Una esposizione inaugurata il 22 luglio che rende onore alla Città di Taormina – Recarsi alla ex Chiesa del Carmine – che molti di voi conoscono per via delle varie mostre susseguitesi in questi anni – mi ricorda sempre quanto sia ricco il nostro patrimonio e quanto questa cittadina sia un museo a cielo aperto, dove ogni scorcio, ogni edificio si predispongono naturalmente ad accogliere arte e cultura. Ciò l’ho avvertito anche quando ho visitato la magistrale miniatura di Piazza IX Aprile realizzata da Gino Castorina. Quest’opera diciamocelo, ci dona tali emozioni da farci tornare ad essere tutti un po’ bambini, affascinati da quelle figurine e quei dettagli che noi da piccoli ritrovavamo nei soldatini, nei presepi e nelle nostre case delle bambole, oppure nelle costruzioni Lego o negli scenari proposti dai Trenini Lima. Io disegnavo ad esempio le case dei sogni e realizzavo abitini e accessori ed ero una patita dei trenini. Chiunque decida di visitarla, la LA TAORMINA IN MINIATURA-PIAZZA IX APRILE, sarà tentato di toccarle e di giocarci con quelle perfette riproduzioni dei turisti mescolati con la gente del luogo, e avrà il desiderio magico di diventare piccolo piccolo e camminarci là in mezzo. Il Maestro Castorina infatti ha esaudito il sogno di tanti di noi: tornare bambini per perderci in strade e viuzze che hanno il sapore del trascorso e del tempo perduto.

Questa esposizione di ragguardevoli dimensioni, ci restituisce la nostra piazza più amata, Piazza Sant’Agostino, un luogo dove ancora adesso, se sappiamo ascoltare, risuona il battito del cuore taorminese. Un’opera che fa onore alla Città e che merita di certo un’esposizione permanente, in quanto espressione di notevole artigianato artistico.

 

L’amore per la Città e il ricordo di Nino Castorina – Appena entrati, guardate alla vostra destra, e troverete il biglietto da visita, costituito dall’omaggio ad Antonino Castorina, fotografo e miniaturista egli stesso, a cui il figlio Gino ha voluto dedicare un omaggio con l’esposizione di alcune miniature con altrettanti monumenti taorminesi, realizzati dal padre. C’è poi una raccolta fotografica di pregio, che narra al visitatore la storia per immagini di Piazza IX Aprile, con foto provenienti dalla collezione Conti, Von Gloeden e dello stesso Castorina. Un luogo vivo e in trasformazione così come si evince, perdendosi nelle ombreggiature e nei ritratti delle persone del tempo. Un salto nel passato che rivive, riattualizzato, nella miniatura del maestro Castorina, il quale non pago, ha deciso di far partecipare il papà alla scena, ricreando la sua miniatura mentre fotografa due sposi, dandogli un’affettuosa immortalità.

Castorina ha dichiarato che «per rendere l'opera più veritiera e dunque “viva”, ho realizzato oltre 200 figure ispirate in gran parte a personaggi del luogo, che contribuiscono a ricreare un'atmosfera simile a quella che si respira nella quotidianità. Sebbene oggi la tecnologia non ponga limiti alla realizzazione in copia di qualsiasi oggetto, magari utilizzando la stampa 3D, ho ritenuto prezioso sostenere e promuovere ciò che viene creato con le proprie mani». 

 

Un po’ di storia. Oggi si parla di miniature ma il termine tecnico è Diorama – Per diorama si intende «la riproduzione in scala ridotta di una scenografia che ricrea diverse ambientazioni: habitat degli animali, momenti storici, scene di vita quotidiana, eventi mitologici o fiabeschi». Pur se spesso viene equiparato al plastico, differisce da questo. I plastici infatti sono utilizzati per esempio in ambito edilizio e architettonico.

Il diorama, ha una storia diversa che lo avvicina in un certo senso al teatro e alla fotografia. La realistica ricostruzione infatti prevedeva la riproduzione della scenografia all’interno di una “scatola” semi aperta, dotata di un vetro per poterne ammirare il contenuto. Diorama, parola di origine greca, significa, “guardare attraverso”: attraverso un vetro o un occhiale o qualche altro tipo di lente. Naturalmente anche la data di inizio sull’invenzione del diorama appare controversa. Diciamo che le miniature esistevano già con l’arte presepiale, diffusasi nell’Italia meridionale durante il periodo borbonico, ma tecnicamente i veri diorami sono quelli risalenti alla prima metà del XIX secolo e sono opera di Paolo Savi, geologo e ornitologo italiano, che li usò a scopo didattico. Le riproduzioni di Savi possono essere ammirate presso il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Calci, in provincia di Pisa.

Però, in tanti sono concordi nel ritenere che il vero inventore e papà del diorama sia Louis Daguerre, artista, fisico francese, e inventore del processo fotografico. Fu Daguerre a realizzare i primi esemplari di diorami tra il 1822 e il 1827 con lo scopo di ricreare, a teatro, realistiche scenografie.

 

Il presepe e un collegamento con la miniatura del Maestro Gino Castorina – Un’opera molto bella da ammirare all’interno della chiesetta quattrocentesca di Sant’Antonio Abate, nei pressi di Porta Catania a Taormina è l’imponente presepe, che dal 1953 si trova in esposizione permanente. Il presepe è frutto del lavoro di Dionisio Cacopardo, il padre del defunto Arciprete di Taormina, Monsignor Salvatore Cacopardo. L’opera, in sughero e altro materiale ligneo, riproduce la città e i suoi monumenti più noti, come la Naumachia, il Teatro Antico, il Duomo, la Badia Vecchia, il centro cittadino e Palazzo Corvaja. Un quadro a tre dimensioni molto dettagliato, che ripropone scene della tradizione natalizia isolana. Un diorama, dunque!

Mi sono voluta soffermare sull’arte presepiale al fine di per creare un ponte con un altro celeberrimo presepe ma molto più antico: il Presepe Cuciniello, datato 1700, che può essere ammiratosi trova a Napoli nella Certosa di San Martino. Il presepe prende il nome dall’architetto, commediografo e grande collezionista di statuette per presepe Michele Cuciniello (1823-1889), il quale donò i circa 800 pezzi che compongono il presepe. L’inaugurazione dell’opera avvenne il 28 dicembre del 1879, e la scenografia fu curata da Cuciniello che si fece affiancare dall’architetto Fausto Niccolini, dallo scenografo Luigi Masi per le pitture del paesaggio, e da Luigi Farina per l’esecuzione del masso. Il presepe venne allestito al piano terra dove un tempo era la cucina della Certosa. Oggi lo si può ammirare protetto da un vetro, arricchito da una illuminazione cangiante che riproduce le varie fasi del giorno sino alla notte e al risorgere del sole. Ed ecco, il punto di contato con Castorina: l’illuminazione!

