Nella foto un momento dell'incontro Nella foto un momento dell'incontro

PALAZZO DEI LEONI: CONFRONTO TRA I RAPPRESENTANTI DELLA PROVINCIA ED I LAVORATORI SULLE PROBLEMATICHE LEGATE AI SERVIZI DI ASSISTENZA E TRASPORTO DEGLI STUDENTI DISABILI

Si è svolto stamane a Palazzo dei Leoni l’incontro tra i funzionari, su delega del Commissario Straordinario, dott. Filippo Romano, dott. Alberto De Dominici e dott. Sergio Spadaro, ed i rappresentanti sindacali CGIL Funzione Pubblica, Gianluca Gangemi, CGIL Trasporti, Franco Sollima e l’assistente Mariella Bellomo per fare il punto sulle prospettive occupazionali legate al servizio di assistenza igienico personale e trasporto degli studenti disabili delle scuole secondarie della provincia di Messina. Al confronto odierno non hanno partecipato i responsabili delle Cooperative Sociali "Progetto Vita Onlus" e "Comunità per Vivere Insieme Onlus" mentre era presente un folto gruppo di lavoratori ai quali è stato spiegato che domani 9 aprile, ore 11, saranno stipulati i contratti con immediato inoltro alla Ragioneria Generale di Palazzo dei Leoni delle disposizioni di pagamento a favore delle Cooperative, relative al periodo 17 novembre 2014 – 28 febbraio 2015. Nel corso della discussione i lavoratori ed i rappresentanti sindacali hanno espresso i timori circa il pagamento degli stipendi arretrati da parte delle Cooperative ed, in attesa di tempestivi riscontri, hanno preannunciato la sospensione dell’attività di assistenza e trasporto fin quando non saranno regolarizzate le attuali pendenze retributive e contributive.

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  • MESSINA. Cateno De Luca si barrica a Palazzo dei Leoni e inizia lo sciopero della fame

    Si è svolta stamane, a Palazzo dei Leoni, la conferenza stampa del Sindaco metropolitano Cateno De Luca.

    Nel corso dell'incontro con i giornalisti il Sindaco Cateno de Luca ha illustrato la situazione finanziaria delle ex Province alla luce della discussione, in atto in queste ore in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, dove è stata previsto lo stanziamento di 140 milioni sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) a fronte dei 350 milioni necessari ad evitare il dissesto finanziario delle ex Province siciliane.

    Si tratta di una somma nettamente insufficiente a ripianare il deficit dei nove enti siciliani  e addirittura, così come specificato dallo stesso Sindaco metropolitano, solo 100 milioni saranno destinati alle ex Province.

    Nel testo in discussione, inoltre, non si prevede la definizione dei bilanci degli anni pregressi e si autorizza una programmazione finanziaria annuale, scelta che impedirà alle Città Metropolitane e ai Liberi Consorzi di poter effettuare investimenti strategici che si articolano su più bilanci annuali.

