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Mercoledì, 29 Aprile 2020 10:50

LETOJANNI. RIAPRE IL CIMITERO

Il primo cittadino di Letojanni Alessandro Costa ha disposto la riapertura del CIMITERO COMUNALE A PARTIRE DA LUNEDÌ 4 MAGGIO.

Con propria ordinanza, il Sindaco ha disposto, a partire dal 4 maggio, la riapertura del cimitero. Il cimitero rimarrà aperto dal lunedì al sabato dalle ore 7.00 alle ore 13.00. Domenica e festivi rimarrà chiuso. Il personale comunale vigilerà consentendo l'ingresso contingentato e il rispetto del divieto di assembramento. È consentito sostare all'interno del cimitero per non più di trenta minuti, occorre mantenere la distanza di 2 metri e indossare la mascherina e i guanti.

“La stagione degli annunci, varata dal Governo con il primo DPCM dell’8 marzo e protratta fino all’ultimo del 26 aprile scorso, deve essere dichiarata chiusa.

Siamo stanchi di dichiarazioni con le quali si rimanda sempre ad un futuro prossimo la ripresa delle attività economiche, senza mai dare una data certa (a differenza di altri paesi europei) o, ancora peggio, senza porsi mai il problema di come le attività economiche che fino ad ora sono rimaste sospese, potranno riprendere a lavorare. La Fase 2 che ci accingiamo a vivere deve essere contrassegnata da un rigoroso rispetto delle nuove disposizioni che consentiranno di riappropriarsi del nostro tempo e dei nostri spazi, ma che non devono farci abbassare la soglia dell’attenzione verso un nemico insidioso e altamente offensivo. Per tale motivo ho trasmesso la mia proposta di DPCM al Presidente Conte, ai Presidenti delle Regioni Obiettivo 1, al Ministro per i rapporti con le Regioni e al Presidente dell’ANCI, chiedendo ad ognuno di loro di contribuire per elaborare una proposta condivisa. Ho altresì avvisato che in assenza di riscontro emetterò il 4  maggio un’ordinanza sindacale con la quale mi farò carico di consentire nel territorio di Messina, a far data dal 25 maggio, la ripresa delle attività economiche nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale”. Così afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Non giriamo intorno al nocciolo della questione – continua il Primo cittadino - il Governo trascura completamente di occuparsi degli aspetti prettamente economici della gestione della crisi da contagio del COVID-19, scaricando sulle spalle degli operatori economici ogni conseguenza generata da questa situazione di prolungata inattività. Lo scenario iniziale però adesso risulta modificato per effetto dell’andamento della curva del contagio che se dimostra come le Regioni del Nord non siano ancora riuscite a contenere la diffusione del virus, al contrario, rivela che nelle Regioni del Sud - già classificate Obiettivo 1 - il contagio è stato contenuto e in alcuni casi addirittura arrestato del tutto, come in Basilicata. Basti pensare che nell’intero settentrione i contagiati sono otto volte quelli del meridione e il divario aumenta ulteriormente sul piano dei decessi: 876 al Sud contro 10.022 in Lombardia, undici volte tanto. Il rapporto Sud-Nord nel caso delle morti da coronavirus è di uno a diciotto.

“Continuare a mantenere una sospensione generalizzata di tutte le attività economiche – conclude il Sindaco peloritano -  ferme dai primi di marzo è dunque inaccettabile sia in senso generale che, ancor di più, in considerazione delle situazione del Meridione, dove gli operatori economici, per la maggior parte piccoli imprenditori, commercianti, artigiani, liberi professionisti e titolari di partita IVA, sono stati lasciati sostanzialmente privi di qualsiasi sostegno economico e non saranno, perdurando tale stato di cose, in grado di riaprire le loro attività. Per queste ragioni ho ritenuto necessario elaborare una proposta di DPCM con la quale disciplinare e regolare la ripresa delle attività produttive, commerciali, artigianali, dei servizi alla persona, degli stabilimenti balneari e/o delle relative attività complementari, palestre, centri sportivi, maneggi, cinema, drive-in, arene, musei, mostre espositive e cimiteri nel rispetto delle norme del distanziamento sociale, introducendo il concetto della Banca Dati “Libertà autovigilata” presso la quale ogni utente sarà tenuto a registrarsi per accedere ai servizi ammessi e disciplinati nello stesso Decreto. Sono disponibile al confronto, fermo restando che non contribuirò a lasciar morire di fame la mia gente”.

