Un affettuoso plauso al personale della «Fondazione Taormina Arte Sicilia» – Sanno che sono a loro molto affezionata. In questi anni mi hanno visto spesso agli spettacoli e alle manifestazioni, in particolare a quelle organizzate all’Odeon e alla Casa del Cinema.

Disponibili, sempre attenti, sorridenti, hanno un grande senso dell’accoglienza che unito alle diverse competenze e professionalità, li rende indispensabili al buon funzionamento della Fondazione. Ma non basta.

 

Perché quando ci sono spettacoli ed eventi degni di nota la partecipazione del pubblico è assai risicata? – Non mi si venga a dire che è colpa del Coviddì non lo tollero! Prendiamo ad esempio le feste natalizie appena trascorse. Fudda e malavinnita sul Corso Umberto. Stipati come sardine mentre all’interno delle sale della Casa del Cinema, situata proprio su quel centralissimo salotto buono cittadino, si poteva godere della proiezione di film magnifici, ultimo dei quali è stato Cry Macho, diretto e interpretato dall’affascinante e fantastico Clint Eastwood. Ok, è vero, sono innamorata di questa meraviglia umana ma mi ha anche sedotto Macho, uno dei coprotagonisti e se non sapete a chi mi stia riferendo, basterà vedere il film per scoprirlo. Inoltre, troverete una magistrale regia per non parlare della fotografia e delle musiche: eccelse.

Le proiezioni avvengono in una sala molto bella, che dona intimità e offre la possibilità di godersi film e spettacoli in pieno comfort, e nel pieno rispetto delle norme anti contagio che vanno tanto per la maggiore. Tuttavia, questi luoghi, protetti e controllati sono stati poco frequentati mentre, supra u Corsu pariunu tanti pecuri: Beeeee; beeee; beeee…

Se qualcuno o molti si fossero sentiti offesi dai belati, potranno tranquillamente sostituirli con i muggiti o i versi di altri animali, a loro scelta.

Sino al 14 gennaio, salvo nuove disposizioni regionali è ancora possibile visitare – bisogna essere provvisti di Super Green Pass e mascherina FFP2 – l’esposizione dedicata a Turi Ferro, di cui mi occuperò in un contributo a parte.

Invece, riformulo la domanda: «per quale motivo vi è poco interesse verso eventi che rientrano a pieno titolo nella Cultura?».

 

Difetti di comunicazione e disinteresse – Anzitutto, al momento, la «Fondazione Taormina Arte Sicilia» sembra essere ancora in fase di perfezionamento, ma quanto si dovrà aspettare?

Mi risulta che non sia stato nominato il Direttore generale, e ricordo che l’avvocato Ninni Panzera, sebbene sempre presente in una amorevole collaborazione gratuita di cui dobbiamo essergli grati, è andato in pensione.

L’ufficio stampa? Chi se ne occupa? Suppongo, per giusta regola, si debba fare il bando per l’assegnazione dell’incarico e sono sicura che non manchino i professionisti titolati a ricoprire quel ruolo. La giornalista Milena Privitera infatti, un’altra delle anime di questo ente, oggi è di ruolo nella scuola come insegnante di lingue. Un’ottima insegnante. La scuola ci ha solo guadagnato mentre al contrario, la Fondazione è un po’ più povera, giusto e onesto precisarlo.

Vi sono le altre professionalità presenti, che mandano avanti con dedizione tutta la complessa macchina, ma le falle iniziano a vedersi.

La comunicazione di questi eventi non può essere lasciata solamente all’ente e al suo personale. Mi domando perché il Comune di Taormina, parte in causa nell’iter a cui oggi è giunta la Fondazione, sulla sua stessa pagina Facebook non abbia dato maggior risalto agli appuntamenti previsti alla Casa del Cinema e come mai gli assessorati, che hanno promosso gli eventi legati al Natale, non abbiano pensato di rilanciarli? Ho letto articoli di promozione da parte di vari giornali locali, come mai invece nessuno ha detto nulla su questi?

Del resto, l’assenza di un vero ufficio stampa dello stesso Comune di Taormina genera a sua volta problemi e difetti nella comunicazione. Si usano i comunicati e si fa la rassegna stampa per questo motivo. Qui da ciò che ho notato, di nuovo, è mancata una fattiva collaborazione e la volontà di fare rete.

