TRANSITO LAVORATORI ATO E MESSINAMBIENTE. DETERMINANTE IL PASSAGGIO ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO, DOPO TAORMINA ADESSO SI PROCEDA VELOCEMENTE AI PASSAGGI DI ATO3

TRANSITO LAVORATORI ATO E MESSINAMBIENTE. DETERMINANTE IL PASSAGGIO ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO, DOPO TAORMINA ADESSO SI PROCEDA VELOCEMENTE AI PASSAGGI DI ATO3 In evidenza

In ottemperanza a quanto disposto dalla legge regionale 9/2010 che dispone l’assunzione dei lavoratori dipendenti dalle Ato Me 1, Me2, Me3, Me4 in liquidazione e della Messinambiente in liquidazione alla S.R.R. Messina area metropolitana e nel rispetto alle linee guida concertate grazie al puntuale intervento dell’ing. Gaetano Sciacca al tavolo tecnico istituito presso l’ispettorato del lavoro di Messina con: Fit – Cisl, Uil Trasporti – Fiadel Messina, ove si rileva con chiarezza che: “il personale in servizio nelle, società suindicate in liquidazione debba transitare alla s.r.r. di competenza (s.r.r. Messina area metropolitana) , secondo i requisiti di legge, per essere utilizzati dalla società affidataria del servizio (ad es. Messina servizi bene comune) che ne assume la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare, anche per quanto concerne l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l'erogazione delle retribuzioni. Impegnando il commissario della s.r.r. Messina area metropolitana a procedere con urgenza alla stipula dei contratti di lavoro.”.

A seguito di quanto sopra la s.r.r. Messina area metropolitana ha concertato con le OO.SS.

Il contenuto dell’accordo di cessione di contratto ex art. 1406 e s.s. Codice civile, e grazie all’intervento Fit – Cisl, Uil Trasporti – Fiadel Messina, sono state inserite tutte le maggior clausole volte alla massima tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, quali:

 

  1. A) la durata del contratto di utilizzo del lavoratore;
  2. B) il tacito rinnovo del contratto con il lavoratore in caso di ulteriore affidamento del servizio alla ditta ,
  3. C) che alla fine dell’affidamento alla ditta alla quale va in utilizzo (ad es. Messina servizi beni comuni), il lavoratore, verra’ ritrasferito in capo alla srr messina area metropolitana, che ne manterra’ lo status giuridico, cosi come previsto dalla legge regionale 9/2010
  4. D) a seguito delle verifiche di competenza della s.r.r. In merito alla posizione e ai diritti acquisiti dai lavoratori si applicheranno, in quanto compatibili, le disposizioni poste a garanzia del lavoratore dall’art. 20012 delc.c. .
  5. E) il lavoratore manterra’ le condizioni economiche – normative acquisite.

 

A seguito degli accordi raggiunti tra Fit – Cisl, Uil Trasporti – Fiadel Messina, i lavoratori del cantiere di Taormina, in forza alla Messina Ambiente spa in liquidazione, sono stati assunti dalla s.r.r. Messina area metropolitana e verranno concessi in utilizzo alla Mosema spa, societa’ che ha avuto affidato il servizio nel comune di Taormina.

FIT – CISL, UIL TRASPORTI – FIADEL MESSINA ritengono che, avendo rispettato quanto disposto dalla l.r. 9/2010 e concertato all’ispettorato del lavoro (cioe’ l’assunzione alla s.r.r. E poi la concessione in utilizzo alla ditta a cui le a.r.o. Affidano il servizio), ai lavoratori e’ stata garantita la maggior tutela possibile anche rispetto a quanto previsto dal ccnl di settore.

FIT – CISL, UIL TRASPORTI – FIADEL MESSINA invitano le parti in causa a procedere con celerità e invitano i lavoratori a prestare attenzione a chi affidano la tutela dei propri diritti. E’ stato un atto totalmente devastante - Secondo Fit Uilt E Fiadel - quello di fare firmare ai lavoratori di ato me 3 un documento con la richiesta di evadere la normativa.

FIT – CISL, UIL TRASPORTI – FIADEL MESSINA, che fino alla fine hanno voluto, condiviso, supportato e riconosciuto il lavoro svolto dall’ispettorato del lavoro, nel ritenersi soddisfatti del risultato ottenuto a tutela dei diritti di centinaia di lavoratrici e lavoratori, sono consapevoli che ancora il lavoro è da completare, per tanto invitano le parti in causa ad accelerare le procedure e auspicano che finalmente chi ha alimentato inutili polemiche taccia di fronte all'evidenza dei fatti .

