S. TERESA DI RIVA. IL PALATENDA DI VILLA RAGNO PRONTO A NATALE 2016

S. TERESA DI RIVA. IL PALATENDA DI VILLA RAGNO PRONTO A NATALE 2016 In evidenza

Il Palatenda di Villa Ragno verrà consegnato alla comunità di S. Teresa di Riva entro natale 2016. Ad annunciarlo il sindaco Cateno De Luca che ha cosi risposto all’ennesima sollecitazione circa la necessità per S. Teresa di dotarsi un teatro, un polo culturale capace di rispondere alle esigenze di quanti vogliono investire tempo e risorse in queste attività. Ad accendere i riflettori sull’argomento Carlo Barbera che attraverso una lettera aperta ha evidenziato le difficoltà legate all'assenza di un teatro a Santa Teresa di Riva. “ Le soluzioni oggi disponibili , ha affermato Barbera, non sono facilmente percorribili. L'auditorium delle Ancelle Riparatrici, spiega Barbera,  non è utilizzabile a causa della mancanza di poltroncine e di una acustica adeguata. Il teatro a Santa Teresa è praticabile solo per chi può disporre dello spazio Val d'Agrò e quindi rimane una chimera per tutti coloro che vogliono confrontarsi con questa bellissima arte.  Soltanto durante la Stagione Estiva si può usufruire delle piazze.  Abbiamo chiesto la possibilità di utilizzare Villa Ragno per rappresentazioni invernali e i locali ci sono stati sempre concessi con massima disponibilità dall'amministrazione comunale, solo che pare che in quel sito non sia possibile lo sbigliettamento, per cui si possono realizzare solo spettacoli low cost.” Da qui l’appello e la richiesta di un momento di confronto per tentare di trovare “ una soluzione per permettere a tutti di poter fare spettacoli di prosa in questo paese, dove il pubblico è costretto a spostarsi per andare in altri luoghi per assistere a tali manifestazioni”. La risposta del primo cittadino Cateno De Luca non si è fatta attendere. De Luca ha infatti affermato che entro natale 2016 il comune consegnerà alla comunità il Palatenda con Villa Ragno rinnovata e riqualificata. Il progetto prevede la realizzazione di un teatro coperto con il sistema "palatenda" : in inverno al chiuso ed in estate all'aperto . L'intervento prevede: 400 posti a sedere ; palcoscenico di circa 100 mq ; doppi camerini con servizi .  L'intero giardino di villa ragno e' circa 2000 mq e l'intervento ricadrà si circa 900 mq di giardino lasciando nelle parti laterali oltre 500 mq per lato di giardino.  L'opera sarà interrata di circa 2 m rispetto all'attuale livello di calpestio del giardino al fine di mantenere integro il prospetto di Villa Ragno. Nell’attesa però che Villa Ragno venga restituita alla comunità il primo cittadino si è detto pronto ad accogliere suggerimenti e proposte. “Se avete una fattibile e praticabile idea fatevi avanti.” 

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  • Tra un film e una mostra, la domanda: «Casa del Cinema di Taormina che fare?»

    Un affettuoso plauso al personale della «Fondazione Taormina Arte Sicilia» – Sanno che sono a loro molto affezionata. In questi anni mi hanno visto spesso agli spettacoli e alle manifestazioni, in particolare a quelle organizzate all’Odeon e alla Casa del Cinema.

    Disponibili, sempre attenti, sorridenti, hanno un grande senso dell’accoglienza che unito alle diverse competenze e professionalità, li rende indispensabili al buon funzionamento della Fondazione. Ma non basta.

     

    Perché quando ci sono spettacoli ed eventi degni di nota la partecipazione del pubblico è assai risicata? – Non mi si venga a dire che è colpa del Coviddì non lo tollero! Prendiamo ad esempio le feste natalizie appena trascorse. Fudda e malavinnita sul Corso Umberto. Stipati come sardine mentre all’interno delle sale della Casa del Cinema, situata proprio su quel centralissimo salotto buono cittadino, si poteva godere della proiezione di film magnifici, ultimo dei quali è stato Cry Macho, diretto e interpretato dall’affascinante e fantastico Clint Eastwood. Ok, è vero, sono innamorata di questa meraviglia umana ma mi ha anche sedotto Macho, uno dei coprotagonisti e se non sapete a chi mi stia riferendo, basterà vedere il film per scoprirlo. Inoltre, troverete una magistrale regia per non parlare della fotografia e delle musiche: eccelse.

    Le proiezioni avvengono in una sala molto bella, che dona intimità e offre la possibilità di godersi film e spettacoli in pieno comfort, e nel pieno rispetto delle norme anti contagio che vanno tanto per la maggiore. Tuttavia, questi luoghi, protetti e controllati sono stati poco frequentati mentre, supra u Corsu pariunu tanti pecuri: Beeeee; beeee; beeee…

    Se qualcuno o molti si fossero sentiti offesi dai belati, potranno tranquillamente sostituirli con i muggiti o i versi di altri animali, a loro scelta.

