Un’esposizione che appare naturalmente inserita in un pregevole contesto architettonico – L’esposizione del Maestro Giuseppe Cuccio è stata inaugurata il 15 luglio scorso ed è inserita nel programma per i Quarant’anni della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Potrà essere fruita fino al 30 settembre, e un segmento è stato creato anche presso il Teatro Antico dove alcune delle opere scultoree dell’artista possono essere ammirate in un contesto più che consono come lo è d’altronde quello della Casa del Cinema. Un luogo che appare quasi creato appositamente per questo magnifico allestimento, semplice, pulito, lineare ed elegante che ha il tocco magico di Francesca Cannavò, di certo la persona più qualificata per una scelta il cui risultato è felice. Felicità per gli occhi e per tutti i sensi, coinvolti in un viaggio materico di disegni e sculture che conducono tutti al disvelarsi dell’Essere: quello della Natura e quello umano, parte di essa.

 

Chi è Giuseppe Cuccio? – Il Maestro, palermitano, ha conseguito il diploma di liceo classico e il diploma dell’Accademia di Belle Arti nella sezione scultura, e attualmente è docente di Discipline Plastiche presso il Liceo Artistico “Damiani Almeyda” di Palermo. Ha partecipato a diverse esposizioni in Italia e all’estero. Tra i vari riconoscimenti è stato premiato a Milano in qualità di “artista dell’anno 2009” (Premio delle Arti-Premio della Cultura). La sua ricerca espressiva è comprensiva della scultura della pittura della grafica e del disegno. Varie sue opere sono dotazione di collezioni private e nei musei.  L'artista si muove tra Palermo e Milano.

 

Un’azzeccata recensione per iniziare ad addentrarsi nell’arte di Giuseppe Cuccio a cura di Anna Maria Ruta – La studiosa, che ha curato una delle mostre del Maestro, ha scritto di lui:

 «Più che eclettico, duttile a manipolare varie materie (bronzo, travertino, basalto, granito calcare, marmo, argilla, carta), e con una tensione citazionistica postmoderna, Giuseppe Cuccio è di fatto un classicista, classicista nella geometria e razionalità del progetto, classicista nella forma, classicista nell’universalità del messaggio. Scultore colto, con un preciso gusto architettonico, il classico lo rivisita, captando la parola degli antichi nell’essenzialità, nella chiarezza del dettato che illumina e aiuta a orientarsi meglio nei chiaroscuri della realtà. Le sue sculture sembrano mezzi busti di koũroi e di kòrai, con accenni di corpo, apparentemente non finiti, che rimandano subito all’idea formale sottesa, che esige l’essenziale, il segno squadrato, cadenzato da linee nette. Da questi scabri corpi di adolescenti emana un’intensa, ma concentrata, tensione interiore, che aspira ad un sereno rapporto col mondo».

 

Un percorso che va dal bosco alla chiarità della radura – Si procede, nel visitare la composita esposizione, come se attraverso i paesaggi oscuri e invernali, che usano la tecnica di un intrico su carta con l’uso del carboncino, si assistesse al lento disvelarsi dell’Essere. Natura interpuntata da sculture che accolgono gli spunti dell’arte minoico-micenea e si esaltano nel rimando alla Grecia arcaica sino a perfezionarsi nel più maturo classicismo che riecheggia nell’Atene del V secolo a.C.

Natura, paesaggio brunito e spigoloso, sculture e al piano superiore, i disegni morbidi e generosi, espressione del femminile e del maschile, indivisi nel mantenere le rispettive differenze, accolgono il visitatore per condurlo all’essenza della vita, la nascita, che ha in sé i germi della morte e prospetta la rinascita.

Uso della terracotta per legarlo alla terra, alla sua origine greca che è culla della filosofia. Immersione nel bronzo e passaggio dalle smozzate ancestrali figure, ammiccanti a platonici ermafroditi, schiuse nel colore dei fiori, amalgamati con pastelli a olio e pastelli di ordine elementare. Rinvii allo scorrere del tempo e alle stagioni tra Demetra e Kòre, tornate ad allietare le giornate degli umani per condurli a una forma di salvazione, incarnata dalla terracotta smaltata dell’Arcangelo, traduzione cristiana del pensiero neoplatonico.

Visitando e assaporando il mio giungere nelle chiarità della radura dove si è disvelato l’Essere della Natura, dentro di me risuonavano i vari passaggi delle «Quattro Stagioni» di Vivaldi, poiché il Barocco è anch’esso una interpretazione del disvelarsi dell’Essere, tra Eros e Thanatos, tra divino e mortale, nell’incessante darsi di Natura ed esserci dell’uomo.

 

Informazioni sulla mostra di Giuseppe CuccioLa mostra è aperta al pubblico sino al 30 settembre con i seguenti orari:

  • Mattina, 10:30/13:30
  • Pomeriggio, 17:30/20:30
  • Ticket 5 euro

L’esposizione è allestita presso La Casa del Cinema di Taormina, Corso Umberto 61 e alcune sculture possono essere ammirate anche al Teatro Antico.

 

 

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Un compleanno festeggiato con tutta la CittàDomenica 7 Agosto 2022, la sala ‘A’ del Palazzo dei Congressi di Taormina, era piena di persone allegre e festanti, in perfetta sintonia con un giorno augurale.

