MESSINA. “Novità in tema di Dermatite Atopica” evento il 9 novembre al Policlinico di Messina

MESSINA. “Novità in tema di Dermatite Atopica” evento il 9 novembre al Policlinico di Messina In evidenza

Si svolgerà sabato 9 novembre presso Palazzo dei Congressi del Policlinico un incontro sul tema “Novità in tema di Dermatite Atopica”.

La responsabile scientifica dell’evento, accreditato presso la Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina da FULLCONGRESS, è la dottoressa Serafinella Patrizia Cannavò.

L’inizio dei lavori è fissato alle ore 8,30.  Saranno attribuiti (per i primi cinquanta iscritti) n. 8,3 crediti formativi a chi parteciperà ad almeno il 90% della durata dei lavori congressuali e riconsegnerà al termine dell’evento in segreteria la modulistica debitamente compilata e firmata. I crediti verranno rilasciati solo dopo il riscontro di almeno il 75% delle risposte esatte del questionario di apprendimento. L’iscrizione è gratuita e obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili e può essere effettuata on-line collegandosi al sito www.fullcongress.it nella sezione iscrizioni on-line entro il 4 novembre 2019. Verrà inviata conferma tramite e-mail solo ai partecipanti ammessi.

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  • DERMATITE ATOPICA. AL POLICLINICO MARTINO CONCLUSO IL FOCUS ORGANIZZATO DALL'UNITA' DI DERMATOLOGIA

    Alti costi, diretti e indiretti, della malattia, grave impatto su welfare e spesa sanitaria, particolare attenzione all’appropriatezza prescrittiva delle terapie innovative, coinvolgimento dei medici di base e approccio multidisciplinare, tra le priorità emerse dal focus formativo organizzato dall’UOC di Dermatologia del Policlinico G. Martino di Messina.

