I medici della Stroke Unit (foto Gazzetta del Sud)V I medici della Stroke Unit (foto Gazzetta del Sud)V

STROKE UNIT. PERCHE’ LA POLITICA SCEGLIE DI IGNORARE LE PREOCCUPAZIONI ESPRESSE DAI NEUOROLOGI DEL POLICLINO? In evidenza

Una nuova campagna elettorale alle porte ed ecco che ancora una volta la politica usa la sanità per fare propaganda politica.

Così come accade per Il Centro cardiologico del Bambin Gesù di Taormina, pronto ad essere trasferito, depotenziato e chiuso, guarda caso ogni volta proprio alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali adesso tocca alla Stroke Unit del Policlino di Messina.

Certo stavolta non si parla di chiusura, di trasferimento o depotenziamento…stavolta addirittura la notizia è di quelle che i politici di turno vorrebbero che la città accogliesse con favore. E lo farebbe pure non conoscendo magari i rischi legati ad un “doppione”.

Rischi che hanno scelto di evidenziare attraverso una lettera aperta alla città il Prof. Paolo Girlanda, Ordinario di Neurologia dell’Università di Messina, Direttore UOSD di Neurofisiopatologia e Disordini del Movimento, Policlinico di Messina; il Prof. Marcello Longo Ordinario di Neuroradiologia dell’Università di Messina Direttore UOC di Neuroradiologia, Policlinico di Messina; la  Prof.ssa Rosa Musolino Associato di Neurologia dell’Università di Messina Direttore UOSD Stroke Unit, Policlinico di Messina; il  Prof. Antonio Toscano Ordinario di Neurologia dell’Università di Messina Responsabile Programma Malattie Neurologiche Rare, Policlinico di Messina ed il Prof.  Giuseppe Vita Ordinario di Neurologia dell’Università di Messina Direttore UOC di Neurologia e Malattie Neuromuscolari, Policlinico di Messina.

 “…  Quello che è stato descritto come un successo è l’eventuale apertura di un’altra Stroke Unit, a due chilometri dal Policlinico (questa la distanza tra il Piemonte e l’AOU ! ). Il rischio, si legge nella missiva, è quello di rallentare gli interventi necessari sui pazienti che in molti casi si ritroverebbero sul Viale Europa solo per poi spostarsi obbligatoriamente al Policlinico. Ciò comporterebbe gravissimi rischi per la vita del paziente, perché le procedure terapeutiche sono tempo-dipendenti.

Ecco perché, spiegano i medici del Policlinico, un’altra Stroke Unit in città è assolutamente inutile e rappresenterebbe, se realizzata, solamente un ennesimo spreco di denaro pubblico. In un momento storico in cui in Sanità si tende al “risparmio”, la cosa risulta incomprensibile!

Esprimiamo una motivata preoccupazione per la salute pubblica. Se fosse modificata la consolidata procedura preospedaliera del 118, i pazienti dirottati all’Ospedale Piemonte avrebbero un gravissimo ritardo per le procedure endovascolari, erogate solo presso il centro Hub del Policlinico.

I nostri colleghi anglosassoni amano dire “Time is brain” (Il tempo è cervello).  Il tempo può davvero fare la differenza per chi è colpito da ictus. Non sarebbe opportuno, concludono nella lettera, fare tesoro di questo ? Prendersi “tempo” e fare scelte più lucide ed utili?”

Nenche il tempo di esprimere le proprie opinioni che la politica interviene ancora.

In queste ore ho letto la replica dell’ On. Santi Formica che afferma: “Non posso non esprimere incredulità alle parole di chi, a gamba tesa, entra nel merito delle decisioni programmatiche di politica regionale e nazionale, cercando di impedire l’arricchimento dell’offerta sanitaria nella nostra città e provincia già umiliata dalla recente approvazione della rete ospedaliera, con la mortificazione di interi territori (vedi S. Agata Militello, Milazzo e soprattutto Barcellona).”