Il Piccolo Coro Don Bosco ha dominato la scena con il tradizionale appuntamento musicale, il CONCERTO D’ESTATE, per festeggiare il suo 14º anno di attività. Lo spettacolo che ha avuto luogo, non è stato un semplice concerto canoro ma un’esplosione di giubilo e bravura da parte degli allievi, diretti come sempre magistralmente dal Maestro Ivan lo Giudice.

L’evento inoltre ha ospitato una raccolta di fondi a favore dei bambini e delle scuole della Guinea Bissau.

Senza scordare la puntuale ed effervescente conduzione dell’attrice Anna Maria Raccuja e della cantante Laura Lo Re, entrambe madrine di questo appuntamento, entrato di diritto nella tradizione cittadina.

 

Un lavoro lungo 14 anni colmo di successi – L’attività del Piccolo Coro è stata un lungo e laborioso percorso di un insieme di persone – dagli allievi avvicendatisi a quelli in ingresso – che ha visto crescere e maturare nella voce e nella formazione personale tanti bimbi divenuti adolescenti che, visti dall’esterno, appaiono armoniosi come un unico organismo. Bravura, metodo, disciplina, unite alla gioia della condivisione al crescere dell’amicizia, al saper fare squadra e al saper stare insieme agli altri. Una sfida continua che il Maestro Ivan Lo Giudice ha saputo e sa portare avanti con pazienza e determinazione come un padre farebbe con i propri figli.

Sì, perché il Piccolo Coro è una grande famiglia. Cambia è vero, ma nell’animo resta tale e indivisibile nonostante nuove nascite e altrettante partenze. Una famiglia che coinvolge tutti, dai bambini ai genitori, da chi dirige, a chi lavora dietro le quinte, per dare modo a tutti noi di battere le mani, ballare e cantare insieme a loro. Una festa del cuore. Un cuore immenso quello del Piccolo Coro, esso rappresenta una delle belle realtà della nostra Città di cui andare fieri.

Taormina ha sempre avuto un tessuto fatto di trame di teatro, di danza, di musica e di canto. Le nostre radici sono fatte di voci e di note e dunque non possiamo che essere felici di vedere i nostri bimbi e i nostri ragazzi offrirsi nel canto.

Il Piccolo Coro Don Bosco Città di Taormina, ha portato in giro il cuore di noi tutti sino a far commuovere, con una toccante esibizione dell’Inno d’Italia, quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella sua ultima visita a Taormina durante il Taobuk Festival.

 

Il potente valore pedagogico della musica e del cantoMaria Montessori soleva dire: «Il più grande segno di successo per un insegnante è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi».

Ecco che l’insegnante, in questo caso Ivan Lo Giudice, ha saputo dare lungo il corso di questi 14 anni un metodo che sarà d’ausilio per il resto delle vite degli allievi. Senso di responsabilità e crescita affinché i semi di oggi germoglino, dando i frutti di domani. Sempre la Montessori diceva che «il bambino è una sorgente d'amore; quando lo si tocca, si tocca l'amore».

Questi giovani frutti hanno trasmesso messaggi di amore per la terra, per il mondo e tutti gli esseri viventi; amore per i propri affetti e grande senso dell’amicizia. Hanno cantato i temi della solidarietà e del rispetto per l’altro e per le differenze che ci rendono tutti speciali. Hanno ballato per omaggiare le mamme e i loro cari. Sono di esempio soprattutto per noi cosiddetti “adulti”, che troppo spesso scordiamo il nostro autentico lato fanciullo e ci allontaniamo dagli autentici valori che ci rendono degni di essere considerati esseri umani.

Chi ha avuto modo di assistere ai concerti del Piccolo Coro, sa quanto amore ci sia in ciascuno di questi piccoli scrigni. Essi sono la parte migliore di noi. Anche Don Bosco era convinto che «l’educazione è cosa del cuore» e va trasmessa con dedizione e gioia, poiché «la gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l’amore». Egli esortava i suoi ragazzi e amava dire: «Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo».

Tanti tanti auguri Piccolo Coro, donaci ancora sorrisi e speranze!

 

I partner del Piccolo Coro che hanno contribuito alla realizzazione del concerto sono:

Banca Credito Cooperativo Pachino; Associazione Albergatori Taormina; Jonica 2001; Pharmawell; Flumen Alley; Rosaria Trimarchi Events; Secom; NAXOS FOODS; RhinoCorp.

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TAORMINA - Si accendono i riflettori sull’edizione 2022 della TAOMODA WEEK, in programma a Taormina dal 19 al 24 luglio, patrocinata, tra gli altri, dal Ministero della Transizione Ecologica, da Confindustria Cisambiente, dalla Regione Siciliana e dagli Assessorati regionali delle Attività Produttive, del Turismo, Sport e Spettacolo, dei Beni Culturali, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, da CBI Camera Italiana Buyer–The Best Shop, dal Comune di Taormina, dal Parco Archeologico Naxos Taormina e dall’Università di Catania.