    Costi farmaceutici elevati e, talvolta, sottovalutati, necessità di selezionare accuratamente l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci innovativi, per la sostenibilità della spesa della Sanità pubblica, oltre al costo vivo di prodotti dermo-cosmetici idonei ed a quello dei ticket delle visite mediche e dei ricoveri, giorni di assenza dal lavoro o dalla scuola (con relativo abbassamento della performance scolastica e lavorativa causato dalla diminuzione delle ore di sonno e dal prurito irriducibile) sono alcune delle severe implicazioni che minano la qualità di vita dei pazienti con Dermatite Atopica (DA), piccoli o adulti, e tra i punti prioritari di cui si è discusso durante il focus formativo, conclusosi ieri, presso il Centro Congressi del Policlinico “G. Martino” e organizzato dall’UOC di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria messinese, diretta dalla prof.ssa Serafinella Patrizia Cannavò, direttore della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia dell’Università di Messina, anche responsabile scientifico dell’evento. Cannavo' afferma: “In passato la Dermatite Atopica è stata considerata essenzialmente una patologia pediatrica, ma oggi sappiamo che in Italia coinvolge trentacinquemila adulti, di cui ottomila in modo grave. Un punto fondamentale, perciò è sensibilizzare i medici di famiglia ed i pediatri perché sono loro il primo interfaccia di questi pazienti”. In apertura dei lavori, sono intervenuti, tra gli altri, il dr. Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Messina, che ha sottolineato “l’importanza della formazione continua in ambito sanitario” ed il prof. Giovanni Tuccari, prorettore per l’area medico-sanitaria dell’Università di Messina, che ha rappresentato “l’importante ruolo e la fattiva attività della struttura dermatologica nell’ambito del territorio peloritano”. Tra le novità riguardanti la Dermatite atopica emerse durante i lavori, l’attenzione si è concentrata sulla sua etio-patogenesi, sugli eterogenei quadri clinici con cui può rendersi manifesta e sulle articolate strategie terapeutiche oggi disponibili. “Su un terreno predisponente di tipo genetico - rileva Cannavo’ - complessi meccanismi immunologici (mediati in primis dalle interleuchine) agiscono alla base della dermatite, che subisce interferenze anche di tipo climatico-ambientale e dietetico nella sua espressività clinica". Le terapie si avvalgono, innanzitutto, di presidi igienico-cosmetici, rivolti al ripristino dell’integrità della barriera cutanea, oltre che di farmaci topici con funzione essenzialmente antinfiammatoria, quali sterodi e inibitori della calcineurina. Per i primi, durante il Corso, è stata sottolineata l’importanza di indicazioni su tempi e dosi di applicazione, mentre circa i secondi si è evidenziata l’efficacia, soprattutto, in aree cutanee delicate come il viso. Al centro dei setting anche le terapie sistemiche tradizionali (essenzialmente steroidi e ciclosporina), di prima scelta, per il trattamento delle forme moderate-gravi e la moderna fototerapia  con UVB a banda stretta, che ha ormai soppiantato la PUVA terapia, e che viene proposta nelle fasi di remissione o come “steroid-sparing”. “Nei casi particolarmente gravi e resistenti alle terapie tradizionali - aggiunge Cannavo’ - o anche dove queste siano controindicate, è possibile, inoltre, ricorrere alle nuove terapie target, che agiscono nel cuore del meccanismo immunologico della malattia. Tra queste, molte delle quali ancora in fase sperimentale, oggi disponiamo del Dupilumab, anticorpo monoclonale rivolto contro il recettore alfa dell’interleuchina (IL)-4 , somministrato per via sottocutanea e efficace sul sintomo prurito già dalle prime infiltrazioni”. Sul punto - precisa Cannavò: “Al momento il Dupilumab è dispensabile solo nei soggetti adulti (sopra i 18 anni) e con forme particolarmente estese, anche se sarebbe auspicabile la sua estensione anche per i soggetti più giovani, e/o con interessamento anche solo di aree particolari, come le mani, proprio per le implicazioni lavorative e di tipo relazionale che questa localizzazione comporta”. “La dermatite atopica - continua Cannavò - non è solo un problema dermatologico, perché il paziente può manifestare anche segni e sintomi meritevoli di una presa in carico specialistica per il distretto respiratorio o oculare”. “Disturbi dello spettro autistico - conclude il prof. Sebastiano Gangemi, direttore dell’UOC di Allergologia e Immunologia Clinica del “G. Martino” - si sono aggiunti alle già riconosciute associazioni neurocognitive della Dermatite Atopica, come disturbi del sonno, ansia e deficit dell’attenzione”. Dall’evento è emersa complessivamente l’importanza di un approccio multidisciplinare circa il percorso diagnostico- terapico della DA, in quanto patologia ancora devastante per le gravi implicazioni sulla qualità della vita, oltre all’importanza del ruolo del medico specialista dermatologo ed alla necessità di scoraggiare il paziente a procedere ad automedicazioni, per avviarlo, invece, ad un iter di cura che tenga conto della Persona nella sua totalità, al fine di individuare i trattamenti più adeguati per il suo particolare quadro clinico.