    “Non possiamo accettare la decretazione istituzionale del fallimento di tutte le ex Province siciliane – ha dichiarato il Sindaco metropolitano Cateno De Luca – e spero che in queste ore qualcuno si ravveda e di conseguenza si modifichi il testo in discussione. Abbiamo dimostrato in tutte le sedi che, per evitare il dissesto di tutti i nove Enti, servono 350 milioni prelevabili dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione; d'altronde la Sicilia ha avuto assegnati ben 2 miliardi e 300 milioni sul FSC e, allo stato attuale, ha speso solo 100 milioni di questa ingente somma. Comprendo la difficoltà dell'Assessore Armao nel certificare il totale fallimento del sistema Sicilia ma a questo punto credo che, per come sono state condotte le trattative nell'ambito dell'accordo Stato-Regione Siciliana, le sue dimissioni siano un atto dovuto. Al Presidente Musumeci chiedo di affrontare con una diversa prospettiva la grave situazione finanziaria delle ex Province, sulla base dell'imbarazzo manifestato il 15 maggio scorso quando, nel corso dell'incontro con la delegazione dei Sindaci, ha compreso che quell'accordo non avrebbe consentito di sbloccare la situazione di default degli Enti di Area vasta. Anzichè discutere sullo slittamento o sull'anticipazione delle elezione degli organi degli enti sarebbe il caso di inserire all'ordine del giorno il testo, già presentato, per individuare le risorse per salvare il sistema delle ex Province siciliane. Non possiamo continuare in questi termini e quello odierno è il gesto estremo, prima dell'avvio delle procedure di dissesto. L'intento è quello di lanciare un monito forte al Parlamento siciliano e nazionale affinché si eviti questo delitto irreversibile perché,  dichiarato il dissesto della Città Metropolitana di Messina, salteranno quasi 400 milioni di investimenti, i precari non potranno essere salvati e, ovviamente, i servizi salteranno definitivamente. Abbiamo numerose procedure di investimento bloccate, basti pensare al Cuppari, al Don Orione e alla Panoramica dello Stretto, ben 7 milioni di gare anche aggiudicate. Consentire di approvare soltanto il bilancio del 2019, in deroga al principio di programmazione triennale, non consente di poter riavviare queste gare perché sono lavori che riguardano due o tre anni contabili. Tutto questo è stato spiegato ad Armao in quella discussione ma, non avendo mai amministrato neppure un condominio, ad oggi non si rende conto di cosa significhi rispettare il cronoprogramma degli interventi per opere pubbliche che, in questo caso, non potrebbero essere nuovamente appaltate con la conseguenza che si andranno a perdere risorse ingenti per il territorio. Stamattina ho avuto contezza dell'emendamento 38030, che sarà discusso tra poche ore, ed ho appreso che, mentre noi ancora aspettavamo di essere riconvocati per discutere con il Ministro, già la Regione Siciliana aveva concluso l'intesa con lo Stato a far data dal 15 maggio scorso. È ovvio che mi sento preso in giro e sono mortificato per cui questo atto rappresenta l'ultimo monito; ho già firmato la nota che sarà inviata ai Revisori dei Conti che dovranno redigere la relazione per l'avvio della procedura di dissesto perché né io né i dirigenti possiamo continuare a subire questa situazione”.

    I responsabili del settore tecnico e di quello finanziario, rispettivamente il dott. Francesco Roccaforte e il dott. Massimo Ranieri, hanno analizzato la situazione finanziaria della Città Metropolitana di Messina fornendo dati incontrovertibili.

    “La paralisi amministrativa che costringe l'Ente ad operare in regime di gestione provvisoria, - hanno dichiarato i responsabili Roccaforte e Ranieri – impedisce l'attivazione delle procedure di appalto e di esecuzione degli interventi da programmare o già definiti, nell'ambito del Masterplan e di altri programmi a valenza regionale e nazionale. Si rischia di perdere o di veder bloccati investimenti pari, nell'immediato, a circa 44.500.000 di euro ed a medio termine a circa 132.000.000 di euro nel settore delle strade provinciali e dell'edilizia scolastica. In queste condizioni le attività in corso nei settori dell'edilizia scolastica e della viabilità, e quelle portate avanti durante il 2018, con la redazione di oltre 60 progetti cantierabili e con lo svolgimento di circa 50 procedure di gara d'appalto, risultano praticamente vanificate”.

    Al termine della conferenza stampa il Sindaco Metropolitano Cateno De Luca ha annunciato che da subito procederà a barricarsi nella stanza della Presidenza, attuando lo sciopero della fame ad oltranza, e ha dichiarato che da lunedì 10 giugno, se non dovessero giungere notizie positive, procederà alla chiusura di Palazzo dei Leoni.

  • PROVINCE. Città Metropolitane e Liberi Consorzi, anticipata al 15 maggio la marcia dei Sindaci a Palermo

    La marcia dei sindaci in programma a Palermo e promossa dal sindaco della Città Metropolitana di Messina, Cateno de Luca, è stata anticipata a mercoledì 15 maggio 2019, alle ore 11.00 a Piazza Indipendenza.

    Il concentramento coinvolgerà tutti i Sindaci Metropolitani, i Commissari dei Liberi Consorzi e di tutti i Sindaci dei Comuni siciliani per sottolineare l'impossibilità, a parte delle ex Province, di far fronte agli obblighi istituzionali e alla erogazione dei servizi a causa della drammatica situazione economica, determinatasi esclusivamente a causa del prelievo forzoso dello Stato.