 

Ricco il calendario degli eventi della rassegna, che culmineranno nella notte dei Tao Awards il 23 luglio in occasione del Gala in programma al Teatro Antico di Taormina.

 

Conferenza d’apertura il 19 luglio a Taormina nella sala affreschi di Palazzo Calanna-La Baronessa.

 

Si proseguirà il 20 luglio con Voci di donne a confronto – I vini dell’Etna attrattiva turistica del territorio, talk ospitato al Museo Palazzo Ciampoli. L’incontro, oltre a celebrare i cinquant’anni di Fisar (Federazione Italiana Sommelier) alla presenza del presidente Luigi Terzago, darà voce al mondo dell’imprenditorialità femminile. Tra i panel, a seguire, la presentazione del libro “Emirati nulla è impossibile – Guida al nuovo centro mondiale del business” di Giovanni Bozzetti, vicepresidente nazionale Confindustria Cisambiente.

 

Il 21 luglio, sempre a Palazzo Ciampoli, sarà la volta del Sustainability Day, seconda edizione della giornata della sostenibilità istituita in Sicilia nel 2021: in mattinata la masterclass che coinvolgerà gli studenti dell’Università di Catania in un dibattito dove si alterneranno gli esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e delle aziende impegnate sul fronte green. Nel pomeriggio in programma una tavola rotonda, tra i relatori Maria Rita Grieco (RAI TG2), tra gli ospiti Ludovica Casellati Founder Luxurybikehotels.com e Antonio Quirici Presidente Cuoio di Toscana.

 

Il 22 luglio debutterà, nella terrazza della biblioteca comunale di Taormina, Taomoda Caffè Confidential, nell’ambito del quale i giornalisti e influencer Andrea Batilla e Mariella Milani presenteranno i loro rispettivi libri “L’alfabeto della moda - Il mondo della moda di oggi in 26 lettere” e “Fashion confidential. Quello che nessuno vi ha mai raccontato sul mondo della moda”.

La giornata si chiuderà con il Charity Dinner promosso dalla Fondazione Onlus “Smile House”.

 

La sera di sabato 23 luglio l’atteso Gala Taomoda Awards al Teatro Antico, presentato dalla giornalista di La7 Cinzia Malvini, durante il quale saranno consegnati i Tao Awards riservati ai personaggi della moda, della musica, del giornalismo, della televisione, della medicina e per la prima volta i Sustainabilty Awards, lo speciale riconoscimento dedicato al tema della sostenibilità.

 

Tra le anticipazioni, per moda, insigniti quest’anno con il TAO Fashion Digital Award Cividini, Mario Dice e Alessandro Enriquez. Questi brand, che hanno già calcato in passato il palcoscenico del Teatro Antico per Taomoda, hanno scelto di ritornare sul palcoscenico del prestigioso evento per mostrare dal vivo le proprie collezioni dopo aver optato lo scorso febbraio per un format digitale inserito nel calendario ufficiale della fashion week milanese.

 

 

 

 

Ad Alessandro Enriquez, che farà sfilare come Cividini in anteprima la SS 23, spetterà il compito di aprire la serata nel segno della continuità, avendo chiuso l’edizione precedente del Gala.

 

Presenti anche i marchi selezionati per il TAOMODA SICILY, un incubatore di eccellenze che riunisce i brand potenzialmente in grado rappresentare al meglio ed esportare il Made in Sicily, il craftmanship tipico dell’isola e le sue secolari tradizioni artigianali.

 

Tra i TAO AWARDS, anticipati i nomi di alcuni dei premiati: Mariella Milani per la carriera, Luca Dini – Direttore F- per il giornalismo, Noemi per la musica, Gilda Bojardi - Direttore di Interni – per il design, Valentina Curzi e Cuoio di Toscana per il Sustainability Day, Francesca Vaccaro – Coutū, per la moda sostenibile e Max Vadukul per la fotografia. Gli altri premiati saranno resi noti a Taormina nella conferenza d’apertura del 19 luglio.

 

“Ci aspetta un’edizione all’insegna della consapevolezza e della ripartenza – commenta Agata Patrizia Saccone, Presidente di TAOMODA – un format rinnovato, che porrà al centro l’empowerment femminile e la sostenibilità. Come donna sono orgogliosa di poter mettere a disposizione di altre donne un palcoscenico d’eccezione come questo. Oggi più che mai è importante supportare i nuovi talenti e un settore come la moda che, pur in sofferenza, continua a lottare per un futuro più green e che ha saputo reinventarsi con orgoglio, puntando sul valore del Made in Italy”.

 

Il progetto di promozione turistica TAOMODA ON BOARD vedrà inoltre le celebrity e gli ospiti della manifestazione veleggiare verso l’isola Bella a bordo dell’esclusiva barca a vela Ashley Rose per godere appieno della riserva naturale e dei paesaggi che circondano la Perla della Jonio.