 

Il Maestro lo spiega bene nel pannello bilingue che accoglie i visitatori – «Con infinita passione, ho voluto raccontare uno tra i luoghi più rappresentativi della nostra Città attraverso la ricostruzione minuziosa dei monumenti, degli antichi edifici e delle attività che fanno da contorno a Piazza IX Aprile. La fedele riproduzione in scala 1/22 di quella che per i taorminesi è semplicemente Piazza S. Agostino, ha richiesto un accurato studio dei materiali ed il ricorso a tecniche di assemblaggio capaci di restituire la più completa percezione visiva del sito. Poiché “la bellezza è nei particolari”, nulla è stato lasciato al caso nel ricostruire le singole parti di ogni edificio, scalinata o lastricato. Legno di balsa, listelli di noce, filamenti di rame ed ottone innervano per decine di metri la struttura modellata in polistirene secondo ben precisi schemi progettuali, dove polvere di quarzo e pigmenti acrilici conferiscono agli intonaci sfumature cromatiche che narrano il lento scorrere del tempo. Ho prestato particolare cura alla realizzazione dell’impianto di illuminazione utilizzando micro lampade ad incandescenza e led ad intensità regolabile, al fine di riprodurre l’effetto della luce solare, simulando in modo realistico le diverse fasi della giornata, dall’alba al crepuscolo».

 

Curiosità e informazioni sull’esposizione – L’interesse suscitato da alcuni suoi lavori ha consentito a Gino Castorina di partecipare a una puntata della trasmissione "Buona Domenica”. In quella circostanza, il Maestro aveva auspicato l'avvio di un progetto riguardante la realizzazione di un museo delle miniature.

L’esposizione TAORMINA IN MINIATURA-PIAZZA IX APRILE, potrà essere ammirata sino a fine settembre con possibili prolungamenti. Gli orari di apertura per il mese di agosto vanno dalle ore 10 alle ore 23, in orario continuato. Eventuali modifiche agli orari e alle date espositive saranno comunicati in seguito.

Main partner della mostra, TAORMINA IN MINIATURA-PIAZZA IX APRILE, è il gruppo “Allianz”  (Agenzie di Messina e Milazzo)

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SANTA TERESA DI RIVA – La settima edizione di Zabut, con in programma 27 cortometraggi provenienti da 17 nazioni e con la new entry della Palestina, ha ufficialmente alzato il sipario il 28 luglio e si concluderà stasera, 31 luglio, a partire dalle 21:30 nell’incantevole Parco Unità d’Italia della villa Crisafulli-Ragno.

Una terza serata assai partecipata quella di ieri, con un ricordo del grande Giannalberto Bendazzi, scomparso nel dicembre 2021. Bendazzi era un giornalista, storico del cinema e docente italiano, autore di libri e saggi, figura di rilievo per capire la storia del cinema di animazione.

A dedicargli un affettuoso ritratto il giurato della terza serata, Eric Rittatore, blogger ed esperto di animazione, che ha narrato anche della sua collaborazione con lo studioso e dei progetti futuri.

 

Il concorso dell’edizione 2022 di Zabut Festival, ha presentato 11 prime italiane e una prima mondiale.

Gli organizzatori di Zabut Festival hanno tenuto ad evidenziare che tutti i lavori in concorso «sia per le narrazioni e per i temi affrontati, sia per le tecniche tra le più varie, usate, sia per gli sguardi propri di ogni autore e nei modi della commedia, del dramma, del racconto visionario o intimistico, della parodia dei generi, del racconto morale o ispirato a storie reali, narrano il mondo di oggi: la società dei consumi, la famiglia e i rapporti genitori-figli, il mondo del lavoro e le sue trasformazioni, il rischio di un’apocalisse per l’intero pianeta e la quotidianità apparentemente più banale. E i “grandi” temi sempre presenti: la guerra e le migrazioni dei popoli».

Il pubbliconon solo spettatore ma protagonista attivo delle tre serate – è stato chiamato a votare, insieme alla giuria, i cortometraggi proiettati.

 

I corti proiettati e votati ieri sera sono stati:

1 Ned (7’08’’) di Sharon E Sorensen- REGNO UNITO - (Iˆ Italiana).

Nel 1950, il dottor W.E Barnie, un insegnante di scienze di Portobello, Edimburgo, partecipò alla prima gara attraverso la Manica. Atterrando in 14 ore e 45 minuti, è diventato il primo scozzese e la persona più anziana ad aver completato con successo la nuotata. Entrò nei libri di storia per la seconda volta il 16 agosto 1951, quando divenne la prima persona a nuotare nel Canale della Manica in entrambe le direzioni in una stagione, attraversando dall'Inghilterra alla Francia in 19 ore e 2 minuti e, 18 giorni dopo, tornando dalla Francia all'Inghilterra. Atterrando a Dover in un tempo di 15 ore e 1 minuto, ha battuto il suo record di età dell'anno precedente, un record che poi è rimasto interrotto per 28 anni.

2 The hangman at home (13’50’’) di Michelle e Uri Kranot - DANIMARCA.

Il corto esplora i temi del riconoscimento e dell'intimità imbarazzante dell'umanità e si snoda attraverso cinque storie intrecciate. Ogni situazione presenta una persona, o persone in un momento delicato: fragile, giocoso, terrorizzato, contemplato, confuso, curioso... Siamo tutti molto simili in questi momenti, e questo ci deve invitare a riflettere e mettere in discussione la nostra responsabilità e le nostre risposte.

3 Do not feed the pigeons (8’40’’) di Antonin Niclass - REGNO UNITO (Progetto studentesco) - (Iˆ Italiana).

Sono le 2 del mattino in una triste stazione degli autobus come tutte le altre. Una collezione di viaggiatori stanchi e soli sono in attesa dell'ultimo pullman. In qualche modo, in quel luogo freddo e deprimente, i piccioni riescono a creare una connessione magica tra loro.