    Sino al 14 gennaio, salvo nuove disposizioni regionali è ancora possibile visitare – bisogna essere provvisti di Super Green Pass e mascherina FFP2 – l’esposizione dedicata a Turi Ferro, di cui mi occuperò in un contributo a parte.

    Invece, riformulo la domanda: «per quale motivo vi è poco interesse verso eventi che rientrano a pieno titolo nella Cultura?».

     

    Difetti di comunicazione e disinteresse – Anzitutto, al momento, la «Fondazione Taormina Arte Sicilia» sembra essere ancora in fase di perfezionamento, ma quanto si dovrà aspettare?

    Mi risulta che non sia stato nominato il Direttore generale, e ricordo che l’avvocato Ninni Panzera, sebbene sempre presente in una amorevole collaborazione gratuita di cui dobbiamo essergli grati, è andato in pensione.

    L’ufficio stampa? Chi se ne occupa? Suppongo, per giusta regola, si debba fare il bando per l’assegnazione dell’incarico e sono sicura che non manchino i professionisti titolati a ricoprire quel ruolo. La giornalista Milena Privitera infatti, un’altra delle anime di questo ente, oggi è di ruolo nella scuola come insegnante di lingue. Un’ottima insegnante. La scuola ci ha solo guadagnato mentre al contrario, la Fondazione è un po’ più povera, giusto e onesto precisarlo.

    Vi sono le altre professionalità presenti, che mandano avanti con dedizione tutta la complessa macchina, ma le falle iniziano a vedersi.

    La comunicazione di questi eventi non può essere lasciata solamente all’ente e al suo personale. Mi domando perché il Comune di Taormina, parte in causa nell’iter a cui oggi è giunta la Fondazione, sulla sua stessa pagina Facebook non abbia dato maggior risalto agli appuntamenti previsti alla Casa del Cinema e come mai gli assessorati, che hanno promosso gli eventi legati al Natale, non abbiano pensato di rilanciarli? Ho letto articoli di promozione da parte di vari giornali locali, come mai invece nessuno ha detto nulla su questi?

    Del resto, l’assenza di un vero ufficio stampa dello stesso Comune di Taormina genera a sua volta problemi e difetti nella comunicazione. Si usano i comunicati e si fa la rassegna stampa per questo motivo. Qui da ciò che ho notato, di nuovo, è mancata una fattiva collaborazione e la volontà di fare rete.

    Inoltre desidero porre l’attenzione su un altro aspetto: diversi miei concittadini, che si dicono innamorati della cultura, latitano in molti dei luoghi deputati a tale funzione. E per favore, attonna a vota, non nominate il virus, perché lo so io dove lo avete il virus!

    Mi muovo, osservo, e vedo capannelli a far l’aperitivo – sacrosanto diritto, lo prendo pure io di tanto in tanto, evitando assembramenti –. Noto gruppi che disquisiscono sui massimi sistemi della politica paesana ma che non frequentano la Casa del Cinema.

    Forse è meglio che io mi fermi qui però mi sovviene un’espressione tanto cara a Vittorio Sgarbi…

     

    La Casa del Cinema merita di essere al centro della cultura taorminese – Un’istituzione, un luogo, uno scrigno di opportunità. Esposizioni, proiezioni, teatro, incontri. Collaborazioni con altri enti e con le scuole. La Casa del Cinema di Taormina, rientrante nel patrimonio della Fondazione Taormina Arte Sicilia, merita il meglio e lo meritano anche tutti quelli che lavorano a renderla tale.

    Ci si pensi di più, ci si pensi meglio e si evitino proclami o frasi di circostanza tirate fuori per propaganda. Ricordate: Cultura è Bellezza.

     

  • Santa Teresa di Riva, il PNRR al centro del confronto tra il Sindaco metropolitano Cateno De Luca e i Sindaci dei diciotto Comuni del comprensorio jonico