 

 

THANKS TO: Regione Siciliana Assessorato delle Attività Produttive, Regione Siciliana Assessorato regionale Turismo Sport e Spettacolo, Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali, Parco Archeologico Naxos Taormina, Comune Taormina, Confindustria Cisambiente, Ministero della Transizione Ecologica, Università degli Studi di Catania, Camera Nazionale della Moda Italiana, Camera Buyer Italia-The Best Shop, Cuoio di Toscana, Wella, Orografia, Plastica Alfa, Grand Hotel Miramare, Villa Fiorita Boutique Hotel, Hotel Metropole, Baronessa Taormina, Associazione Albergatori Taormina, Parisi Taormina, Fondazione Smile House, CDO Sicilia, Menea, Fisar, Fildis, Mondadori Bookstore Piazza Roma Catania, AshleyRose110, Magic Travel, Frida Viaggi, Altrameta, Tenuta Monte Gorna, Vivera, Irene Badalà, Palmento Costanzo, Cantine Russo, Barbadoro, Osteria Villa Zuccaro.

Photocredits: Gabriele Argentino e Daniele Di Costa.

 

 

Per maggiori informazioni e accreditation request:

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TAORMINA - Il 23 luglio TAOMODA consegna i TAO AWARDS.
Celebrities della moda, del design, della fotografia, del giornalismo, della televisione, della cultura si incontrano su uno dei palcoscenici più ambiti e suggestivi al mondo per celebrare i prestigiosi TAO AWARDS durante l'esclusiva serata di Gala al Teatro Antico di Taormina.
Un evento di due ore intervallato da momenti di premiazione, con la consegna dei TAO AWARDS, spettacolo e momenti moda con le sfilate degli stilisti protagonisti della Milan Fashion Week che giungeranno appositamente a Taormina per presentare sul palcoscenico di Taomoda le preview delle collezioni.
 
PRESENTA Cinzia Malvini
 
Prenota qui il tuo invito per garantirti il tuo posto nella storica gradinata del Teatro Antico di Taormina e accedere gratuitamente all’evento.
 
 
Comunicato da ufficio stampa Taomoda
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Una Taormina in miniatura e in particolare una tra le piazze più scenografiche al mondo, Piazza IX Aprile, sarà protagonista dell'esposizione realizzata dal Maestro Gino Castorina.

L'inaugurazione si terrà il 22 luglio 2022, alle ore 19.00, presso l'Ex Chiesa del Carmine della cittadina ionica.

 

Le riproduzioni in miniatura di città e monumenti hanno rivestito nei secoli una grandissima importanza. Gino Castorina, artista ecclettico, suona il pianoforte da piccolo, dipinge, compone, ottenendo molti apprezzamenti in Italia e all’estero, negli ultimi dieci anni ha inseguito un sogno che realizzerà il 22 luglio all’ex Chiesa del Carmine di Taormina. Mostrare al pubblico Piazza IX Aprile, cuore pulsante della Perla dello Ionio, in tutta la sua bellezza, in miniatura. La complessa realizzazione dell'opera è stata preceduta da una gran mole di misurazioni sul campo, nonché progetti, calcoli e studio dei materiali da utilizzare per riprodurre financo il più infinitesimale dettaglio, alla costante ricerca delle migliori soluzioni per non discostarsi minimamente dal modello originale. Per rendere l'opera più veritiera e dunque “viva”, Gino Castorina ha anche realizzato oltre 200 figure ispirate in gran parte a personaggi del luogo, che contribuiscono a ricreare un'atmosfera simile a quella che si respira nella quotidianità. Sebbene oggi la tecnologia non ponga limiti alla realizzazione in copia di qualsiasi oggetto, magari utilizzando la stampa 3D, Castorina ha ritenuto prezioso sostenere e promuovere ciò che viene creato con le proprie mani. Un grande amore per la sua città natale, una passione tramandatagli dal padre Nino, noto fotografo taorminese anche lui miniaturista, un briciolo di pazzia e tanta determinazione hanno fatto sì che quest’opera unica nel suo genere venga montata e mostrata ai tanti turisti ospiti a Taormina.

L’intento è proprio questo dichiara Castorina: “Mettiamoci nei panni del turista: siamo appena giunti in un posto bellissimo ma ancora non ne conosciamo a fondo tutte le peculiarità, vederne il centro storico riprodotto in tutti i suoi dettagli può trattarsi di un’accattivante anteprima. Potrebbe trattarsi anche d’una sorta di “ripasso” di tutto quanto già visto ed apprezzato, magari da concedersi appena prima di lasciare la nostra Città”.

Gino Castorina prima di giungere a questa “colossale” miniatura, unica in Europa per dettagli e misure aveva già incuriosito e tanto con una miniatura incastonata dentro uno scrigno di legno che raffigura la Natività ambientata nel Teatro Greco-Romano di Taormina, con l’Etna in eruzione e la baia di Giardini-Naxos sullo sfondo e una seconda miniatura che riproduce un caratteristico vicolo del centro storico di Taormina racchiusa in una teca di vetro. L’interesse suscitato da questi primi lavori gli ha consentito di partecipare ad una puntata della trasmissione "Buona Domenica”. In quella circostanza, Gino Castorina aveva anche auspicato l'avvio di un progetto riguardante la realizzazione di un museo delle miniature, visto che Taormina abbonda di scorci mozzafiato, piazze panoramiche ed angoli incantevoli da cui prendere spunto per realizzare un’infinita serie di opere a tema.

Comunicato stampa da Milena Privitera.

