull’evoluzione e sui rischi della pandemia. Questi ultimi hanno indicato rigide misure di distanziamento, che hanno limitato libertà e diritti di valenza costituzionale ed hanno affermato che non vi erano allo stato terapie specifiche e che per un ritorno alla normalità avremmo dovuto aspettare la scoperta del vaccino.

Le tesi dissenzienti che indicavano caratteristiche diverse del virus, l’inutilità del vaccino, una diagnosi diversa rispetto a quella ritenuta e terapie praticabili, non sono state ascoltate ed alcune volte nascoste.

In particolare, prosegue il magistrato, alcuni Scienziati e ricercatori di caratura internazionale hanno pubblicamente affermato che:

1) il vaccino non servirebbe a nulla, perché il virus muta;

2) il coronavirus non avrebbe possibilità di uccidere una persona sana, ma solo chi ha una risposta immunitaria bassa;

3) Il coronavirus circolerebbe già da prima dell’ottobre 2019;

4) Almeno Il 35 % della popolazione sarebbe stato già contagiato ed avrebbe quindi gli anticorpi;

5) Il coronavirus determinerebbe la morte per Trombo embolia vascolare e si potrebbe prevenire anche con l’uso dell’eparina e dell’idrossiclorochina;

6) il plasma è una cura valida, a basso costo e senza rischi, perché si basa sull’immunità indotta.

7) L’erroneità di alcune diagnosi e terapie potrebbero avere determinato tante morti, diversamente evitabili;

8)Il virus sarebbe sensibile al caldo e la stagione estiva ed il mare lo neutralizzerebbe;

9) La patogenicità sarà sempre maggiore al Nord, essendo il virus sensibile al clima;

10) la carenza di vitamina D esporrebbe a rischio contagio Coronavirus.

Queste verità, prosegue Giorgianni, che avrebbero potuto agevolare il contrasto al virus, tardano ad affermarsi perché contraddette da verità “accreditate” che, invece, hanno improntato la gestione sanitaria. Avendo   i fatti dimostrato la validità di queste tesi dissenzienti, si pongono drammatici interrogativi sull’utilità di una serie di misure restrittiva delle libertà, sulle conseguenze degli eventuali errori diagnostici e di possibili ritardi nel praticare alcune terapie efficaci.

Pertanto, afferma Giorgianni, è legittimo chiedersi se tratta solo di Fatali errori e drammatici ritardi che hanno reso inadeguata la gestione dell’emergenza, o gli stessi, come qualcuno teorizza, sono funzionali ad una immorale e/o illecita strategia? Se Queste verità “nascoste” avrebbero potuto evitare questa strage di vite umane?

Tanti interrogativi ed un’unica certezza: Migliaia di vittime reclamano verità e giustizia! Ognuno di noi , conclude il magistrato, ha il diritto di sapere e credo che, a prescindere da doverose indagini giudiziarie, sia necessaria una Commissione di inchiesta parlamentare per accertare se questa emergenza sanitaria sia stata gestita adeguatamente e se vi sono state notizie false, depistaggi e interessi illeciti... che hanno condizionato la gestione predetta!

 La Commissione parlamentare di inchiesta è finalizzata non solo ad accertare le verità, ma anche ad evitare che la popolazione sia in futuro sottoposta a misure restrittive della libertà inutili, a terapie dannose o inappropriate, e ad un vaccino inefficace.”