4 Vent d'hiver (4’27’’) di Jeremy Andriambolisoa, Théo Duhautois, Quentin Wittevrongel, Alicia Massez, William Ghyselen, Thomas Dell'Isola Franciam FRANCIA (Progetto studentesco / opera prima).

Coinvolti in una violenta tempesta di neve, i conigli cercano rifugio nel castello del loro re.

5 Night train (3’00’’) di Sofia Gutman – FRANCIA - (Iˆ Italiana).

Una giovane donna sta tornando dal lavoro sul treno notturno. Sta prendendo il grande treno TER per la periferia della città. Sola, si affaccia sul paesaggio deserto. Un incontro casuale renderà questa notte memorabile.

6 Game (5’25’’) di Önder Menken - TURCHIA (Progetto studentesco).

Il corto racconta la storia di un gioco giocato in tutto il mondo che lascia il futuro e l’umanità nell’oscurità.

7 Your bad animals (11’15’’) di Ido Shapira, Amit Cohen - ISRAELE (Opera prima) (IˆItaliana).

Rachel, giovane topo ribelle, vive da sola con sua madre in una tana. La sua unica connessione con il mondo esterno è un'app come Tinder, dove può guardare gli animali che vivono nella città sopra di lei. Quando il suo telefono si guasta, si ritrova inaspettatamente in un viaggio in cui esce con gli animali più pericolosi della città, nonostante la madre non voglia e la controlli. Esce con una giraffa carismatica, una tigre seducente e, infine, con un piacevole coniglio. Scoprirà che il mondo esterno non è quello che si aspettava e troverà nuova compassione nel suo rapporto con sua madre.

8 Umbrellas (12’00’’) di Jose Prats, Alvaro Robles - SPAGNA.

In una terra lontana dove la pioggia non si ferma mai, Kyna, una bambina di sei anni, trascorre le sue giornate giocando con noncuranza sotto la protettiva "barba a ombrello" di suo padre, Din. Una notte, l'amato cane di Kyna, Nana, scompare. Per trovarla, Kyna si imbarcherà in un'avventura alla scoperta di sé e affronterà la sua grande paura, la Pioggia.

9 Ailin on the moon (5’00’’) di Claudia Ruiz - ARGENTINA.

Lavorare, fare la spesa, cucinare, pulire, stirare, prendersi cura di Ailín: questa è la routine di Vilma, madre di 40 anni, sopraffatta dalla fatica e dall'intolleranza della pelle. Un giorno Ailín, richiede l'attenzione della madre e ne provoca uno scoppio emotivo. La routine che le allontanava deve essere interrotta e questo permette loro di avvicinarsi di nuovo.

 

Stasera invece, 31 luglio, durante la quarta e ultima serata verranno consegnati: il “Premio Zabut” per il miglior corto dell’edizione 2022, il “Premio alla migliore colonna sonora originale” e il “Premio del pubblico”. Quest’ultimo sarà assegnato direttamente dal pubblico della quarta serata, che sceglierà tra la rosa dei corti più votati nelle precedenti tre serate. Oltre ai premi ufficiali del Festival, sarà consegnato anche un premio esterno da parte del “Cinit-Cineforum Italiano” al cortometraggio che «meglio rappresenta i valori della solidarietà e dell’inclusione».

Special guest della serata, Nico Bonomolo, che presenterà al festival il suo ultimo lavoro "Maestrale", vincitore del “David di Donatello 2022” come miglior cortometraggio Italiano.

Dal 2008, Bonomolo, affianca il cinema di animazione d'autore alla pittura e al disegno e in "Maestrale” – così come ha dichiarato durante un’intervista a «PalermoToday» lo scorso aprile – ha posto al centro «il bisogno di vita nuova attraverso una narrazione in cui il disegno, spesso rarefatto e in bianco e nero, concorre, insieme ad una dimensione temporale sospesa, a delineare una dimensione onirica che apre la rotta a differenti e personalissime interpretazioni».

Bonomolo si è anche soffermato sul racconto interno al corto e sul messaggio trasmesso:

«La storia che ho voluto narrare è quella di un uomo che va al lavoro e ad un tratto vede una barca in vendita; così, attratto dall'imbarcazione ed aiutato dapprima dai sogni e poi dai ricordi, parte e naviga verso una meta, fino a quando il maestrale, che è un vento freddo ed impetuoso che soffia con potenza, lo costringe ad un approdo di fortuna. È qui che incontra, forse, una donna e si confronta con una nuova storia, un nuovo inizio. Perché tutto ricomincia lì dove tutto sembrava già finito».

Gli altri ospiti attesi per stasera sono: Sara Sottocornola e Danilo Vultaggio, allievi della “Scuola del Fumetto e dell’animazione” sede di Palermo, coordinati dall’insegnante Antonino Pirrotta, che faranno vedere i loro brevi corti ispirati al festival e Dandy Danno & Diva G, specialisti dell'arte del clown, che si esibiranno con il bassista Peppe Mancuso davanti a un corto d'animazione, patrimonio del cinema muto.

Zabut Festival e i suoi numerosi amici vi aspettano quindi stasera, ore 21:30, parco di Villa Ragno a Santa Teresa di Riva, per non perdere un appuntamento unico nella riviera jonica.

 

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LETOJANNI - Libri, sicilianità, sperimentalismo, magma incandescente, spazio alla riflessione sulla crisi attuale e tanto, tanto divertimento. Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico la seconda edizione di “Letture d’estate”, rassegna letteraria organizzata dal Circolo di lettura “Bianca Garufi”, con il patrocinio del Comune di Letojanni. Martedì 26 luglio, la chiusura con la presentazione del saggio “Dante Rockstar” di Giuseppe Attardi, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico così come tutte le serate che si sono susseguite in tutto il mese di luglio.
 
 
Un luglio interamente dedicato alla Letteratura contemporanea, con gli organizzatori del Circolo che hanno accolto in piazza Giacomo Matteotti e nel giardino interno dell’Hotel Da Peppe scrittrici e scrittori di fama nazionale che stanno riscuotendo numerosi consensi in tutt’Italia. A partire da Elvira Seminara, autrice catanese che l’1 luglio ha presentato, per l’appunto nella rassegna, il suo ultimo romanzo “Diavoli di sabbia”, edito da Einaudi, a Tea Ranno, scrittrice affermatissima che l’8 luglio ha parlato di “Gioia mia”, ultima sua fatica letteraria uscita da poco per Mondadori.
 