    I Circoli P.D. Riviera Jonica, riuniti in teleconferenza, hanno affrontato i temi legati all’emergenza Covid 19, con particolare attenzione al sistema di distribuzione degli aiuti ai Comuni riguardo l’erogazione dei Buoni Spesa.

“A tal proposito, sottolinea la nota, si è rilevato che le finalità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo, da ritenersi strettamente connesse agli interventi in argomento deliberati dal Governo Regionale, risultano inevitabilmente di difficile attuazione nei territori e nelle realtà di molti Comuni Siciliani.  

La prima trance di contributi pari a 30 milioni di euro, infatti, è stata erogata dall’ Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro sulla base di complessi criteri in capo ai Comuni e in particolare “ (…) sull’impegno a facilitare i i percorsi per la realizzazione dei progetti, finalizzati a rimuovere le cause di esclusione, di marginalità e povertà, e a sostenere attraverso servizi di accompagnamento l’inserimento nel mercato del lavoro, che l’Amministrazione Regionale intende intraprendere in tema di politiche attive (punto 8 dell’Atto di Adesione)” come si legge nelle istruzioni operative diramate in data 24 aprile dal Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali.

Ma aldilà delle evidenti complessità procedurali, è il caso di chiedersi: ma le risorse del  Fondo Sociale Europeo possono essere utilizzate per la erogazione di generici buoni spesa, come ha inteso fare il Governo Regionale, ovvero necessitano di essere utilizzate nell’ambito di misure e/o progetti di politica attiva del lavoro, in assenza dei quali gli Enti Locali si troveranno successivamente a restituire le somme erogate, qualora non riescano a concludere il già poco chiaro e complesso iter burocratico di erogazione e successiva rendicontazione?

Si è rilevato, inoltre, un aspetto molto importante: in una fase di emergenza straordinaria, il Governo Regionale ha scelto di percorrere una procedura ordinaria, che di fatto rende le risorse non utilizzabili nell’immediato e in alcune realtà non spendibili.

Di contro le risorse finanziate per lo stesso scopo dal Governo Nazionale, per il tramite della Protezione Civile, sono state utilizzate  immediatamente dai Comuni, con autorizzazione al ricorso a procedure straordinarie e quindi una distribuzione immediata ai beneficiari.”

I Circoli PD Riviera Jonica denotano una assoluta inefficacia e inadeguatezza da parte del Governo Regionale, impegnato a fare facile propaganda piuttosto che offrire assistenza reale agli Enti Locali, un comportamento inaccettabile in una emergenza così grave per tutti i nostri concittadini.   

- «Il 4 maggio potranno riaprire, ma quante attività ricettive, turistiche e commerciali lo fanno davvero? Quante persone ci saranno?» A chiederlo è la Fisascat Cisl di Messina che ricorda come nella provincia ci siano circa 15 mila persone che vivono di un impiego stagionale nel turismo e nel commercio e la quasi totalità non ha una prospettiva di lavoro per questa stagione, ormai già ampiamente compromessa. «Le Isole Eolie, Taormina e il suo comprensorio ma non solo – sostengono Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo - sono i maggiori poli turistici siciliani, aree di riferimento per il turismo e l'economia della Sicilia e del Sud. Ma questo non interessa al Governo». A Taormina e nell'hinterland, la prossima estate, secondo le stime di Fisascat Cisl saranno occupati tra il 15% e il 20% dei lavoratori che comunque non potranno nemmeno maturare i requisiti necessari poi per chiedere la Naspi. «Ad oggi non sappiamo quante attività apriranno, ci sarà pochissimo lavoro e chi potrà lavorare sarà fortunato – continuano i rappresentanti del sindacato - Per questo riteniamo indispensabile che si ripristini la Aspi, con i 24 mesi indennizzati, o che venga ripristinata la cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del turismo. La considerazione che ad oggi c'è del nostro territorio è tutta nelle 600 euro del decreto "Cura Italia". Una miseria, persino negata a molti lavoratori, con la quale le persone potranno pagare una bolletta o una mensilità di affitto». Per la Fisascat non è più una crisi economica ma un'emergenza sociale. «Non possiamo accettare questa mattanza che viene compiuta ai danni di migliaia di lavoratori e di tutte le loro famiglie. Il lockdown, sinora, ci ha impedito di manifestare, il distanziamento sociale prevederà ulteriori obblighi ma non appena possibile torneremo in piazza. Soltanto questa situazione di quarantena obbligata ci ha fermato, altrimenti oggi saremmo già a Palermo e a Roma, sotto i palazzi della Regione e del Governo, per pretendere il rispetto di quei diritti che ai lavoratori del turismo, del commercio e dei servizi vengono negati, privati anche degli ammortizzatori sociali a differenza di altri settori produttivi. La crisi sta togliendo l'impiego a migliaia di lavoratori, ma di fronte a una crisi senza precedenti siamo pronti a una lotta senza precedenti per difendere l'occupazione e soprattutto la dignità - troppe volte calpestata - dei lavoratori».