Inoltre desidero porre l’attenzione su un altro aspetto: diversi miei concittadini, che si dicono innamorati della cultura, latitano in molti dei luoghi deputati a tale funzione. E per favore, attonna a vota, non nominate il virus, perché lo so io dove lo avete il virus!

Mi muovo, osservo, e vedo capannelli a far l’aperitivo – sacrosanto diritto, lo prendo pure io di tanto in tanto, evitando assembramenti –. Noto gruppi che disquisiscono sui massimi sistemi della politica paesana ma che non frequentano la Casa del Cinema.

Forse è meglio che io mi fermi qui però mi sovviene un’espressione tanto cara a Vittorio Sgarbi…

 

La Casa del Cinema merita di essere al centro della cultura taorminese – Un’istituzione, un luogo, uno scrigno di opportunità. Esposizioni, proiezioni, teatro, incontri. Collaborazioni con altri enti e con le scuole. La Casa del Cinema di Taormina, rientrante nel patrimonio della Fondazione Taormina Arte Sicilia, merita il meglio e lo meritano anche tutti quelli che lavorano a renderla tale.

Ci si pensi di più, ci si pensi meglio e si evitino proclami o frasi di circostanza tirate fuori per propaganda. Ricordate: Cultura è Bellezza.

 

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Si è svolto presso il teatro Val d’Agrò di Santa Teresa di Riva un incontro tra Antonio Presti e le associazioni del territorio.

L’incontro, organizzato in collaborazione tra l’associazione Sikilia, la Rete Assojonica, la Rete ASA Jonio ed  il Lions Club Santa Teresa di Riva, ha costituito un momento di ascolto e di confronto tra diversi rappresentanti della società civile del territorio alla presenza del maestro Antonio Presti, leader culturale nel territorio siciliano e promotore di innumerevoli attività di sensibilizzazione nel rapporto arte-cultura-scuola-territorio.                                                                                                                         

Dopo avere condotto l’esperienza dei tavoli tematici, avviata un anno addietro e conclusa con la produzione di una serie di proposte sottoposte all’attenzione delle scuole del comprensorio jonico, con l’incontro che ha avuto luogo presso il Teatro Val d’Agrò di Santa Teresa si è ripreso il percorso interrotto nella scorsa primavera con l’obiettivo di imprimere un cambio di passo ed attuare un progetto concreto e condiviso.

                                                                                                                                                                             

Cettina Sciacca, presidente di Sikilia, nel presentare l’incontro ha manifestato la disponibilità a far diventare il teatro un riferimento culturale pulsante del territorio aldilà delle iniziative artistiche organizzate con i cartelloni ed i laboratori teatrali.     

                                                                                                                            

L’architetto Andrea Donsì, promotore della rete Assojonica e del protocollo ASA Jonio (Associazioni, Scuole e Amministrazioni del comprensorio jonico) dopo avere ripercorso i vari passaggi ed iniziative mirate a create una rete di condivisione e di attività integrate per il territorio (dalla promozione dei beni culturali, delle attività artistiche e di supporto e sostegno alla disabilità) ha invitato le associazioni ad imprimere una accelerazione al dibattito cercando di individuare una direttiva comune percorribile attraverso progetti sostenibili.

                                                                                                                                                                          

La presenza di Antonio Presti, con un coinvolgente racconto di esperienze vissute da paladino della "bellezza", ha gratificato e affascinato tutti i presenti riportando l’attenzione sul piano dei valori intimi dell’umanità e sul ruolo di che può svolgere l’Arte nelle sue accezioni più alte per cambiare il corso delle vicende di una comunità. Presti ha sottolineato, attraverso le importanti attività svolte sul territorio siciliano, la forza propulsiva generata dal gesto artistico come fattore scatenante di energia e di creatività nella quotidianità sociale e ambientale.

“L’impulso ad operare con lo spirito di disponibilità e collaborazione deve prevalere sulla logica del personalismo e dell’autoreferenzialità che  condiziona la qualità dei risultati che è possibile ottenere” ha affermato Presti che, nell’offrire interessanti spunti operativi alle maestranze presenti, ha offerto la propria disponibilità a svolgere un ruolo di ausilio attivo come “sovrintendente artistico” delle attività che saranno proposte e strutturate dalle associazioni in collaborazione con le istituzioni scolastiche.                                                                                    

Dopo gli interventi dei dirigenti scolastici, delle associazioni e degli amministratori presenti, numerose sono state le numerose idee proposte, con l’intento di definire un progetto a scala territoriale che preveda anche il coinvolgimento di istituzioni pubbliche per il supporto logistico.                                                                                                                                 

A tale scopo Donsì ha lanciato la proposta dell’avvio di un laboratorio progettuale costituito dai soggetti presenti all’incontro ma anche da semplici cittadini che hanno il piacere di mettersi a disposizione della comunità per condurre insieme un percorso di crescita del territorio.