  • DERMATITE ATOPICA. MALATTIA A FORTE IMPATTO SOCIO-ECONOMICO. Il 9 NOVEMBRE, A MESSINA, SI TERRA’ LA CONVENTION FORMATIVA ORGANIZZATA DALL’UOC DI DERMATOLOGIA DEL POLICLINICO G. MARTINO
    La dermatite atopica (DA), malattia della pelle a carattere infiammatorio, talvolta invalidante, oltre che debilitante - che colpisce in Italia 35.000 persone, e nelle forme gravi dell’adulto circa 8.000 soggetti, con una prevalenza di circa il 15% della popolazione generale mondiale - sarà al centro di una convention formativa, organizzata dall’UOC di Dermatologia del Policlinico G. Martino di Messina (Centro di riferimento regionale accreditato dall’assessorato alla Salute della Regione Sicilia, per la prescrizione dei farmaci innovativi per la cura della patologia) diretta dalla prof. Serafinella Patrizia Cannavo’, ordinario di Dermatologia dell’Ateneo messinese, anche responsabile scientifico dell’evento, dal titolo “Novità in tema di Dermatite Atopica”, che si svolgerà il 9 Novembre 2019, a partire dalle ore 8.30, presso il centro congressi della stessa Azienda Ospedaliera Universitaria.
    La dermatite atopica, nota anche come eczema atopico, o eczema costituzionale endogeno, è una malattia ad andamento cronico-recidivante, con fasi alterne di acuzie, spesso stagionali o conseguenti a particolari stati emotivi, stimoli microbici, dietetici, ambientali, e fasi di remissione. “Negli ultimi anni nei Paesi più industrializzati - afferma Cannavo’ - essa ha registrato un notevole aumento, probabilmente come conseguenza dell'incremento di stimoli ambientali (inquinamento outdoor, permanenza in ambienti chiusi, fumo di sigaretta, maggiore uso di climatizzazione artificiale, convivenza sempre più stretta con animali da compagnia) e della riduzione, o del più precoce svezzamento dall’allattamento al seno. Per quanto l’espressività della malattia risenta di numerosi cofattori, la predisposizione genetica gioca un ruolo sicuramente importante: viene calcolato che da una coppia con uno dei due genitori atopico il rischio di procreare un figlio atopico è del 30-70 % e la possibilità che la malattia si manifesti in entrambi i gemelli monozigoti è 10 volte superiore rispetto ai dizigoti”. “Ad esordio - specifica Cannavo’ - in genere in età infantile (nel 50% dei casi entro il primo anno di vita), la dermatite tende a regredire nell’adolescenza e solo nel 20% circa dei casi persiste nel periodo post-puberale. Accanto a queste forme cosiddette “persistenti”, si è assistito di recente ad un aumento di quelle ad insorgenza apparentemente primitiva in età adulta. Alcune di esse sono particolarmente gravi in quanto compromettono la qualità di vita e hanno importanti ricadute socio-economiche (costo delle terapie, perdita di giornate lavorative e isolamento sociale)”. “I sintomi della dermatite atopica - spiega Cannavò - sono rappresentati da secchezza della pelle, chiazze rosse o brunastre, vescicole, croste, prurito intenso e, talvolta, lesioni da grattamento, con coinvolgimento di aree più o meno estese del corpo. Lo stato atopico può manifestarsi tuttavia, oltre che sulla pelle, anche a carico di altri distretti, con quadri di rinite e asma, a livello respiratorio, e cherato-congiuntivite fino a ulcere corneali, a livello oculare”. “Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni - conclude Cannavò - sull’importante impatto psicologico, sociale ed economico della patologia, affinché si pervenga a percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali dedicati, che favoriscano l’accesso alle terapie innovative. Grazie a queste ultime, oggi possiamo dare speranze concrete ai pazienti che possono rivolgersi a centri specializzati per il trattamento più idoneo. L’armamentario terapeutico che, a seconda della gravità del quadro clinico, finora si è avvalso di prodotti dermo-cosmetici e farmaci per uso locale e generale, grazie alla ricerca scientifica dispone di ulteriori farmaci, cosiddetti “biologici”, da riservare alle forme più gravi e resistenti. Essi agiscono con target specifico bloccando l’azione di molecole coinvolte nella catena immunologica alla base della malattia, senza essere gravati dagli effetti collaterali delle tradizionali terapie immunosoppressive. Il dupilumab, già disponibile in Italia, e altre molecole assai promettenti ancora in fase di sperimentazione, quali lebrikizumab, baricitinib e upadacitinib, potranno probabilmente far riscrivere la storia naturale della malattia”.

     

    L’indagine condotta sui centri specialistici italiani (dermatologici, allergologici), nell’ottobre 2018, su un campione di circa 1.200 pazienti adulti, ha evidenziato come l’aspetto della pelle abbia conseguenze importanti, provocando imbarazzo (58%) e influenzando la vita quotidiana. Il 38% degli intervistati ha dichiarato di sentire compromessa la propria attività lavorativa a causa proprio dell’aspetto della pelle. Nel complesso circa 1 paziente su 4 sente di non riuscire a gestire la propria condizione e a tenerla sotto controllo, mentre più del 50% degli adulti con dermatite atopica ha riportato sintomi di depressione e/o ansia, con percentuali maggiori riscontrate nei pazienti con la forma grave.


    Dallo studio pubblicato su Allergy nel 2018 ( Epidemiology of atopic dermatitis in adults: Results from an international survey): all’Italia il triste primato della DA negli adulti: Nel nostro Paese si registra la maggior incidenza di dermatite atopica negli adulti: l’8,1% degli intervistati, infatti, attraverso questo sondaggio internazionale, condotto su un campione di 100mila persone adulte residenti in Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone, ammette di soffrirne, a fronte di una media del 4,9% emersa dalla totalità del campione.

