TAORMINA. RESTAURO GEOAMBIENTALE DI ISOLABELLA. IL PRF. ORTOLANI RIBADISCE LA NECESSITA’ DELL’INTERVENTO

TAORMINA. RESTAURO GEOAMBIENTALE DI ISOLABELLA. IL PRF. ORTOLANI RIBADISCE LA NECESSITA’ DELL’INTERVENTO In evidenza

La proposta era stata presentata dal Prof.Ortolani, senatore del Movimento 5 Stelle, geologo ed esperto di restauri ambientali, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli.

Già in contatto con l’amministrazione Giardina che gli aveva affidato l’elaborazione di uno studio completo del territorio per far fronte al dissesto idrogeologico, il Prof. Franco Ortolani oggi rivendica la  legittimità di un intervento che lui stesso aveva proposto.

Si tratta del progetto presentato dalla precedente amministrazione che  riguarda le opere di salvaguardia e restauro geoambientale della spiaggia di "Isola bella" per un importo della progettazione di euro 161.734,98.

Progetto che secondo Legambiente, il WWF e l’attuale primo cittadino Mario Bolognari  risulta potenzialmente dannoso per l’area perché come più volte evidenziato non ci sarebbe in corso alcun processo erosivo che giustifichi il ripascimento artificiale previsto, inoltre all'interno  della  baia oggetto di intervento sarebbero presenti numerosi affioramenti di Posidonia oceanica, specie protetta, che sarebbe fortemente danneggiata dall'intervento in progetto.

Il WWF Italia inoltre con nota prot n. 190/2018 del 9 agosto 2018 ha evidenziato, in particolare, l’assenza  della  necessaria procedura di Valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del DPR 357/97 e smi, a tutela delle caratteristiche della spiaggia e dei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica.

Da qui la scelta di chiedere la revoca del finanziamento.

Scelta ovviamente non condivisa dal Prof. Ortolani che oggi affida a facebook il suo sfogo:

“La proposta di restauro geoambientale del monumento naturale Isolabella nelle mani, scrive Ortolani,  delle pulci … d’acqua dolce e Taormina rinuncia al finanziamento. Fatti i rilievi preliminari anche subacquei e verificato che la posidonia, nella zona d’intervento, si trova a circa 50 metri dalla linea di riva avviammo una proposta facendo richiedere un finanziamento dal Comune di Taormina al quale, evidenzia Ortolani,  fornimmo gratuitamente gli elementi tecnici necessari.

Il Ministero dell’Ambiente, prosegue il geologo,  ha accolto la proposta di Taormina proponendo un sostanzioso finanziamento per consentire al Comune e quindi all’attuale amministrazione comunale di elaborare il progetto il cui costo previsto preliminarmente superava il milione di euro.

A finanziamento sicuro è successo il finimondo consistente in una "caciara di bassa lega" promossa da uno scienziato dell’Università della Sicilia Nordorientale, tale Prof. Randazzo da Messina, al quale si sono accodati i rappresentanti locali di alcune associazioni ambientaliste (sulla carta). Costoro hanno iniziato ad affermare cose non contenute nella proposta promossa dallo scrivente adducendo tragici problemi e impatti devastanti sulla posidonia (che inizia a circa 50 m dalla riva) causati da sedimenti sabbiosi che non erano assolutamente previsti.

Un argomento forte sostenuto dallo scienziato da Messina è stato che nella baia di Isolabella NON SI E’ VERIFICATA EROSIONE e che pertanto il ripascimento non è necessario.

Altro argomento forte, che taglierebbe la testa … alla proposta di restauro geoambientale, consiste nell’affermare che sedimenti simili a quelli esistenti non si trovano.

E’ con tristezza che scrivo queste righe, afferma ancora il Prof. Ortolani,  perché dispiace che una amministrazione comunale si sia dichiarata contraria a ricevere un finanziamento da utilizzare per migliorare la morfologia di Isolabella: principalmente per rendere non visibile lo ”sfregio” del muro di calcestruzzo e per recuperare i metri di spiaggia persi a causa dell’erosione.

Un monumento della natura come Isolabella, prosegue ancora il prof. Ortolani,  deve essere capito e si deve comprendere che come i monumenti fatti dall’uomo necessita di adeguati interventi di restauro geoambientale per fare in modo che il monumento possa essere ammirato anche nelle prossime decine di anni. Le ultime due immagini evidenziano i cambiamenti avvenuti ad Isolabella in 100 anni circa.”

Non dubitiamo della buona fede del prof. Ortolani ma non possiamo neanche credere che Legambiente e WWF agiscano in maniera insensata.

Ringraziamo il prof. Ortolani per questa immagine che ci mostra com’è cambiata  la baia in questi 100 anni.

E ci dà l’occasione per ricordare che quando i pini marittimi nella zona di pre riserva  iniziarono gradualmente ad ammalarsi e i bungalow iniziarono a comparire solo le associazioni ambientaliste hanno alzato la voce chiedendo chiarimenti.

Oggi l’Isola Bella andrebbe davvero tutelata e preservata con un accesso durante il periodo di alta stagione programmato e controllato per evitare un sovraccarico di presenze che non consente neanche di godere della bellezza del posto.

Nuova spiaggia a disposizione purtroppo ci fa pensare a nuovi lidi, a  nuovi bungalow.

E sinceramente crediamo che così basti.

 

 

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     “L’ingarbugliato groviglio di interessi privati sbandierati come mecenatismo, desideri di prestigio condotti sotto il vessillo della ricerca pura con la partecipazione di Università, Soprintendenza e Amministrazione comunale, caratterizza dagli inizi il progetto di ristrutturazione dell'ex Villa San Pancrazio.” Inizia così la nota a firma della presidente Annamaria Nossing.

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    Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”.

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