SANTA TERESA DI RIVA. PRESENTATO IL PROGETTO STRALCIO PER LA DIFESA DELLE COSTE  E SVUOTAMENTO TORRENTE SAVOCA

SANTA TERESA DI RIVA. PRESENTATO IL PROGETTO STRALCIO PER LA DIFESA DELLE COSTE E SVUOTAMENTO TORRENTE SAVOCA In evidenza

E’ stato presentato stamani alla struttura commissariale  contro il dissesto idrogeologico nella regione siciliana  il progetto stralcio per la difesa delle coste e lo svuotamento del torrente Savoca.

“ Si tratta, spiega il sindaco Danilo Lo Giudice,  di un progetto molto importante che è stato finanziato solo per metà. Il progetto complessivo è di 9 milioni d euro  noi abbiamo ottenuto il finanziamento per 4 milioni e mezzo di euro.  Il progetto stralcio presentato, prosegue Lo Giudice, che ci consente di fare un primo intervento per la difesa delle coste che riguarderà la zona centrale del nostro comune, quella maggiormente colpita dal rischio di erosione. Il progetto prevede la realizzazione di pennelli  con il posizionamento di massi naturali per fermare il fenomeno dell’erosione e ci consentirà di intervenire sul torrente Savoca. Verrà infatti effettuata la risagomatura del torrente e potremo prelevare la terrà in eccesso nel torrente per effettuare i lavori di ripascimento della spiaggia.”

Un primo importante passo che dovrebbe portare il comune di Santa Teresa di Riva entro il 2019 a portare a conclusione l’intervento, subito dopo la stagione estiva per non compromettere il tessuto turistico alberghiero.

“La necessità di questo intervento, evidenzia LO Giudice, diventa sempre più impellente non solo per la parte inerente l’erosione e la salvaguardia della spiaggia che è la risorsa più importante che noi abbiamo ma anche per la problematica inerente il torrente Savoca che rappresenta una vera bomba che può esplodere in qualunque momento.”

 

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  • SANTA TERESA DI RIVA. ALLARME TORRENTI. LO GIUDICE SOLLECITA L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE

    “Servono interventi immediati e un’accelerazione dei tempi. Potrebbero volerci mesi perché si proceda alla rimozione dei detriti accumulati nei fiumi e nei torrenti, con il serio rischio che si ripetano situazioni di grave pericolo. E la colpa non sarebbe la carenza di fondi, bensì l’applicazione “ciecamente burocratica” della normativa sulla tutela ambientale.”

    La denuncia viene da Danilo Lo Giudice, deputato regionale del Movimento Sicilia Vera e sindaco di Santa Teresa Riva, che intervenendo all’ARS ha sollecitato il Presidente della Regione ad attivarsi con estrema urgenza per la semplificazione burocratica delle procedure.

    “Per poter intervenire per la rimozione dei detriti – ricorda il deputato – spesso viene richiesta la verifica di assoggettabilità per la VIA – Valutazione di Impatto Ambientale se non addirittura la “caratterizzazione” dei sedimenti dei quali se ne conosce la qualità, quindi, oltre che spendere soldi per tutti i passaggi burocratici, aspettare mesi, anche sette o otto, perché si possa procedere. Siamo solo all’inizio dell’inverno e abbiamo già registrato disastri e lutti; altre piogge arriveranno nei prossimi mesi e non possiamo farci trovare impreparati. Molti dei progetti di sistemazione idraulica - spiega Lo Giudice - prevedono infatti solo la rimozione del materiale, senza opere di alcun tipo e senza modificare in alcun modo il regime idraulico, anzi ripristinando l'originale stato dei torrenti per favorire il regolare deflusso dell’acqua. Oggi molti torrenti sono intasati e, come dimostra la triste cronaca di questi giorni, costituiscono un pericolo gravissimo in caso di piogge abbondanti. A Musumeci, conclude Lo Giudice,  chiediamo solo, ma di farlo in fretta, che gli Uffici della Regione diano una interpretazione autentica della normativa, permettendo che si possa intervenire in fretta. Abbiamo il dovere di fare interventi concreti e celeri, perché finalmente si faccia prevenzione e non si debbano più commentare tragedie.”

     

  • SANTA TERESA DI RIVA. SABATO CERIMONIA INTITOLAZIONE CENTRO SOCIALE E A MISSERIO

    Si svolgerà  sabato 13 ottobre, alle ore 18:30 la cerimonia di intitolazione del Centro di Aggregazione Sociale di Misserio al Maestro “Angelo Alito”.

    Uomo che ha sempre svolto la sua professione di insegnante con dedizione e spirito di sacrificio, dalla grande disponibilità nell’ascoltare e comprendere le necessità della sua comunità, trovando, in tutte le occasioni, le parole giuste per la mediazione.

    Nell’anno 1962 viene eletto consigliere comunale e confermato sino al 1985. Ricopre più volte la carica di Assessore e di delegato municipale di Misserio.