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La Fondazione Taormina Arte Sicilia ha generato dalla sua origine la manifestazione “Taormina Arte” che è una delle più importanti tra i progetti di natura culturale in Sicilia.

Taormina Arte e la sua prestigiosa storia raccontano eventi importanti quali il "Giuseppe Sinopoli Festival", rassegna dedicata al grande direttore d'orchestra scomparso nel 2001 e per anni Direttore Artistico della stessa istituzione per la Sezione Musica, produzioni di spettacoli di prosa ed anche manifestazioni collegate alle Arti figurative.

La Fondazione Taormina Arte Sicilia celebrerà il 40ennale di Taormina Arte (1983-2022) con una serie di eventi. Uno di questi sarà un Annullo Filatelico Speciale, come già avvenuto per il cinquantennale del Taormina Film Fest e per i Trent’anni di Taormina Arte.

Lo sportello filatelico temporaneo verrà allestito presso Casa Del Cinema a Taormina in Corso Umberto, 61, in data 9 luglio e sarà aperto dalle ore 11:00 alle ore 20:00.

Per scoprire tutti gli eventi in programma 
https://festivaltaorminarte.it/programma/ 
 
Fonte: ufficio stampa Taormina Arte Sicilia
 
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Quarant’anni di sorrisi non solo per i diviDino Stornello è più che un fotografo. In questi anni ha contribuito a immortalare i cambiamenti, le atmosfere, la storia del Festival del Cinema taorminese e anche quello di Taormina Arte, oggi Fondazione Taormina Arte Sicilia. Certo è un testimone di spessore così come molti altri – cito ad esempio Maurizio D’Avanzo, che ho avuto il piacere di intervistare vari anni fa sempre per questo giornale – ma è soprattutto un amico del Festival e delle persone che hanno fatto in modo che esistesse e giungesse sino a noi. Infatti, appena ho fatto sapere agli amici di Tao Arte che sarei andata a visitare l’esposizione, non per l’inaugurazione bensì in sordina e in mezzo ai vari visitatori, hanno sorriso. Sì, il sorriso, che accompagna Dino e molti altri, rendendo migliori anche le giornate più buie. Sì, il sorriso, che è il motore giusto per le ripartenze. Sorrisi, amici, professionalità, questo è il messaggio di Stornello, il quale ha tenuto a dichiararlo anche nell’invito social, pubblicato pochi giorni prima dell’apertura:

 

Felice di essere stato coinvolto in questa 68^ edizione del Taormina Film Fest, ringrazio gli organizzatori Lino Chiechio e Maria Guardia Pappalardo e tutto lo staff di preziosi e impeccabili collaboratori che hanno reso possibile tutto ciò. Massimo Troisi, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Lindsay Kemp, Elsa Martinelli, Lando Buzzanca, Florinda Bolkan, Heather Parisi, Walter Chiari, Franco Franchi, Lino Banfi, Simona Izzo, Marisa Laurito, Gigi Proietti, Ombretta Colli, Gino Bramieri, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Leo Gullotta, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Pippo Baudo, Edvige Fenech, Valeria Marini, Claudia Cardinale, Mariangela Melato, Monica Bellucci, Giovanna Ralli, Elio Germano, Sabrina Impacciatore, Stefania Rocca, Isabella Ragonese, Lucia Sardo, Donatella Finocchiaro, Anna Ferzetti, Giovanni Storti, tutti rigorosamente sorridenti e non sempre in posa… Questi i volti che potrete vedere nella piccola selezione di scatti realizzati negli anni scorsi. Sperando possano piacervi vi invito tutti, amici, a sostenermi con la vostra presenza nel corso della settimana del Festival. 

 

 Le date di esposizione, la curatela e gli allestimenti – La mostra è aperta al pubblico per tutta la settimana delle programmazioni del Film Fest edizione Sessantotto e fino al 2 luglio nell’accogliente contesto espositivo della mia amatissima Casa del Cinema. La personale di Stornello è dunque ritmata dai sorrisi dei divi. Una ricostruzione mediante le immagini della storia del Festival dal 1981 al 2021.

Il primo ritratto, quello del dolce sorriso di Massimo Troisi, reca la data del 1981, e la narrazione si snoda in 33 capitoli-scatti, in cui parlano di sé i protagonisti del cinema e dello spettacolo di questi ultimi quarant’anni.

Vi è molta cura ed elegante sobrietà nell’allestimento. Foto che emergono dai pannelli ma senza ostentazione di primeggiare; stampe opache che non offendono l’occhio del fruitore e rimandano la personalità di ciascuno dei personaggi ritratti. Fine è stata anche la scelta di riportare citazioni sul sorriso, fatte da celebri personaggi. Un plauso quindi non solo a Stornello ma a Gianluca Russo per la curatela e a Ginevra Chiechio per l’impeccabile allestimento.

