TAORMINA. ISOLA BELLA. INGRESSO A PAGAMENTO? CALTABIANO “GRAVE DANNO PER IL TURISMO”

TAORMINA. ISOLA BELLA. INGRESSO A PAGAMENTO? CALTABIANO “GRAVE DANNO PER IL TURISMO” In evidenza

L’accesso alla Riserva Orientata dell’Isola Bella potrebbe essere subordinato al pagamento di un biglietto. E’ la novità contenuta nel decreto emanato dal Presidente della Regione Rosario Crocetta .

La notizia ha, com’era prevedibile, suscitato un vespaio di polemiche.

In pratica l’area della spiaggia fino ad oggi libera potrebbe essere regolamentata da un tornello. Una novità che non è andata giu’ agli operatori economici della baia. L’unico biglietto che al momento i turisti pagano è quello che consente l’accesso all’isolotto ma la fruizione della spiaggia è sempre stata libera considerando anche la presenza di numerosi lidi e attività di ristorazione.

“Al momento – spiega Anna Abramo, direttore del Cutgana, che gestisce l’Isola Bella - siamo in una fase di informazione dedicata agli operatori economici di quanto deciso a livello regionale. Si parla di un biglietto da quattro euro con una possibile riduzione del 50%. Un ticket – aggiunge - che potrebbe tuttavia garantire servizi aggiuntivi. È certo – conclude Anna Abramo - che dobbiamo trasformare questo decreto in un'opportunità per Isola Bella, non in senso limitativo".

Non è dello stesso avviso la presidente della sottocommissione al Turismo Alessandra Caltabiano. “Il rischio, afferma Caltabiano, è che si crei un danno per il turismo e soprattutto per le attività commerciali.   Inoltre, incalza la Caltabiano, non è pensabile svegliarsi la mattina scoprire che sono stati presi provvedimenti importanti che condizionano l’economia della nostra città. Ancora una volta, conclude, le decisioni della Regione sono state prese senza alcun tipo di concertazione con il comune di Taormina.”

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  • Parco Naxos Taormina e Politecnico di Torino WORKSHOP su ISOLABELLA

    Nell’ambito del programma di valorizzazione dell’Isolabella, si è concluso il workshop di progettazione organizzato dal Parco Archeologico Naxos Taormina e in collaborazione con il Politecnico di Torino. Il corso è stato tenuto  dalla prof.ssa Valeria Minucciani, titolare dell’Atelier di Architettura degli interni e Museografia, dal prof. Emanuele Romeo , docente di Restauro e coordinatore del dottorato in beni Architettonici e paesaggistici del Politecnico di Torino,  dalla prof.ssa Anna Pellegrino, titolare del corso di Illuminotecnica, e dai tutor arch.Riccardo Rudiero, e arch. Lodovica Valetti.  Il workshop ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con l’unicum naturale e paesaggistica e architettonico di Isolabella e con il tema complesso della sua conservazione e valorizzazione in un contesto a vocazione spiccatamente turistica.

    Il Cutgana, Ente gestore della Riserva ha partecipato con grande interesse, apportando il suo qualificato contributo  per gli aspetti naturalistici che caratterizzano la Riserva Naturale Isola Bella.

    La collaborazione tra Parco Archeologico Naxos Taormina, Politecnico di Torino e Università di Catania  ha voluto così offrire un qualificatissimo contributo per il costituendo museo di Isolabella.

     Nei 5 giorni di workshop, svoltosi dal 19 al 23 novembre, quindici ragazzi, scelti in base ad una preselezione qualitativa effettuata dal gruppo docenti, si sono  “immersi” nella realtà dei luoghi, e hanno proposto, divisi in gruppi, diverse soluzioni progettuali inerenti gli spazi interni e quelli esterni di Isolabella, volti a comunicare ad un pubblico vasto non solo la storia dei luoghi ma anche le soluzioni architettoniche che, non alterando la naturalità dell’isola, ne hanno aumentato il fascino e determinato la peculiarità.