 
E poi Massimo Salvatore Fazio, che con “Il suo tornello dei dileggi” (Arkadia editore), il 22 ha fatto letteralmente girare la testa ai numerosi presenti. Per finire poi, ecco Massimo Maugeri, scrittore etneo che il 24 ha portato fino a Letojanni le colate laviche del suo “Il sangue della Montagna”, edito da La nave di Teseo. E infine proprio il giornalista siracusano Giuseppe Attardi. Eventi inseriti nel cartellone delle manifestazioni estive dall’Amministrazione comunale del sindaco Alessandro Costa.
 
“Un mese di luglio molto impegnativo quello che ha ci ha visti protagonisti quest’anno - ha dichiarato, in una nota stampa, il Circolo di lettura -. Cinque eventi che hanno permesso a tutti noi di capire come la cultura debba essere percepita come un’opportunità per crescere e per riflettere. Cinque incontri con autori di alto livello cui ne seguiranno altri nel periodo autunno-inverno. In merito non c’è ancora nulla, ma come Circolo ci riuniremo a settembre per fare il punto della situazione e programmare gli eventi futuri”.
Un futuro che appare molto ma molto roseo.
 
PER INFO CONTATTARE:
Enrico Scandurra: 349 2477731
Michele Caruso: 338 3591020
Giovanni Costa: 320 4634259
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SANTA TERESA – Finalmente un ritorno alla vita pienamente vissuta. Trascorsi due anni nei quali Zabut, il Festival Internazionale dedicato al cortometraggio d’animazione, ha risentito come la maggior parte degli eventi culturali delle restrizioni a causa della pandemia, mantenendo nonostante tutto l’impegno con gli appassionati e per l’edizione del 2022 è tornato ad essere libero di essere fruito. Questa è stata anche la percezione degli organizzatori del seguitissimo evento, Cinzia Bongiorno Nello Calabrò Carmelo Casale Caterina Limardo Antonello Mantarro Stefania Pasquale Cristina Totaro, che hanno dichiarato:

«Questo rientro alla normalità ci sembra essere un “Ritorno al futuro”, per citare i “classici”, e ricordare un grande regista come Zemeckis che con il mondo dell’animazione ha sempre avuto rapporti intensi e profi­cui».

La settima edizione di Zabut, con in programma 27 cortometraggi provenienti da 17 nazioni e con la new entry della Palestina, ha ufficialmente alzato il sipario il 28 luglio e ieri sera, 29 luglio, ha riconfermato il gradimento della prima serata.

Sempre gli organizzatori hanno tenuto a precisare: «A conferma di un interesse sempre presente nelle selezioni del festival, quest’anno su 27 corti ben 11 sono opere prime e/o di studenti di scuole di cinema. In quest’ottica anche l’ormai consolidato rapporto con la “Scuola del Fumetto e dell’Animazione di Palermo” (due suoi allievi, Sara Sottocorniola e Danilo Vultaggio, saranno nostri ospiti) sottolinea l’importanza che il festival sempre di più dà alle nuove generazioni di autori».

Infatti nella serata inaugurale del 28 luglio, a Santa Teresa di Riva, presso il parco Unità d’Italia-Villa Crisafulli – Ragno, ha preso il via la settima edizione di Zabut.

A tenere a battesimo la prima serata, è stato il sindaco di Santa Teresa Danilo Lo Giudice, il quale ha sottolineato che «il festival è una realtà ben consolidata, non solo nel territorio», e alla richiesta di fare un bilancio consuntivo o previsionale ha preferito farne uno previsionale «auspicando ancora almeno altri tre anni (il non plus ultra sarebbe almeno 5) di collaborazione con la sua amministrazione comunale».

Zabut il festival ha di nuovo confermato ampiamente il rapporto di attenzione e sostegno con il suo pubblico di aficionados. Pienone di spettatori, dunque, nell’incantevole scenario di Villa Ragno, dove sono stati proiettati i primi nove cortometraggi, dei ventisette in concorso, che andranno a contendersi il «Premio Zabut 2022» come miglior corto e il premio alla migliore colonna sonora originale.

Durante la prima serata, il pubblico ha avuto modo di conoscere il primo dei giurati, il montatore Cristiano Travaglioli, che oltre a raccontare del suo rapporto di collaborazione con Paolo Sorrentino del quale ha curato il montaggio di tutti i film, da “Il Divo” fino all’ultimo “È stata la mano di dio”, ha anticipato, per la gioia di qualche fan tra il pubblico, che il suo lavoro più recente è stato il montaggio per la serie tv “Boris” che andrà in onda a ottobre. 

Anche la seconda serata del festival, che si è svolta ieri 29 luglio, ha ripetuto il successo di pubblico della prima. Oltre agli altri nove corti in concorso, selezionati dallo staff del festival, gli appassionati hanno avuto il piacere di conoscere Elena Chiesa, videopittrice, videopoetessa e videodesigner, anche lei tra i giurati di questa settima edizione. L’artista ha raccontato della sua tecnica "melting pixel animation", che si basa sulla continua metamorfosi dell'immagine, mostrandone un esempio attraverso due videopoesie, suo anche il testo, che rappresentano esperienze del suo vissuto personale a volte molto doloroso.

Durante la serata di oggi, sabato 30 luglio, saranno proiettati gli ultimi nove corti e sarà presentato il giurato Eric Rittatore, esperto di animazione e blogger, noto col nome di Gatto Zeneise.

Zabut vi aspetta anche stasera, a Santa Teresa nel parco di Villa Ragno, start alle 21:30 con ingresso libero, e i suoi organizzatori tengono a ricordarvi la battuta fi­nale di “Ritorno al futuro”: «Strade? Dove stiamo andando non c'è bisogno di strade».

Buona immaginazione e fantasia a Tutti!

 

 

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Dopo aver presentato il testo fotografico in omaggio a Sciascia lo scorso 10 luglio, Rogika – Roberto Mendolia – è pronto a presentare al pubblico di professionisti e appassionati di «immagini e parole», la mostra itinerante “Con gli occhi di Verga” che vuole essere un omaggio a uno dei grandi maestri della letteratura per celebrarlo nei cento anni dalla sua morte.

L’esposizione sarà inaugurata venerdì 5 agosto 2022 alle ore 19:00, nelle sale al piano terra – con affaccio sulla graziosa piazza Matteotti – del Museo Durante di Letojanni, cittadina costiera jonica, negli anni diventata centro propulsore di notevoli iniziative culturali,

Instancabile, Rogika, ha deciso di offrire, donando una lettura fatta di 20 fotografie in bianco e nero – secondo la vocazione dello street photographer –, una originale reinterpretazione degli scritti verghiani, in particolare delle novelle, nel solco della riattualizzazione dei luoghi e con un occhio particolare a Verga fotografo.