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    «Inaccettabile ed irresponsabile scaricare sui lavoratori le criticità di un sistema che non funziona come dovrebbe». A dirlo sono Valerio Bernava, rappresentante della Cisl Jonio e Lillo D’Amico della Fit Cisl di Messina che hanno recepito le preoccupazioni dei lavoratori della Ecologica Scarl di Santa Teresa di Riva. «Lavoratori – affermano Bernava e D’Amico - campioni della differenziata in Sicilia ma che evidentemente, per chi dovrebbe gestire il servizio di raccolta e spazzamento, non meritano alcun rispetto e alcuna medaglia. Anzi al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, mentre l’amministrazione comunale sventola ai media di tutta la regione la sua Santa Teresa brillante, i veri protagonisti di questo Miracolo vivono una condizione tutt’altro che privilegiata».

    Sono molteplici le problematiche evidenziate dai lavoratori: dal cronico ritardo nel pagamento delle retribuzioni (ad oggi non hanno ancora percepito a retribuzione del mese di settembre), il regolare versamento della loro contribuzione, il sottodimensionamento costante in cui sono costretti a lavorare a causa della mancanza di due unità previste nel bando di gara ma non ancora rimpiazzate per una serie di lungaggini burocratiche, fino alla preoccupazione - ben più grande - sulla regolarità della loro posizione come lavoratori all’interno del bacino SRR Città Metropolitana.  «Una situazione che ha responsabilità diffuse – accusano Bernava e D’Amico – nella SRR, nell’Ecologica Scarl e nel Comune di Santa Teresa».

    I lavoratori e la Fit Cisl che li rappresenta sul cantiere di Santa Teresa sono sempre stati disponibili ad un dialogo costante e costruttivo, affrontando con responsabilità anche le delicate fasi di un passaggio da un sistema di raccolta tradizionale a quello di differenziata porta a porta per nulla semplice.

    «Come sindacato, ribadiamo che non è più possibile continuare a tenere i lavoratori sul filo del rasoio per la professionalità e la responsabilità che hanno dimostrato in questo anno e mezzo. Occorre dare loro serenità e regolarità nella gestione del rapporto per avere un servizio sempre efficiente e puntuale come lo è stato fino ad oggi. Ancora una volta lanciamo un appello ad Ecologica Scarl ed agli amministratori comunali, in linea con l’atteggiamento che ci ha contraddistinto fino ad oggi, per la creazione di un tavolo che abbia come obiettivo quello di minimizzare i disagi per i lavoratori e se possibile rendere così Santa Teresa ancor più brillante, affrontando una volta per tutte quelle tematiche che riguardano l’organizzazione di un servizio così complesso che per funzionare al meglio ha bisogno dell’apporto di tutti. Richiamiamo quindi ancora una volta tutti ad un atteggiamento di responsabilità; la stessa che sino ad oggi ha contraddistinto i lavoratori pur tra mille disagi, testimoniata da quel 76% che ha fatto balzare il Comune di Santa Teresa di Riva in testa alle classifiche sulla raccolta differenziata in Sicilia».

  • GIARDINI NAXOS. PROTESTA DEI LAVORATORI ATO 4 RIFIUTI. LA CGIL CHIEDE GARANZIE NI PAGAMENTI
  • SANTA TERESA DI RIVA. IL COMUNE CHIEDE L’ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DELL’ORDINANZA EMESSA DALLA REGIONE IN MATERIA DI RIFIUTI.

    Con precedente nota del 29/9/2016, prot. 20627, il Comune di S. Teresa di Riva, circa 10.000 abitanti e 6.700 utenze TARI, che è stato autorizzato, con la disposizione in oggetto, a smaltire in discarica solo 2, 2 tonnellate di rifiuti al giorno, ha chiesto di poter smaltire in discarica tutti i propri rifiuti indifferenziati o, comunque, almeno 20 tonnellate la settimana,ritenendosi ingiustamente penalizzato dalla ulteriore riduzione disposta, con il provvedimento in oggetto, nonostante avesse autonomamente ridotto in modo consistente la produzione di rifiuti indifferenziati con il raggiungimento, nel mese di Agosto,di valori percentuali di raccolta differenziata superiore all’80%,. 

    Purtroppo, (tranne che per la possibilità di conteggiare mensilmente le quantità conferite in discarica, concessa,con la disposizione n. 72 del 30/9/2016, ai Comuni che superano il 40% di R.D.) la superiore istanza, benché formulata con carattere d’urgenza, non ha ottenuto nessun riscontro.