Entro le prossime settimane nel corso di un ulteriore incontro sarà decisa la tematica portante sulla quale sarà impostato il progetto di comunità territoriale condivisa.                                                                                                                                              

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Secondo appuntamento del programma del Must Musco Teatro, impaginato da Giuseppe Dipasquale, che debutta, con protagonista una grande interprete partenopea, Nunzia Schiano, venerdì 15 novembre alle ore 21,00, con repliche sabato 16 novembre alle ore 17,30 e 21,00 e domenica 17 alle ore 17,30.

Con Fèmmene, testi di Myriam Lattanzio tratti da “Nostra Signora dei friarielli” di Anna Mazza con Myriam Lattanzio e Francesco Ponzo: chitarra – Roberto Giangrande: contrabbasso, entriamo in una galleria umana, una serie di ritratti femminili, di voci di donne. In questa galleria ognuna di esse rappresenta una tessera di quel mosaico complesso ed affascinante che è l’animo umano femminile. Donne rappresentate nella loro forza e nella loro fragilità insieme. Tableau vivant dove troveranno spazio una mater dolorosa che darà vita ad una nuova Pietà, una ragazza che vive, aldilà della sua condizione femminile, la sensazione di guardare il mondo reale attraverso il finestrino di una metropolitana che, nonostante la fermata, non le consentirà mai di “scendere” nel mondo reale che forse, tanto reale non è. Donne violentate nel corpo e nell’anima. E una madre, nume tutelare del focolare domestico che alle prese con i “friarielli”, sorta di totem familiare e allo stesso tempo “tela di Penelope” che non avrà mai fine, affronta i turbamenti dell’equilibrio familiare che le provengono dall’interno e verso i quali sentirà di non avere nessuna difesa, pensando di non essere preparata ad affrontarli, sottovalutandosi. Una pennellata per ricordare e ricordarci che se il cielo è azzurro, è nei suoi momenti più belli che si tinge di rosa. Infine, l’omaggio che la Lattanzio fa alle più grandi interpreti e autrici latino – americane (Chavela Vargas, Mercedes Sosa, Violeta Parra, Consuelo Velasquèz) completa questo spettacolo tutto al femminile. 

Fémmene è uno spettacolo coinvolgente, che fa riflettere, allegro, divertente ma a tratti intriso di una realtà amara. La presenza di Nunzia Schiano, artista con la A maiuscola e la voce armoniosa e possente di Myriam Lattanzio hanno creato un connubio che non ha deluso le aspettative ma che al contrario ha ottenuto tanti consensi e applausi da dover di sicuro ripetere la bellissima esperienza. Napoli, arte, musica, spettacolo, bravura, professionalità, passione, un cocktail che fa ridere, sorridere e commuovere. Lo spaccato culturale del femminino di "Nostra signora dei friarielli", di Anna Mazza  riguarda tutte le donne, e non solo, molto molto da vicino. L'ironia del linguaggio ha esorcizzato un mondo di credenze che ci appartengono più di quanto pensiamo di saper gestire e dalle quale crediamo di prendere le distanze necessarie per il nostro benessere. Il connubio con le canzoni interpretate magistralmente da Myriam Lattanzio, ha ridotto le distanze tra culture diverse e che dona un senso di appartenenza ad una realtà ben più ampia di uno spaccato napoletano. Si rido, si riflette, ci si emoziona in due ore intense che volano via come un lampo.

 Botteghino Must Musco Teatro aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 in Via Umberto I, 312, Catania - Tel. 0952289426.

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Dopo il successo di pubblico e di critica nazionale ed europea quasi ventennale che ha avuto il rifacimento del Much Ado about nothing di Camilleri e Dipasquale nel Troppu trafficu ppi nenti, debutta sul palcoscenico del Must Musco Teatro oggi, venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 21, Troppu trafficu ppi Carrubba, testo e regia di Giuseppe Dipasquale.