  • TAORMINA. RESTAURO GEOAMBIENTALE DI ISOLABELLA. IL PRF. ORTOLANI RIBADISCE LA NECESSITA’ DELL’INTERVENTO

    La proposta era stata presentata dal Prof.Ortolani, senatore del Movimento 5 Stelle, geologo ed esperto di restauri ambientali, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli.

    Già in contatto con l’amministrazione Giardina che gli aveva affidato l’elaborazione di uno studio completo del territorio per far fronte al dissesto idrogeologico, il Prof. Franco Ortolani oggi rivendica la  legittimità di un intervento che lui stesso aveva proposto.

    Si tratta del progetto presentato dalla precedente amministrazione che  riguarda le opere di salvaguardia e restauro geoambientale della spiaggia di "Isola bella" per un importo della progettazione di euro 161.734,98.

    Progetto che secondo Legambiente, il WWF e l’attuale primo cittadino Mario Bolognari  risulta potenzialmente dannoso per l’area perché come più volte evidenziato non ci sarebbe in corso alcun processo erosivo che giustifichi il ripascimento artificiale previsto, inoltre all'interno  della  baia oggetto di intervento sarebbero presenti numerosi affioramenti di Posidonia oceanica, specie protetta, che sarebbe fortemente danneggiata dall'intervento in progetto.

    Il WWF Italia inoltre con nota prot n. 190/2018 del 9 agosto 2018 ha evidenziato, in particolare, l’assenza  della  necessaria procedura di Valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del DPR 357/97 e smi, a tutela delle caratteristiche della spiaggia e dei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica.

    Da qui la scelta di chiedere la revoca del finanziamento.

    Scelta ovviamente non condivisa dal Prof. Ortolani che oggi affida a facebook il suo sfogo:

    “La proposta di restauro geoambientale del monumento naturale Isolabella nelle mani, scrive Ortolani,  delle pulci … d’acqua dolce e Taormina rinuncia al finanziamento. Fatti i rilievi preliminari anche subacquei e verificato che la posidonia, nella zona d’intervento, si trova a circa 50 metri dalla linea di riva avviammo una proposta facendo richiedere un finanziamento dal Comune di Taormina al quale, evidenzia Ortolani,  fornimmo gratuitamente gli elementi tecnici necessari.

    Il Ministero dell’Ambiente, prosegue il geologo,  ha accolto la proposta di Taormina proponendo un sostanzioso finanziamento per consentire al Comune e quindi all’attuale amministrazione comunale di elaborare il progetto il cui costo previsto preliminarmente superava il milione di euro.

    A finanziamento sicuro è successo il finimondo consistente in una "caciara di bassa lega" promossa da uno scienziato dell’Università della Sicilia Nordorientale, tale Prof. Randazzo da Messina, al quale si sono accodati i rappresentanti locali di alcune associazioni ambientaliste (sulla carta). Costoro hanno iniziato ad affermare cose non contenute nella proposta promossa dallo scrivente adducendo tragici problemi e impatti devastanti sulla posidonia (che inizia a circa 50 m dalla riva) causati da sedimenti sabbiosi che non erano assolutamente previsti.

    Un argomento forte sostenuto dallo scienziato da Messina è stato che nella baia di Isolabella NON SI E’ VERIFICATA EROSIONE e che pertanto il ripascimento non è necessario.

    Altro argomento forte, che taglierebbe la testa … alla proposta di restauro geoambientale, consiste nell’affermare che sedimenti simili a quelli esistenti non si trovano.

    E’ con tristezza che scrivo queste righe, afferma ancora il Prof. Ortolani,  perché dispiace che una amministrazione comunale si sia dichiarata contraria a ricevere un finanziamento da utilizzare per migliorare la morfologia di Isolabella: principalmente per rendere non visibile lo ”sfregio” del muro di calcestruzzo e per recuperare i metri di spiaggia persi a causa dell’erosione.

    Un monumento della natura come Isolabella, prosegue ancora il prof. Ortolani,  deve essere capito e si deve comprendere che come i monumenti fatti dall’uomo necessita di adeguati interventi di restauro geoambientale per fare in modo che il monumento possa essere ammirato anche nelle prossime decine di anni. Le ultime due immagini evidenziano i cambiamenti avvenuti ad Isolabella in 100 anni circa.”

    Non dubitiamo della buona fede del prof. Ortolani ma non possiamo neanche credere che Legambiente e WWF agiscano in maniera insensata.

    Ringraziamo il prof. Ortolani per questa immagine che ci mostra com’è cambiata  la baia in questi 100 anni.

    E ci dà l’occasione per ricordare che quando i pini marittimi nella zona di pre riserva  iniziarono gradualmente ad ammalarsi e i bungalow iniziarono a comparire solo le associazioni ambientaliste hanno alzato la voce chiedendo chiarimenti.

    Oggi l’Isola Bella andrebbe davvero tutelata e preservata con un accesso durante il periodo di alta stagione programmato e controllato per evitare un sovraccarico di presenze che non consente neanche di godere della bellezza del posto.

    Nuova spiaggia a disposizione purtroppo ci fa pensare a nuovi lidi, a  nuovi bungalow.

    E sinceramente crediamo che così basti.

     

     

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