Taormina e la difesa dei diritti delle donne. “Non vittime ma combattenti”

Taormina e la difesa dei diritti delle donne. “Non vittime ma combattenti” In evidenza

In occasione del 25 novembre, “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, la Città di Taormina ha promosso diverse iniziative, per sensibilizzare sul grave e dilagante fenomeno della violenza di genere. Tra queste, la mostra dell'artista polacca Wioletta Agnieszka Meler dal titolo "Non vittime ma combattenti", evento fortemente voluto dalla Presidenza del Consiglio Comunale, sovrintesa da Lucia Gaberscek. La mostra è stata allestita nell'aula consiliare di Palazzo dei Giurati, visitabile dal 19 novembre al 26 novembre 2018. Le opere di Wioletta Meler, artista da sempre attenta e sensibile al sentire femminile, rappresentano il dolore della donna troppo spesso vittima di ingiustizie, una donna che ha, però, la forza di rialzarsi, combattere e rinascere.

Interessante e partecipato anche l’incontro, tenutosi nel pomeriggio di venerdì 23 novembre, sempre all’interno dell’aula consiliare, che ha visto impegnata in prima persona la Gaberscek, la quale in merito ha dichiarato: «Il 25 novembre non rappresenta, solo un'occasione per celebrare la donna, non è solo una ricorrenza simbolica, va intesa come una giornata utile a cui vogliamo dare anche un significato concreto. Ecco perché la nostra iniziativa "Non vittime ma combattenti", coinvolge tutto il Consiglio Comunale e non solo la rappresentanza femminile in esso presente».

La violenza di genere è un tema sociale grave, dunque il Comune di Taormina con la stretta collaborazione del Vice presidente del Consiglio comunale Alessandra Caltabiano e con l'Assessore ai Servizi Sociali, Francesca Gullotta, ha ritenuto opportuno coinvolgere la Città. Tra le intervenute, nelle vesti di testimoni dirette di donne violate nella loro dignità, la signora Catena Giardina. Hanno inoltre contribuito a dare un quadro più dettagliato: l’avvocato Carmen Currò, presidente del “CEDAV-Centro Donne Antiviolenza di Messina” e la dottoressa Cettina Restuccia, presidente “EVALUNA ONLUS” che si occupa dell’accoglienza, all’interno di case sicure e in accordo con le forze dell’ordine, delle donne vittime di violenza.

Gli interventi sono stati numerosi, a partire da quelli delle istituzioni. L’assessore Francesca Gullotta ha detto con estrema chiarezza che «la violenza nega la dignità umana. Occorre reperire le somme necessarie per dare sostegno concreto alle donne vittime di violenza, poiché la donna è prima di tutto, Persona». Numerosi i contributi anche da parte dei consiglieri di maggioranza e d’opposizione, e del Sindaco Mario Bolognari, il quale ha precisato che Taormina, in qualità di capofila del “Distretto Socio Sanitario D32”, deve essere motore di iniziative per il sostegno delle donne. Bolognari, nel suo intervento ha sottolineato come «l’esperienza vissuta è quello che conta. La quotidianità della violenza nella nostra società, riguarda il silenzio con cui viene annullata una donna. Fondamentale è l’educazione nella famiglia ed a scuola».

Dopo gli interventi, il Presidente del Consiglio, Lucia Gaberscek, ha dato lettura dell’atto di indirizzo “Azioni di difesa delle donne vittime di violenza” con la manifesta finalità di sostenere e potenziare le associazioni operanti nel comprensorio, promuovere azioni di sensibilizzazioni e proporre l’istituzione di una “consulta sulle pari opportunità”. Il documento, accolto dal consiglio comunale, sarà poi votato e ratificato nel prossimo consiglio comunale.

Tra i momenti più coinvolgenti è stata la performance dei ragazzi del “Comprensivo 1” di Taormina, rappresentati dalla dirigente Carla Santoro. I ragazzi hanno mostrato con spontanea semplicità, quanto si sentano determinanti per un cambiamento nella società. A loro è affidato il compito di gettare un nuovo sguardo sull’essere umani e sul diritto delle donne ad essere viste come individui unici dove esiste parità di genere, nel rispetto delle differenze. Lo stesso messaggio è stato lanciato dall’attrice Annamaria Raccuja, la quale si è fatta interprete del dolore di ogni donna vittima di violenza psicologica e fisica con la partecipazione di Rose Galante, in una trasposizione drammaturgica, tratta dal libro di quest’ultima Perché non lo lascio.

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