Ritorna dopo il successo degli anni passati lo “scambialibro”.

Un semplice baratto che consente lo scambio di conoscenze in modo gratuito, rivolgendosi a chiunque abbia in casa libri che non legge o che ha già letto e desidera consentire la lettura ad altri( libri nuovi o vecchi ma ancora in buono stato) senza alcun costo a suo carico.

Come funziona?

L’utente che vuole prendere parte all’iniziativa deve portare presso il Punto Scambialibro predisposto presso la Biblioteca, almeno un libro che può essere scambiato con un altro tra quelli disponibili.

Il lettore consegnando il libro alla Biblioteca, rinuncia alla proprietà dello stesso. Lo scambio può avvenire più volte per tutta la durata de lo  Scambialibro.

Al termine dell’iniziativa i libri rimasti resteranno a disposizione della Biblioteca per altre manifestazioni o, a discrezione della addette alla Biblioteca, potranno essere utilizzati per incrementare il patrimonio della Biblioteca stessa.

“Questa iniziativa, ha affermato  l’Assessore alla Cultura Mario D’Agostino, vuole promuovere uno scambio di conoscenze in modo gratuito e diretto, tramite il sistema antico e semplicissimo del baratto. L’iniziativa si rivolge a chiunque abbia a casa dei libri che non legge o che ha già letto e desidera consentirne la lettura ad altri, oppure a chiunque sia alla ricerca di libri che lo possano incuriosire o interessare, senza alcun costo a suo carico. Semplicemente, conclude, è una iniziativa che mette in movimento la voglia di leggere.”

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Si è soliti citare i grandi artisti che hanno lasciato tracce memorabili nelle loro descrizioni sul Grand Tour, il viaggio di formazione impresso in scritture narrative e pittoriche. Uomini e donne, che hanno introdotto un modo differente di vivere il viaggio e hanno lanciato il concetto di turismo moderno. Rocco Bertè, fotografo taorminese, ama il suo lavoro perché gli consente di non rimanere sempre nello stesso luogo. Ha necessità del viaggio così come lo avevano i grandi viaggiatori; lo assapora come un turista, ma lo metabolizza come un’esperienza di vita, traducendolo in immagini. L’ultimo suo grande viaggio ha deciso di farlo, diretto in Australia, continente che è anche isola; aperto ad accogliere e chiuso da un perimetro definito. In un certo senso, lo ha vissuto come coloro che sceglievano l’Italia e la Sicilia, come luogo di ricerca e introspezione. Uno straniero curioso e predisposto “al senso della meraviglia”, mai pago di ciò che i suoi occhi vedono.

Il viaggio ha inizio il 18 novembre del 2014 e si conclude con il rientro, a fine gennaio del 2015. La meta è chiara: Sidney. Una metropoli da respirare, ascoltare e vedere. Rocco non ha dubbi e mi racconta, «non parto con l'idea di fare un viaggio fotografico e per gli ovvi costi di peso bagaglio, cerco di razionalizzare l'attrezzatura». Quindi prima di tutto, se decide di partire, sua intenzione è quella di svestire l’abito del fotografo professionista. Lui vuol sentirsi un turista come tanti altri. Eppure, la sua passione, il suo interrogarsi sul mondo attraverso le immagini, riesce sempre ad avere uno spazio.

