TAORMINA. INCONTRO TRA IL SINDACO BOLOGNARI ED I RAPPRESENTATI DI CISL MESSINA E FISASCAT CISL

TAORMINA. INCONTRO TRA IL SINDACO BOLOGNARI ED I RAPPRESENTATI DI CISL MESSINA E FISASCAT CISL In evidenza

Il problema del dumping contrattuale a Taormina sarà parte integrante del Regolamento che la Giunta è pronta a portare in Consiglio comunale per disciplinare la concessione del suolo pubblico alle attività commerciali e del turismo che rispettino «l’obbligatorietà di applicare i contratti nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative». È questo quanto assicurato dal sindaco Mario Bolognari nel corso di un incontro tenutosi questa mattina a Palazzo dei Giurati alla presenza dell’assessore al Turismo e Commercio Andrea Carpita con la Cisl di Messina rappresentata dalla segretaria territoriale Mariella Crisafulli, dal segretario regionale della Fisascat Pancrazio Di Leo, dal segretario provinciale della Fisascat Salvatore D’Agostino e dal rappresentante Fisascat Mario Ianniello. L’incontro era stato richiesto dal sindacato per discutere ed affrontare la problematica del dumping contrattuale. «Occorre – hanno sottolineato i rappresentanti della Cisl e della Fisascat - lavorare in sinergia per contrastare e arginare il fenomeno dei “contratti pirata”, quelli siglati da associazioni datoriali minoritarie e organizzazioni sindacali poco rappresentative con condizioni economiche e normative peggiorative rispetto ai contratti di settore. La conseguenza, altrimenti, è quella di una corsa al massimo ribasso sul costo del lavoro in termini di retribuzioni, di diritti dei lavoratori, anche in termini di salute e sicurezza ed una concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano le regole ed applicano la Contrattazione Nazionale delle organizzazioni sindacali più rappresentative. Una condizione intollerabile perché il lavoratore spesso è costretto ad accettare un accordo al ribasso pur di non perdere il posto di lavoro e, quindi, uno stipendio ridotto».

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    «Il tempo delle parole e delle promesse è concluso, adesso vogliamo fatti a sostegno dei lavoratori o avvieremo una stagione di protesta ad oltranza. Non è possibile pensare, affermano, come fa il Governo Conte, di risolvere la crisi del turismo ed i problemi dei lavoratori stagionali con la ripartenza delle attività commerciali e degli alberghi». La Fisascat Cisl evidenzia come in una provincia come quella di Messina, dove si contano circa 15 mila stagionali, la spaventosa emergenza prodotta dal Coronavirus non si può misurare nell'opportunità che avranno pochi lavoratori di lavorare solo a luglio, agosto e settembre.

    «Il Ministro del Lavoro e questo Governo fanno finta di non sapere che il 70% degli stagionali rimarranno a casa quest'estate, che hanno finito di percepire la Naspi già a dicembre o gennaio e che non sanno come andare avanti. La crisi del turismo non può svanire di colpo con la riapertura delle frontiere e questo modo di fare ci lascia senza parole, ci appare sconcertante e inaccettabile».

    «Non si può accettare - continua il sindacato - che vengano respinte tutte le proposte che da anni ormai avanziamo, in termini fattivi, concreti e dettagliati, attraverso raccolte firme presentate ai vari ministri ma anche per il tramite di proposte di legge poste all'attenzione dei governi di turno e giunte nelle aule parlamentari con l'impegno di vari deputati di tutte le forze politiche, sia a Roma che a Palermo. Ribadiamo la necessità, irrimandabile di adottare misure urgenti a sostegno dei lavoratori, non soltanto con l'erogazione di aiuti economici immediati che in molti casi tardano ad arrivare e in diverse circostanze vengono persino negati per effetto di domande che vengono respinte; occorre soprattutto la modifica della Naspi e la reintroduzione dell'Aspi, per tutelare lavoratori che non possono essere abbandonati al dramma nel dramma di un altro autunno e un altro inverno senza un euro, condannati all'eterna precarietà e privati dei loro diritti fondamentali. Per questo siamo pronti a tornare in piazza e una protesta ad oltranza, fino a quando non sarà stata data voce e ascolto ai diritti dei lavoratori».

     

     

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