TAORMINA. LEGAMBIENTE, STUDENTI E POLIZIA LOCALE INSIEME PER L’AMBIENTE

TAORMINA. LEGAMBIENTE, STUDENTI E POLIZIA LOCALE INSIEME PER L’AMBIENTE In evidenza

Nell’ambito della campagna "Puliamo il mondo" il circolo Legambiente di Taormina in collaborazione con le scuole IC1 di Mazzeo, Trappitello, Taormina centro e la Polizia Locale ha proceduto alla bonifica di diverse aree presenti sul territorio comunale.

Lo scorso 27 settembre con le scuole di Mazzeo impegnate nel loro percorso "plastic free" i rappresentanti del locale circolo hanno illustrato il “global strike for climate change", l'ordinanza "plastic free" del comune di Taormina, il percorso per ottenere la bandiera blu e preceduto alla pulizia della spiaggia di Mazzeo.

Un altro momento importante quello di ieri quando con gli alunni delle scuole medie di Trappitello si è proceduto alla pulizia del torrente Santa Venera. Un’azione concreta svolta in collaborazione con la Polizia Locale di Taormina e preceduta da un confronto sulle problematiche legate alla presenza delle microdiscariche e sulle attività illegali di deposito rifiuti in aree non autorizzate. Gli agenti della Polizia Locale hanno poi proceduto a spiegare la normativa che regola i divieti e l’attività di bonifica richiesta dalla legge.

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 15 ottobre con le classi delle scuole medie di Taormina centro per procedere alla pulizia del sentiero.

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    Restituire la fruibilità del promontorio che sorge fra la baia di Isola Bella e quella di Mazzarò alla cittadinanza. È la richiesta inoltrata dal locale circolo di Legambiente all’ assessorato verde pubblico e viabilità del comune di Taormina, all’ ufficio tecnico comunale e all’ ufficio del catasto.

    Attraverso una nota ufficiale il presidente Annamaria Noessing evidenzia la presenza in cima al promontorio di ruderi di una cappella e un accesso pubblico.

    “Il tutto, afferma Annamaria Noessing, rappresenta un 'alto valore paesaggistico/ambientale. Ciò che chiediamo, prosegue, è una nuova e aggiornata visura catastale, la possibilità di verificare le vie di accesso al promontorio e ai ruderi della cappella e lo studio di possibili soluzioni al fine di poter fruire dell'area utilizzando gli accessi disponibili oppure concordando con i proprietari dell'area un accesso conveniente alle parti per creare un punto panoramico fruibile ai visitatori. Da parte nostra, conclude la presidente Noessing, Legambiente è disponibile ad eseguire lavoro volontario per eventuali interventi di manutenzione e segnaletica.”

     

     

  • GIARDINI NAXOS. LEGAMBIENTE SICILIA: NO A SPECULAZIONI EDILIZIE CEMENTIFICAZIONI E INQUINAMENTO

    Sembra che in questi giorni la commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale) Vas (Valutazione Ambientale Strategica) debba finalmente esprimersi sul progetto definitivo del 2015 della Tecnis S.p.A. per il rifacimento del porto turistico nella Baia di Naxos Taormina.

    Questo progetto della Tecnis S.p.A. (il terzo della serie: la prima stesura risale al 2010) sotto la falsa etichetta di porticciolo turistico, vuole far approvare un abnorme centro commerciale sull’acqua con annessi alloggi e parcheggi, costruito a gomito su tutta la vecchia e nuova diga foranea. Una barriera di cemento che ostruirebbe la vista del mare e del paesaggio della famosa Baia, eretta a meno di 200 metri dal Parco archeologico di Naxos Taormina (dunque in zona inedificabile), proprio nel sito dell’antico porto del VII secolo a. C. Un progetto, che si presenta come riqualificazione architettonica ed invece non porta la firma di un solo architetto e che è redatto violando i tanti vincoli paesaggistici, archeologici e ambientali che tutelano quest’area, in spregio inoltre all’alto rischio idrogeologico che caratterizza la Baia e alle elementari norme di sicurezza per l’assenza di vie di fuga: la via di accesso a questo porto è una strada senza sbocco, già ora frequentemente in stato di congestione stradale. Quest’ultima criticità andrebbe ad aggiungersi alle numerose e gravissime problematiche di viabilità di Giardini Naxos, attraversata dall’unico percorso di accesso all’ospedale comprensoriale e perennemente intasata, non solo in alta stagione.

