Servizio di trasporto e assistenza degli studenti disabili: fissata la data dei rogiti dei contratti per l’assegnazione dei servizi alle Cooperative Sociali

Servizio di trasporto e assistenza degli studenti disabili: fissata la data dei rogiti dei contratti per l’assegnazione dei servizi alle Cooperative Sociali In evidenza

La data per la stipula dei rogiti è fissata per giovedì 9 aprile 2015 alle ore 11.00. La X Direzione "Politiche Sociali e del Lavoro" - "Servizio Politiche Sociali" rende noto che la data per la stipula dei rogiti dei contratti relativi ai servizi di trasporto e assistenza degli studenti disabili nelle scuole superiori di Messina e provincia, affidati alle Cooperative Sociali "Progetto Vita Onlus" di Sondrio e "Comunità per Vivere Insieme Onlus" di Acireale, è fissata per giovedì 9 aprile 2015 alle ore 11.00. Immediatamente dopo la stipula dei contratti le disposizioni di pagamento, già predisposte e relative al periodo 17 novembre 2014 – 28 febbraio 2015, saranno inoltrate alla Ragioneria Generale con procedura d’urgenza. Le Cooperative dovranno, pertanto, regolarizzare le eventuali pendenze retributive e contributive riguardanti tutti i lavoratori che operano nei servizi di trasporto e assistenza degli studenti disabili delle scuole superiori. Solo pochi giorni fa la segretaria della FP-Cgil, Clara Crocè si era fatta portavoce del malcontento dei lavoratori delle  cooperative “Progetto Vita” e “Comunità per vivere insieme” annunciando la decisione dei lavoratori stessi di non riprendere più il servizio di trasporto e assistenza igienico-sanitaria dei ragazzi disabili dopo le vacanze pasquali. La Crocè aveva evidenziato il carattere intollerabile della situazione con  gli operatori, senza stipendio  da novembre.

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    L'incontro, avvenuto oggi, tra l'aggiudicataria Orsa Maggiore e i rappresentanti sindacali ha portato alla contrattualizzazione di tutti i lavoratori impegnati nell'appalto precedente. La Cisl, rappresentata dal segretario provinciale Saro Contestabile e dal responsabile del settore servizi sociali Franco Bertuccelli, ha proposto soluzioni per consentire a tutti i lavoratori impegnati nell'appalto precedente di poter mantenere la continuità lavorativa anche per i futuri affidamenti.

    «Per ottenere ciò si è raggiunto un accordo che – dichiarano i sindacalisti della Cisl - può ritenersi positivo, pur dovendo operare una riduzione oraria per poter assorbire anche i potenziali esuberi».

    Su Taormina saranno impegnati per 24 studenti, 10 assistenti a 25 ore settimanali; a Messina per 87 studenti, 31 assistenti a 26 ore; a Barcellona-Milazzo per 76 studenti, 42 assistenti a 20 ore. È da definire la zona Patti – S. Agata per carenza di documenti.

    «Siamo felici di aver salvato praticamente tutta la forza lavoro - dichiara il segretario generale Calogero Emanuele - ma l’amara considerazione è quella che si tratta di un appalto che durerà solo 20 giorni, sino alla pausa natalizia. Questo sistema non è tollerabile, perché tiene tutti nella precarietà e nella provvisorietà dovuta alla forte carenza di risorse disponibili sia nel bilancio della ex Provincia ma soprattutto per l'inadeguatezza dei trasferimenti regionali che invece dovrebbero essere parametrati sugli effettivi bisogni del territorio. Continueremo a batterci per normalizzare questo servizio – conclude Emanuele - per poter coprire l’intero anno scolastico e nel contempo mettere in sicurezza tutti i posti di lavoro».