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“La stagione turistica va salvata. La Sicilia non può fare a meno questa estate dei flussi turistici per evitare una crisi economica che lascerebbe centinaia di migliaia di corregionali disoccupati. Occorre una misura che renda sicura, dal punto di vista sanitario, la presenza dei turisti nella nostra Isola. Per questa ragione invito il governo Musumeci ad avviare un progetto pilota per la predisposizione di un “passaporto sanitario” con il quale certificare l’assenza di contagio da Covid-19 su ogni persona che arrivi in Sicilia per le vacanze attraverso il tampone o il test sierologico. Ogni turista, che giunga in aereo, treno, nave o mezzo proprio dovrà mostrare una certificazione sanitaria adeguata in partenza essendosi già sottoposto a spese del sistema sanitario regionale al tampone. I dati sanitari potrebbero essere caricati sulla tessera sanitaria munita di chip che ogni cittadino possiede o sul passaporto digitale per i turisti che arrivano dall’estero. Solo così assicureremo una stagione in grado di produrre profitti e determinare la ripresa economica del comparto turistico siciliano che regge con una fetta importante il pil regionale. In tal senso auspico che si attivi tempestivamente un tavolo tecnico con tutti gli attori delle categorie interessate, tour operator, presidenti delle società di gestione degli aeroporti, albergatori, gestori di lidi, ristoratori e operatori economici, con il coordinamento degli assessori Razza, Messina e Turano, per predisporre ogni azione che abbia lo scopo di fare arrivare turisti in Sicilia. Sarà necessario e prioritario che l’assessore Razza avvii immediatamente un’interlocuzione con il ministro della Salute per le modalità di attuazione del passaporto sanitario. Trovo assurdo che si assista ad accordi bilaterali tra Stati per favorire il turismo internazionale mentre l’Italia rimane in silenzio. La Sicilia si adoperi per un’adeguata pressione sul governo Conte per l’incoming turistico come grimaldello per la ripresa economica”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, annunciando anche la presentazione di una mozione sul tema.

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Dei giovani professionisti digitali della riviera jonica hanno unito le forze, e le idee, per rendere disponibile una piattaforma per digitalizzare il menù dei ristoranti gratuitamente.

Come è stato accolto il progetto?

"Certo, non sarà uguale al menù cartaceo, però capiamo che dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri clienti e quindi l'idea del menù digitale è la strada migliore" hanno commentato i proprietari del ristorante O' Geusu dai Trischitta.

Molti altri imprenditori hanno apprezzato l'iniziativa soprattutto per la possibilità di accedervi gratuitamente e per il risultato professionale e moderno.

Perché hanno pensato che OffMenu e il menù digitale ideale per i ristoranti?

Il passaggio del menù di mano in mano può essere rischioso. Molti menù in carta non sono sanificabili, o comunque si rovinerebbero molto velocemente con l'uso dei prodotti chimici. Per creare e aggiornare un menù digitale dovrebbero rivolgersi a un web master, anche se hanno già un sito web.

Con OffMenu i ristoratori possono avere gratuitamente il necessario per gestire il proprio menù digitale in autonomia, ricevere ordini per il take away o delivery. Tutto reso più semplice possibile, così i ristoratori possono caricare il proprio menù, aggiungere piatti speciali e altro senza l’aiuto di un tecnico.

Ecco alcune funzionalità disponibili gratuitamente: inserire una seconda lingua, una home page con piatti consigliati del giorno o speciali, un pulsante contatti per il take-away e la consegna a domicilio e la un codice QR univoco per il proprio locale. Con il Codice QR i clienti possono vedere il menù del ristorante sul proprio smartphone semplicemente inquadrandolo o utilizzando un link che troveranno sul tavolo.

“È stato fatto il massimo per rendere l'esperienza più intuitiva e semplice per ristoratori e clienti. È vero che è un servizio gratuito, ma non ci siamo risparmiati in quanto a funzionalità e usabilità.” Afferma Mirko Sturiale, sviluppatore web e uno degli ideatori di OffMenu.

Per avere più informazioni si può visitare il sito web www.offmenu.it, scrivere alle pagine Social OffMenu o inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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“Faremo tutto il possibile per alleggerire e rendere meno pesante il carico di preoccupazioni di ogni singola famiglia taorminese e di ogni singolo imprenditore.” Ad affermarlo è Lucia Gaberscek, presidente del civico consesso.

La Gaberscek attraverso una nota informa la cittadinanza che presto il consiglio comunale tornerà a riunirsi per affrontare le tematiche legate all’emergenza coronavirus.

“La realtà che viviamo ormai da mesi, in seguito alla diffusione del Covid -19 in tutto il mondo, afferma Lucia Gaberscek, ha del tutto stravolto i piani futuri di ognuno di noi: delle famiglie, delle imprese, di chi era pronto a rimboccarsi le maniche per la stagione e che adesso non sa come guadagnarsi da vivere, se non attraverso un bonus di 600 euro, di per sé difficile da ottenere.

La politica, però, sottolinea Gaberscek, deve continuare a lavorare per non abbandonare coloro che oggi, più che mai, aspettano un segnale dal Comune e dai governi nazionale e regionale.