    Si è tenuto, presso l'aula consiliare del Comune di Santa Teresa di Riva, il secondo incontro della mattinata tra il Sindaco Metropolitano di Messina, dott. Cateno De Luca, accompagnato dal Dirigente Pianificazione, dott. Salvo Puccio, e i sindaci di Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Fiumedinisi, Forza d'Agrò, Furci Siculo, Itala, Limina, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Sant'Alessio Siculo, Savoca, Scaletta Zanclea e Santa Teresa di Riva.
    Così come avvenuto nella precedente riunione di Mojo Alcantara, il confronto è stato incentrato sui 132 milioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza che richiede una programmazione efficace e efficiente. In tal senso, De Luca ha evidenziato la necessità di definire nei tempi previsti una progettazione che sia cantierabile e, pertanto, ammissibile a finanziamento.
    “Oggi è stato ribadito come sia necessario individuare progetti finanziabili – ha dichiarato il Sindaco metropolitano De Luca – e questo richiederà una stretta sinergia tra Palazzo dei Leoni e i diciotto Comuni del comprensorio jonico. Si dovrà cercare un compromesso per non mortificare il territorio realizzando un macroprocesso in cui la tematica sarà l’inclusione sociale. Questa la strategia che attueremo per realizzare uno sviluppo dei territori in linea con gli standard richiesti. I tempi sono ristretti per cui la mia idea è quella di creare due gruppi di Comuni: il primo, al di sotto dei diecimila abitanti (sono 100 i Comuni ricompresi), che prevede l’assegnazione di 740.000 euro per ciascun ente, la seconda al di sopra di questo che vedrà il finanziamento di 2 milioni di euro per singola amministrazione, infine il Comune di Messina al quale andranno 44 milioni di euro. Lunedì invieremo una scheda in cui ciascun Comune dovrà indicare se vorrà essere soggetto attuatore o meno, qualora non fosse in grado di realizzare la progettazione si potrà richiedere la collaborazione della Città Metropolitana di Messina che è in grado di sostenere tale attività tecnica grazie anche a specifici fondi che destinerò a tale scopo. Nella scheda comunicheremo i vari step che dovranno essere rispettati visto i tempi serrati che prevedono che entro il 7 marzo del prossimo anno sia ultimato l’iter richiesto”.
    Pertanto, la Città Metropolitana, sulla base degli accordi di programma già siglati con i Comuni, metterà a disposizione i propri uffici tecnici a supporto delle singole amministrazioni per il necessario sostegno tecnico che ci dovrà portare all'utilizzo dei fondi previsti sia nel piano strategico, sia nello stesso PNRR.
    Il piano nazionale di ripresa e resilienza si articola su tre assi principali: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Per le città metropolitane significativo è l'impatto sui progetti di tipo ambientale, che vanno dalla gestione del verde alle smart city.
    Le somme destinate alla Città metropolitana di Messina, assegnate in base alla popolazione residente,  saranno ripartite nell'arco temporale che va dal 2021 al 2026 secondo la seguente distribuzione: 2021 (3 milioni 910mila euro); 2022 (10 milioni 56mila euro); 2023 (7 milioni 612mila euro); 2024 (31 milioni 899mila euro); 2025 (41 milioni 795mila euro); 2026 (36 milioni 878mila euro).

  • SANTA TERESA DI RIVA. Villa Ragno riapre con le associazioni. Presentato domenica “La vita là fuori”, di Mariapia Crisafulli

    È stato presentato domenica 11 LUGLIO, presso il giardino di Villa Crisafulli-Ragno, la quinta pubblicazione dell’appena 25enne Mariapia Crisafulli. “La vita là fuori”, raccolta di poesie edita da Macabor, ha ricevuto il proprio “battesimo” grazie ad un evento organizzato dal comune di S. Teresa di Riva, in collaborazione con alcune associazioni del territorio (Archeoclub Area Ionica, Unitrè, Il paese di fronte al mare e Avis) e col patrocinio dell’Osservatorio dei beni culturali dell’Unione.

    Una serata di poesia, musica e riflessioni che ha fatto da apripista alla finale dell’Europeo di calcio.

    L’incontro è stato moderato dall’assessore di S. Teresa di Riva, Annalisa Miano, la quale ha sottolineato “l’importanza di riaprire Villa Ragno dopo la pandemia insieme ad alcune associazioni molto attive a S. Teresa di Riva e presentando un libro di una santateresina che, malgrado la giovane età, costituisce già un vanto”. 

    Gli interventi sono stati intermezzati da momenti musicali affidati alla giovane e talentuosa Barbara Ceccio, con l’assistenza tecnica di Magic Sound.  

    Dopo i saluti di Nina Foti, presidente dell’Osservatorio Beni Culturali, Melina Patanè, presidente dell’associazione “Il paese di fronte al mare”, ha iniziato ad esplorare il libro, evidenziando soprattutto come dalle poesie emerga  il percorso di crescita dalla stessa autrice, la quale, peraltro, aveva presentato, a soli sedici anni, il suo primo libro proprio al “Caffè d’arte” gestito dall’associazione presieduta dalla Patanè. Un percorso che riflette anche una ricerca interiore e letteraria di cui “queste belle rime costituiscono una testimonianza”.

    Santino Albano, presidente di Unitrè, si è occupato dell’aspetto letterario, evidenziando gli influssi classici che ispirano poesie e tematiche della Crisafulli, l’accostamento al modo di vedere il mondo che fu di Pasolini e alla poetica che si rintraccia in Giorgio Caproni.

    Filippo Brianni, presidente di Archeoclub Area Ionica, ha invece “intervistato” l’autrice sugli spunti principali che offrono le varie poesie e sulle scelte, poetiche, grafiche e tematiche.

     

    L’AUTRICE

    Mariapia Crisafulli, 25 anni, studentessa di Storia e Relazioni internazionali all’Università di Catania.  Prima di “La vita là fuori”, aveva pubblicato due raccolte di poesie (“Un’altra notte d’emozioni”, Kimerik editore e “Come un’Odissea”, Macabor editore), una raccolta di racconti (“Odos, storie di strade”, Cavinato editore) e curato "Il ritorno di Madama Meraviglia", una raccolta di racconti per ragazzi. Numerosi i premi ed i riconoscimenti che fanno di Mariapia Crisafulli una delle figure più promettenti della cultura della riviera jonica. Da qualche anno collabora con riviste di critica letteraria

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