Ed ecco, che al ritorno, una mole di foto, due mesi non sono pochi, e l’idea di estrapolarne una piccolissima porzione che dà vita a “Eyes Wide Sydney”, «un omaggio a Kubrick ma solo come gioco di parole. “Eyes Wide Shot” non ha nulla a che vedere con la fotografia, il paesaggio o Sydney, a parte la bellissima Nicole Kidman», continua a raccontarci Rocco, che aggiunge: «il sottotitolo è “Late Night Edition” (quelle in mostra sono solo foto panoramiche notturne) perché in fotografia l'ora migliore per realizzare i notturni, è subito dopo il tramonto con il cielo ancora chiaro e le luci delle città già accese, che viene chiamata ora blu, blue hour». Rimango colpita dal trasporto con cui racconta, e mi ritrovo coinvolta, io che sono una profana, in una lezione di fotografia. In effetti, emerge anche la figura dell’insegnante dato che da anni, Rocco Bertè organizza e tiene corsi di fotografia. Lui continua la narrazione, io mi limito a fargli qualche domanda ogni tanto, ma è preciso nelle descrizioni anche quando parla dell’uso della scelta dell’inglese per titolare l’esposizione, «Eyes Wide Sydney (di solito nelle mie attività fotografiche evito le frasi in inglese come l'appellativo “Photographer”, che odio e uso sempre l'italiano, ma questa volta ci stava». L’inglese è la lingua giusta, di casa in Australia, e lui doveva trasmettere il senso di benessere provato durante il soggiorno. Ma non voglio distogliere l’attenzione dal suo racconto che procede fluido, un vero racconto di viaggio, e lo invito a proseguire. «Come macchina scelgo una Mirrorless leggera e compatta la Fuji XE2+ obiettivo kit 18-55, con cui scatterò la maggior parte delle foto, +23mm +14mm. Il 23 dicembre mentre sono sugli scogli a Manly Beach per fotografare il tramonto, mi cade da 20 cm e si rompe il mirino, riesco ad accenderla ma solo dopo pochi giorni e grazie all'aiuto di un gruppo di appassionati di Facebook, riesco a poterla usare di nuovo ma solamente con il display, questo mi costringe ad uscire dalla mia comfort zone, in quanto fotografo da più di 30 anni, ormai troppo abituato al mirino, una sorta di occhio magico dove poterti estraniare da ciò che ti circonda e concentrarti solo sulla foto».

Perfetto, lo blocco, avverto che sta entrando al cuore dell’esperimento, ha deciso di narrarmi l’esperienza nell’esperienza. Il cui risultato, sono le foto in esposizione sino al 29 settembre a Giardini Naxos, presso la Taverna Naxos di Angelo Savoca, suo amico e compagno di avventure. Rocco, fa di un incidente di percorso un’opportunità; e ci riesce, visti i risultati. «Il tempo trascorso in vacanza mi permette di studiare meglio le funzioni accessorie della fotocamera che normalmente uso solo in modo classico. Inizio ad usare la funzione panorama creata dalla fotocamera stessa. Premi il pulsante di scatto, muovi la fotocamera lateralmente e… magia esce la foto panorama. Ovviamente, dopo i primi momenti di entusiasmo, questa funzione preconfezionata, mi sta stretta ma ormai stregato dalla possibilità di riprendere i panorami urbani per quasi tutto il loro sviluppo orizzontale, continuo a scattare nel mio classico modo (in RAW formato grezzo che abbisogna dello sviluppo al pc), però facendo più scatti consecutivi e spostando leggermente la visuale lateralmente, così da avere poi, più foto da unire comodamente a casa con il pc. Questo metodo (normale per chi fa panorami) mi ha portato indietro nel tempo, ad assaporare l'attesa come quando usavo la pellicola. Altra cosa che aggiunge riflessione e rielaborazione successiva all'impulso di scattare. Rielabori nel tempo, e scemata l'emozione del momento, lo rivedi in maniera più intima e riflessiva e se ti riesce, provi a far ritornare le emozioni provate sul luogo. Io sono sempre stato un patito delle foto in notturna, con lunghi tempi di posa perché aprono la porta su un mondo invisibile ad occhio nudo. Pensa alle strisce che lasciano le auto che passano e che ad occhio nudo non vedi, oppure alle strisce nel cielo, formate dalle stelle con tempi di esposizione vicino ad un’ora, dovuti al movimento della terra o ancora, ai mille riflessi sulle superfici d'acqua leggermente mosse: fiumi, laghi e il mare».

Rocco Bertè, ha deciso di concentrarsi su Sidney, una metropoli, «una città quasi galleggiante, visto che si affaccia in un porto naturale immenso. Luci, colori e riflessi ad ogni sguardo e poi con le sue icone, l’Opera House e Harbour Bridge a troneggiare in centro città. Sydney, è un universo incredibile, un misto di città nordeuropea con un clima come la nostra Sicilia. Tante città, dentro la città, con ambienti e culture diverse. Grande metropoli, inserita in un contesto di parchi naturali». Rocco Bertè ha scelto di riportare con sé, tra i suoi appunti di viaggio per immagini, le mille variazioni cromatiche del paesaggio urbano. Un patrimonio di informazioni, visualizzato secondo una tecnica ferrea e disciplinata dove oltre alla competenza del fotografo professionista, risalta il rispetto dell’uomo per la bellezza che lo circonda, unito alla speranza che l’etica del paesaggio non venga meno, insieme al sogno che un modo di abitare virtuoso, sia l’imperativo categorico per ogni uomo d’Occidente.