Loretta e Connie Ralli hanno voluto dare un segno concreto di vicinanza, in un momento così complicato per tutti noi, a quanti ogni giorno combattono in prima linea contro il coronavirus. Rispondendo così alla mancanza di dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere del comprensorio jonico messinese Loretta e Connie Ralli hanno con grande “Amuri” donato 500 mascherine chirurgiche.

I preziosi dispositivi sono stati distribuiti in base alle segnalazioni pervenute al personale medico, infermieristico e ausiliario del Pronto Soccorso di Taormina, al reparto di Radiologia e Oncologia dell’ospedale di Taormina, al Centro Dialisi di Furci Siculo, agli infermieri territoriali adi del distretto di Taormina e alla casa di cura Carmona di Messina.

In particolare Loretta e Connie hanno colto il grido di aiuto di tanti operatori sanitari e grazie alla disponibilità e alla collaborazione di Alessandra Miano, amica ed infermiera, sono riuscite ad intercettare dove c’era maggiore necessità.

Un semplice gesto che è stato accolto con immensa gratitudine.

“Amuri, spiegano Loretta e Connie Ralli, non è solo un brand. È uno stile di vita, è una scelta. Esserci sempre per gli altri, per chi ha più bisogno. Sappiamo che torneremo presto ad occuparci delle nostre clienti ma oggi abbiamo voluto dedicare le nostre attenzioni a chi ogni giorno combatte in prima linea per sconfiggere questo virus. Un semplice gesto. È solo Amuri. È quello che sappiamo fare: guardare a chi ha bisogno ed agire. Il nostro aiuto serviva adesso e per questo abbiamo scelto di dare il nostro contributo. Un modo per ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari che si stanno prendendo cura di tutti noi.”

 

 

 Il gruppo Nunzio Corvaja/Danilo La Monaca torna a chiedere risposte concrete al primo cittadino di Taormina Mario Bolognari.

Solo nei giorni scorsi avevano inviato una nota all’amministrazione comunale contente proposte mirate ad andare incontro alle esigenze degli operatori economici e commerciali della città.

 A quanto pare però nessuna risposta in merito sarebbe arrivata dal sindaco Bolognari.

Corvaja e La Monaca tornano dunque a chiedere attenzione, ricordando non soltanto di rappresentare numerosi cittadini, imprenditori e professionisti ma anche di avere conseguito un discreto consenso nel corso delle ultime elezioni.

Certo, qualche malalingua potrebbe commentare “non abbastanza” visto il risultato… ma andiamo al contenuto della nuova lettera aperta indirizzata a Bolognari accusato di preferire il silenzio piuttosto che il dibattito.

“Il silenzio, scrivono Corvaja e La Monaca,  è un tema caro al nostro sindaco che lo ha elevato a strategia di governo insieme all’attesa. Conosce, il professore, la velocità liquida dei flussi e crede che tutto, ogni intervento, verrà, inghiottito dalle fauci del web.  Basta ignorare. Non questa volta sig. Sindaco. Questa volta non sarà sufficiente snocciolare dati sulla distribuzione di mascherine neanche avesse preso Cartagine! Ha sempre suscitato un grande turbamento emotivo la tragedia dl transatlantico Titanic. Anche noi ci stiamo inabissando. Senza neanche il conforto dell’orchestra che, come racconta la leggenda, suonò fino all’ultimo.  Chiediamo che il comandante della nave fuoriesca dal proprio silenzio e si relazioni con la Città, magari con chi in materia di turismo e commercio è più competente, anche se questo sembra procurargli un certo fastidio. Come quando, sindaco, cammina per strada senza neanche guardare negli occhi le persone che incrocia." E ancora prosegue la nota:"  E' informato sig. sindaco che molte attività stanno pensando già alla chiusura definitiva? Si rende conto del dramma di tutte le persone che perderanno il lavoro? E’ a conoscenza della svalutazione di immobili ed attività? La preghiamo: fuoriesca dal silenzio.

