SICILIA ZONA ARANCIONE. L'IRA DI MUSUMECI. VIDEO

SICILIA ZONA ARANCIONE. L'IRA DI MUSUMECI. VIDEO In evidenza

"La scelta del governo nazionale di relegare la #Sicilia a "zona arancione" appare assurda e irragionevole. L'ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute
Roberto Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione Siciliana e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica." Ad affermarlo il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che oggi chiede al Governo di rivedere le proprie scelte.
 
 
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  • ATTIVITÀ DI TRACCIAMENTO, SONO CIRCA 400 I CONTATTI TELEFONICI SVILUPPATI OGNI GIORNO DAL TEAM DI PSICOLOGI DELL’UFFICIO DEL COMMISSARIO AD ACTA
    Ad un mese dall’istituzione di un Ufficio Straordinario per l’emergenza territoriale da Covid-19 per la provincia di Messina, con l’insediamento del Commissario ad acta Marzia Furnari, continuano i progressi del “Contact Tracing”, il sistema di tracciamento affidato a un gruppo di 60 psicologi e psicoterapeuti, che dal 4 gennaio 2021 opera presso la sede degli uffici commissariali al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina con lo scopo di tracciare i contatti di soggetti contagiati da coronavirus, per prevenire il diffondersi e la formazione di focolai, ma anche per alleviare la sofferenza dei soggetti positivi e favorire una comunicazione in grado di gestire il livello di ansia e di paura dovute all’infezione.
    Attualmente, la media raggiunta è di 370 contatti al giorno, con la compilazione di altrettante “schede-contatto”, per un totale di 2220 a settimana. A titolo esemplificativo, negli ultimi 7 giorni il tempestivo intervento operativo è riuscito a scongiurare il pericolo di due grossi potenziali focolai in un importante supermercato cittadino e al terminal di arrivo degli aliscafi.
    Ogni psicologo/psicoterapeuta, come da protocollo specifico dell’OMS, una volta riscontrata la conferma di positività del soggetto al contagio da Covid-19, attraverso una apposita scheda di inchiesta pone domande al fine di ricostruire tutti i suoi spostamenti e le sue attività nel periodo in cui era già infetto (includendo il periodo di incubazione dei 14 giorni).
    Si cerca quindi di “tracciare” tutte le persone tra familiari, amici, colleghi di lavoro, operatori sanitari, con cui si è avuto un contatto diretto senza l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza o non si è rispettata la distanza minima per un tempo prolungato. Al termine dell’attività di indagine, si procede a stilare una lista con i nominativi che vengono contattati ed informati dell’avvenuta interazione con un soggetto positivo al Covid-19. Inoltre, per arginare il proprio rischio di contagio e quello di chi li circonda, vengono comunicate le misure da adottare. Conclusa la telefonata di intervista, la scheda si invia tramite email al paziente e, per conoscenza, al suo medico di medicina generale e al distretto sanitario di appartenenza, quale ricevuta informativa del colloquio effettuato.
    Alla prima telefonata di intervista fa seguito, a distanza di qualche giorno, una seconda telefonata mirata all’ascolto dei bisogni e al supporto psicologico per gestire la fase di isolamento e, ove necessario, iniziare un percorso di presa in carico del soggetto per prevenire l’insorgenza di psicopatologie.
    Questo procedimento, grazie alla costituzione di un gruppo di coordinamento - costituito dalla Dott.ssa Edda Paino, Medico esperto di Prevenzione ed Epidemiologia, e dalla Dott.ssa Marinella Ruggeri, Medico esperto nel campo delle Neuroscienze e della psiche - si propone l’obiettivo di passare dal caso positivo inteso come dato numerico, alla presa in carico della persona, restituendole il suo valore e la sua dignità.
  • TAORMINA. AUMENTANO I POSITIVI AL COVID 19. ADESSO SONO 26. VIDEO SINDACO BOLOGNARI

    Da 11  soggetti positivi al coronavirus  a 26. E' l'aumento di nuovi casi registrati nella Perla dello Jonio nelle ultime ore.  In pochi giorni Taormina ha registrato un preoccupante aumento di casi. Ad annunciarlo il sindaco di Taormina Mario Bolognari.

  • TAORMINA. CASI POSITIVI A SCUOLA. LA REPLICA DEL SINDACO AI GENITORI

    Il primo cittadino di Taormina Mario Bolognari ha risposto con una nota alle richieste di chiarimenti avanzate da parte dei rappresentanti dei genitori Plesso di via Francavilla Trappitello. In particolar modo i genitori avevano evidenziato la situazione di disagio che si era creata in seguito ad alcuni casi di positività registrati presso il plesso di Trappitello.

    “La competenza della gestione dell’emergenza sanitaria dei plessi scolastici, spiega Bolognari, non è attribuita al Sindaco, ma alle autorità sanitarie (attraverso l’USCAS) che prescrivono le misure da adottare alle autorità scolastiche. Tuttavia, prosegue Bolognari non mi sottraggo a qualche valutazione e, se del caso, a qualche intervento ritenuto necessario per la tutela della salute pubblica. In generale, coloro che hanno avuto contatti con persone risultate positive devono porsi in quarantena per quattordici giorni, senza effettuare il tampone; al termine dei quattordici giorni, se non sono insorti sintomi, si può tornare in classe. Se si vuole risolvere prima il problema, al decimo giorno bisogna effettuare il tampone; in caso di risultato negativo, si torna in classe.

    Quindi gli alunni delle classi interessate dovevano seguire questa procedura. Invece, i fratelli degli alunni che hanno avuto contatto con un positivo, quindi nel caso di un contatto indiretto non devono fare nulla e possono continuare a frequentare la scuola, a meno che nel frattempo il loro fratellino risulti positivo.

    In definitiva, la corsa al tampone è inutile, tranne nei casi veramente in cui è indispensabile per tracciare la diffusione del virus. Ritengo che le disposizioni date dalle autorità sanitarie per la gestione del plesso di Trappitello siano in linea con le regole generali che valgono per tutta l’Italia. Pertanto, vigilerò sulla effettiva attuazione di quanto previsto dal protocollo. Mi risulta anche che l’autorità scolastica abbia scelto la procedura accelerata, cioè il tampone al decimo giorno. Restiamo in attesa del risultato. Non ritengo che vi siano le condizioni per accogliere, allo stato attuale delle cose, la richiesta di chiusura totale del Plesso, non prevista da nessun protocollo. Altrettanto per la richiesta di DAD, esclusa dall’ultimo DPCM e dalle direttive ministeriali.”

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