    Oggi il comune scrive al Presidente Crocetta  evidenziando come si renda necessario, necessario chiarire come i calcoli con cui sono state ricavate le quantità di rifiuti indifferenziatiautorizzate con la disposizione n. 69 del 24/9/2016, essendo stati effettuati considerando le sole quantità dei rifiuti smaltiti in discarica nel mese di Agosto, risultano illogici, discriminanti ed illegittimi nei confronti di un Comune che ha conseguito nel mese di Agosto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%.

     

    Ecco quanto evidenzia il Primo Cittadino Cateno De Luca nella nota:  

     

    Illogicità e disparità di trattamento

    Con la disposizione in oggetto la quasi totalità dei Comuni siciliani sono stati autorizzati a smaltire in discarica oltre il 90 % dei loro rifiuti urbani, mentre il Comune di Santa Teresa di Riva (che nel mese di Agosto, avendo raggiunto una percentuale di R.D. dell’82%, ha già ridotto al 18% la quantità dei propri rifiuti indifferenziati) per aver rispettato e superato nel mese di Agosto i parametri di legge inerenti la raccolta differenziata, è stato autorizzato a portare in discaricasolo il 15% dei propri rifiuti.

    Se solo il Comune di Santa Teresa di Riva non avesse costituito un ARO ed avesse continuato a gestire i servizi attraverso la gestione Commissariale dell’ATO ME4 Spa, avrebbe,al pari degli altri Comuni dell’ATO,  avuto una raccolta differenziata inferiore al 10%,  portando così in discarica,nel mese di agosto,il 90% dei propri rifiuti (pari a 390 tonnellate) ed, in base al metodo di conteggio contenuto nella disposizione n. 69, sarebbe stato autorizzato a portare in discarica  11 tonnellate al giorno (le suddette 390 tonnellate di Agosto, meno il 12%, diviso 31 giorni) anziché le 2,2 autorizzate.

    Risulta, quindi, evidente la disparità di trattamento operata nei confronti di questo Comune rispetto alla stragrande maggioranza dei Comuni siciliani.

    Inoltre, la disposizione n. 69 del 24/9/2016 si manifesta palesemente illogica(oltre che diseducativa) in quantoconsente ai Comuni inadempienti di scaricare in discarica la quasi totalità dei loro rifiuti,mentre umilia un Comune virtuoso obbligandolo a portare in discarica solo ridottissime percentuali di rifiuti.

     

    Profili di illegittimità della disposizione

    Di fatto, la disposizione n. 69 del 29/9/2016 obbliga il Comune di Santa Teresa di Riva ad effettuare una raccolta differenziata dell’85%.

    Infatti,su 430 tonnellate di rifiuti prodotti nel mese di Agosto, solo il 15% pari a 68 tonnellate (2,2 tonnellate al giorno per 31 giorni),sono stati autorizzati ad essere smaltiti in discarica; ne discende che la restante quantità di rifiuti, (360 tonnellate, pari all’85%) deve essere raccolta in modo differenziato, per poter essere conferita in impianti di recupero.

    Tale obbligo contrasta con la vigente normativa di settore (in particolare l’art. 205 del D.lgs. n.152/2006, e con l’art.9, c.4,della L.R. n. 9/2010)che obbligando i Comuni ad effettuare il 65 % della raccolta dei propri rifiuti urbani in modo differenziato implicitamente consente di portare in discarica, senza limitazioni, fino al 35% dei propri rifiuti indifferenziati.

    Pertanto,in punto di diritto, va rilevato che ogni altra disposizione contraria alla predetta normativa deve ritenersi illegittima.

     

    Per tutte  queste motivazioni il comune chiede l’annullamento, in autotutela, della disposizione attuativa n. 69 del 24/9/2016, almeno nella parte in cui determina in 2,2 tonnellate la quantità di rifiuti indifferenziati che il Comune di Santa Teresa di Riva è autorizzata a conferire in discarica.

     

    “Si chiede, comunque, si legge nella nota, alle autorità di dare atto che il Comune di Santa Teresa di Riva, in base alle disposizioni contenute nella vigente normativa di settore, è autorizzato a smaltire liberamente in discarica il rifiutourbano indifferenziato (residuo secco della raccolta differenziata) prodotto nel proprio ARO, fino ad una quantità pari al 35% di tutti i propri rifiuti urbani.”

     

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