Un percorso letterario e visivo in cui il fruitore potrà godere di una esperienza di «racconto nel racconto» e sperimentare un viaggio unico.

La mostra ha ricevuto il patrocinio del Comune di Letojanni, Assessorato Cultura, retto dalla dottoressa Teresa Rammi e il sostegno del “Circolo di Lettura Bianca Garufi”, lieti di poter ospitare l’artista visuale taorminese, noto e apprezzato negli ambienti legati alla fotografia e in quelli culturali.

 

A dare l’annuncio dell’inaugurazione è stato lo stesso Rogika con un post e un video sulla home di Facebook:

«Nell’anno del centenario della morte di Giovanni Verga, padre del Verismo, ho ritenuto doveroso dare il mio personale contributo alle celebrazioni. Il modo più semplice per rendergli omaggio, per me amante appassionato del mondo della fotografia e di tutto quanto ruoti attorno all’ «arte senza musa», è quello di dedicargli una mostra fotografica. […] Giovanni Verga è stato, oltre che un illustre e famoso letterato, un fotografo. Fotografo dilettante nella pura accezione stessa del termine, cioè del procurarsi diletto; così come tanti altri personaggi, scrittori e non, fecero in quell’epoca, subito dopo la nascita, nel 1839, della fotografia. […] Ho desiderato percorrere e ripercorrere con “Gli occhi di Verga” il mio viaggio, in compagnia dei testi e dei luoghi che hanno permesso di rendere la Sicilia –, la mia, la nostra e la vostra isola –, il “centro” del mio essere siciliano».

 

La mostra, che ha ricevuto la curatela di Lisa Bachis, sarà inaugurata venerdì 5 agosto 2022 alle ore 19:00 e resterà aperta tutti i giorni dalle 19:00 alle 24:00 fino al 20 agosto 2022. Oltre alle fotografie esposte, corredate dai testi e accompagnate da pannelli informativi, sarà disponibile il catalogo dell’esposizione.

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TAORMINA - Si accendono i riflettori sull’edizione 2022 della TAOMODA WEEK, in programma a Taormina dal 19 al 24 luglio, patrocinata, tra gli altri, dal Ministero della Transizione Ecologica, da Confindustria Cisambiente, dalla Regione Siciliana e dagli Assessorati regionali delle Attività Produttive, del Turismo, Sport e Spettacolo, dei Beni Culturali, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, da CBI Camera Italiana Buyer–The Best Shop, dal Comune di Taormina, dal Parco Archeologico Naxos Taormina e dall’Università di Catania.

 

Ricco il calendario degli eventi della rassegna, che culmineranno nella notte dei Tao Awards il 23 luglio in occasione del Gala in programma al Teatro Antico di Taormina.

 

Conferenza d’apertura il 19 luglio a Taormina nella sala affreschi di Palazzo Calanna-La Baronessa.

 

Si proseguirà il 20 luglio con Voci di donne a confronto – I vini dell’Etna attrattiva turistica del territorio, talk ospitato al Museo Palazzo Ciampoli. L’incontro, oltre a celebrare i cinquant’anni di Fisar (Federazione Italiana Sommelier) alla presenza del presidente Luigi Terzago, darà voce al mondo dell’imprenditorialità femminile. Tra i panel, a seguire, la presentazione del libro “Emirati nulla è impossibile – Guida al nuovo centro mondiale del business” di Giovanni Bozzetti, vicepresidente nazionale Confindustria Cisambiente.

 

Il 21 luglio, sempre a Palazzo Ciampoli, sarà la volta del Sustainability Day, seconda edizione della giornata della sostenibilità istituita in Sicilia nel 2021: in mattinata la masterclass che coinvolgerà gli studenti dell’Università di Catania in un dibattito dove si alterneranno gli esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e delle aziende impegnate sul fronte green. Nel pomeriggio in programma una tavola rotonda, tra i relatori Maria Rita Grieco (RAI TG2), tra gli ospiti Ludovica Casellati Founder Luxurybikehotels.com e Antonio Quirici Presidente Cuoio di Toscana.

 

Il 22 luglio debutterà, nella terrazza della biblioteca comunale di Taormina, Taomoda Caffè Confidential, nell’ambito del quale i giornalisti e influencer Andrea Batilla e Mariella Milani presenteranno i loro rispettivi libri “L’alfabeto della moda - Il mondo della moda di oggi in 26 lettere” e “Fashion confidential. Quello che nessuno vi ha mai raccontato sul mondo della moda”.

La giornata si chiuderà con il Charity Dinner promosso dalla Fondazione Onlus “Smile House”.

 

La sera di sabato 23 luglio l’atteso Gala Taomoda Awards al Teatro Antico, presentato dalla giornalista di La7 Cinzia Malvini, durante il quale saranno consegnati i Tao Awards riservati ai personaggi della moda, della musica, del giornalismo, della televisione, della medicina e per la prima volta i Sustainabilty Awards, lo speciale riconoscimento dedicato al tema della sostenibilità.

 

Tra le anticipazioni, per moda, insigniti quest’anno con il TAO Fashion Digital Award Cividini, Mario Dice e Alessandro Enriquez. Questi brand, che hanno già calcato in passato il palcoscenico del Teatro Antico per Taomoda, hanno scelto di ritornare sul palcoscenico del prestigioso evento per mostrare dal vivo le proprie collezioni dopo aver optato lo scorso febbraio per un format digitale inserito nel calendario ufficiale della fashion week milanese.

 

 

 

 

Ad Alessandro Enriquez, che farà sfilare come Cividini in anteprima la SS 23, spetterà il compito di aprire la serata nel segno della continuità, avendo chiuso l’edizione precedente del Gala.

 

Presenti anche i marchi selezionati per il TAOMODA SICILY, un incubatore di eccellenze che riunisce i brand potenzialmente in grado rappresentare al meglio ed esportare il Made in Sicily, il craftmanship tipico dell’isola e le sue secolari tradizioni artigianali.

