TAORMINA. IL COMUNE NELLA CABINA REGIA DEL G20S

TAORMINA. IL COMUNE NELLA CABINA REGIA DEL G20S In evidenza

Nel corso della prima giornata di lavori del G20s di Jesolo il network si è dato una nuova governance. Coordinatore è stata nominata la sindaca di Cavallino Treporti, Roberta Nesto, vice coordinatore la sindaca di Riccione, Renata Tosi, che nel 2022 ospiterà il quinto summit, in occasione del centenario della nascita del comune autonomo di Riccione. Nella cabina di regia, che affianca il coordinatore, c’è la presenza di sei comuni tra i quali Taormina.
Si tratta di un giusto riconoscimento per una realtà che vive le stesse problematiche degli altri comuni costieri, ma che rappresenta anche difficoltà specifiche derivanti dall’essere collocato nel Mezzogiorno.
"Ho definito una intesa con il collega di Sorrento, ha affermato il sindaco Mario Bolognari,  per uno scambio di esperienze tra le due località che condividono pregi e criticità dì località costiere, ma anche di destinazioni culturali e artistiche. Durante il prossimo inverno programmeremo visite incrociate per fare incontrare operatori e amministratori delle due località simbolo della attrattivita’ turistica del Sud. Oggi variamo la proposta di una legge che riconosca lo status di città costiera con tutte le problematiche di piccole realtà con flussi enormi di visitatori in periodi specifici dell’anno. Nei due giorni di Jesolo ho potuto constatare che i problemi vissuti da Taormina nel mese di agosto sono comuni a tutti i comuni di tutte le regioni d’Italia: viabilità e parcheggi, raccolta differenziata, consumo di acqua, sicurezza e ordine pubblico, mancanza di agenti della polizia locale e delle forse dell’ordine. Speriamo che forze politiche e parlamentari, ha concluso il sindaco,  raccolgano l’appello lanciato dai 26 sindaci convenuti a Jesolo."

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  • In mostra a Taormina le sculture di Andrea Rizzo. Un invito a toccare l’arte con mano

    Inaugurata lo scorso 22 ottobre con il patrocinio del Comune di Taormina, la prima personale di Andrea Rizzo, scultore taorminese, sarà aperta al pubblico sino al 4 novembre. Le opere esposte nella “Sala Colonna” al piano terra del Palazzo Duchi di Santo Stefano – sede della Fondazione Mazzullo – potranno essere ammirate e meditate dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Il lunedì è chiuso per riposo settimanale.

     

    METAMORFOSI DELLA PIETRA – Questo è il titolo dato all’esposizione. Un invito a toccare con mano le opere sgorgate dalla materia di Andrea Rizzo. So che naturalmente per ragioni di sicurezza e di rispetto per l’opera, i visitatori non andranno a metter le mani sopra alle invitanti sculture ma proprio perché irresistibili, non solo all’occhio ma soprattutto al tatto, la tentazione è forte. Per me lo è stata e mi son trattenuta preferendo sostituire alla esperienza diretta del contatto, quella visiva: ci ho girato intorno, ho rimuginato su ogni cesellatura, increspatura e scanalatura e su ogni tondo; infine le ho annusate. Sì, perché l’arte va vista, toccata e annusata. Ogni opera ha un suo particolare odore e quelle esposte nella “Sala Colonna” sanno sempre di ferro, muschio e terra bagnata; e anche un po’ dell’odor del legno.

     

    Chi è Andrea Rizzo? – Taorminese, le prime domande che mi son posta sono state: «A cu apparteni? Parente di quello o di quell’altro?»

    Le ricerche inziali sono state infruttuose, quelle dal web, mi mancava solo di andare a vedere all’anagrafe. Quindi per il disvelamento del mistero ho atteso il giorno dell’inaugurazione: fratello di Cettina Rizzo, archeologa e cugino di Tino Giammona, artista.

    Le parole usate dalla sorella e sottolineate dalla professoressa Francesca Gullotta, in apertura, hanno offerto un ritratto di quest’uomo, che ha acceso maggiormente la curiosità: ex marinaio ma di certo ancora uomo di mare dato che tale elemento se lo si porta impresso sulla pelle e nelle ossa; un artista per hobby ma con la predilezione verso la scultura e in particolare verso il granito come materiale.

     

    Cettina Rizzo ha chiarito questo e altri fondamentali aspetti:

    Artista autodidatta, presenta in questa mostra un compendio delle sue opere scultoree. La sua arte lo porta a ricercare nella materia forme nascoste che riaffiorano man mano che lo scultore prova a farle riemergere; la pietra pertanto è protagonista assoluta ed i suoi colori, la sua consistenza, la sua composizione chimica assumono importanza fondamentale nella realizzazione dell’opera. Il calcare, lo gneiss magmatico, la quarzite, il megagranito stimolano la sua creatività, rivelandone le forme occulte con le quali l’autore stabilisce un rapporto viscerale che le trasforma in pezzi unici e irripetibili.

    Osservandolo di sottecchi, ho capito subito che sarebbe stato di poche parole e che era contento che al suo posto parlassero gli altri. Lui quello che doveva dire lo ha detto, usando il giusto dell’espressione e poi lasciando che il resto del messaggio lo comunicassero le opere esposte.

     

    Da scultura a scultura, in dialogo con Peppino Mazzullo – Perfetta la scelta di allocare le opere del Rizzo in serrata conversazione con le sculture di Mazzullo.