    Contro questo progetto si sono espressi (per questi e molti altri motivi che non è possibile, per ragione di sintesi, elencare qui) con osservazioni inviate all’ARTA nel 2016, all’inizio della procedura di VIA VAS, vari soggetti pubblici, tra cui l’Associazione Albergatori di Federalberghi di Giardini Naxos, la sezione del Partito Democratico di Giardini Naxos, il gruppo politico Agorà, l’associazione Man (Associazione Mediterranea per la Natura) di Messina, oltre che naturalmente Legambiente Sicilia e il Parco Archeologico di Naxos.

    Il progetto è dunque in attesa di valutazione dal 2016, nel frattempo il compianto assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa ha acquisito al patrimonio della Regione Sicilia il medievale Castello di Schisò (per farlo divenire il Museo archeologico regionale della città che fu la prima colonia greca di Sicilia) affacciato proprio su una delle aree destinate al progetto della Tecnis S.P.A, e quest’area, la spiaggia di fronte al Castello di Schisò, è stata oggetto di tentativi di costruzione di manufatti che ostruirebbero la vista del mare e che per questo sono stati bloccati. Infine La Tecnis S.p.A.  dopo essere stata indagata per mafia e commissariata è stata comprata nel 2019 dal gruppo D’Agostino Costruzioni Generali.

    Durante questo periodo di attesa, inusualmente lungo, della valutazione Via Vas sulla stampa locale, il progetto è stato sostenuto con argomenti desueti che sembrano ignorare l’ormai cronica crisi della nautica da diporto e le tendenze attuali del turismo, sempre più indirizzato verso pratiche ecosostenibili. Si è parlato della necessità di aumentare i posti barca e di far stazionare al porto le navi crociera come soluzioni salvifiche per lo sviluppo del turismo e la creazione di nuovi posti di lavoro, quando in realtà il turismo in questa zona si basa sulla balneazione e la bellezza paesaggistica che sarebbero devastate dalla realizzazione di questo progetto e dall’inquinamento prodotto dalle navi crocieraVa ricordato invece che la Sicilia è la 2° regione in Italia, subito dopo la Campania, per i 2245 nuovi posti barca inaugurati negli ultimi 12 annimentre è al 1° posto, con grande distacco sulle altre, per i posti barca in costruzione, 5830, e per i posti barca in progetto: 8000. Sono cifre paradossali nel contesto della grave e ormai consolidata crisi della nautica da diporto che continua a provocare fallimenti a catena dei porti turistici. La stessa Assomarinas (Associazione Italiana Porti Turistici) nella sua relazione alla Camera dei Deputati del 17 settembre 2019 si dichiara contraria alla creazione di nuovi porti scrivendo: “La grave crisi che ha colpito il nostro settore dal 2008 ha determinato un eccesso di offerta di ormeggi per la nautica da diporto legato all’indebolimento economico della classe media italiana ed al brusco declino del mercato nautico, rendendo pressoché insostenibile dal punto di vista economico la realizzazione e la gestione di nuovi porti turistici.” E cita i tanti recenti fallimenti di porti turistici: “le note vicende negative del fallimento del Porto Turistico di Jesolo, dalla procedura di concordato preventivo di Marina di Pisa, dalla paralisi finanziaria del Marina di Ravenna, dalla cessione al Principato di Monaco del Marina di Ventimiglia, dal blocco dei lavori del Porto Turistico della Concordia a Fiumicino, dal fallimento del Porto Turistico di Imperia, dalla messa all’asta del progetto del Porto Turistico di Siracusa, dal sequestro per insolvenza del Porto Turistico di Licata, dalla messa in liquidazione del Marina del Cesari a Fano, dal fallimento del Porto Turistico di Ospedaletti, dal commissariamento del Porto Turistico di Policoro, dalla svendita ad investitori statunitensi del Porto Turistico di Cecina in corso di costruzione e da molte altre situazioni simili che abbiamo riscontrato lungo le nostre coste.”  Dunque questo progetto rischia di essere un fallimento anche dal punto di vista economico e/o di divenire l’ennesima incompiuta, che deturperà irrimediabilmente una delle più belle e famose baie del Mediterraneo.