 

Autoritratto di un uomo timido e riservato – Oltreché gentiluomo, Stornello è timido e riservato. Non ama mostrarsi troppo e preferisce stare dietro l’obiettivo. Formatosi con l’analogico, ha scelto di non rendere tutto nitido e lineare come è predominante oggi nella fotografia dell’era digitale, conservando quell’aura del tempo trascorso, che rende le foto «icone» di un periodo e i volti in esse ritratte dei miti. Stornello agli inizi aveva «trentasei scatti a rullino», per cui era necessario avere l’occhio, l’attenzione e il colpo di fortuna giusto, nella scelta dei soggetti delle inquadrature. La sua provenienza e la formazione partono dal mondo del teatro e della scena, e potrete ritrovarle anche negli scatti esposti alla Casa del Cinema.

Ho pensato quindi di non intervistarlo direttamente, ma di riportare ciò che lui stesso ha lasciato scritto sul grande pannello che vi accoglierà all’ingresso del percorso espositivo:

Mi è stato chiesto di presentarmi e provo a farlo: Sono nato e vissuto sempre a Catania. Appassionato di fotografia e di spettacolo, da ben 46 anni faccio il possibile per coniugare queste due passioni cogliendo col mio obiettivo momenti di scena sui vari palcoscenici della città. Il mio primo servizio fotografico risale al 1976 (un memorabile concerto di Charles Aznavour e Mia Martini). Negli anni ’80 ho eseguito le foto di scena del Teatro Stabile di Catania, avendo l’occasione di avvicinare i grandi maestri e i giovani attori appena diplomati dalla Scuola Umberto Spadaro, che oggi costituiscono l’ossatura del teatro etneo e non solo. Nel mio archivio sono presenti anche i più noti attori del cinema nazionale e internazionale, che ho immortalato sul palco del Festival cinematografico di Taormina dal 1981 come inviato del quotidiano “La Sicilia” […].

 

Il rapporto di Stornello con il Festival è ininterrotto da oltre 40 anni e trovo bellissimo e calzante – per capire il carattere fotografico e umano di Stornello – quanto scrive in merito alla fotografia:

 

Spesso mi è stato chiesto cosa significhi per me la fotografia: io credo che fotografare sia “fermare” il momento, testimoniare all’infinito un attimo, un’espressione; cogliere l’essenza del personaggio che hai davanti all’obiettivo. Con la macchina fotografica si crea un rapporto simbiotico: è lo strumento che ti consente di immortalare “l’attimo fuggente”. La foto non è mai asettica; l’immagine è sempre “mediata” dall’autore dello scatto: il taglio dell’inquadratura, l’esposizione, che rende più o meno saturi i colori, il momento, sono tutte variabili che contribuiscono al risultato finale.

 

I sorrisi catturati da Dino Stornello sono 33 e sono in bianco e nero. Certamente è perché il colore confonde e per tirare fuori una porzione d’anima non vi è altra scelta che questa. L’unica foto a colori è l’ultima, che ritrae Giovanni Storti, sorridente. Lo sfondo per questo scatto, che in un certo senso fa da “passaggio di testimone” al Festival in corso di svolgimento, è il color rosso fuoco dell’edizione 2021.

 

Premio uomo siciliano 2022 – Il fotografo catanese – in proposito, mi concedo una breve digressione: Catania è città fertile di talenti per la musica, per la letteratura, per le arti e per la fotografia. Non si dimentichi che ricorre il centenario della morte di Giovanni Verga, il quale insieme a Capuana e a De Roberto, fu anche fotografo e non si dimentichino gli studi fotografici di cui era impreziosita la Via Etnea –, dicevo che Dino Stornello, è stato da poco insignito del «Premio uomo siciliano 2022», il cui ideatore e direttore generale è Antonio Omero. Il riconoscimento gli è stato tributato con la seguente menzione: «per la sua appassionata attività di fotografo dell’attimo fuggente», ed è stato consegnato a Sant’Agata Li Battiati, comune della Città Metropolitana di Catania.

«Quarant’anni di sorrisi» la personale di Dino Stornello, allestita alla Casa del Cinema di Taormina, è visitabile sino a sabato 2 luglio dalle 9:00 alle 22:00. L’ingresso è gratuito.  

 

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TAORMINA – Appuntamento da non perdere domenica 5 giugno, alle ore 18:30, presso la panoramica terrazza dell’Excelsior Palace Hotel di Taormina per l’anteprima del Caffè Letterario di “SPAZIO al SUD”, condotta dalle giornaliste Milena Privitera e MariaTeresa Papale, che vede protagonista Luigi La Rosa, affermato scrittore ed insegnante di scrittura creativa che fa la spola tra Parigi e la Sicilia.

Dopo il grande successo di “L’Uomo senza Inverno. Storia di un genio dimenticato dell’Impressionismo” - Piemme edizioni – dedicato a Gustave Caillebotte, La Rosa ritorna in grande spolvero sulla scena letteraria proponendo “Nel furor delle tempeste” - sempre per i tipi Piemme – dove la narrazione della breve vita di Vincenzo Bellini va sviluppandosi sulla base di una solida trama, accurata ricostruzione storica frutto di una meticolosa ricerca delle fonti, mentre viene affidato all’elegante ordito di suggestive invenzioni il credibile dipanarsi di emozioni e sentimenti.

Alto, biondo, con gli occhi azzurri, definito per la sua delicata bellezza il ”Cigno”, Bellini, marchiato com’è dal fuoco dirompente della passione per la Musica, è l’enfant prodige, la splendente meteora che scuote e travolge col suo eccezionale talento la scena del melodramma italiano.