Lo spettacolo replicherà sabato 25 ottobre alle ore 17,30 e 21,00 e domenica 27 alle ore 17,30

“Complice il mio amico e grande artista quale è Mimmo Mignemi, - spiega il regista, Giuseppe Dipasquale - che mi è stato vicino per diciasette anni di successi del Troppu trafficu ppi nenti, scritto a quattro mani con Andrea Camilleri, dove egli interpretava il personaggio di Carrubba, mi sono deciso a scrivere un sequel,  uno spin off,  come si dice adesso,  comico su questo personaggio. Carrubba, appunto, è personaggio fra i più comici della storia del teatro di tutti i tempi, e riesce a far faville nella combinata di banda sgangherata che forma insieme a Sorba e Ugo come guarnigione o, come direbbe lui guarnizione,  del Duca Lionatu di Missina.  Il nome significa letteralmente "bacca di cane", in riferimento ad un particolare tipo di frutto selvatico (probabilmente l'uva spina) tipico del bacino del Mediterraneo. La sua estrazione sociale è inferiore a quella di altri personaggi: nel confronto con loro il linguaggio del poliziotto va incontro ad inevitabili papere linguistiche.”

A completare il cast una squadra di eccellenti attori che, a partire da Valeria Contadino, nel ruolo di Ofelia moglie di Carrubba, insieme a Cosimo Coltraro (Dottor Fiordipisello), Rita Abela (Jenny), Valerio Santi (Sorba) e Francesco Russo (Ugo lo Stillongo), sviluppano una storia originale, la quale, attraversando la sua fonte originaria, procede decisamente in una direzione del tutto nuova. Qui i personaggi vivono la stessa linea temporale del modello shakespeariano, ma vivono una azione del tutto diversa. Le musiche originali del M° Matteo Musumeci aiuteranno a traslare nell’immaginario crocevia mediterraneo di magheggi anche questa nuova vicenda.

“Lo sproloquiare comico di Carrubba, Sorba e Ugo – continua il regista e autore -  “che vivrà in questa commedia situazioni di servizio e domestiche insieme, saranno insaporite da una storia personale che confermerà la grandezza umana e umile insieme di queste figure nata dalla fantasia di un genio teatrale come William Shakespeare e tenute in vita molto più modestamente dalla penna del sottoscritto.” 

Proseguendo il lavoro linguistico del precedente testo, anche qui la lingua siciliana illustre viene ricostruita nelle sue scaturigini più nobili e popolari insieme, con qualche spazio per la modernità del proverbiare e scelte fonetiche che appaiono insolite oggi, ma che dovevano essere consuete in corti dove il latino era la lingua diplomatica.

Botteghino Must Musco Teatro aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 in Via Umberto I, 312, Catania - Tel. 0952289426.

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23 settembre, Equinozio d’autunno. Un pomeriggio, quasi crepuscolare, ha regalato impressioni, sospese tra l’umido dello scirocco e il cambiamento che ad ogni passaggio, Madre Natura regala ai mortali. Anche quest’anno, l’Odeon di Taormina si è offerto in tutta la sua sacralità, poiché tali erano considerati i teatri nell’antichità. Essi erano architettura sacra e custodi delle parole del Dio, che espandeva la propria voce attraverso i gesti e la mìmesis degli attori, e tornava a risuonare, spinto dal rimbombo delle maschere sulla scena. La voce si propagava, rimbalzando come martellìo dalle parole del coro, per adagiarsi come mano amica sulla spalla del pubblico. L’Odeon è stato inaugurato, secondo classico rituale, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città, Francesca Gullotta, alla presenza del Direttore del “Parco archeologico Naxos Taormina”, l’archeologa Gabriella Tigàno; alla presenza del Commissario della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, Pietro Di Miceli e del Direttore Generale Ninni Panzera. Ad aprire la programmazione, la Compagnia Nèon con “Punti di vista”, scritto e diretto da Monica Felloni.