    Per quel che riguarda le navi crociera, secondo il rapporto europeo Transport & Environment poco più di 200 navi da crociera, producono circa 20 volte più ossidi di zolfo di tutte le auto d’Europa: l’inquinamento delle città di porto deriva in gran parte dallo stazionamento ai moli delle navi crociera che devono sempre tenere i motori accesi per funzionare e garantire i servizi ai passeggeri.

    Legambiente vuole ribadire ancora una volta la necessità di difendere da speculazioni edilizie, cementificazioni e inquinamento la splendida Baia di Naxos Taormina, icona paesaggistica e sito della prima colonia greca della SiciliaÈ un patrimonio pubblico che non può essere privatizzato: la Tecnis S.p.A. chiede una concessione di 60 anni per questa costa che va invece tutelata e mantenuta integra per il suo inestimabile valore ambientale, archeologico, identitario e anche economico, data la sua eccezionale valenza turistica. Si tratta di un paesaggio storico ed un ecosistema preziosissimo ma estremamente fragile per l’alto rischio idrogeologico che la caratterizza. Per questo Legambiente chiede da decenni una riqualificazione e una messa in sicurezza dell’approdo di Capo Schisò, la punta Sud della baia di Naxos Taormina, intervento sempre più necessario ed urgente dati i gravi fenomeni di erosione ed insabbiamento che il molo esistente continua a provocare nell’intera Baia, che mettono in pericolo le abitazioni del centro storico di Giardini Naxos e sarebbero esponenzialmente peggiorati dalla realizzazione del progetto della Tecnis S.p.A.

     

     

  • Taormina. Continua la lotta contro l’abbandono di rifiuti.

     Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio al fine di prevenire e sanzionare quanti abbandonano rifiuti. Nelle ultime ore sono stati ben due i verbali di contestazione elevati ai sensi dell’ordinanza sindacale n. 7/2019 a firma del sindaco Bolognari per un importo di euro 400 ciascuno. La polizia locale infatti a seguito di accertamenti condotti dal vice comandante Daniele Lo Presti è riuscita a risalire all’identità di chi aveva depositato rifiuti i nel letto del torrente Santa venera. La scoperta era avvenuta durante la recente attività di volontariato promossa dal locale circolo di Legambiente. Nella circostanza unitamente ai giovani studenti del plesso scolastico di Trappitello la polizia locale aveva rinvenuto alcuni sacchi in plastica contenenti rifiuti solidi urbani. L’ispezione del rifiuto portava alla luce dei certificati assicurativi intestati ad un giovane taorminese il quale successivamente convocato presso gli uffici del comando di polizia locale non era in grado di giustificare l’accaduto.

     Il secondo verbale è frutto di alto senso civico da parte di un cittadino taorminese il quale puntualmente denunciava alla polizia locale con documentazione fotografica l’abbandono incontrollato di plastica e sfalci di potatura posti in essere da un cittadino taorminese nella centralissima via Pirandello. Grazie ad accertamenti eseguiti tramite targa del veicolo del soggetto la polizia locale risaliva al materiale autore dell’illecito il quale una volta convocato presso gli uffici ammetteva le proprie colpe.

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