 

Tra i TAO AWARDS, anticipati i nomi di alcuni dei premiati: Mariella Milani per la carriera, Luca Dini – Direttore F- per il giornalismo, Noemi per la musica, Gilda Bojardi - Direttore di Interni – per il design, Valentina Curzi e Cuoio di Toscana per il Sustainability Day, Francesca Vaccaro – Coutū, per la moda sostenibile e Max Vadukul per la fotografia. Gli altri premiati saranno resi noti a Taormina nella conferenza d’apertura del 19 luglio.

 

“Ci aspetta un’edizione all’insegna della consapevolezza e della ripartenza – commenta Agata Patrizia Saccone, Presidente di TAOMODA – un format rinnovato, che porrà al centro l’empowerment femminile e la sostenibilità. Come donna sono orgogliosa di poter mettere a disposizione di altre donne un palcoscenico d’eccezione come questo. Oggi più che mai è importante supportare i nuovi talenti e un settore come la moda che, pur in sofferenza, continua a lottare per un futuro più green e che ha saputo reinventarsi con orgoglio, puntando sul valore del Made in Italy”.

 

Il progetto di promozione turistica TAOMODA ON BOARD vedrà inoltre le celebrity e gli ospiti della manifestazione veleggiare verso l’isola Bella a bordo dell’esclusiva barca a vela Ashley Rose per godere appieno della riserva naturale e dei paesaggi che circondano la Perla della Jonio.

 

 

THANKS TO: Regione Siciliana Assessorato delle Attività Produttive, Regione Siciliana Assessorato regionale Turismo Sport e Spettacolo, Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali, Parco Archeologico Naxos Taormina, Comune Taormina, Confindustria Cisambiente, Ministero della Transizione Ecologica, Università degli Studi di Catania, Camera Nazionale della Moda Italiana, Camera Buyer Italia-The Best Shop, Cuoio di Toscana, Wella, Orografia, Plastica Alfa, Grand Hotel Miramare, Villa Fiorita Boutique Hotel, Hotel Metropole, Baronessa Taormina, Associazione Albergatori Taormina, Parisi Taormina, Fondazione Smile House, CDO Sicilia, Menea, Fisar, Fildis, Mondadori Bookstore Piazza Roma Catania, AshleyRose110, Magic Travel, Frida Viaggi, Altrameta, Tenuta Monte Gorna, Vivera, Irene Badalà, Palmento Costanzo, Cantine Russo, Barbadoro, Osteria Villa Zuccaro.

Photocredits: Gabriele Argentino e Daniele Di Costa.

 

 

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Pubblicato in SPAZIO BACHIS

Sarà Naxoslegge, in collaborazione con Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara,ad avere il piacere di presentare a Giardini Naxos, sabato 20 novembre, alle 17,30 nel salotto letterario del Bistrot del lido di Naxos, il nuovo libro di Alberto Samonà,  “Bonjour Casimiro” pubblicato per Rubbettino Editore. 

Converseranno con l’Autore il prof. Dario Tomasello del COSPECS dell’Università di Messina e  Fulvia Toscano, direttore del festival Naxoslegge. L’ingresso è libero nel rispetto delle norme anticovid.

Sullo sfondo della vicenda narrata si colloca la storia di una famiglia straordinaria, quella dei baroni di Calanovella, in particolare dei tre fratelli “magici”: Lucio, Agata Giovanna e, soprattutto Casimiro Piccolo,la cui vita si declina dentro lo spazio reale e onirico al contempo della Villa di Capo d’Orlando, eletta a luogo dell’anima dalla madre, Teresa Mastrogiovanni Tasca, la cui presenza domina incontrastata, in vita e dopo, come vero genius loci

Ed è il mondo dell’eterno femminino che, in realtà, accanto a Giulio, protagonista “involontario” della storia, è assunto come implicito punto di riferimento, definendosi sempre più come archetipo ispiratore, cosa che il lettore scoprirà, seguendo le avventure reali e immaginali del protagonista, i suoi incontri con donne straordinarie che lo metteranno a parte della possibilità di accedere a mondi altri. 

Ed è in tal senso che questo di Samonà è un bildungsRoman o, ancor meglio, una vera e propria storia di iniziazioni, di passaggi, di soglie che, come la soglia del giardino  dei Piccolo, voluto e curato da Agata Giovanna, consente catabasi e risalite, apocalissi e palingenesi.

In un serrato ed elegante gioco di rimandi, il volume si rivela, oltre che un romanzo, una galleria di storie nelle storie dal taglio quasi saggistico, come quelle dei tanti personaggi che popolano la vita della Villa, poi divenuta Fondazione per volontà di un drappello di illuminati con in testa il barone Casimiro.

Sfilano, così, davanti ai nostri occhi, accanto ai membri dell’aristocratica famiglia palermitana, scrittori, giornalisti, artisti che, al pari delle presenze arcane dei mondi “sottili” con cui Casimiro si intrattiene, vivono come una condizione liminare tra spazio e tempo e tra il tempo orizzontale dei fenomeni e il Tempo senza tempo di cui, solo a pochi, è dato conoscere la consistenza. 

Non deve, pertanto, sorprenderci  la frase posta in esergo, del maestro dello Shivaismo tantrico del Kashmir, Abbinavagupta, con parole che sulla soglia del libro sono un invito al viaggio, monito per una nuova ricerca del sé, aspirazione ad una rinata coscienza. Un invito sapienziale che, se bene letto e interpretato, ci fornisce il giusto modo per leggere questo romanzo che vuole essere ed è molto più di un romanzo.

 

Pubblicato in Cultura

È in programma domani alle ore 20 nel giardino del Palazzo della Cultura - Villa Crisafulli-Ragno la presentazione del saggio “Dal Passato al futuro del Pianeta. Informazioni, metodi, curiosità”, scritto da Rosangela Todaro.

Il tema affrontato nel testo è quello dello sviluppo sostenibile necessario per il futuro del pianeta. Rosangela Todaro affronta in maniera chiara e di facile lettura tutti quegli aspetti che l’attualità ci pone davanti ogni giorno. Ed è proprio dalla voglia di trovare risposte alle domande più frequenti che un cittadino comune ma attento rivolge a se stesso in questa fase cruciale della storia dell’umanità, che prendono il via la ricerca e lo studio che hanno portato alla pubblicazione di questo volume.

L’autrice è consapevole che oggi più che mai è necessario un cambiamento di direzione, è arrivato il momento di percorrere senza esitazione la strada che deve condurci transizione ecologica.

Nel corso dell’appuntamento in programma per domani Rosangela Todaro illustrerà i temi cruciali del suo libro.