     

  • POLITICHE SOCIALI, IN PROVINCIA DI MESSINA SI SPENDONO OLTRE 150 MILIONI DI EURO ANNUI

    Una provincia depressa, con condizioni socio-economiche fortemente a rischio, con una condizione dequalificata soprattutto nell'area metropolitana dove ancora insistono le baraccopoli e una classe giovanile demotivata e sfiduciata. Si inserisce in questo contesto la spesa per il sociale che supera i 150 milioni di euro. Fondi provenienti da diverse fonti di finanziamento come Regione, Asp, Pac, ex Provincia, a volte con sovrapposizioni e duplicazioni di servizi. Un sistema che resta sempre precario e limitato a pochi mesi, a volte con proroghe e perdita di posti di lavoro.

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    A più livelli, in tutti questi anni, la Cisl di Messina, è stata incalzante nel denunciare ritardi, inadempienze ed omissioni, oltre l’utilizzo distorto delle risorse disponibili o il loro spreco.

    «La mancanza di una seria programmazione, coerente con i reali bisogni dei cittadini – ha detto il segretario generale Tonino Genovese - ci ha spinto a rivendicare con forza e determinazione il nostro ruolo sociale, rappresentativo delle persone da assistere o dei lavoratori da garantire sotto il profilo occupazionale o retributivo. Abbiamo offerto soluzioni, individuato percorsi strutturali non legati all’emergenza sociale, per l’erogazione dei servizi con la finalità di eliminare le contrapposizioni, i duplicati e anche i favoritismi e le clientele convinti che l’integrazione tra assistenza socio-sanitaria e socio- assistenziale fosse necessaria ed urgente, oltre che legislativamente corretta, per contenere l’espansione della domanda e i vincoli delle risorse imposte dalla spending review».

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    E’ una storia di solitudine, di abbandono e d’ indifferenza . E’ una storia che mette in luce l’inadeguatezza dei servizi sociali ad intervenire nei confronti di determinate situazioni. E’ la storia di una donna di 56 anni che, dicono, ha scelto di vivere così.

    Ecco come avrebbe"deciso" di vivere la signora. Nel degrado assoluto. In una casupola senza acqua potabile, né luce, né servizi igienici, nel mezzo del nulla in un appezzamento di terreno nella frazione di Guidomandri superiore. Lontana da tutto e tutti. Così non bisogna neanche fare lo sforzo di girarsi dall’altra parte… tanto di lì non passa nessuno.
    Le foto mostrano una realtà terribile. E per chiunque guarda per la prima volta queste immagini risulta davvero difficile credere che si possa scegliere “consapevolmente” di vivere in quelle condizioni.
    Eppure la signora vive li da anni. A nulla sembrano essere valsi i tentativi dei servizi sociali del comune di Scaletta Zanclea di convincere la signora a farsi aiutare. Lei vuole rimanere li. E lì viene lasciata. Almeno fino ad un paio di giorni fa quando per caso qualcuno si accorge che la signora è riversa per terra, ferita e così da l’allarme e viene portata in ospedale dove si trova tutt’ora ricoverata. Ma lei non vive sola. A farle compagnia anche una decina di cani per la cura dei quali è stata contattata la Lida jonica. Vi lasciamo immaginare la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori.
    “ Stamani, fa sapere il vicesindaco del comune di Scaletta Zanclea Gabriele Avigliani, sul posto si sono recati per un sopralluogo i vigili urbani insieme ai medici dell’istituto di salute mentale dell’Asp. Proprio l’Istituto di salute mentale dell’Asp, spiega Avigliani, già nel 2013 aveva contattato la signora per concordare un possibile ricovero ma la signora si era opposta. La situazione, prosegue Avigliani, è delicata.”
    E’ l’ennesima storia di disagio sociale di fronte alla quale non si può rimanere indifferenti e soprattutto pone degli interrogativi ai quali qualcuno dovrebbe rispondere.
    E’ davvero possibile considerare “consapevole” la scelta di una persona di vivere cosi? Davvero l’alibi del “la signora vuole vivere cosi” può esimere da responsabilità le istituzioni?
    E soprattutto quando la signora verrà dimessa dall’ospedale davvero si acconsentirà a farla tornare a vivere in quelle condizioni?

     

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