NASCE JONICAREPORTER

NASCE JONICAREPORTER In evidenza

Parte il primo esperimento di giornalismo partecipativo della riviera jonica della provincia  di Messina.  Jonicareporter vuole essere un tentativo di coniugare l’informazione locale, internet e il citizen journalism. L’avvento di internet e delle nuove tecnologie ha profondamente cambiato l’universo dell’informazione. E’ cambiato il modo di fare informazione, è cambiato il modo di veicolare queste informazioni ed è cambiata la modalità di fruizione delle informazioni. Il citizen journalism rappresenta sicuramente un elemento caratterizzante di questa trasformazione perché inevitabilmente al centro di questo inarrestabile processo di cambiamento vi è l’utente, il lettore, il cittadino. Sembra dunque una fase evolutiva del tutto naturale la sua trasformazione in citizen journalist. Il citizen journalism, ovvero giornalismo partecipativo, è basato sulla partecipazione diretta di non giornalisti, e dunque cittadini,  al processo di raccolta e costruzione delle notizie. È un fenomeno che si sta sviluppando in questi ultimi anni grazie all’ avvento del web 2.0. Mentre in passato infatti il singolo individuo senza competenze tecniche specifiche incontrava difficoltà nel pubblicare materiali su internet, ora grazie alle nuove tecnologie chiunque con pochi click può inserire in rete contenuti complessi.  Oggi la comunità locale si può raccontare anche e soprattutto dandole voce, dandole spazio. Oggi più che mai la gente vuole parlare ed essere ascoltata. L’intensa attività sui social network oggi cosi come il proliferare di blog ieri ne è la prova. Internet, ed in particolare il web 2.0 hanno ormai reso l’utente libero. Libero di scegliere cosa leggere, cosa guardare, quando e soprattutto attraverso quale media.Il giornalismo locale in rete diventa luogo di discussione e di confronto. Il citizen journalism in quest’ottica può rappresentare il modo per recuperare un rapporto più diretto con il territorio  e individuare nuove fonti che possano aiutare ad approfondire determinate notizie. 

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  • RIVIERA JONICA. UN SOLO PEDIATRA DA FURCI A SCALETTA. MAMME IN RIVOLTA

    Hanno avviato una raccolta firme per chiedere al direttore sanitario dell’azienda provinciale di Messina un intervento mirato a colmare l’emergenza che rischia di penalizzare i comuni tra Furci e Scaletta Zanclea. Sono un nutrito gruppo di mamme che nero su bianco denunciano la carenza di pediatri. Da lunedì 15 ottobre infatti con il pensionamento della dottoressa Giovanna Santisi la zona rimarrà scoperta. L’unico pediatra disponibile sarà il dottor La Maestra a Roccalumera. Da qui la rivolta delle mamme e l’avvio di una raccolta firme.

    Punti di raccolta sono stati allestiti a Roccalumera presso il negozio Toc toc e il panificio Guarnera; a Furci siculo presso l’asilo nido e scuola materna anche a Nizza di Sicilia sarà possibile sottoscrivere la petizione presso l’asilo nido; ad Ali terme presso il bar Todaro, Studio Santisi, scuola elementare; a Rocchenere presso il bar Molino.

    Sulla vicenda si registra l’intervento anche del deputato e sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice.

    “Ho contattato il Direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia, fa sapere Lo Giudice, spiegandogli che l’assenza di ben due pediatri rappresenta una problematica e un disagio notevole, in considerazione anche del periodo che vede i bambini notevolmente esposti a malattie. Nei prossimi giorni, mi ha garantito che riuscirà a farmi avere risposte concrete affinché si nomini nel più breve tempo possibile un sostituto per poi effettuare le procedure per la nomina definitiva al fine di non creare disagi all’utenza.”

    Intanto per giovedì è stato programmato un incontro promosso dal Sindaco di Ali Terme Carlo Giaquinta proprio per affrontare questa problematica.

    “Speriamo già in quella sede, aggiunge Lo Giudice, di riuscire a dare le certezze che il nostro comprensorio merita, evitando così di avviare azioni importanti. La salute dei nostri figli è una priorità non derogabile per cui saremo sempre al fianco dei nostri piccoli e delle loro famiglie!”

    Sensibile alla problematica anche il sindaco di Furci Matteo Francilia che conferma il proprio impegno a sostegno delle famiglie e la partecipazione all’incontro in programma giovedì ad Alì terme.

