SANTA TERESA DI RIVA. IL COMUNE CHIEDE L’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DELL’ORDINANZA EMESSA DALLA REGIONE IN MATERIA DI RIFIUTI.

SANTA TERESA DI RIVA. IL COMUNE CHIEDE L’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DELL’ORDINANZA EMESSA DALLA REGIONE IN MATERIA DI RIFIUTI. In evidenza

Con precedente nota del 29/9/2016, prot. 20627, il Comune di S. Teresa di Riva, circa 10.000 abitanti e 6.700 utenze TARI, che è stato autorizzato, con la disposizione in oggetto, a smaltire in discarica solo 2, 2 tonnellate di rifiuti al giorno, ha chiesto di poter smaltire in discarica tutti i propri rifiuti indifferenziati o, comunque, almeno 20 tonnellate la settimana,ritenendosi ingiustamente penalizzato dalla ulteriore riduzione disposta, con il provvedimento in oggetto, nonostante avesse autonomamente ridotto in modo consistente la produzione di rifiuti indifferenziati con il raggiungimento, nel mese di Agosto,di valori percentuali di raccolta differenziata superiore all’80%,. 

Purtroppo, (tranne che per la possibilità di conteggiare mensilmente le quantità conferite in discarica, concessa,con la disposizione n. 72 del 30/9/2016, ai Comuni che superano il 40% di R.D.) la superiore istanza, benché formulata con carattere d’urgenza, non ha ottenuto nessun riscontro.

Oggi il comune scrive al Presidente Crocetta  evidenziando come si renda necessario, necessario chiarire come i calcoli con cui sono state ricavate le quantità di rifiuti indifferenziatiautorizzate con la disposizione n. 69 del 24/9/2016, essendo stati effettuati considerando le sole quantità dei rifiuti smaltiti in discarica nel mese di Agosto, risultano illogici, discriminanti ed illegittimi nei confronti di un Comune che ha conseguito nel mese di Agosto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%.

 

Ecco quanto evidenzia il Primo Cittadino Cateno De Luca nella nota:  

 

Illogicità e disparità di trattamento

Con la disposizione in oggetto la quasi totalità dei Comuni siciliani sono stati autorizzati a smaltire in discarica oltre il 90 % dei loro rifiuti urbani, mentre il Comune di Santa Teresa di Riva (che nel mese di Agosto, avendo raggiunto una percentuale di R.D. dell’82%, ha già ridotto al 18% la quantità dei propri rifiuti indifferenziati) per aver rispettato e superato nel mese di Agosto i parametri di legge inerenti la raccolta differenziata, è stato autorizzato a portare in discaricasolo il 15% dei propri rifiuti.

Se solo il Comune di Santa Teresa di Riva non avesse costituito un ARO ed avesse continuato a gestire i servizi attraverso la gestione Commissariale dell’ATO ME4 Spa, avrebbe,al pari degli altri Comuni dell’ATO,  avuto una raccolta differenziata inferiore al 10%,  portando così in discarica,nel mese di agosto,il 90% dei propri rifiuti (pari a 390 tonnellate) ed, in base al metodo di conteggio contenuto nella disposizione n. 69, sarebbe stato autorizzato a portare in discarica  11 tonnellate al giorno (le suddette 390 tonnellate di Agosto, meno il 12%, diviso 31 giorni) anziché le 2,2 autorizzate.

Risulta, quindi, evidente la disparità di trattamento operata nei confronti di questo Comune rispetto alla stragrande maggioranza dei Comuni siciliani.

Inoltre, la disposizione n. 69 del 24/9/2016 si manifesta palesemente illogica(oltre che diseducativa) in quantoconsente ai Comuni inadempienti di scaricare in discarica la quasi totalità dei loro rifiuti,mentre umilia un Comune virtuoso obbligandolo a portare in discarica solo ridottissime percentuali di rifiuti.

 

Profili di illegittimità della disposizione

Di fatto, la disposizione n. 69 del 29/9/2016 obbliga il Comune di Santa Teresa di Riva ad effettuare una raccolta differenziata dell’85%.

Infatti,su 430 tonnellate di rifiuti prodotti nel mese di Agosto, solo il 15% pari a 68 tonnellate (2,2 tonnellate al giorno per 31 giorni),sono stati autorizzati ad essere smaltiti in discarica; ne discende che la restante quantità di rifiuti, (360 tonnellate, pari all’85%) deve essere raccolta in modo differenziato, per poter essere conferita in impianti di recupero.

Tale obbligo contrasta con la vigente normativa di settore (in particolare l’art. 205 del D.lgs. n.152/2006, e con l’art.9, c.4,della L.R. n. 9/2010)che obbligando i Comuni ad effettuare il 65 % della raccolta dei propri rifiuti urbani in modo differenziato implicitamente consente di portare in discarica, senza limitazioni, fino al 35% dei propri rifiuti indifferenziati.

Pertanto,in punto di diritto, va rilevato che ogni altra disposizione contraria alla predetta normativa deve ritenersi illegittima.

 

Per tutte  queste motivazioni il comune chiede l’annullamento, in autotutela, della disposizione attuativa n. 69 del 24/9/2016, almeno nella parte in cui determina in 2,2 tonnellate la quantità di rifiuti indifferenziati che il Comune di Santa Teresa di Riva è autorizzata a conferire in discarica.

 

“Si chiede, comunque, si legge nella nota, alle autorità di dare atto che il Comune di Santa Teresa di Riva, in base alle disposizioni contenute nella vigente normativa di settore, è autorizzato a smaltire liberamente in discarica il rifiutourbano indifferenziato (residuo secco della raccolta differenziata) prodotto nel proprio ARO, fino ad una quantità pari al 35% di tutti i propri rifiuti urbani.”

 

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    Nel corso dell’appuntamento in programma per domani Rosangela Todaro illustrerà i temi cruciali del suo libro.

    Saranno presenti il prof. Filippo Grasso, Ricercatore Universitario del Dipartimento di Economia della UniME, Consulente dell'Assessore Regionale al Turismo, Delegato del Rettore dal 2018 per tutte le iniziative inerenti turismo e management turistico per Messina e provincia; il prof. Santi Maria Cascone, ordinario di Architettura tecnica presso l’Università di Catania ed è autore di 11 monografie e di oltre 100 articoli scientifici, pubblicati su atti di congressi e su riviste nazionali ed internazionali. Si occupa dei problemi relativi alla progettazione, alla esecuzione e al controllo della qualità delle opere.

     

    Nota sull’autrice

    Rosangela Todaro

     

    È nata a Messina nel 1959, ha vissuto la sua vita nella provincia della stessa città. Nel 1977 ha intrapreso gli studi giuridici e, pochi anni dopo, è stata assunta nella Pubblica Amministrazione.  Si è sposata nel 1984 ed ha avuto due figli. Ha sempre amato viaggiare in Italia ed all’estero, praticare attività sportive e per molti anni si è impegnata nel volontariato. Si è laureata in Scienze Giuridiche nel 2007, per hobby ha scritto diversi articoli per un giornale online locale. Negli ultimi anni si è appassionata allo studio delle varie sfaccettature dello sviluppo sostenibile.  Si definisce “una donna curiosa a cui piace vivere il presente con lo sguardo attento alle novità, poiché esse racchiudono i prodromi del futuro”.

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