CORONAVIRUS. Il magistrato Angelo Giorgianni chiede una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus

CORONAVIRUS. Il magistrato Angelo Giorgianni chiede una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus In evidenza

Una petizione per chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus, a chiederla è il magistrato Angelo Giorgianni.

“La gestione politica e sanitaria dell’Emergenza Coronavirus, spiega Giorgianni, è stata condizionata dalle verità di alcuni Scienziati “accreditati” che hanno prospettato tesi catastrofiche sull’evoluzione e sui rischi della pandemia. Questi ultimi hanno indicato rigide misure di distanziamento, che hanno limitato libertà e diritti di valenza costituzionale ed hanno affermato che non vi erano allo stato terapie specifiche e che per un ritorno alla normalità avremmo dovuto aspettare la scoperta del vaccino.

Le tesi dissenzienti che indicavano caratteristiche diverse del virus, l’inutilità del vaccino, una diagnosi diversa rispetto a quella ritenuta e terapie praticabili, non sono state ascoltate ed alcune volte nascoste.

In particolare, prosegue il magistrato, alcuni Scienziati e ricercatori di caratura internazionale hanno pubblicamente affermato che:

1) il vaccino non servirebbe a nulla, perché il virus muta;

2) il coronavirus non avrebbe possibilità di uccidere una persona sana, ma solo chi ha una risposta immunitaria bassa;

3) Il coronavirus circolerebbe già da prima dell’ottobre 2019;

4) Almeno Il 35 % della popolazione sarebbe stato già contagiato ed avrebbe quindi gli anticorpi;

5) Il coronavirus determinerebbe la morte per Trombo embolia vascolare e si potrebbe prevenire anche con l’uso dell’eparina e dell’idrossiclorochina;

6) il plasma è una cura valida, a basso costo e senza rischi, perché si basa sull’immunità indotta.

7) L’erroneità di alcune diagnosi e terapie potrebbero avere determinato tante morti, diversamente evitabili;

8)Il virus sarebbe sensibile al caldo e la stagione estiva ed il mare lo neutralizzerebbe;

9) La patogenicità sarà sempre maggiore al Nord, essendo il virus sensibile al clima;

10) la carenza di vitamina D esporrebbe a rischio contagio Coronavirus.

Queste verità, prosegue Giorgianni, che avrebbero potuto agevolare il contrasto al virus, tardano ad affermarsi perché contraddette da verità “accreditate” che, invece, hanno improntato la gestione sanitaria. Avendo   i fatti dimostrato la validità di queste tesi dissenzienti, si pongono drammatici interrogativi sull’utilità di una serie di misure restrittiva delle libertà, sulle conseguenze degli eventuali errori diagnostici e di possibili ritardi nel praticare alcune terapie efficaci.

Pertanto, afferma Giorgianni, è legittimo chiedersi se tratta solo di Fatali errori e drammatici ritardi che hanno reso inadeguata la gestione dell’emergenza, o gli stessi, come qualcuno teorizza, sono funzionali ad una immorale e/o illecita strategia? Se Queste verità “nascoste” avrebbero potuto evitare questa strage di vite umane?

Tanti interrogativi ed un’unica certezza: Migliaia di vittime reclamano verità e giustizia! Ognuno di noi , conclude il magistrato, ha il diritto di sapere e credo che, a prescindere da doverose indagini giudiziarie, sia necessaria una Commissione di inchiesta parlamentare per accertare se questa emergenza sanitaria sia stata gestita adeguatamente e se vi sono state notizie false, depistaggi e interessi illeciti... che hanno condizionato la gestione predetta!

 La Commissione parlamentare di inchiesta è finalizzata non solo ad accertare le verità, ma anche ad evitare che la popolazione sia in futuro sottoposta a misure restrittive della libertà inutili, a terapie dannose o inappropriate, e ad un vaccino inefficace.”

000
Letto 1480 volte

Articoli correlati (da tag)

  • TAORMINA. PAURA AL PRONTO SOCCORSO PER UN SOSPETTO CASO DI COVID 19

    Nel tardo pomeriggio di  ieri si è resa necessaria la chiusura temporanea del pronto Soccorso dell’ospedale San Vicenzo di Taormina.

    L’interdizione temporanea dei locali è stata necessaria per procedere alla sanificazione dopo che una donna era risultata positiva al Covid 19.

    La donna proveniente da Linguaglossa si era recata al Pronto Soccorso dell’ospedale taorminese per un malore, sottoposta al test rapido, questo aveva dato esito positivo.

    Da qui la necessità di chiudere i locali e procedere la sanificazione ed igienizzazione di tutta l’area del pronto intervento. 

     La donna è stata successivamente sottoposta al tampone e si attende esito. Il Pronto Soccorso è operativo.