  • LA DROGA, MORBO SOCIALE. LA RIFLESSIONE DEL PROF. SANTO TRIMARCHI

    La droga, questo morbo sociale, miete vittime sia tra chi ne abusa sia tra chi se ne tiene lontano. Questa sostanza malefica viene portata in giro di nascosto in mezzo alle attività quotidiane delle città dormienti, indifferenti, distratte ed agisce come un serpente a sonagli, pronto a colpire con furbizia, viscidamente, con il suo veleno mortifero, chiunque gli capiti sulla strada. Sta diventando una minaccia reale per la sicurezza e la salute dei cittadini, che soccombono alle attrattive del piacere momentaneo e subiscono ogni tipo di inganno per cadere nella trappola del godimento trasgressivo, del divertimento a cuor leggero, del capriccio euforico. Sono ormai tante le persone che, a causa della droga, direttamente o indirettamente, vengono prese in ostaggio e perdono la propria identità, la libertà, la gioia di vivere, mentre sperimentano malattia, dolore, difficoltà, morte e scoprono come quella "porcheria" si sia trasformata in arma micidiale di distruzione della propria umanità. Infatti se appare subito la faccia bella della spensieratezza, dell'appagamento, del passatempo a portata di mano e di denaro, ad un certo punto subentrano i problemi, le crisi, le sofferenze che mettono a rischio ogni tipo di relazione nella famiglia, nel lavoro, nella società. Prende il sopravvento il lato oscuro del vizio incorreggibile che anestetizza sentimenti e ragione e fa entrare in una notte buia, senza fine, attraversando esperienze di angoscia, di tormento, di decadenza personale e morale. I fatti di questi giorni sono un segnale pauroso del livello raggiunto e va posto un argine deciso perchè è in gioco la stessa vita nella quotidianità, lo stesso sistema di convivenza pacifica, lo stesso senso dell'esistenza tra gli uomini di buona volontà. Ancora una volta la vigilanza è d'uopo e deve scattare l'attenzione reciproca a salvaguardia delle istituzioni fondamentali, assi portanti della nostra civiltà che riguardano l'educazione, il senso religioso, lo scopo della vita, il valore della famiglia, il sapere come cultura, l'economia e l'accoglienza come casa, la diversità nell'unità come comunità!

  • SANTA TERESA DI RIVA. FESTA SANTA PATRONA. RIFLESSIONE DEL PROF. SANTO TRIMARCHI

    L'aria di festa per la Madonna del Carmelo, patrona della città di Santa Teresa di Riva, molto celebrata nel messinese ed in tutta la Sicilia con particolare devozione il 16 di Luglio, mi fa venire in mente alcune considerazioni per il nostro tempo. Innanzitutto il culto per la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo proviene dalla Palestina per opera dei frati carmelitani che sono arrivati in Europa, tra il 1206 e il 1214, perché sfuggono ad una situazione di conflitto, scegliendo la via spirituale e pacifica di obbedienza e servizio a Cristo. In questo momento storico, in un contesto politico e sociale di chiusura, di barriere innalzate, di paura dei forestieri, di esclusione e di rifiuto degli stranieri, occorre ripensare alla grazia della Madonna che ci ha dato la possibilità di poter accogliere nel nostro territorio l'esperienza di fede dei carmelitani. La conoscenza del carisma della preghiera e della carità, comunicato con forza e passione dai frati, potrà aiutare a contrastare l'attuale condizione di conflittualità diffusa dall'odio, dal risentimento, dall'individualismo, dall'aggressione verbale, dall'intolleranza e l'indifferenza. La festività, pertanto, particolarmente sentita e partecipata dai fedeli del comprensorio jonico e non solo, va recuperata come opportunità di riscoprire il senso della devozione e dell'appartenenza a Maria di Nazareth, l'umile donna mediterranea che ha detto sì al piano di Dio per la salvezza di tutti gli uomini. Maria è diventata la madre di Gesù, la sua prima discepola, accogliendo la Parola di Dio ed ha ispirato, insieme al profeta Elia, la vita evangelica, sull'esempio degli apostoli, dei carmelitani impegnati a vantaggio del bene non solo di se stessi, ma anche del prossimo mediante la predicazione, la confessione e la carità. Oggi il culto a Maria, “amata da Dio”, il più bel fiore del giardino di Dio, la Signora del Monte Carmelo, la Stella del popolo cristiano, indica la strada della Santa Montagna in Gesù Cristo per vivere la fraternità ed testimoni cristiani che lottano, in una società divisa ed ostile, per la riconciliazione, la giustizia e la solidarietà, alla luce della Parola che si è fatta carne, è venuta ad abitare in mezzo a noi e procura la vita eterna.

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