Anche il Consiglio comunale di Taormina farà la sua parte e sarà al fianco dei cittadini: il civico consesso è pronto a lavorare per poter alleggerire, per quanto possibile, il pesante fardello che pesa sulle spalle dei taorminesi.

A breve, spiega la presidente, l’assemblea cittadina tornerà a riunirsi, discutendo e analizzando la complessa situazione socio - economica che Taormina sta attraversando.”

Ma quali saranno le tematiche che il consiglio è chiamato ad affrontare? A spiegarlo è proprio la presidente del civico consesso.

“Si sta già lavorando allo sgravio delle imposte comunali di propria competenza: su tutte la Tari e la tassa per l’occupazione dei suoli pubblici che andrebbero a pesare ancor di più su aziende che sono già in profonda sofferenza a causa di una enorme mole di costi che si vedono costretti ad affrontare: dagli affitti ai costi legati al lavoro. Come ripartiranno queste aziende ? Ferma restando la loro volontà di vedere di nuovo viva la propria attività e Taormina tutta, come potranno recuperare i mancati incassi di questi mesi ed affrontare un futuro mai così incerto anche a causa della poca chiarezza in materia di norme sanitarie ? E i cittadini che hanno perso il lavoro come faranno a mandare avanti le proprie famiglie, ad accontentare i propri figli, a salvare la dignità dopo una vita di sacrifici ? Incidere sulle tasse comunali certamente non risolverà del tutto il problema, ma il civico consesso non si tirerà indietro in questa difficile parentesi della storia della nostra città, e di tutto il mondo.

Nello specifico, per quanto riguarda la Tari, tassa sulla nettezza urbana, stiamo puntando ad un adeguamento dei servizi alle esigenze attuali, sicuramente ridotte rispetto ai mesi passati, senza diminuire la qualità degli stessi: si otterrebbe così un abbattimento di alcuni servizi e il conseguente abbassamento dei costi e, come immediata conseguenza, della bollettazione. A ciò si aggiungerà la possibilità di posticipare il pagamento delle rate della stessa. Tutto ciò è contenuto nel piano finanziario della Tari, che a breve approderà in aula. Stiamo valutando anche la rideterminazione dei costi dell’Acquedotto dove, comunque, bisognerà garantire la copertura di almeno l'85% degli stessi.  Per ciò che riguarda la tassa per l’occupazione dei suoli pubblici il Consiglio comunale, di concerto con l’Amministrazione, si adopererà  per dare applicazione alla recentissima norma regionale per l'esenzione del pagamento di suolo pubblico per il 2020. Per coloro che hanno già pagato, si sta valutando il  recupero delle somme già versate. Per rendere concreto quanto detto si sta lavorando al Regolamento delle entrate che quanto prima verrà discusso in aula.

Sono convinta, afferma Lucia Gaberscek,  che non mancherà l'apporto propositivo di ogni consigliere comunale, maggioranza e minoranza, nell'affrontare la complessa problematica.

In ogni caso, conclude, tutto quanto rientrerà tra le prerogative dell'Assemblea cittadina per alleggerire e rendere meno pesante il carico di preoccupazioni di ogni singola famiglia taorminese e di ogni singolo imprenditore, sono certa che verrà valutato dal civico consesso in maniera coesa e senza distinguo di appartenenza politica, nell'interesse della nostra comunità.”