Saranno presenti il prof. Filippo Grasso, Ricercatore Universitario del Dipartimento di Economia della UniME, Consulente dell'Assessore Regionale al Turismo, Delegato del Rettore dal 2018 per tutte le iniziative inerenti turismo e management turistico per Messina e provincia; il prof. Santi Maria Cascone, ordinario di Architettura tecnica presso l’Università di Catania ed è autore di 11 monografie e di oltre 100 articoli scientifici, pubblicati su atti di congressi e su riviste nazionali ed internazionali. Si occupa dei problemi relativi alla progettazione, alla esecuzione e al controllo della qualità delle opere.

 

Nota sull’autrice

Rosangela Todaro

 

È nata a Messina nel 1959, ha vissuto la sua vita nella provincia della stessa città. Nel 1977 ha intrapreso gli studi giuridici e, pochi anni dopo, è stata assunta nella Pubblica Amministrazione.  Si è sposata nel 1984 ed ha avuto due figli. Ha sempre amato viaggiare in Italia ed all’estero, praticare attività sportive e per molti anni si è impegnata nel volontariato. Si è laureata in Scienze Giuridiche nel 2007, per hobby ha scritto diversi articoli per un giornale online locale. Negli ultimi anni si è appassionata allo studio delle varie sfaccettature dello sviluppo sostenibile.  Si definisce “una donna curiosa a cui piace vivere il presente con lo sguardo attento alle novità, poiché esse racchiudono i prodromi del futuro”.

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Un altro pomeriggio, ricco di emozione, quello dello scorso 29 settembre, che ha visto ancora una volta al centro la “Casa del Cinema” di Taormina, stavolta per svelare una parte degli archivi della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”.

Un appuntamento inserito nel corposo programma della XI edizione di “Naxoslegge” – il Festival Regionale delle Narrazioni ideato e presieduto dalla vulcanica docente Fulvia Toscano – che quest’anno ha avuto quale Domina la “Storia Necessaria”. Non semplice cronaca o aneddoto ma storia costruita su strati di memoria di differenti civiltà. Una “storia plurale”, dove, la tappa di domenica è stata importante per far luce su altre pagine della storia di Taormina.

L’incontro, a cura di Milena Privitera – responsabile ufficio stampa di “Taormina Arte” – e del Direttore Generale Ninni Panzera, ha ricevuto grande apprezzamento da parte del pubblico intervenuto, tra cui erano presenti numerosi studenti del Liceo Scientifico di Giardini Naxos, attivi collaboratori e promotori di un fare consapevole. La professoressa Toscano ha voluto ringraziare la “Fondazione Taormina Arte” per “l’interlocuzione fattiva”, e ha dichiarato come tutto rientri nell’alveo di «una mentalità costruttiva, alla presenza del “demone del fare” che vedrà altri incontri e porrà al centro un percorso tracciato prima di tutto per i ragazzi».

Ninni Panzera – nel suo intervento – ha accettato di buon grado l’idea, dichiarando:

  • «Raccogliere le sfide che Fulvia lancia è uno stimolo per noi tutti. L’archivio di “Taormina Arte” è una enorme risorsa; ripercorrere la storia umana e professionale di questi anni, è rivivere una storia bellissima, fatta di decenni importanti a dispetto dei periodi di “appannamento e di crisi”. Nel nostro archivio sono scritte pagine indimenticabili e sono prima di tutto state vissute. Qui sono passati grandi direttori, grandi coreografi e grandi attori. Taormina è stata ed è punto di riferimento per la cultura in senso materiale e immateriale. Oggi, aprire l’archivio e mostrarlo a questi ragazzi, è importante per le loro menti e per quelle degli adulti, i quali devono ricordare la loro identità e la loro storia».

Milena Privitera, da parte sua, ha tracciato un interessante excursus di questa fantastica storia, ringraziando, anzitutto, chi ha realizzato insieme a lei il video che è stato proposto al pubblico: Elisabetta Monaco, Emanuele Passalacqua, Daniela Di Leo e naturalmente, l’infaticabile Francesca Cannavò e tutta la squadra di “Taormina Arte”. Durante la proiezione – che ha riportato alla memoria, volti, parole, vita vissuta – l’emozione tra il pubblico è stata palpabile.

La Privitera nel suo intervento ha precisato:

  • «Non vogliamo vivere di ricordi ma avere presente chi siamo stati per proseguire nel nostro lavoro. “Taormina Arte” è nata per riunire tutto ciò che a livello culturale era in città. Inoltre, esisteva una politica “illuminata” che ha dato notevole impulso. Le produzioni erano qui, perché c’erano i fondi economici per investire nella realizzazione degli eventi. Taormina Arte nasce nel 1983 e il Festival comprendeva Teatro; Danza; Musica, oltre al Festival del Cinema. Possediamo un archivio con oltre 1000 volumi di rassegna stampa originale. Esiste un archivio fotografico che va dal bianco e nero al colore sino al digitale. Qui Lavia, Albertazzi, Sinopoli, Guerritore hanno lasciato impronte indelebili. Giustamente, per restare al passo con i tempi, si è destagionalizzato e decentralizzato – con l’apertura in altri periodi e la collaborazione con altri luoghi e teatri perché – la nostra, è la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Nel tempo, abbiamo aperto alle arti figurative e curato allestimenti che hanno riscosso grande plauso. Oggi, siamo lieti di aprire ai giovani per inaugurare una nuova stagione».

La nostra redazione ha voluto ascoltare le varie anime che hanno contribuito a fare la storia di “Taormina Arte” e tra esse, quella di Daniela Di Leo, storica figura di questa grande famiglia:

  • «Ho iniziato questo meraviglioso viaggio lavorativo, perché tale lo reputo, nel 1984, nella segreteria dell’ufficio stampa, guidato da Stelio Vitale Modica, passando poi – e per molti anni – alla segreteria della “direzione artistica teatro” con Gabriele Lavia e alla segreteria dell'Agis durante gli anni della “Festa per il Teatro”. Ho curato l’Archivio di “Taormina Arte”. Oggi sono la responsabile delle “Attività promozionali, Merchandising e Delegato Siae” per la “Fondazione Taormina Arte Sicilia”. Aver lavorato all’interno di questa struttura sin dalla sua nascita mi ha permesso di vivere momenti di alto profilo culturale, e allo stesso tempo umano, attraverso i rapporti personali con grandi personaggi. Tra questi, desidero citarne quattro, in particolare, che sono per me tra i più cari e dei quali conservo gelosamente i ricordi: Pupella Maggio, Giulietta Masina, Valeria Moriconi e Mario Carotenuto. Oggi, dopo 35 anni, rivedendo – in questo video – tutto ciò che abbiamo vissuto tra splendori e momenti di assoluta oscurità, ritengo di essere stata molto fortunata ad aver avuto una piccola parte in una grande storia».