Ma non è il solo. Sulla vicenda è intervenuta anche On. Bernadette Grasso. La Componente della Commissione Sanità dell’ARS non si spiega del perché “…  Alcuni docenti universitari del Policlinico entrino nel merito della programmazione sanitaria, esitata dalla Regione Siciliana, dopo un lungo iter procedurale.” Ritenendo il loro intervento “… fuori luogo e forse poco rispettoso, per le Istituzioni e per la loro Azienda Ospedaliera Universitaria, la quale è dotata di un responsabile legale.”

Stupita per “la posizione critica assunta da alcuni Neurologi del Policlinico Universitario, in riferimento alla costituenda Stroke Unit a Messina, da parte dell’Irccs ‘Bonino Pulejo’ si dice anche la Presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile.

Adesso non sarebbe il caso che per una volta la politica tacesse e lasciasse invece che a parlare sia chi ogni giorno opera per salvare vite umane?

Vorrei chiedere all’On. Formica, all’On. Grasso e alla Presidente Barrile : “ Siete stati alla Stroke Unit del Policlinico? Avete visto agire i neurologi che oggi tacciate come inopportuni e addirittura irrispettosi? Vi siete per caso preoccupati di interloquire con chi tutti i giorni 24 ore su 24 si dedica a salvare chi viene colpito da un ictus? Avete la più pallida idea di cosa si provi a ritrovarsi improvvisamente privato delle anche più elementari funzioni, come muovere un braccio, una mano, parlare, sorridere, deglutire… ?”

Probabilmente no. Io invece ci sono stata alla Stroke Unit. 20 giorni in totale… giorno più giorno meno, tra un primo ricovero, controlli vari ed un secondo ricovero solo pochi giorni fa… E lasciate che vi dica che mi fido di chi mi ha curata ed ha salvato la vita.

Mi fido di loro… di chi opera ogni giorno, di chi ti guarda con dolcezza, ti visita con dedizione ed ha per te un sorriso, una parola di conforto e speranza sempre.

Mi fido di chi ogni giorno porta avanti il proprio lavoro nonostante le mille difficoltà di un sistema sanitario che non sempre funziona come dovrebbe.

Mi fido di chi ha fatto della Stroke Unit del Policlinico di Messina un punto di riferimento importante a livello regionale, non solo provinciale.

Mi fido di chi oggi dice che un’altra Stroke Unit a soli due chilometri dal Policlinico rischierebbe di rallentare gli interventi necessari sui pazienti che in molti casi si ritroverebbero sul Viale Europa solo per poi spostarsi obbligatoriamente al Policlinico.

E mi chiedo se davvero sia possibile che la politica possa ignorare così sfacciatamente tali rischi solo per un titolo sui giornali o per una nomina a qualche luminare di turno…

Cari Onorevoli davvero pensate di saperne più di chi vive la Stroke Unit?

Da paziente della Stroke Unit del Policlinico prima che da giornalista Vi prego… abbiate la decenza di tacere e se proprio dovete intervenire sulla sanità fatelo solo per potenziare ciò che già esiste. Non fate propaganda elettorale sulla salute di noi pazienti.

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    La  Stroke Unit prevede la gestione di 8 pazienti in un unico ambiente, caratterizzato dalla realizzazione di un soffitto e pareti serigrafate, che rendono l’ambiente maggiormente accogliente e rassicurante. I posti di degenza sono tutti collegati ad una centrale di monitoraggio, secondo gli standard strutturali e tecnologici di una moderna rianimazione, che verifica costantemente lo stato dei parametri vitali dei pazienti. I locali annessi alla sala di degenza, sono stati predisposti per agevolare il personale nell’espletamento delle attività assistenziali. Già sulla base dei registri nazionali del 2017, la Stroke Unit del Policlinico universitario  risulta essere ai vertici per numero di trattamenti eseguiti per ictus ischemico acuto. Attualmente è l’unico centro HUB con servizio di trattamento di disostruzione meccanica endovascolare attivo H24 nel territorio siciliano, grazie alla presenza della U.O.C. di Neuroradiologia, che garantisce lo studio diagnostico e gli interventi endovascolari in sala angiografica dei pazienti. L’importo dei lavori per la Stroke Unit si attesta ad oltre 108 mila euro più iva.

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