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- «Il 4 maggio potranno riaprire, ma quante attività ricettive, turistiche e commerciali lo fanno davvero? Quante persone ci saranno?» A chiederlo è la Fisascat Cisl di Messina che ricorda come nella provincia ci siano circa 15 mila persone che vivono di un impiego stagionale nel turismo e nel commercio e la quasi totalità non ha una prospettiva di lavoro per questa stagione, ormai già ampiamente compromessa. «Le Isole Eolie, Taormina e il suo comprensorio ma non solo – sostengono Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo - sono i maggiori poli turistici siciliani, aree di riferimento per il turismo e l'economia della Sicilia e del Sud. Ma questo non interessa al Governo». A Taormina e nell'hinterland, la prossima estate, secondo le stime di Fisascat Cisl saranno occupati tra il 15% e il 20% dei lavoratori che comunque non potranno nemmeno maturare i requisiti necessari poi per chiedere la Naspi. «Ad oggi non sappiamo quante attività apriranno, ci sarà pochissimo lavoro e chi potrà lavorare sarà fortunato – continuano i rappresentanti del sindacato - Per questo riteniamo indispensabile che si ripristini la Aspi, con i 24 mesi indennizzati, o che venga ripristinata la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del turismo. La considerazione che ad oggi c'è del nostro territorio è tutta nelle 600 euro del decreto "Cura Italia". Una miseria, persino negata a molti lavoratori, con la quale le persone potranno pagare una bolletta o una mensilità di affitto». Per la Fisascat non è più una crisi economica ma un'emergenza sociale. «Non possiamo accettare questa mattanza che viene compiuta ai danni di migliaia di lavoratori e di tutte le loro famiglie. Il lockdown, sinora, ci ha impedito di manifestare, il distanziamento sociale prevederà ulteriori obblighi ma non appena possibile torneremo in piazza. Soltanto questa situazione di quarantena obbligata ci ha fermato, altrimenti oggi saremmo già a Palermo e a Roma, sotto i palazzi della Regione e del Governo, per pretendere il rispetto di quei diritti che ai lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi vengono negati, privati anche degli ammortizzatori sociali a differenza di altri settori produttivi. La crisi sta togliendo l'impiego a migliaia di lavoratori, ma di fronte a una crisi senza precedenti siamo pronti a una lotta senza precedenti per difendere l'occupazione e soprattutto la dignità - troppe volte calpestata - dei lavoratori».

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Loretta e Connie Ralli hanno voluto dare un segno concreto di vicinanza, in un momento così complicato per tutti noi, a quanti ogni giorno combattono in prima linea contro il coronavirus. Rispondendo così alla mancanza di dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere del comprensorio jonico messinese Loretta e Connie Ralli hanno con grande “Amuri” donato 500 mascherine chirurgiche.

I preziosi dispositivi sono stati distribuiti in base alle segnalazioni pervenute al personale medico, infermieristico e ausiliario del Pronto Soccorso di Taormina, al reparto di Radiologia e Oncologia dell’ospedale di Taormina, al Centro Dialisi di Furci Siculo, agli infermieri territoriali adi del distretto di Taormina e alla casa di cura Carmona di Messina.

In particolare Loretta e Connie hanno colto il grido di aiuto di tanti operatori sanitari e grazie alla disponibilità e alla collaborazione di Alessandra Miano, amica ed infermiera, sono riuscite ad intercettare dove c’era maggiore necessità.

Un semplice gesto che è stato accolto con immensa gratitudine.

“Amuri, spiegano Loretta e Connie Ralli, non è solo un brand. È uno stile di vita, è una scelta. Esserci sempre per gli altri, per chi ha più bisogno. Sappiamo che torneremo presto ad occuparci delle nostre clienti ma oggi abbiamo voluto dedicare le nostre attenzioni a chi ogni giorno combatte in prima linea per sconfiggere questo virus. Un semplice gesto. È solo Amuri. È quello che sappiamo fare: guardare a chi ha bisogno ed agire. Il nostro aiuto serviva adesso e per questo abbiamo scelto di dare il nostro contributo. Un modo per ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari che si stanno prendendo cura di tutti noi.”

 

 

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L’on. Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, interviene sul dibattito politico inerente l’avvio della cosiddetta Fase 2 annunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri.

“Non ho seguito la conferenza stampa di Conte, spiega Lo Giudice, perché impegnato nei lavori della finanziaria regionale a Palermo. Ho ricevuto però, prosegue, una miriade di messaggi da tanti imprenditori esasperati che lanciano un grido di aiuto per poter riprendere piano piano la loro vita, il loro lavoro. Presidente Nello Musumeci i Siciliani hanno bisogno del suo intervento. C’è bisogno di avviare un’interlocuzione urgente con il governo nazionale per consentire di ripartire, con le dovute cautele, ma bisogna ripartire e sono certo che lei condivide questo pensiero. Il rischio che corriamo in questa terra, conclude Lo Giudice, è quello di vedere i sacrifici di una vita mandati in fumo e la Sicilia non se lo può permettere.”

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