TAORMINA. CASO PAPPALARDO. INTERVIENE LA CORTE DEI CONTI

TAORMINA. CASO PAPPALARDO. INTERVIENE LA CORTE DEI CONTI In evidenza

Come intende procedere l’amministrazione comunale in merito al “caso Pappalardo”? E’ quanto la Corte dei Conti chiede di sapere. Nelle scorse ore l’organo di controllo amministrativo ha inviato una nota a Palazzo dei Giurati chiedendo di sapere quali sono le procedure adottate dall'amministrazione a fronte della determina della segretaria comunale la dottoressa Carrubba.

Il caso è ormai noto.  La segretaria generale del comune di Taormina Rossana Carruba ha evidenziato in una determina come non sia “ mai stato sottoscritto il contratto individuale di lavoro quale atto formalmente costitutivo del rapporto di lavoro tra il comune di Taormina e il dott. Pappalardo, in quanto il contratto di cui trattasi tra il Comune di Taormina ed il dott. Pappalardo non è stato rinvenuto agli atti dell’ufficio e non risulta, alla scrivente, essere mai stato firmato”.

E’ trascorso un mese da questa determina e nel frattempo si è arrivati al giorno di paga.

Che retribuzione spetta a questo punto al dott. Pappalardo?  Il segretario ha dato mandato al ragioniere Curcuruto di procedere al pagamento dello stipendio di Pappalardo in categoria D3 con posizione organizzativa minima (5.000 annui) vista l'assenza di un provvedimento da parte del sindaco. Seppur in assenza ancora di una formale sottoscrizione di un nuovo contratto l’ attuale comandante della Polizia Locale non verrà pagato come dirigente.

La corte dei conti a tale proposito nella nota  chiede pure di sapere quali procedure l’amministrazione comunale intende adottare  per il recupero somme.

Nel 2001 Pappalardo veniva infatti  assunto con la “qualifica” di dirigente del Corpo di P.M. e gli si attribuiva il trattamento economico previsto per la figura di  I dirigente della tipologia di enti locali cui il Comune di Taormina appartiene stabilendo l’assunzione in servizio entro trenta giorni dalla data di stipula del contratto di lavoro.

Peccato che però il contratto in questione non venne mai formalizzato.

” Il dott. Pappalardo, ha evidenziato la segretaria generale, non avrebbe potuto  rivestire la qualifica dirigenziale essendo transitato da amministrazione dello Stato in cui ricopriva la qualifica di vicequestore aggiunto, cioè di funzionario direttivo.”

Il  comune di Taormina avrebbe dunque proceduto a riconoscere una  posizione dirigenziale ad un soggetto privo dei requisiti di legge e contrattuali richiesti per l’inquadramento in funzioni dirigenziali.

 Ciò significa che per ben 17 anni il dott. Agostino Pappalardo ha rivestito qualifica primo dirigente senza averne titolo, percependo anche un’indennità di carica per 17 anni che evidentemente non avrebbe percepito da funzionario di categoria D.

Da oggi, però, giorno di paga per il comune di Taormina Pappalardo non sarà più dirigente. Ma resta l’incognita sulle somme versate e incassate da Pappalardo e la richiesta della Corte dei Conti che a questo punto chiede una presa di posizione all’amministrazione comunale.

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