    Il workshop proseguirà nei mesi successivi presso le sedi del Politecnico di Torino per perfezionare quanto prodotto  nella settimana svoltasi a Taormina.

     

  • TAORMINA. RESTAURO GEOAMBIENTALE DI ISOLABELLA. IL PRF. ORTOLANI RIBADISCE LA NECESSITA’ DELL’INTERVENTO

    La proposta era stata presentata dal Prof.Ortolani, senatore del Movimento 5 Stelle, geologo ed esperto di restauri ambientali, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli.

    Già in contatto con l’amministrazione Giardina che gli aveva affidato l’elaborazione di uno studio completo del territorio per far fronte al dissesto idrogeologico, il Prof. Franco Ortolani oggi rivendica la  legittimità di un intervento che lui stesso aveva proposto.

    Si tratta del progetto presentato dalla precedente amministrazione che  riguarda le opere di salvaguardia e restauro geoambientale della spiaggia di "Isola bella" per un importo della progettazione di euro 161.734,98.

    Progetto che secondo Legambiente, il WWF e l’attuale primo cittadino Mario Bolognari  risulta potenzialmente dannoso per l’area perché come più volte evidenziato non ci sarebbe in corso alcun processo erosivo che giustifichi il ripascimento artificiale previsto, inoltre all'interno  della  baia oggetto di intervento sarebbero presenti numerosi affioramenti di Posidonia oceanica, specie protetta, che sarebbe fortemente danneggiata dall'intervento in progetto.

    Il WWF Italia inoltre con nota prot n. 190/2018 del 9 agosto 2018 ha evidenziato, in particolare, l’assenza  della  necessaria procedura di Valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del DPR 357/97 e smi, a tutela delle caratteristiche della spiaggia e dei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica.

    Da qui la scelta di chiedere la revoca del finanziamento.

    Scelta ovviamente non condivisa dal Prof. Ortolani che oggi affida a facebook il suo sfogo:

    “La proposta di restauro geoambientale del monumento naturale Isolabella nelle mani, scrive Ortolani,  delle pulci … d’acqua dolce e Taormina rinuncia al finanziamento. Fatti i rilievi preliminari anche subacquei e verificato che la posidonia, nella zona d’intervento, si trova a circa 50 metri dalla linea di riva avviammo una proposta facendo richiedere un finanziamento dal Comune di Taormina al quale, evidenzia Ortolani,  fornimmo gratuitamente gli elementi tecnici necessari.

    Il Ministero dell’Ambiente, prosegue il geologo,  ha accolto la proposta di Taormina proponendo un sostanzioso finanziamento per consentire al Comune e quindi all’attuale amministrazione comunale di elaborare il progetto il cui costo previsto preliminarmente superava il milione di euro.

    A finanziamento sicuro è successo il finimondo consistente in una "caciara di bassa lega" promossa da uno scienziato dell’Università della Sicilia Nordorientale, tale Prof. Randazzo da Messina, al quale si sono accodati i rappresentanti locali di alcune associazioni ambientaliste (sulla carta). Costoro hanno iniziato ad affermare cose non contenute nella proposta promossa dallo scrivente adducendo tragici problemi e impatti devastanti sulla posidonia (che inizia a circa 50 m dalla riva) causati da sedimenti sabbiosi che non erano assolutamente previsti.

    Un argomento forte sostenuto dallo scienziato da Messina è stato che nella baia di Isolabella NON SI E’ VERIFICATA EROSIONE e che pertanto il ripascimento non è necessario.

    Altro argomento forte, che taglierebbe la testa … alla proposta di restauro geoambientale, consiste nell’affermare che sedimenti simili a quelli esistenti non si trovano.