E Luigi La Rosa, nel raccontarcene la storia, ancora una volta sfodera l’elegante sontuosità, la profonda limpidezza, la sapiente armonia della sua scrittura per farci coinvolti spettatori dei successi e delle ostili gelosie, degli amori travolgenti e degli affanni interiori, della fragile salute e della tormentata, intima, solitudine che hanno contrassegnato la vita del grande compositore, seguendo i passi di Bellini dagli inizi di Catania, passando per i duri anni di studio al Conservatorio di Napoli, per approdare ai Teatri templi della lirica di Venezia, Parma, Genova, la Scala di Milano, non dimenticando Londra e Parigi. In un singolare amalgama di atmosfere immaginate e di fatti realmente accaduti che la penna raffinata di La Rosa rende perfetto.

L’evento, organizzato dalla associazione “Arte&Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale, vede la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina, il patrocinio del Comune di Taormina, di Club Unesco di Taormina - Val dell’Alcantara e d’Agrò, la partnership di servizio del “Gais Hotels Group” e quella amicale con Piazza Dalì.

Comunicato e Locandina da ufficio stampa “Arte&Cultura a Taormina”

 

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Stamattina, appena aperto Facebook, ho ricevuto una buona notizia dal mondo della fotografia. Ottima direi, dato che ho avuto modo di constatare, come negli ultimi giorni le foto siano divenute protagoniste più che mai.

Mi riferisco ai numerosi post e articoli, senza dimenticare i vari eventi dedicati alla Giornata della Memoria e al centenario della morte dello scrittore catanese Giovanni Verga, con analoghe notizie e iniziative. Due avvenimenti importanti che hanno nella fotografia un ausilio fondamentale per restituire la memoria degli accadimenti.

La fotografia, come già saprete, ha per me un valore non solo estetico ma soprattutto documentale, di fonte storica. Tuttavia non tralascio nemmeno il valore etico, il quale, a mio avviso, le deve essere assegnato. Strumento e documento di conoscenza, ci spinge a riconoscerci nelle vite passate e in quelle attuali. Nei luoghi, per destinarci a un’assunzione di responsabilità di fronte a prove che restituiscono dignità a chi non c’è più, e forniscono motivi di riflessione a chi c’è e a chi si predispone a ciò che sarà. Parlo dei bambini e dei ragazzi, soggetti ipervedenti, ma miopi senza la giusta direzione.

Quindi, quando stamattina, ho appreso della felice decisione di Roberto Mendolia (Rogika), fotografologo nonché fine conoscitore della fotografia nella sua pratica e nella sua declinazione storica, ho avvertito il dovere di darne notizia. Per amore della fotografia e della conoscenza.

Rogika ha pubblicato il post ieri, in serata, ed ha evidenziato il suo intento con la semplicità e l’umiltà che da sempre lo contraddistinguono:

 

«Nell'estate del 2018, circa quattro anni addietro, avevo creato una pagina dal titolo: "Controluce: piccolo Bignami di fotografia", con l'intento scrivere alcuni approfondimenti, curiosità, contributi e quant'altro sulla fotografia e su tutto ciò che ruota attorno a questa passione. Pagina che avevo abbandonato dopo alcuni post, per dedicarmi ad altri piccoli lavori. So quanto sia impegnativo gestire una pagina e so che dovrò metterci particolare attenzione. Bene, ho deciso di renderla nuovamente pubblica e di provare a recuperare il tempo perduto. Spero che sia di vostro gradimento con l'auspicio che possa incuriosirvi e, perché no, essere un modo diverso, alternativo e, allo stesso modo, piacevole di continuare a parlare di fotografia».

 

Ricordo l’apertura della pagina nel 2018 e comprendo bene il desiderio di Roberto: condividere ciò che nell’arco di una vita ha appreso e che ancora oggi, continua ad apprendere per ridare voce ai volti e alle esistenze. Sì voce, poiché le fotografie dicono, dialogano con noi, se ci predisponiamo al giusto ascolto.

Ne sono un esempio le sue ultime fatiche – che in verità lo sono solo in parte data la passione che lo anima – le esposizioni dedicate a Leonardo Sciascia con la prima sessione di “Noir et Blanc”; i lavori che hanno dato la luce alle fanzine: pezzi unici e artigianali, che reinterpretano il favoloso mondo delle carte de visite e che lo hanno fatto entrare di diritto tra gli appassionati e promotori di questa realtà, tra i quali l’impareggiabile e coltissimo Gabriele Chiesa.

Rogika vuol testimoniare, nel suo stile originale ma attaccato alla tradizione, cultura. Perciò ha scelto di puntare l’obiettivo sulla Sicilia e sulla sua storia stratificata e millenaria. Ciò per non dar spazio ai pensieri da Gattopardi, lasciando che pur nel vuoto e nell’abbandono, nell’incuria e nella collettiva distrazione, tornino a prender luce le gemme, che costituiscono questa isola sfaccettata e composta di altrettante insulae.

Questa positiva ostinazione, tra gli alti e i bassi della vita, è un’operazione sociale che sta coinvolgendo anche altri fotografi siciliani.

