GIARDINI NAXOS. Istituito da Legambiente Sicilia il ‘Premio ATTILA’. Primo conferimento all’arch. Micali, ex soprintendente beni culturali di Messina

GIARDINI NAXOS. Istituito da Legambiente Sicilia il ‘Premio ATTILA’. Primo conferimento all’arch. Micali, ex soprintendente beni culturali di Messina In evidenza

Stanchi delle tante, troppe bruttezze che si continuano a perpetuare e a realizzare in Sicilia, quasi sempre senza mai individuare responsabilità, Legambiente ha deciso di istituire il ‘Premio ATTILA. Il nemico della Bellezza’, che verrà assegnato a chi con un atto, una decisione, un gesto, una proposta offende o mortifica un luogo, un sito, una bellezza siciliana.
Il premio consiste in una targa che menziona il grave gesto censurato e sarà riprodotta in un materiale edile, per segnare in modo simbolico il valore estremamente negativo del riconoscimento.
La prima assegnazione è per l’architetto Orazio Micali, che da Soprintendente di Messina ha autorizzata il 10 aprile 2017 la realizzazione di un manufatto per la vendita di prodotti per la nautica sulla spiaggia di Giardini Naxos davanti al Castello Schisò (vedi foto ).
“Abbiamo condotto seriamente e coerentemente una battaglia per impedire che questo obbrobrio venisse costruito – ha commentato l’Associazione ambientalista -. Non ci siamo riusciti, finora, e purtroppo adesso è stato realizzato. Anche se continuiamo a chiedere alla Soprintendenza di Messina di intervenire seguendo le indicazioni contenute nella sentenza del TAR di Catania del 26 giugno 2019, dove si evidenzia più volte che l’Istituto preposto alla tutela può esercitare i poteri inibitori di cui all’art. 150 del Codice dei beni culturali, non possiamo non rilevare che tutto e cominciato con l’assurda e inconcepibile autorizzazione del 2017.
Ma vogliamo qui, adesso, sottolineare – continua Legambiente Sicilia - che in applicazione dell’art. 150 l’Amministrazione regionale può inibire in ogni caso l’esecuzione di certi lavori, sebbene autorizzati, che siano comunque capaci di recare pregiudizio al paesaggio.
Il pregiudizio al paesaggio è sotto gli occhi di tutti e rappresenta non la nostra sconfitta, ma l’ennesima vergognosa incapacità di chi avrebbe potuto e dovuto impedire questo scempio e non ha ancora mosso un dito.
Legambiente Sicilia ricorda che, in poco più di un mese, ha premiato il signor Sebastiano Misuraca, per il suo gesto ‘bello e giusto’ di far abbattere la costruzione che deturpava il Castello di Mussomeli, e il funzionario della Regione che invece, con un ‘atto vandalico’ ha autorizzato il manufatto che oltraggia il Castello di Schisò”.

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    L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME) che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

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    L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano :

    • Percolato di discarica;
    • Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone;
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    Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento “compiacente” nel corso dei controlli.

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    Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui:

    • 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia;
    • 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

    Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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    Nel primo pomeriggio di venerdì, i Carabinieri della Compagnia di Taormina (ME) hanno arrestato, in flagranza di reato, D.B.S. 45enne, domiciliato in Giardini Naxos (ME), già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    Nel corso dei servizi di controllo del territorio i militari della Stazione di Giardini Naxos avevano notato dei movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione di D.B. S., pertanto sono stati avviati specifici servizi di osservazione del luogo da parte dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Taormina che hanno notato un manufatto anomalo, una sorta di ripostiglio, realizzato sul balcone dell’abitazione dell’uomo.

    Il servizio di osservazione effettuato ha fatto ritenere che all’interno dell’appartamento potesse essere detenuta della sostanza stupefacente, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno effettuato pertanto una perquisizione domiciliare con l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT). L’ipotesi investigativa dei Carabinieri si è dimostrata fondata e nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti proprio all’interno del ripostiglio ubicato sul balcone dell’abitazione circa 150 grammi di marijuana ancora verde, constatando che il manufatto sospetto era un essiccatoio per la marijuana, in cui erano state installate sei lampade termiche per riscaldare l’ambiente, dei ventilatori per diffondere uniformemente il calore ed un termometro elettrico per misurare la temperatura e mantenerla costante. Inoltre, nel corso della perquisizione, estesa anche alle pertinenze dell’abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto, nel garage in uso all’uomo, ulteriori 300 grammi di marijuana già essiccata, un bilancino elettronico di precisione ed il materiale per il confezionamento dello stupefacente in dosi ed una pistola a salve, riproduzione di un revolver.

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