Comprendere il senso di questo spettacolo, e di questa scelta “benedetta” dal genius loci, è fondamentale per entrare dentro a ciò che si è vissuto, durante l’Equinozio d’autunno, all’Odeon. Le note, sulla Compagnia Nèon, riportano ciò che queste magnifiche persone hanno abbracciato come ideale di vita:

La Compagnia, fondata nel 1985, da Piero Ristagno e Monica Felloni ha all'attivo oltre 30 produzioni teatrali di grande suggestione ed emozione. Diversi i riconoscimenti, tra i quali, nel novembre del 2013, il Premio “Teatri delle diversità” condiviso con l’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Dal 1989 ad oggi, l’associazione ha curato oltre cento laboratori di teatro, di espressione corporea, di scrittura poetica, aperti a chiunque voglia imparare, condividere, creare. Negli spettacoli targati Nèon tutte le forme espressive vengono sondate, plasmate, miscelate: danza, canto, recitazione, arti visive, mimica. Il corpo è lirica incarnata, segno responsabile. Responsabile di quel che si esprime. Il dramma convive con la commedia, la tragedia sublimata nell’ironia.  La poetica, irrorata dalle frequentazioni con Calvino, Roversi, Fortini, Pasolini, Saramago, Whiltman, Tabucchi, Shakespeare, alimenta le opere della compagnia che fa della eterogeneità un corpo unico in movimento. Gli attori di Neòn Teatro è come se ogni volta annunciassero di essere qui. Come una canzone d’amore. La produzione, appositamente creata per l’inaugurazione, conferma che ogni possibile distinzione tra diversi può scomparire e ogni singola diversità può diventare il fulcro significativo dell’essere umano. “Punti di vista”, racchiude tutti i precedenti spettacoli creati dalla Compagnia Nèon tra i quali “Magnificat”, “Ciatu”, “Invasioni”, “Boxeurs”.

Una sacra rappresentazione si è svolta all’Odeon. Tutti ne hanno preso parte attiva e ne sono usciti trasformati. Gli attori professionisti e non, gli artisti con “abilità diverse” che hanno annullato differenze e abbattuto barriere, che prima d’essere architettoniche sono mentali. Hanno liberato tutti; hanno condotto gli spettatori, per mano, a vivere la metamorfosi che li ha fatti regredire allo stadio di bozzolo, prima di potersi trasformare in esseri alati. Gli attori hanno distrutto le corazze forgiate dai pensieri limitanti. Loro hanno condotto tutti sulla via della libertà primordiale che lega gli umani. Loro, liberi, hanno fatto scendere gli spettatori negli abissi delle paure più profonde: non essere accettati per ciò che si è; terrore di non piacere. Rifiuto di se stessi. Perché in fondo, i veri disabili siamo noi, arroccati su parole schedate e pensieri uniformanti. La Compagnia Neòn ha donato “pensieri nuovi” insieme a parole, germogliate attraverso i “diversi punti di vista”.

Il restyling dello spazio archeologico è stato realizzato grazie all’intervento finanziario di Sensi Contemporanei, dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, il Mibac e la Sicilia Film Commission.

Un luogo, l’Odeon, che è sacro anche per chi si spende e lavora in questo campo. Francesca Cannavò – responsabile degli allestimenti e delle scenografie per la “Fondazione Taormina Arte Sicilia” – ha gentilmente dedicato un po’ del suo tempo per rispondere alle mie domande. Perché è importante osservare, anche, attraverso gli occhi di chi questo mondo lo vive dall’altro lato, e con un diverso “punto di vista”.

  • «Francesca, lei ritiene che lo spirito del luogo sia stato rispettato dopo il restauro?».
  • «Io ritengo che ogni luogo conservi la propria anima da quando viene generato, l'Odeon nasce, come sappiamo, per ospitare performance di musica e o teatro o comunque incontri fra i cittadini. Quello che si è inteso fare, poterlo rigenerare nella propria funzione. Abbiamo ricostruito, con strutture temporanee, il modulo della cavea crollato per ospitare più persone».
  • «Quanto coinvolge lei e la sua squadra, lavorare in questo mondo?».
  • «Con la mia attività di scenografa, vivo il teatro da oltre 30 anni. Il confine fra la mia vita e il mio lavoro non esiste; il mio gruppo di lavoro vive intensamente ogni programmazione ed esecuzione con il trasporto necessario per ogni nuova gestazione. Ci occupiamo del Teatro Antico e abbiamo ridato vita ad altri siti archeologici, nati per ospitare spettacoli. La gente ha bisogno di tornare ad emozionarsi in teatro, bisogna aprire gli spazi per generare cultura...Viva il teatro!».

 

Il programma “Autunno all’Odeon” organizzato dalla “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, dopo il successo dell’inaugurazione, prosegue con quattro concerti, che spaziano dal classico al jazz, dalle arie di note opere liriche al contemporaneo.