Lui dirà «Ma io non sono un fotografo». In effetti, è più corretto parlarne come di un autore e più correttamente, come già prima ho accennato, di un fotografologo. Colui che usa la luce per scrivere, e trascrivere, i vari passaggi di una storia, che mai si completa e dona nuove storie, in un desiderio di riscatto di ciò che c’è di buono negli scantinati della memoria e sotto la polvere del dimenticato.

Il ritorno della pagina “Controluce”, di cui pubblico il link qui di seguito, ha come protagonista un metodo fotografico che fu importante per la fotografia, e un fotografo messinese che contribuì, insieme al più noto fratello Giuseppe, a scrivere la storia della Città dello Stretto:

«Il sistema Crozat e Saro Prinzi, fotografo in Messina»

 

https://www.facebook.com/Controluce-piccolo-bignami-di-fotografia-2392722467421389/

 

Vi auguro una buona lettura. Fate tesoro degli insegnamenti altrui, ricordando che «Cultura è Bellezza».

Pubblicato in SPAZIO BACHIS

Sabato 8 gennaio, nella sala conferenze di Palazzo Ciampoli (ore 11) sarà presentato il catalogo dedicato alla mostra “Le Cento Sicilie” che, prodotta dal Parco Naxos Taormina e inaugurata lo scorso mese di luglio, ha proposto un excursus sull’arte contemporanea in Sicilia attraverso le opere di una selezione di autori: Alessandro Bazan, Giovanni Blanco, Barbara Cammarata, Giuseppe Colombo, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Filippo La Vaccara, Franco Polizzi, Ignazio Schifano, Samantha Torrisi e William Marc Zanghi.

Con la direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, e l’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, sarà il critico d’arte Ivan Quaroni, autore del saggio in catalogo, e alcuni artisti.

L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina ufficiale di Facebook del Parco Archeologico Naxos Taormina per consentire la partecipazione a un pubblico più ampio, considerando le restrizioni in atto per limitare i contagi da coronavirus (ingresso con green pass e mascherina FFP2). La mostra, nata da un’idea di Giuseppe Vella e Diego Cavallaro, che ne firma il progetto espositivo, è ispirata a Gesualdo Bufalino e propone un’esperienza inclusiva grazie ai video delle visite in studio, fruibili con il QR code accanto alle opere. Visite tutti i giorni, dalle 10 alle 19, ingresso libero. Chiusura domenica 9 gennaio 2022. Il catalogo sarà disponibile nei bookshop del Parco.

 

“La mia – scrive il critico Quaroni - è una visione forestiera (e assolutamente non-oggettiva) di un critico che ama la pittura e, nella fattispecie, quella italiana. La prospettiva, cioè, di chi può, da una certa distanza, gettare uno sguardo zenitale, quasi a volo d’uccello, sulla composita realtà dell’attuale pittura siciliana, uno scenario inafferrabile, sfuggente, che meriterebbe non una mostra, ma una teoria di esposizioni capaci di documentarne le varie anime: quella realistica e quella surreale, quella tradizionalista e quella sperimentale, quella isolazionista e quella cosmopolita, quella identitaria e quella globalista, come parti di un complesso mosaico multicentrico”.

 

Sul valore del progetto espositivo interviene l’assessore Samonà, che dice: “Concepita in occasione del centenario dalla nascita di Gesualdo Bufalino, la mostra si è rivelata un'occasione particolarmente preziosa per guardare all'identità della nostra Isola attraverso diverse sensibilità e forme espressive. La mostra, realizzata nell'interessante sede di Palazzo Ciampoli a Taormina, ha rappresentato un momento di interessante indagine che ha contribuito ad arricchire l’offerta culturale siciliana mettendo in relazione tra loro linguaggi e tecniche comunicative diverse con un comune denominatore: l'identità e la bellezza. Un esperimento stimolante che rinvia a nuove occasioni di confronto”.

 

Intanto, archiviata “Le Cento Sicilie”, il Parco Naxos Taormina è al lavoro per programmare gli eventi del 2022. Lo annuncia la direttrice: “Già nella primavera 2022 – spiega la direttrice Tigano - in sinergia con la Soprintendenza di Messina diretta da Mirella Vinci e con l’Associazione Intervolumina, Palazzo Ciampoli ospiterà una mostra dedicata a “L’arte del Seicento nei conventi cappuccini del Valdemone. Intreccio di culture e percorsi iconografici”: un viaggio tra spiritualità e bellezza, intesa come emanazione del divino, nei conventi dei Cappuccini dove sono conservate opere pittoriche di pregio realizzate da artisti noti ma anche degli stessi frati. A seguire la mostra archeologica sull’antica Tauromenium, allestimento che riunirà, temporaneamente, reperti attualmente custoditi al Museo Salinas di Palermo e al Paolo Orsi di Siracusa, e che coinvolgerà sotto il profilo scientifico anche i tecnici della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina per gli scavi recenti nel centro urbano. Fra i reperti più attesi, simbolo identitario della città di Taormina, è la statua di sacerdotessa di Iside, come indicano due iscrizioni, ritrovata nel 1867 vicino alla Chiesa di San Pancrazio e da allora custodita al Salinas”.

 

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