La riviera jonica

 L'analisi sociopolitica di studi aggiornati descrive la Sicilia come una terra senza futuro. Questo dato si riconosce dalla massa di giovani diplomati e laureati che lasciano l'isola per stabilizzarsi all'estero. La riviera jonica, in particolare, presenta una tendenza continua all'emigrazione di nuove generazioni alla ricerca di prospettive vivibili. Il problema, già emergente da tempo, è stato sempre trascurato dalle forze di governo sia a livello comunale che regionale e nazionale. La visione politica, piuttosto ristretta ed orientata al <<particulare>>, all'amministrazione del quotidiano ed alla difesa del consenso immediato, non ha fatto altro che incentivare la solita modalità clintelare e rispondere ai bisogni con le sistemazioni temporali ad personam. Sifatta mentalità politica ha provocato dipendenza e passività nella cultura dei cittadini, danneggiando la dignità della persona portata ad elemosinare un lavoro e vivere nella precarietà più deplorevole, sottoposta al ricatto di coloro che stanno al potere. Oltre che personale il danno è diventato sociale ed ambientale, determinando l'impoverimento delle risorse naturali e culturali presenti in tutta la Sicilia e nella nostra realtà territoriale. Si tratta di considerare quanto la fascia jonica stia soffrendo e temendo il dissesto idrogeologico, a causa delle condizioni meteorologiche e delle manutenzioni inefficienti. Le vie di comunicazioni principali, strade, ponti, muretti ed altri collegamenti sono in costante pericolo ed a rischio di interruzioni varie. La bellezza del mare ormai si sta trasformando in minaccia per l'inquinamento dell'acqua d'estate, le inondazioni d'inverno. Il terreno agricolo è piuttosto in abbandono e le colline che si affacciano sulla costa subiscono la desertificazione. Il patrimonio artistico culturale stenta ad attrarre attenzione e divenire potenziale sviluppo. L'iniziativa imprenditoriale e commerciale resta mortificata e marginale senza la possibilità di estendere gli spazi produttivi. Oggi sono da privilegiare iniziative che possano incidere nella struttura dell'economia locale, utilizzando una tecnica circolare a sostegno dei beni del territorio, con uno sguardo ampio, di programmazione a lunga durata, di valorizzazione. Prendersi cura delle risorse e dei cittadini del nostro hinterland riuscirà a risvegliare il senso di appartenenza ai paesi collinari e costieri in un'ottica comprensoriale, di fattiva collaborazione. Non c'è più tempo per le beghe e le ripicche di parte, per lo scambio di accuse reciproche a forma di scaricabarile, per le liti di confine, le esaltazioni egocentriche e la visibilità personale. Piuttosto è utile la ricerca del bene comune e la valorizzazione della diversità, a cominciare dalle scuole presenti nella zona, luogo di formazione e di relazioni essenziali per innestare un processo di cambiamento responsabile, rispondente alle necessità attuali della nostra bella terra, così accogliente ed ospitale!

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