    “ Sono state ore difficili.” Commenta così il primario del Pronto soccorso dell’ospedale san Vincenzo di Taormina Mauro Passalacqua che spiega “ abbiamo avuto un test positivo, ne è conseguita la chiusura e santificazione degli ambienti. Solo a mezzanotte il test di controllo ha dato esito negativo. lo spavento è stato legato anche la rischio nel caso fosse risultato positivo anche il tampone  di dover chiudere mezzo Ospedale per i percorsi fatti dalla paziente.”

     

     

    AGGIORNAMENTO 8,30

     

    Ha dato esito negativo il tampone eseguito  sulla donna che nel pomeriggio di ieri si era recata al Pronto Soccorso di Taormina. Al momento la donna è ricoverata al Policlinico di Messina per una lesione vascolare. La donna non presentava sintomi da Covid 19 ed il test rapido era stato eseguito da protocollo.

     

     

  • COVID 19. SONO 15 I COMUNI IN PROVINCIA DI MESSINA SCELTI DA ISTAT PER INDAGINE DI SIEROPREVALENZA

    Sono 15 i comune della provincia di Messina coinvolti nell’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SarsCoV2 avviata dal  Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana.

    Obiettivo dell’indagine  è capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi.

    Il test verrà eseguito su un campione di 150 mila persone residenti in duemila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano. Partecipare non è obbligatorio, ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi.

    In provincia di Messina sono 15 i comuni coinvolti nell’indagine:

    1.      Alì Terme

    2.      Barcellona Pozzo di Gotto

    3.      Capo d'Orlando

    4.       Caronia

    5.       Furnari

    6.       Gioiosa Marea

    7.       Messina

    8.       Milazzo

    9.       Mistretta

    10.   Montagnareale

    11.   Santa Lucia del Mela

    12.   Sant'Agata di Militello

    13.   Taormina

    14.   Torregrotta

    15.   Tripi

    Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana, il cui numero inizia con 06.5510, per fissare un appuntamento per il prelievo del sangue, in uno dei laboratori selezionati.

    Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine. A tutti i soggetti che partecipano, sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati.

     

    COMUNI JONICI  COINVOLTI ALI TERME E TAORMINA

     

    La popolazione di Alì Terme e Taormina sarà contattata dalla Croce Rossa per partecipare all’indagine.

    Il rischio, purtroppo evidenziato anche nel protocollo metodologico per l’indagine di siero-prevalenza sul SARS-CoV-2 condotta dal Ministero della salute e dall’ISTAT, è che la persona contattata si rifiuti di sottoporsi all’indagine fin dal primo contatto.

    Le linee guida nel protocollo vogliono che l’operatore telefonico cerchi di convincere il soggetto (anche rimandando la decisione finale di qualche giorno) ma in caso negativo, il soggetto verrà dichiarato “rifiuto al primo contatto”.

    Potrebbe verificarsi anche il caso della persona che accetta ma non si presenta all’appuntamento. In questo caso gli operatori devono ricontattarla per verificare in concreto l’indisponibilità. Alla fine del processo il soggetto sarà “rifiuto all’appuntamento” ovvero “arruolato”.

    Alla luce di queste possibili criticità il primo cittadino di Taormina ha diffuso una nota alla cittadinanza per sensibilizzare la loro partecipazione all’indagine.

    “Questa analisi, afferma Bolognari, è importante per la persona selezionata, che viene a sapere se è entrata in contatto con il virus e ha sviluppato gli anticorpi, ma anche per la collettività, in quanto i risultati mostreranno una conoscenza più approfondita dell’evoluzione dell’epidemia.

    Il prelievo, spiega il sindaco, sarà effettuato in maniera gratuita, semplice e veloce, soprattutto nella più completa riservatezza. Si tratta di un ulteriore passo sulla strada di una lotta al propagarsi dell’epidemia che insieme abbiamo portato avanti con il lockdown.

    Pertanto, il Sindaco invita tutti coloro che riceveranno la telefonata da parte della Croce Rossa di aderire alla richiesta, nella consapevolezza che si tratta di una iniziativa portata avanti dal Ministero e dalle autorità sanitarie regionali e provinciali, nella più totale sicurezza.”

  • COVID 19. KIT ABBOTT IN SCADENZA IN TUTTA ITALIA. LA REGIONE SICILIA AVVERTE: “USATE IL MATERIALE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE”

    In Sicilia, così come in tutta Italia,  dal 4 maggio scorso è possibile eseguire il nuovo test anticorpale per il Covid-19 di Abbott IgG SARS-CoV-2.

    La Abbott Diagnostics, leader nel campo dei test per le malattie infettive, incluso lo sviluppo del primo test per l’Hiv, è l’azienda che si è aggiudicata la gara per la fornitura dei primi 150 mila kit dei test sierologici in Italia.

    La gara è stata bandita il 17 aprile 2020 dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID – 19, Domenico Arcuri.

