ROCCALUMERA.  IL 21 SETTEMBRE RIPULIAMO LE SPIAGGE

ROCCALUMERA. IL 21 SETTEMBRE RIPULIAMO LE SPIAGGE In evidenza

E’ fissato il 21 settembre alle ore 10 l’appuntamento promosso da Legambiente “Ripuliamo le spiagge”.

A renderlo noto la presidente del circolo Legambiente Taormina Annamaria Nossing. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con VéGé, un gruppo di grande distribuzione composto da circa 30 soci, ognuno dei quali gestisce diverse insegne di supermercati, che quest’anno ha compiuto 60 anni di attività e ha deciso di lanciare questa campagna insieme a Legambiente per festeggiare l’anniversario.

L’appuntamento è per sabato 21 settembre per la la pulizia della spiaggia antistante il punto vendita MerSi via lungomare Cristoforo Colombo, 54 a Roccalumera.
L' iniziativa sarà realizzata da un equipaggio itinerante nazionale di Legambiente composto da 4 persone, supportato dai volontari del Circolo Legambiente Taormina Valle Alcantara e da volontari locali e del punto vendita punto vendita MerSi.

Legambiente ha chiesto  supporto in loco da parte della ditta di servizi ecologici e ambientali per la fornitura di sacchi idonei alla raccolta e rimozione del materiale raccolto e l’ eventuale presenza di rappresentanza dell'amministrazione locale nonché la diffusione dell'informativa nelle scuole.

L’invito è aperto anche ai cittadini che intendono contribuire.

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    “Come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”. A dichiararlo è Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia.

    “Ci siamo battuti e chiesto da tempo che la Regione acquisisca il Castello di Schisò. L’ultima volta nella tappa di Salvalarte, lo scorso 12 maggio, durante un convegno a Giardini Naxos, evidenziando però, in quella sede, alcune anomalie nella decisione di un giudice del Tribunale di Messina di annullare la procedura di vendita all’asta.

    Queste perplessità furono rilanciate in un’intervista dalla storica dell’arte Silvia Mazza che, durante le procedure di vendita nei mesi precedenti, aveva interessato l’allora Assessore Sgarbi, chiedendogli, giustamente, di non far partecipare la Regione all’asta.

    La vendita del Castello fu stabilità alla cifra di 1.615.000,00  euro, unico possibile acquirente la società Hotel Palme srl; cifra che avrebbe dovuto sborsare la Regione esercitando il diritto di prelazione, essendo un bene vincolato. Infatti, gli organi del Parco archeologico di Naxos, nella delibera del 30 dicembre 2017, avevano stanziato questo importo per l’acquisto del bene.

    Ma, il 12 marzo 2018, questo giudice di Messina decide sia di bloccare la vendita sia la successiva base d’asta  di 4.100.000,00  euro, per stabilire la quale ha individuato come “utile parametro  l’ammontare dello stanziamento all’uopo di recente disposto dal Parco archeologico di Naxos”. Inoltre, il giudice, rincarando la dose, parla nell’ordinanza di un “intervenuto stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro” finalizzato dal Parco “all’acquisto del Castello”.

    Peccato che, agli atti del Parco, così come confermò pubblicamente la direttrice del Parco, l’architetto Vera Greco, alla nostra iniziativa del 12 maggio, non risulta nulla di tutto questo, ma solo la delibera che stanziava 1.615.000,00 euro.

    Ora mi chiedo e chiedo all’Assessore Tusa: come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Spero che la base della nuova determina non sia l’astruso e disinvolto ragionamento fatto dal giudice nell’ordinanza. Sarebbe uno scandalo.

    Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”.

    Dall’altra parte l’annuncio entusiastico del governatore della Sicilia Nello Musumeci: «Si è realizzato un obiettivo di grande significato, non solo culturale. Acquisizioni come queste esaltano il valore della tutela del bene, un "simbolo" per quel territorio».

    La direttrice del Parco archeologico di Naxos-Taormina, Vera Greco, in rappresentanza dell’assessorato regionale dei Beni culturali, ha sottoscritto l’atto notarile di acquisto per un importo pari a 3,4 milioni di euro, utilizzando i fondi del Parco.

    «E' un’acquisizione di cui si parla da decenni -evidenzia l’assessore regionale dei Beni culturali Sebastiano Tusa- e in cui non credeva più nessuno. E un passo decisivo per la nascita di un grande Museo archeologico nella città che fu la prima colonia greca di Sicilia e che adesso potrà avrà sede degna, dopo gli interventi di restauro necessari sull'immobile storico. Questa, fin dall’inizio, è stata la visione e la destinazione immaginata da me e dal presidente Musumeci. Considero l’acquisizione del Castello di Schisó una delle realizzazioni più qualificanti del mio mandato di assessore. Ringrazio la direttrice del parco di Naxos Vera Greco, per l’impegno che ha trasfuso in questa iniziativa e con lei il commissario Giuseppe Valentino, Giovanni Angileri e Carmelo Briguglio del mio staff, che hanno lavorato dall’inizio del mio mandato a questo progetto che conferisce alla comunità regionale e al territorio un bene pubblico che adesso è a disposizione di tutti i siciliani e dei visitatori dell’Isola».

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