Giovedì 26 settembre, “Carmen Avellone & Vito Giordano Quintet guests: Brass Talents”. Un concerto dedicato al jazz mainstream, con due interpreti eccezionali, Avellone e Giordano, accompagnati da una ritmica formata da alcuni maestri di alto livello esecutivo ed artistico della Fondazione “The Brass Group”. A completare l’esibizione, alcuni giovani talenti in rampa di lancio internazionale quali Gaetano Castiglia (Tromba) e Alessandro Laura (Sax).

Venerdì 27 settembre, Bepi Garsia "Musiche del nostro tempo”, un programma quanto mai affascinante, originale negli adattamenti e in buona parte anche inedito quello proposto nel recital del pianista Bepi Garsia. Il repertorio, infatti, disegna un viaggio che parte da temi poco frequentati, e per la prima volta eseguiti a Palermo, scritti dal compositore romano Pino Marcucci e, toccando la celebre “Rapsodia in blu” di George Gershwin, nella rara versione per solo piano, giunge fino a Debussy. Altra chicca del programma, è l'esecuzione di “Pour le piano” di Claude Debussy, una suite che il grande autore francese terminò e pubblicò nel 1901.

Sabato 28 settembre, l’originalità e l’estrosità del Maestro Maurizio Mastrini incanterà il pubblico presente. A dieci anni dal suo debutto, uno dei pianisti più apprezzati in Italia, suonerà al pianoforte alcuni dei suoi brani più importanti scritti ed eseguiti durante la sua attività pianistica con l’inserimento di alcuni inediti di grande respiro musicale tra cui il funambolico “Excellence” in cui il pianista miscela passione e virtuosismo.

Domenica 29 settembre, “I solisti di opera laboratorio”, gruppo di giovani solisti, provenienti da Palermo e noti in molti teatri del mondo, intratterranno il pubblico con le più famose arie d’opera tra cui quelle di Verdi, Donizetti, Puccini, Mascagni e Bellini. Ad accompagnare i cantanti Natasha Katai Ciappa, Floriana Cicio, Luisa Filizzola, Lorena Scarlata Rizzo, Gianmarco Randazzo, Christian Rimasti, Andrea Ciacio, Davide Romeo, Antonino Tranchina e Rosolino Galioto, al pianoforte: Beatrice Cerami e Danilo Lombardini.

La stagione Autunno all’Odeon è sostenuta dagli Assessorati Regionali Turismo, Sport e Spettacolo, Beni Culturali e dal Comune di Taormina.

Lisa Bachis

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Al Teatro dei naviganti di Messina, dal 5 al 9 Giugno, si è tenuto lo spettacolo conclusivo della Master Class, condotta da Domenico Cucinotta e Mariapia Rizzo "Sei personaggi in cerca d'autore" che ha conseguito un successo ragguardevole per la rappresentazione dell'opera con una rivisitazione artistica di alto livello tecnico, espressivo ed esistenziale.

La scelta  dell'alternanza dei ruoli all'interno del copione classico ha fatto passare sulla scena il messaggio dell'autore che ha messo in campo la filosofia dell'identità dell'uomo nella possibilità di assumere una varietà di personaggi, con la coscienza di essere uno, tanti altri e nessuno in relazione ai rapporti instaurati ed al contesto in cui si viene a trovare.

E' quindi emerso chiaramente lo scontro tra la realtà dei personaggi veri e la finzione degli attori che interpretano un dramma secondo la visione soggettiva di vissuto o di narrazione, nella concretezza dei fatti o nell'illusione. Si è trattato del gioco delle parti nell'arte e nella vita, a confronto sul palcoscenico, per svelare la trama della verità nelle pieghe delle storie nate o costruite ad un modo di essere. La performance della Master Class con la regia di Cucinotta ha suscitato un pathos intenso negli spettatori, situati attorno alla scena, nel cerchio partecipativo e collaborativo, da protagonisti inseriti in un dialogo stringente sulla necessità di una comunicazione autentica in grado di liberare emozioni ed ispirazioni per la comprensione di se stessi e degli altri. L'esito delle repliche, ogni volta diverso ed in crescendo, è stato fenomenale, fascinoso, edificante, grazie al lavoro di preparazione artigianale e certosino di ricerca, sul piano filosofico e di scavo interiore, che ha messo in grado gli attori di conoscere bene la materia da trattare ed entrare nei panni di ogni ruolo con creatività senza rompere le regole, ma valorizzandole. Così si è potuta realizzare l'opera d'arte, camminando nei solchi della bellezza assegnata ad ognuno, investendo nella passione per il teatro, rimanendo nei limiti del proprio servizio ed usufruendo del valore di ciascuno, nella diversità e nella plasticità dell'interpretazione che sa riconoscere lo spazio della propria identità dentro il contesto della narrazione.