Lisa Bachis

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Parafrasando felicemente il titolo del film del 1939 di Carol Reed, con Michael Redgrave, Margaret Lockwood “The Stars Look Down”, trasposizione dall’omonimo romanzo del 1935 di Cronin, il 13 settembre scorso, la “Fondazione Taormina Arte Sicilia” ha raggiunto un altro successo con l’inaugurazione della saletta cinematografica all’interno della “Casa del Cinema”, nell’ex Pretura di Taormina. Si tratta di uno degli storici palazzi, in origine sede di nobili famiglie, la cui destinazione d’uso a seguito di un attento progetto di restauro, è stata quella di riservare un luogo al cinema, in una città – che per sua storica vocazione – è saldamente legata al teatro e alla messa in scena, dal vivo e su pellicola.

L’emozione era palpabile unitamente alla soddisfazione di aver operato secondo un gioco di squadra che ha coinvolto tutti: dai dirigenti allo staff di “Taormina Arte”. All’inaugurazione erano presenti – oltre al Sindaco di Taormina Mario Bolognari – il Commissario Straordinario della “Fondazione Taormina Arte Sicilia”, Pietro Di Miceli e il Direttore Generale Ninni Panzera. Tra gli invitati eccellenti anche Lino Chiechio fondatore e leader di “Videobank”, con la moglie Maria Guardia Pappalardo: un’altra squadra vincente che ha riconfermato la sua presenza, per i prossimi tre anni, nella organizzazione del “Festival del Cinema” di Taormina, e che ha già dato modo, a tutti, di verificare il rilancio di un festival, che costituisce uno degli appuntamenti tra i più importanti per la cultura e il turismo non solo locali, ma a livello internazionale.

Emozione e sollievo per un altro traguardo raggiunto. Le parole del Sindaco Bolognari, confermate dal Di Miceli, non hanno lasciato spazio ai dubbi. Taormina è nota nel mondo, tuttavia ciò non ammette letarghi e sonnolenze. La promozione di un nome, che deve essere “marchio”, non può avvolgersi in un manto di apparente appagamento; occorre promuovere e investire nelle eccellenze di un territorio vario e ricco. La tradizione cinematografica – che già a partire dal 1919, ha visto Taormina quale location per set cinematografici – si è via via arricchita dopo la Seconda Guerra Mondiale. La scelta è legata alla riscoperta del tema del viaggio e di un modo differente di intendere il turismo, dopo il 1945. La parola d’ordine è “svago”, godimento dei sensi e abbandono alle suggestioni offerte dalle isole del Mediterraneo. Si vuol ricominciare a vivere, si vuol ripartire economicamente e socialmente. Il cinema, così come la fotografia, offre l’apertura su “luoghi altri”, che inducono al sogno, alla divagazione. Vi è una sorta di riproposizione dei temi cari alla “Belle Epoque”, nella nuova veste di una rivoluzione dei costumi. Bisogna lasciarsi alle spalle macerie e distruzione; fame e terrore. Vi è un sentimento di liberazione da rinunce e dittature; vi è il desiderio di osare ed essere anticonformisti. Il cinema dà questa opportunità e getta le basi per un nuovo modo di divertirsi. Ma esso è anche strumento di conoscenza e recupero di documenti storici, altrimenti destinati alla distruzione. Il cinema diviene fonte storica, sostiene la ricerca antropologica, e consente agli studiosi di aprire a un nuovo modo di interpretare la realtà e la società in cambiamento.

Ninni Panzera ha realizzato un altro dei suoi sogni, lui che, più di tutti, mostrava con garbo e innata discrezione la propria emozione. Nelle sue intenzioni e in quelle di tutti i suoi collaboratori – volti, sorrisi ed esperienze maturate lungo il corso degli anni – «la saletta ospiterà in modo permanente una programmazione cinematografica. Infatti si è scelto di iniziare con film rari e inediti, girati a Taormina. Fotogrammi unici non solo di personaggi noti ma anche di scorci simbolo della città: il Teatro Antico, il fascino e il lusso del San Domenico, il suggestivo Corso Umberto, i tanti vicoli, la Villa Comunale, la Stazione ferroviaria, l’Isola Bella, il Capo Taormina e l’imponenza dell’Etna. Nell’ottica della ricostruzione dell’identità e della memoria».

Panzera ha altresì precisato che «i lavori di trasformazione del salone, in saletta cinematografica, sono stati fatti “in house”, con l’ausilio delle competenze e della professionalità del personale di Taormina Arte, nel rispetto degli impegni presi con la Città di cui la “Fondazione” è uno degli organismi vitali, perché la “Casa del Cinema” vuol essere una delle anime culturali di Taormina».

La pellicola che ha aperto ufficialmente la programmazione – rivolta ai cittadini e ai numerosi turisti che visitano la città - è un film tedesco, inedito in Italia, di Hans Deppe, “Gitarren klingen leise durch die Nacht” del 1959, in versione originale con i sottotitoli italiani appositamente realizzati. Film romantico e ispirato al “Musical”, che ha come protagonisti Fred Bertelmann, Margit Nünke e Vivi Bach.

L’organizzazione ha pubblicato un cartellone, «che proseguirà fino a metà novembre, con numerose altre chicche – 10 film tra i più rari e meno visti – tra le quali “L’immagine meravigliosa” (1951) di Richard Brooks, ma anche il più noto “L’avventura” (1960) di Michelangelo Antonioni».

Inoltre, la mostra “Le Stelle di Taormina” – a cura dello stesso Panzera – è stata prorogata sino al 6 gennaio 2020. «L’esposizione offre, attraverso materiali rigorosamente originali, una visuale molto particolare di Taormina, quella dai set dei 46 film che hanno “scelto” Taormina come loro straordinaria location». Una mostra che ha suscitato ammirazione da parte di uno dei giganti del cinema: Oliver Stone. Il quale ha mostrato tantissimo di aver gradito un modo di accogliere e di trasmettere passione che chi abita questi luoghi unici, porta dentro di sé come retaggio genetico millenario.

Lisa Bachis

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