Certo, la crisi passera, torneremo più grandi ma non tutti avranno la forza di resistere in questo periodo. Peraltro, so che avere uno stipendio fisso non è una colpa ma frutto di meriti e sacrifici. Ma hanno merito e sacrifici anche le partite iva di cui molte rischiano di essere spazzate via per sempre. C’è un grane senso di vuoto e smarrimento generato dalla pandemia e noi cittadini abbiamo bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni oltre che di risposte e di empatia. L’empatia è la prima qualità delle persone colte come lei. Vogliamo e pretendiamo dal sindaco risposte alle nostre domande. Scelga lei fino a che punto estremizzare il dibattito.”

L’on. Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, interviene sul dibattito politico inerente l’avvio della cosiddetta Fase 2 annunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri.

“Non ho seguito la conferenza stampa di Conte, spiega Lo Giudice, perché impegnato nei lavori della finanziaria regionale a Palermo. Ho ricevuto però, prosegue, una miriade di messaggi da tanti imprenditori esasperati che lanciano un grido di aiuto per poter riprendere piano piano la loro vita, il loro lavoro. Presidente Nello Musumeci i Siciliani hanno bisogno del suo intervento. C’è bisogno di avviare un’interlocuzione urgente con il governo nazionale per consentire di ripartire, con le dovute cautele, ma bisogna ripartire e sono certo che lei condivide questo pensiero. Il rischio che corriamo in questa terra, conclude Lo Giudice, è quello di vedere i sacrifici di una vita mandati in fumo e la Sicilia non se lo può permettere.”

Con la ripresa delle attività diagnostiche in questo periodo di epidemia da coronavirus ( covid 19), il centro di diagnostica Fiumara ha voluto fornire un ulteriore aggiornamento to su come il nostro centro si sia organizzato nel pieno rispetto delle raccomandazioni delle autorità sanitarie.

“Innanzitutto, spiega il dott. Fiumara, abbiamo applicato il distanziamento. Il nostro studio ha una superficie superiore a 1300mq e questo ci consente di organizzarci con appuntamenti ed ingressi programmati, ricambio d'aria ad ogni esame, sanificazione dei locali giornaliera ed utilizzo di quelli che sono i dispositivi di protezione suggeriti dalle norme. Abbiamo peraltro predisposto la distribuzione e diluizione della forza lavoro nel numero massimo possibile di turni.

Abbiamo mobilitato le nostre risorse per soddisfare quello che a nostro avviso è l'obiettivo di tutti noi: continuare a garantire l'esigenza di salute dei nostri utenti, garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti e, non ultimo, garantire la continuità aziendale.

La nostra missione, aggiunge il dott. Fiumara, è porre i pazienti " al centro” e li ringraziamo per la loro collaborazione in questo momento difficile.”

Il centro è aperto per la diagnostica urgente e inderogabile da lunedì a venerdì, dalle ore 8 alle ore 14.

 

Sabato scorso, i militari della Stazione Carabinieri di Sant’Alessio Siculo hanno arrestato un 43enne, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Messina – Seconda Sezione penale- poiché, nonostante fosse sottoposto dal novembre 2019 alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima con la prescrizione di non comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo, continuava a minacciare la donna.

Nello specifico, in attesa della celebrazione del processo, perveniva alla seconda sezione penale una richiesta del Pubblico Ministero per la sostituzione della misura del divieto di avvicinamento e l’inasprimento con quella di massimo rigore poiché, nonostante la donna avesse deciso di trasferirsi in altro luogo riceveva, quotidianamente, anche di notte, numerose telefonate da parte dell’imputato che la minacciava al fine di farla tornare a vivere con lui.

L’11 aprile scorso l’uomo si presentava sotto l’abitazione della vittima, in evidente stato di alterazione alcolica, intimandole con tono minaccioso d ritornare con lui e minacciandola che, se non lo avesse fatto, avrebbe usato anche la forza. Inoltre, noncurante della presenza di alcuni minori, l’uomo si scagliava contro vittima e solo l’intervento di un familiare della donna scongiurava ulteriori conseguenze.

I Carabinieri hanno ricostruito quanto accaduto acquisendo e riscontrando la puntuale e precisa denuncia sporta dalla vittima.

L’uomo, al termine delle formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Messina “Gazzi”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell'affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

Un documento e una serie di proposte per chiedere all’amministrazione comunale di intervenire su alcune questioni di vitale importanza per fronteggiare ed in qualche modo contenere gli effetti devastanti della pandemia in atto.