Santo Trimarchi

Torna la “Phaedra” di Alberto Bassetti nell’applaudita edizione diretta da Giovanni Anfuso e interpretata da Liliana Randi e Angelo D'Agosta, prodotta da “Produzioni Raffaello”.

Dopo il debutto nel 2016 nella splendida cornice del teatro greco di Segesta e due anni di tournée con unanime apprezzamento di critica e pubblico, lo spettacolo sarà rappresentato per la prima volta nel Messinese sabato 24 novembre alle 20,30 nel Teatro Val d'Agrò di Santa Teresa di Riva e replicato l’indomani alle 18.

La forza di questa “Phaedra”, che come detto ha riscosso ovunque lusinghieri successi, sta non soltanto nella raffinata e stimolante confezione, ma nella bravura degli interpreti, ai quali il regista ha cucito addosso la drammaturgia, quasi con un’operazione sartoriale.

Dopo l’appuntamento di Santa Teresa di Riva lo spettacolo proseguirà il proprio tour siciliano toccando Noto, Regalbuto e Siracusa per approdare infine a Roma, dove sarà rappresentato al teatro Quirinetta.

I Sikilia e il Direttore Artistico del Teatro, Cettina Sciacca, sono orgogliosi di aver in scena al teatro lo spettacolo di Giovanni Anfuso, grande regista teatrale che ha iniziato il suo apprendistato come assistente di alcuni dei più grandi registi italiani come Giorgio Strehler, Lamberto Puggelli e Glauco Mauri.

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Giovedì, 13 Settembre 2018 09:25

TAORMINA. RIAPRE L’ODEON ROMANO

Si riapre alla fruizione l’Odeon Romano a cura della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Uno spazio storico nel cuore di Taormina che ritorna alla sua naturale destinazione di  rappresentazioni musicali, teatrali e letterarie. La riapertura è il preludio ad un progetto che vedrà la completa utilizzazione dello spazio con una agibilità che raggiungerà i 250 posti. Un progetto già finanziato da Sensi Contemporanei e attualmente in fase di stesura del bando pubblico.Il progetto è condiviso con il Parco Archeologico Naxos Taormina.

Si avrà così la valorizzazione di un importante sito archeologico favorendo la  sua fruizione ai numerosi turisti. Saranno portati in  scena spettacoli di nicchia e di grande qualità che realizzano una concreta azione di promozione culturale e territoriale, riportando il teatro romano di Taormina al suo antico splendore.

 

La riapertura il 21 settembre alle 18.30 con il raffinato jazz in progress e le atmosfere tipiche del sound jazz di improvvisazione pura con la voce unica di Anna Bonomolo, nota da tempo a quel pubblico che ricerca una musica raffinata e allo stesso tempo un po' "sporca", come quella che sanno regalare solo i cantanti neri. Apprezzata per una particolare vocalità un groove di rythm’n bluesnel suo ultimo lavoro, dal titolo "Jazz in Progress", la raffinata cantante siciliana rivisita in chiave jazzy, bluesy, ma anche molto pop, alcuni dei brani più noti della storia della musica di qualità (Round Midnight, Ain't No Sunshine, Roxanne, What a Wonderful World, Tenderly, If I Were Your Woman, Why). Brani resi ancora più unici dalla sua innata capacità interpretativa. A tutto questo si aggiunge la bravura dei musicisti che la accompagnano per l’occasione: al piano Diego Spitaleri, musicista eclettico dal temperamento mediterraneo che vanta collaborazioni con Noa, Mario Venuti, Alessandro Haber, Sarah Jane Morris, Paolo Fresu, Flavio Boltro, Franco Cerri, Enrico Rava, Ray Mantilla, Irio de Paula, Artie raum, Glen Velez, Tiziana Ghiglioni, Paolino Dalla Porta, Tony Remy, Rim Banna, Nick the Nightfly, Sarah Jane Morris; alla batteria Giuseppe Sinforini, entusiasmante e versatile, appropriato nel riprodurre diversi stili dal jazz, all' r&b, al latin. Al basso elettrico Fabio Lannino, navigato e solido musicista, che ha suonato e portato in tour Artie Traum, Sarah Jane Morris, Nico Di Paolo, Ricky Portera, Gary Lucas, Jonathan Kane, ed ha accompagnato in alcuni seminari dal vivo Robben Ford, Mike Stern, Paul Gilbert.

