FIDAPA FRANCAVILLA DI SICILIA:  GIORNATA PER LA PREVENZIONE DELL’ICTUS CEREBRALE.

FIDAPA FRANCAVILLA DI SICILIA: GIORNATA PER LA PREVENZIONE DELL’ICTUS CEREBRALE. In evidenza

Grande partecipazione alla I^ giornata per la prevenzione dell’Ictus cerebrale promossa dalla Fidapa Francavilla di Sicilia in collaborazione con la Stroke Unit del Policlinico di Messina e con il patrocinio del comune di Francavilla di Sicilia.

Trait d'union tra la Stroke Unit e la Fidapa di Francavilla la socia della sezione di Santa Teresa di Riva, Valeria Brancato che da  paziente prima e “fidapina” dopo ha promosso l’incontro replicando l’esperienza già vissuta a Santa Teresa di Riva.

L’evento si è svolto presso i locali di Palazzo Cagnone dove i medici della Stroke Unit del Policlinico guidati dalla prof.ssa Rosa Musolino hanno allestito delle postazioni mediche .

Lo screening gratuito di prevenzione dell’ictus cerebrale, è stato eseguito gratuitamente  attraverso la compilazione di un questionario, la misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e del peso corporeo cui è seguito  un colloquio con gli specialisti.

In circa tre ore l’equipe medica suddivisa in due gruppi ha visitato più di trenta persone.

Un’occasione per tanti di  confronto con i medici del Policlinico al fine di rappresentare eventuali problematiche o semplicemente esprimere dubbi e preoccupazioni.

Ai controlli è seguito un momento di approfondimento sui sintomi da riconoscere e la gestione dell’emergenza, con un focus in particolare all’universo femminile.

Pochi lo sanno, ma l’ictus colpisce in misura maggiore le donne che gli uomini. E soprattutto è tutt’altro che un evento della terza età. L’ictus rappresenta la quinta causa di morte per gli uomini e la terza per le donne. E purtroppo è anche la prima causa di grave invalidità e di morte precoce in entrambi i generi, maschile e femminile.

Il rischio è maggiore per le donne ed più elevato in tre momenti della loro vita: tra i 20 e i 35 anni, in età peri-menopausale tra i 45 e i 55 anni e dopo gli 85 anni.

Eppure prevenzione e cure tempestive rappresentano mezzi fondamentali per evitare le conseguenze invalidanti e fatali dell’infarto cerebrale.

La Prof.ssa Musolino nel suo intervento ha illustrato quali sono i sintomi che devono suonare come campanelli d’allarme.

Anzitutto, vi è l’apparire su un lato del corpo di un improvviso intorpidimento o debolezza a livello del viso, del braccio o della gamba. Altro sintomo comune è un senso di confusione improvvisa, difficoltà a parlare e a capire quanto accade o si dice. Un fulmineo, forte, mal di testa senza causa nota o apparente. Vi può essere una improvvisa difficoltà visiva da uno dei due occhi. E poi una altrettanta repentina e grave difficoltà di deambulazione, ma anche vertigini, perdita di equilibrio o di coordinazione.

Uno qualsiasi di questi sintomi può manifestarsi in modo subdolo e poco apparente, tale da non indurre sospetto o preoccupazione. Tuttavia, se uno di questi si mostra improvviso e prepotentemente, allora è bene chiamare immediatamente il 118.

La presidente della sezione Fidapa di Francavilla, Rosy Giuffrida, si è detta soddisfatta per l’evento che ha permesso di accendere i riflettori su un tema particolarmente importante.

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    “L’idea, ha spiegato Patrizia Billè nella sua introduzione, è nata aprendo un cassetto nel quale mia madre custodiva la sua biancheria. Ho trovato un antico copriletto realizzato a mano ed ho pensato alle mani delle donne, a quanta fatica ci fosse dietro la sua realizzazione, quanto lavoro. Un’antica coperta scovata per caso ha dato l’avvio ad una riflessione di più ampio respiro. Ho pensato a quelle donne che potevano esprimersi solo nel microcosmo delle loro case, nel silenzio e nell’oscurità. A quelle donne che hanno avuto nelle loro mani la forma di sostentamento primario.”

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    Obiettivo del progetto è quello di porre  particolare attenzione ad alcuni beni culturali più rappresentativi della città al fine di diffonderne la conoscenza e accrescere in tal modo il senso di appartenenza alla città delle giovani generazioni.

    In questo caso l’incontro accenderà i riflettori sui forti umbertini. Le 22 batterie facenti parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato Maggiore dell’Esercito tra il 1884 e il 1914 con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale, dislocate nella città di Messina nella costa siciliana e Reggio per la regione Calabria.

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    Gli incontri proseguiranno nei prossimi mesi. Ecco i successivi temi che verranno affrontati: 7 marzo 2019  la Zona falcata  e la Cittadella, 5 aprile l’architettura eclettica post-terremoto, 17 maggio il gran camposanto.

     

    L’incontro è aperto alla cittadinanza.

     

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