GIARDINI NAXOS. ATTIVO NUOVAMENTE  UN  PUNTO BLU ALLO SVINCOLO DI GIARDINI NAXOS

GIARDINI NAXOS. ATTIVO NUOVAMENTE UN PUNTO BLU ALLO SVINCOLO DI GIARDINI NAXOS In evidenza

Da lunedì 5 agosto sarà operativo a Giardini Naxos un <Punto Blu> per il disbrigo delle procedure relative alla vendita dei sistemi di pagamento del pedaggio, alla fatturazione dei transiti, alla riscossione del mancato pagamento dei pedaggi e, in genere, alla assistenza all’utenza.

Il <Punto Blu> sarà ubicato al casello di Giardini Naxos - sarà aperto solo nei giorni di lunedì e giovedì dalle 8/13,30 e dalle 15/18 – e si aggiunge agli altri <Punti Blu> operanti al Casello di S. Gregorio (A18), alla sede CAS in contrada Scoppo-Messina (Tangenziale), al Casello di Patti (A20) ed al Casello di Buonfornello (A20).

L’avvio funzionale del <Punto> di Giardini Naxos sarà dato venerdì 2 agosto, alle ore 9:30, alla presenza dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture On. Marco Falcone, del Presidente del Consorzio Avv. Francesco Restuccia con la Vice Presidente Avv. Chiara Sterrantino ed il Direttore Generale Ing. Salvatore Minaldi.

Di seguito i servizi messi a disposizione da tutti i Punti Blu:

  • Attivazione, con contratto cartaceo rilasciato dalla banca o con bancomat/carte di credito

convenzionati, controllo/sostituzione dell'apparato Telepass (aziendale, privato e

ricaricabile).

  • Rilascio telepass TWIN (secondo Telepass con il contratto privato);
  • Rilascio Telepass con il servizio europeo;
  • Rilascio adesivi per l'istallazione del Telepass (gratuite);
  • Rilascio batterie Telepass ricaricabile (gratuite);
  • Attivazione di tessere Premium e Truck;
  • Vendita Viacard a scalare e rimagnetizzazione delle tessere Viacard.
  • Adesione contributo mancata restituzione dell'apparato Telepass;
  • Incasso dei mancati pagamenti del pedaggio;
  • Ricariche per il Telepass Ricaricabile.
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    Il premio consiste in una targa che menziona il grave gesto censurato e sarà riprodotta in un materiale edile, per segnare in modo simbolico il valore estremamente negativo del riconoscimento.
    La prima assegnazione è per l’architetto Orazio Micali, che da Soprintendente di Messina ha autorizzata il 10 aprile 2017 la realizzazione di un manufatto per la vendita di prodotti per la nautica sulla spiaggia di Giardini Naxos davanti al Castello Schisò (vedi foto ).
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    L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

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    Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.

    L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano :

    • Percolato di discarica;
    • Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
    • Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno;
    • Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose - cd. RAEE – (frigoriferi);
    • Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane;
    • Rifiuti biodegradabili da cucine e mense;
    • Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti.
    • Rifiuti ingombranti (materassi).

    per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro.

    Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.

    Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.

    Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:

    • 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
    • 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

    Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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