    "Ritengo indispensabile unire le forze di tutti noi Sindaci siciliani e, pertanto, saremo a a Palermo il 15 maggio per manifestare il disagio delle comunità locali a causa della impossibilità delle ex Province siciliane tutte, di erogare servizi e, nel contempo, per consegnare al Presidente della Regione la soluzione tecnica che è stata individuata per risolvere definitivamente i problemi finanziari dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane della Sicilia. La proposta è finalizzata all'approvazione, da parte del Parlamento nazionale, delle modifiche normative che consentano alle Città Metropolitane e ai Liberi Consorzi di approvare i Bilanci pregressi anche in presenza di criticità (squilibri) e alla copertura finanziaria per il triennio 2019-2021, utilizzando le somme del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per circa 350 milioni di euro. Questa soluzione pur non ottemperando pienamente alla richiesta originaria di avere restituiti i fondi sottratti alle ex Province dal prelievo forzoso (legge 190/2014), uniformandosi a quanto è già avvenuto nelle Regioni a statuto Ordinario è, in questo momento, l'unica soluzione praticabile per salvare le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi siciliani, evitando un danno peggiore e irreversibile come la dichiarazione di dissesto che, cosi' come già detto in più incontri istituzionali, non consentirebbe comunque di utilizzare le risorse finanziarie per investimenti sul territorio, stante che il dissesto, in presenza di una non risolta crisi finanziaria degli Enti di area vasta, non rappresenta la soluzione al problema della impossibilità di approvare i documenti contabili degli Enti".

  • Il Sindaco Metropolitano Cateno De Luca ha consegnato la fascia in Prefettura

    “Con profondo rammarico ho consegnato la fascia di Sindaco metropolitano, ma sono stato coerente con il Popolo ed il Territorio e nei confronti dell’Istituzione che non è un’entità astratta. Nel momento in cui non si può rappresentarla, continuare a ricoprire quel ruolo significa tradire la propria funzione”

    Queste le parole del Sindaco Metropolitano Cateno De Luca che, ieri mattina,  ha consegnato la fascia dell’Ente al Vice Prefetto Carmelo Musolino. Hanno accompagnato De Luca, nel Palazzo del Governo, l’on Nino Germanà, centinaia di Amministratori  in rappresentanza di 73 Comuni, di cui 53 Sindaci, il Dirigente del Liceo Seguenza ed il Presidente del  Conservatorio “Corelli”. Inoltre, alla manifestazione convocata dal primo cittadino, sono intervenute le organizzazioni sindacali CSA e CISL, che in “maniera responsabile hanno partecipato, oggi che è la festa dei lavoratori, perché il tema che ci accomuna è il lavoro; investimenti per quasi 500 milioni di euro bloccati – ha detto De Luca – non solo non permettono di creare lavoro, ma mettono a repentaglio tutto il sistema”.

    La situazione è drammatica ,“il rischio è che tra qualche mese possa degenerare e costringa anche i Sindaci ad autosospendersi” ammonisce De Luca che chiede che venga attenzionato il Ddl presentato dall’on. Germanà per la modifica del prelievo forzoso, provvedimento che potrebbe essere discusso nel giro di qualche settimana, ma stenta ad andare avanti  o una decretazione d’urgenza che metta in gioco, in prima persona, il Governo.

    I rimedi ci sono, ma per il primo cittadino metropolitano “non ha più senso celebrare elezioni per Enti moribondi, abbandonati dalla Regione e dallo Stato”.

    Solo di fronte ad atti concreti, in quanto “non voglio più credere agli annunci fatti a febbraio per bocca del Governo” il primo cittadino metropolitano è disposto a rivedere la sua posizione, pronto a mettere tutte le sue energie al servizio dell’Ente e della Comunità. “Chiedo al Presidente Musumeci -ha concluso De Luca- di sospendere le procedure di elezione dei Consigli metropolitani già fissate per il 30 giugno, in quanto non serve piangere il morto, cioè le ex Province, in più persone”.

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