    Sembrava d’essere stati invitati a cena da due vecchi amici. Non ci giurerei ma ho avuto come l’impressione che si prendessero gioco di noi, là tutti attenti a seguire l’effervescente prolusione della professoressa Giuseppina Radice: insegnante, critico e brillante scrittrice oltreché grande affabulatrice.

    La professoressa ha sottolineato il valore imprescindibile, dell’essere prima di tutto un artigiano che dona spessore all’artista. Tutta la storia dell’arte è fatta di botteghe, mestieri, apprendisti e maestri. Il contatto con la materia è d’obbligo. Si tocca e si osserva da ogni angolazione; si prendono misure e si procede. Si toglie l’eccesso per lasciare spazio alla forma.

    Materia e forma: categorie aristoteliche divenute care non solo a Michelangelo, che hanno accompagnato e accompagnano ogni artigiano.

    Dato che Andrea Rizzo è stato uomo di mare e di recente ho curato una mostra fotografica nel cantiere dei Rodolico a Trezza, allora ho immaginato che anche lui avesse forme e misure dentro di sé, pronte ad uscire.

    Esatta l’amabile analisi della Radice con un pizzico di affetto che non guasta mai. Conosciuti per una serie di fortunate coincidenze, i Rizzo sono entrati a far parte della sfera dell’amicizia e ciò ha reso ancora più coinvolgente ciò che ha espresso sull’artigiano-artista.

     

    L’ironia salverà il mondo – Le sculture di Andrea Rizzo, amiche, in muta complicità, di quelle di Mazzullo. Risentono degli influssi dell’arte africana e mesopotamica, magari non avendone il Rizzo totale consapevolezza, ma tant’è che si avverte chiaro il messaggio proveniente da luoghi e culture altre. Hanno un non so che dell’arte greca arcaica, influenzata dalla civiltà minoico-micenea e trasudano una certa sensualità data dai volumi.

    Se è vero che «la bellezza salverà il mondo», l’ironia nel suo moto epifanico le darà manforte. Alcuni dei titoli dati alle opere: Il giusto; Il cinico; Il gaudente, mi hanno riportano indietro al teatro greco. A quella ricerca di un respiro classico dove vi è la sorgente della nostra civiltà: tra Oriente e Occidente con in mezzo il Mediterraneo.

    L’arte artigiana e le sculture di Andrea Rizzo, che solleticano il desiderio del contatto, sono parte integrante della sfaccettata e complessa cultura mediterranea.

    Andate a visitare la mostra, approfittando dei giorni di festa, e godetevi il chiacchiericcio un po’ sfrontato di queste «pietre parlanti».

  • Belliniana. Due concerti unici con l’Orchestra a Plettro città di Taormina protagonsita

    L’Orchestra a Plettro città di Taormina eccellenza siciliana nel mondo sarà protagonista di due concerti unici organizzati dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia: il 3 settembre all’Odeon di Taormina e il 4 settembre al Palazzo della Cultura di Catania, Corte Mariella Lo Giudice. Belliniana è il titolo dei due concerti dedicati interamente all’estro del noto compositore catanese Vincenzo Bellini.

     La forza e la poetica della musica di Bellini in un programma in tre parti, che prende le mosse da una sezione cameristica, in cui il soprano Francesca Adamo Sollima, accompagnata al piano dal Maestro Pellitteri, eseguirà alcune ariette da camera di Bellini. L’intera orchestra, invece, presenterà fantasie e trascrizioni che lo stesso direttore Pellitteri ha ricavato dalle note opere, La sonnambula, Norma, Beatrice di Tenda e I Puritani. In chiusura l’orchestra accompagnerà la proiezione del breve film muto La Norma (Italia, 1911) a testimonianza della versatilità dell’ensemble, aperto alle sperimentazioni degli esordi della settima arte.

     L’orchestra a Plettro Città di Taormina è nata agli inizi del 1900 ed è formata da musicisti che usano solo strumenti a plettro come mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra e contrabbasso per questo è una delle più antiche e importanti formazioni a plettro italiane. La fama dell’orchestra è attestata dalla partecipazione al film di Michelangelo Antonioni L’avventura. Guidata per oltre un trentennio dal maratoneta e pianista- Chico Scimone, dal 2008 l’orchestra è diretta dal Maestro Antonino Pellitteri e annovera tra i primi mandolinisti Emanuele Buzi, titolare della cattedra di strumento al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. L 'orchestra ha costruito la sua popolarità esibendosi continuamente in migliaia di concerti in tutto il mondo. Un grande riconoscimento all'orchestra è avvenuto nel giugno del 1999 quando la TV di stato giapponese ha girato un video documentario che ne racconta la storia. Il suo repertorio spazia dal classico, al sinfonico, dall’operistico al popolare, dalla canzone siciliana alla canzone napoletana.

  • Taormina. Controlli anticovid. La Polizia di Stato dispone la chiusura di 4 esercizi pubblici.

    Nei giorni scorsi, a Taormina, nelle zone della movida, sono stati intensificati i servizi anti-covid, volti al contrasto delle violazioni alla normativa vigente.

    Nel corso dei controlli, i poliziotti della Squadra Amministrativa del Commissariato di Taormina hanno rilevato che quattro bar del centro storico violavano le linee guida del protocollo per la riapertura delle attività economiche.

    Gli agenti hanno, pertanto, proceduto alla contestazione delle infrazioni riscontrate e alla chiusura provvisoria delle attività per 5 giorni, al fine di impedire la reiterazione dell’illecito.

    Nel corso della stagione estiva, verranno effettuati ulteriori controlli con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di illegalità.

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