    La gara prevedeva la fornitura urgente di Kit del tipo CLIA e/o ELISA per la rilevazione di IgG specifiche (anticorpi neutralizzanti per SARS - CoV–2), reagenti e consumabili, per l’effettuazione di 150.000 test sierologici  finalizzati ad un’indagine campione sulla diffusione dell’infezione da SARS - CoV-2, aventi elevate caratteristiche di qualità, funzionalità e rapidità, adeguatamente validate da parte di laboratori qualificati o agenzie regolatori e a valenza nazionale o internazionale, con possibile successiva estensione della fornitura di kit, reagenti e consumabili del medesimo tipo, per l’effettuazione di ulteriori 150.000 test.

    Aggiudicata la gara con ben quattro giorni di anticipo tra i 72 partecipanti, il colosso farmaceutico statunitense Abbott, ha provveduto alla fornitura dei kit.

    Dai primi di maggio dunque i laboratori selezionati dal Crq, il centro di qualità regionale dei laboratori hanno iniziato il loro lavoro di mappatura del virus.

    A distanza però di appena poche settimane dall’inizio dei test lo stesso centro qualità regionale pubblica sul suo portale un avviso importante.

    Nella nota del 26 maggio la responsabile del CQR la Prof.ssa Francesca Di Gaudio mette in guardia i laboratori: “Attenzione alla data di scadenza.”

    “Si avvisano tutti i laboratori che hanno avuto consegnato i kit Abbott per il dosaggio delle IgG di stare attenti alla scadenza dei Kit e di mettere in uso nel più breve tempo possibile il materiale ricevuto. I Kit in oggetto sono fra l'altro quelli attualmente coinvolti nell'indagine di sieroprevalenza (ISP) avviata dal Ministero ed attualmente in corso. Tutti i campioni eseguiti con tali Kit possono essere utilizzati per comparazione statistica con l'ISP ministeriale in atto.”

    Ma quando scadono esattamente i Kit in questione e cosa comporta una scadenza imminente per questi test?

    Lo abbiamo chiesto direttamente alla responsabile del CQR la Prof.ssa Francesca Di Gaudio. La Prof.ssa Di Gaudio tiene a precisare innanzitutto che i kit sono stati consegnati direttamente ai laboratori dalla Protezione Civile e che non sono transitati dal CQR.

    “I kit Abbott, chiarisce la prof.ssa, sono arrivati in tutta Italia con scadenza metà luglio. Tutti i kit distribuiti scadranno tra il 15 e il 17 luglio. Sono kit di nuova produzione validati con procedura d’urgenza. Per una questione di prudenza e mantenersi sul sicuro, prosegue la prof.ssa Di Gaudio, l’azienda ha preferito stabilire nel primo lotto di produzione un range di scadenza molto breve. Il mio avviso sul sito del CQR, chiarisce Di Gaudio, è a scopo preventivo. Sono certa che c’è tutto il tempo per utilizzarli. Siamo 5milioni di abitanti in Sicilia, c’è ancora un mese e mezzo di tempo.”

    Ma quanti kit Abbott sono stati consegnati in Sicilia? Su questo dato la prof.ssa Di Gaudio non ha saputo fornire un numero esatto. Sulla validità invece di kit con scadenza imminente e il pericolo di un possibile risultato falsato la prof.ssa Di Gaudio non ha dubbi e tranquillizza tutti: “I kit sono validi, i risultati attendibili. I test possono essere utilizzati fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno.”

    Non è della stessa opinione il prof. Pasquale Mario Bacco, professore di medicina forense e ricercatore sul Coronavirus: “Il problema, spiega è sui reagenti. Se fossero aperti solo al momento dell’effettuazione del test non avremmo problemi. Ma in realtà, prosegue,  i reagenti vengono usati su dosi per più test. Ciò determina che avvicinandosi alla data di scadenza il reagente aperto può presentare una probabilità di errore che supera quello base. In pratica man mano che ci si avvicina alla scadenza aumenta l’indice di errore.”

    L’argomento è stato ampiamente affrontato nel corso della rubrica “Il Salotto di Spartaco” in onda sull’emittente televisiva Tirrenosat alla quale hanno preso parte il giudice Angelo Giorgianni che si è fatto portavoce per la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione Coronavirus, il prof. Pasquale Mario Bacco, professore di medicina forense e ricercatore sul Coronavirus, il prof. Marianno Franzini ed il direttore Rino Piccione.

    Di seguito il link per seguire la puntata:

    https://www.facebook.com/TirrenoSat/videos/254129325841242/?eid=ARCQlYli8UmuihkRzixpaOatw012k1roNpwOZ0LE3U2O-U2IvpyklTMsAothDxRiEJmhLJQPsQ-5kt3R

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Banner bottom

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Per acconsentire all’uso dei cookie clicca su per maggiori informazioni clicca QUI