A sottoscriverlo Danilo La Monaca e Nunzio Corvaja che si sono fatti portavoce di diverse componenti del tessuto produttivo della Città, tra cui commercianti, professionisti e componenti della cosiddetta società civile.  

Ecco il documento: Il primo argomento affrontato riguarda i canoni di locazione delle attività commerciali.  “Al riguardo, si legge, sussiste la ferma convinzione che i locatori siano ben consapevoli dell’impossibilità di ricevere il canone mensile per tutto il periodo di chiusura delle attività imposta dal Governo. Senza contare, poi, che nella cosiddetta “fase 2”,  in cui si procederà gradualmente al ritorno alla normalità, è verosimile ritenere, comunque, che la stagione turistica 2020, sia da considerarsi cancellata, con la totale perdita dei relativi guadagni, che verranno letteralmente bruciati  e che potrebbero causare il  default di un gran numero di attività commerciali. Dicevamo che, anche dopo la riapertura, per tutta la durata del periodo di ritorno alla normalità, che ad essere fortunati può essere individuata nel mese di marzo 2021 (anche se tale previsione deve prendersi con cautela), sarebbe necessario rimodulare i canoni di locazione con la previsione di abbattimenti consistenti del canone, da concordarsi con le associazioni di categoria.

  • In tal senso, l’Amministrazione potrebbe indicare la via da percorrere, interloquendo direttamente con i rappresentanti dei locatori ed emanando, comunque, un provvedimento con cui si proceda ad annullare i canoni di locazione di cui è creditrice per questa fase (in cui è stata disposta la chiusura delle attività), riservandosi di rimodulare, d’accordo con l’altra parte contraente, il canone di locazione nella fase di riapertura. Tale scelta, che comprendiamo non essere vincolante, ma indicherebbe la rotta  e costituirebbe una decisiva presa di posizione che potrebbe spiegare effetti anche in procedimenti contenziosi.
  • Azzeramento dei tributi per le attività commerciali per chiunque abbia,  a causa della pandemia in atto, perduto fonti di reddito. Comprendiamo che le finanze dell’Ente non versano in ottime condizioni ma è talmente tragico (inutile nasconderlo) il periodo che stiamo attraversando che la Regione e lo Stato, per quanto di loro competenza, al fine di prevenire disastri sociali, con tutte le possibili ed imprevedibili conseguenze, dovranno farsi carico di tale spesa su apposita richiesta in tal senso dell’Ente.
  • Si chiede inoltre che venga istituita una commissione permanente di crisi composta da rappresentanti dell’Amministrazione, dal Consiglio comunale e dai rappresentanti delle categorie produttive. Invero, considerato che la produzione legislativa e gli sviluppi della vicenda dettata dal virus sono in continua e veloce evoluzione, si rende necessaria una cabina di regia che costantemente segua gli sviluppi e predisponga, per quanto di competenza, le risposte alle problematiche incombenti. Ci rendiamo conto di essere di fronte ad un evento di straordinaria gravità ma, proprio per questo, si rende necessario che l’Amministrazione sia continuamente in contatto non solo con gli Enti sovra ordinati ma anche con le rappresentanze delle categorie commerciali per fronteggiare il nemico più importante delle attività commerciali: l’incertezza. Basti pensare che nessuno sa esattamente quando e con quali modalità si potrà aprire. Per non parlare delle recenti notizie, quasi grottesche, circa la riapertura degli stabilimenti balneari.
  • Si chiede, inoltre, che si apra un canale permanente con la Regione per individuare forme di finanziamento al Comune ed alle attività produttive ch non si limitino ad uscite giornalistiche ma si individuino modalità e tempi di erogazione;
  • Si riconoscono l’impegno e la tempestività del Ente comunale nell’erogazione di sussidi a favore di famiglie e persone ma si chiede, tuttavia, il potenziamento dello sforzo estendendo il più possibile la platea dei destinatari degli aiuti. Anche in questo caso una commissione permanente può costituire il giusto raccordo per gli interventi in materia.
  • Per quanto possibile, e certi in una sicura ripartenza della Città, predisporre, sempre con il competente assessorato regionale, strategie turistiche per il “dopo crisi”.

Si auspica, in fine, che durante questo periodo straordinario non venga utilizzato come il pretesto di non produrre atti amministrativi. In particolare, si ritiene che tale momento sia proprio adatto per predisporre il regolamento dei suoli, ridefinire l’assetto ella viabilità  per essere pronti per quando dovremo ripartire ancora più forti di prima.”

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