    E’ con tristezza che scrivo queste righe, afferma ancora il Prof. Ortolani,  perché dispiace che una amministrazione comunale si sia dichiarata contraria a ricevere un finanziamento da utilizzare per migliorare la morfologia di Isolabella: principalmente per rendere non visibile lo ”sfregio” del muro di calcestruzzo e per recuperare i metri di spiaggia persi a causa dell’erosione.

    Un monumento della natura come Isolabella, prosegue ancora il prof. Ortolani,  deve essere capito e si deve comprendere che come i monumenti fatti dall’uomo necessita di adeguati interventi di restauro geoambientale per fare in modo che il monumento possa essere ammirato anche nelle prossime decine di anni. Le ultime due immagini evidenziano i cambiamenti avvenuti ad Isolabella in 100 anni circa.”

    Non dubitiamo della buona fede del prof. Ortolani ma non possiamo neanche credere che Legambiente e WWF agiscano in maniera insensata.

    Ringraziamo il prof. Ortolani per questa immagine che ci mostra com’è cambiata  la baia in questi 100 anni.

    E ci dà l’occasione per ricordare che quando i pini marittimi nella zona di pre riserva  iniziarono gradualmente ad ammalarsi e i bungalow iniziarono a comparire solo le associazioni ambientaliste hanno alzato la voce chiedendo chiarimenti.

    Oggi l’Isola Bella andrebbe davvero tutelata e preservata con un accesso durante il periodo di alta stagione programmato e controllato per evitare un sovraccarico di presenze che non consente neanche di godere della bellezza del posto.

    Nuova spiaggia a disposizione purtroppo ci fa pensare a nuovi lidi, a  nuovi bungalow.

    E sinceramente crediamo che così basti.

     

     

  • TAORMINA. PROGETTO RIPASCIMENTO ISOLA BELLA. NOTA DEL MINISTERO

    Interviene anche il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nella vicenda del finanziamento concesso nell’ambito del piano di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, in attuazione della procedura prevista dal DPCM del 14 luglio 2016 al comune di Taormina.

    Il progetto era stato presentato dalla precedente amministrazione e riguardava la progettazione delle opere di salvaguardia e restauro geoambientale della spiaggia di "Isola bella" per un importo della progettazione di euro 161.734,98.

    Un ottimo risultato in teoria… in pratica un possibile danno alla baia dell’Isola Bella.

    L’intervento in questione infatti così come evidenziato da Legambiente, dal WWF e dall’attuale primo cittadino Mario Bolognari  risulta assolutamente inutile.

    L'area coinvolta dall'intervento non sarebbe interessata da  alcun processo erosivo che giustifichi il ripascimento artificiale previsto, inoltre all'interno  della  baia oggetto di intervento sarebbero presenti numerosi affioramenti di Posidonia oceanica, specie protetta, che sarebbe fortemente danneggiata dall'intervento in progetto.

    Con nota Prot. n. 18287 del 7 agosto 2018 il Comune di Taormina aveva fatto presente che l'intervento di cui trattasi era stato proposto  dalla precedente  amministrazione  e, nell'esprimere forte perplessità  sull'intervento medesimo, rappresenta la necessità di un approfondimento.

    Con la successiva nota prot n. 190/2018 del 9 agosto 2018 il WWF Italia evidenziava, in particolare, come il previsto ripascimento della spiaggia non solo non appariva motivato da alcun processo erosivo ma progettato in assenza  della  necessaria procedura di Valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del DPR 357/97 e smi, a tutela delle caratteristiche della spiaggia e dei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica.

    Con la ulteriore nota Prot. n. 17179 del 27 agosto 2018,  infine il  Comune di Taormina, preso atto delle criticità emerse, aveva comunicato in ultimo la rinuncia alla progettazione dell'intervento in questione.

    Alla luce di ciò il Ministero ha inviato una nota alla Regione Siciliana chiedendo di valutare gli elementi trasmessi e di procedere, ove ritenga opportuno, alla richiesta di revoca del finanziamento della progettazione dell'intervento in oggetto, e della conseguente riprogrammazione  delle risorse.

     

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