    Dalle Linee guida SIDeMaST ( Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e di malattie Sessualmente Trasmesse) 2016-2017, su incidenza/ frequenza e decorso della Dermatite Atopica:

    E’ la più comune malattia infiammatoria cutanea con una prevalenza complessiva tra il 10 e il 20% in età pediatrica e tra il 2 e il 5% in età adulta. La prevalenza della DA tende a essere più elevata nei gruppi socio-economici più abbienti e con più elevata scolarizzazione. L’incidenza della DA è massima nei primi anni di vita: il 60% dei pazienti presenta le prime manifestazioni cliniche nei primi due anni e l’85% nei primi cinque anni di vita. Più raramente insorge prima dei due mesi o in età adolescenziale/ adulta. I due terzi circa degli adulti sono esorditi nell’infanzia, mentre un terzo inizia in età adulta. Circa il 60% dei casi infantili non è più presente alla pubertà, sebbene in più del 50% dei casi si possano osservare recidive in età adulta. I fattori che predicono la persistenza di DA nell’età adulta sono una malattia grave con esordio entro i primi due mesi di vita, l’associazione con asma bronchiale e con rinocongiuntivite allergica, e una storia familiare di DA. Accanto a fattori ambientali, è stato suggerito che fattori psicologici come la personalità del bambino e la relazione con i genitori possano avere un valore prognostico. In oltre il 90% dei casi, la malattia è lieve o moderata, mentre nel 10% dei casi è grave tale da richiedere trattamenti sistemici.
  • MESSINA. PASSAGGIO DI CONSEGNE AL SOROPTIMIST CLUB MESSINA. VIVIANA GIRASOLE NUOVA PRESIDENTE

    È Viviana Girasole la nuova Presidente del Soroptimist Club Messina per il biennio 2019-2021. A passarle il testimone Rosa Musolino che da adesso rivestirà il ruolo di Past President.

    Con la simbolica cerimonia del Passaggio della Campana è stato dato il via al nuovo consiglio presentato dalla Presidente Girasole: Mirella Vinci 1^vicepresidente, Alba Crea 2^ vicepresidente, Rosalba Ristagno segretaria, Rossella Mazzarino tesoriera, e le cinque consigliere Maria Luisa Roberto, Corradina Polto, Linda Schipani, Anna Maria Bettaglio, Assunta Penna. Erano presenti tutte le socie del Club Messina, oltre che le rappresentanti dei quattro Club territoriali e autorità invitate.

    La Presidente uscente Rosa Musolino ha tracciato un bilancio delle attività svolte durante il biennio trascorso, ponendo l’attenzione su quei progetti che più di altri hanno avuto un impatto concreto sulla città di Messina.

    Tra questi la realizzazione di un’aula di lettura presso l’istituto Boer-Verona Trento che comprende la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e due corsi di scuola secondaria di primo grado; il progetto “Conoscere Messina per amarla. Nell’arte l’identità da ritrovare”, che ha coinvolto gli studenti messinesi delle scuole medie superiori con l’obiettivo di accendere i riflettori su alcuni beni culturali più rappresentativi della città al fine di diffonderne la conoscenza e accrescere in tal modo il senso di appartenenza alla citta delle giovani generazioni. Questi, solo alcuni dei progetti più importanti che il Soroptimist club Messina ha realizzato nel biennio di presidenza di Rosa Musolino.

    L’impegno della neo presidente Viviana Girasole, improntato sulla continuità rispetto al precedente biennio, seguirà le linee guida tracciate dalla Presidente nazionale Mariolina Coppola.

    “In particolare, ha spiegato Viviana Girasole, saranno due i grandi temi fondamentali che verranno affrontati nel corso del biennio: Parità di Genere ed Empowerment, e Sviluppo Sostenibile e Ambiente. Ci occuperemo di Medicina di Genere con la promozione di incontri sui nuovi disturbi alimentari delle giovanissime, l’ortoressia e la drunkoressia. Collaboreremo con gli altri club d’Italia per la realizzazione del Libro Bianco con le nostre proposte di politiche di welfare per combattere la denatalità, da sottoporre ai tavoli istituzionali.  Il Soroptimist club Messina si prefigge l’obiettivo di adottare un asilo sul territorio con libri contro gli stereotipi e giocattoli ecologici. Sarà un biennio intenso, ha evidenziato la Presidente Girasole, che lascerà, com’è ormai consuetudine, un segno concreto del Soriptimist International sul territorio.”

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