 

 

Info:

Costo biglietto € 5,00 posto unico

Biglietterie:

Online www.ctbox.it o www.boxol.it

Punti vendita Boxoffice

Biglietteria in loco Corso Umberto,19 (9.00-13.00)

www.taormina-arte.com

tel. 391.7462146

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Lunedì, 22 Gennaio 2018 15:12

Il Teatro dei Folleti affabula con Fabula

Cinque mesi di lavoro, ma Fabula debutta con tutti i crismi alla Biblioteca Comunale di Nizza di Sicilia davanti al pubblico degli appassionati, che ha dato grande prova di maturità, perchè ormai sono dieci anni che Carlo Barbera batte il ferro e la gente che va a seguirlo ha capito che quello è un teatro per molti ma non per tutti, anche se poi d'estate affabula le piazze come ieri sera ha affabulato la gremita saletta della biblioteca nizzarda. In Fabula ci sono tutti gli ingredienti del buon teatro: testo interessante, ben scritto, in versi, che fa ridere e fa riflettere; musiche semplici, ma orecchiabili e trascinanti; recitazione impeccabile, tanto da parte di Carlo Barbera quanto di Natalia Silvestro, che stavolta, in veste di cuntastorie, ha veramente travolto la scena, oltre che con quel suo stupendo fondale, in cui alcuni tra gli animali protagonisti delle storie, trovano una rappresentazione grafiche di grande livello. Poi c'è il canto, ma soprattutto ci sono le storie, che raccontano la vita quotidiana e questo rapporto strano tra l'uomo e l'animale. Solo in un punto Carlo Barbera esce dalle righe e cominciando a cantare la ballata "Fido e Bobby", ha detto: "Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma l'uomo è il suo nemico". Il resto è andato avanti senza sbavature o improvvisazioni, perchè dalle parti del teatro dei Folletti si studia e a fondo, anzi ci si preparerà per l'estate eliminando ogni leggio e ogni lettura, perchè se stavolta c'era il 90% di spettacolo a memoria in estate sarà il 100%.

Fabula ha veramente affabulato il pubblico nizzardo e ora ci si prepara per affabulare quello santateresino, difatti lo spettacolo verrà replicato presso Villa Ragno a Santa teresa di Riva domenica 28 gannaio alle ore 19.

Canto-Autori è un tributo in forma di teatro-canzone ai più grandi cantautori del nostro Paese.

Da Dalla a Guccini, da Gaber a De Andrè, passando per Bennato, Branduardi, Battiato e tantissimi altri.

La chiave in cui si svolge lo spettacolo è quella del viaggio. Un viaggio che attraversa tutta la Nazione partendo da Genova (dove il fenomeno cantautorale è nato) fino a giungere alla Sicilia.

Così passando di regione in regione, vi si incontrano i vari cantautori d’appartenenza. La scaletta, ricca e variegata, accontenterà certamente i gusti più disparati e non mancherà di far rivivere emozioni a chi quelle canzoni le ha vissute, e a chi le ascolta per la prima volta. Ma non basta.

Ogni canzone ha una sua storia, e questa storia diventa spunto di discussione e unione col pubblico, cercando di inserirla nel contesto storico che stiamo vivendo, a prova che la grande musica non cessa mai di esistere, ma si rinnova sempre. Perciò, durante questo viaggio non mancherà di toccare tanti temi che fanno parte della vita di tutti noi: dall’immigrazione, alla politica, all’ecologia, il futuro, il senso della vita, la spiritualità, tematiche assolutamente in linea con il fenomeno della canzone d’autore che ha sempre cercato di stimolare la gente al pensiero e di raccontare gioie, amori e dolori della vita.

Il tutto affrontato sempre con grande leggerezza e un pizzico di ironia.

Lo spettacolo è in chiave acustica: voce, due chitarre acustiche, contrabbasso, violino e percussioni.

L’attenzione nella scelta dei brani e gli accurati arrangiamenti creati dai musicisti fanno sì che sia uno spettacolo raffinato ma al tempo stesso estremamente popolare.

Il Concerto sarà il 12 Marzo, domenica ore 18.30.

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