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Da oggi, venerdì 11 settembre  e fino a  domenica 13 settembre si svolgerà a Mandanici, presso il locale museo,  il convegno promosso dall’Osservatorio di etnoantropologia cognitiva “Archetipi e territorio” sul tema “L’uomo e lo spazio. Archetipi, trasformazioni storiche, geopolitiche e culturali”.

La cerimonia inaugurale con il sindaco Armando Carpo è in programma per oggi pomeriggio alle 17,30.

A seguire l’architetto Salvatore Scuto, l’antropologo Sergio Todesco, il teologo Giovanni Russo insieme al geografo Giuseppe Campione (al quale verrà consegnato il Premio “Raoul Di Perri 2015” per la Scienza, l’arte e la cultura) discuteranno sugli aspetti narrativi, antropologici, etici e fenomenologici dello spazio umano.

Sabato 12 e domenica 13 settembre, cultori di discipline storico-filosofiche, giuridiche, architettura e urbanistica, medicina e neuroscienze, antropologia, si confronteranno, attraverso un percorso di conoscenza multi e post-disciplinare, sulle problematiche che l’uomo contemporaneo è costretto a fronteggiare in termini ideologici, politici, economici, identitari e di diritti umani. Da segnalare le sessioni ”Spazio e filosofia”, “Migrazioni”, “Architettura, corpi e spazi”, “Identità e trasformazioni” , “Narrative, empatia e simbolismo”, “l’Uomo. e lo spazio”. Il convegno – organizzato dal dott. Giuseppe Mento, neurologo del Dipartimento di neuroscienze dell’AOU di Messina, in collaborazione con l’Università degli studi di Messina, col Modulo dipartimentale di Salute mentale Messina Nord, con l’associazione “il Centauro Onlus” e col Festival “Naxoslegge” – si concluderà domenica sera con la tavola rotonda “Immaginare il futuro”, un progetto di formazione post-disciplinare per i servizi del territorio, coordinato da “Archetipi e Territorio”.

Questo il programma della tre giorni:

Venerdì 11 settembre h 17.30

CERIMONIA INAUGURALE

 

Paesaggio                                                                 Salvatore Scuto

Spaesamenti. Da Proust a de Martino                      Sergio Todesco

L'Uomo e lo Spazio: trasformazioni etiche             Giovanni Russo

PREMIO

“RAOUL DI PERRI”2015

per la Scienza, Arte e Cultura

La Geografia come spazio dell'accadere          Giuseppe Campione

Mandanici Welcome

Monastero, Badia

 

Sabato 12 settembre 

h 09.30-11.30

LO SPAZIO, TRA FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA

G. Giordano

Lo Spazio della Politica                                     Girolamo Cotroneo

L'Uomo dallo Spazio all'ambiente                     Giuseppe Gembillo

Un nuovo Spazio per l'Uomo: l'Economico      Giuseppe Giordano

La casa: spazio degli affetti e dei legami        Marianna Gensabella

h  11.45-14.00

L'UOMO E LE MIGRAZIONI

G. Restifo, G. Turiano (moderatori e discussants)

L'Italia in movimento. Tradizioni e sistemi migratori, tra vecchie e nuove mobilità                                                        Pantaleone Sergi

Breve storia delle migrazioni umane                      Elina Gugliuzzo

Le migrazioni oggi, strategie di accoglienza           Santino Tornesi

Come ? Dove? Quando ? Il burnout italiano  Alessandro D'Angelo

 

Sabato 12 settembre

h 17.30

Dal villaggio alla città                                              Ludovico Fulci

h 18.00-20.30

ARCHITETTURA CORPI E SPAZI

S. Serafini, M. Caserta

Il corpo e la progettazione urbana                           Stefano Serafini

Architettura e Spazio Politico. Dal moderno al globale

                                                                        Massimiliano Caserta                                              

La Piazza, dallo spazio pubblico condiviso alla rete come territorio senza confini                                                          Sergio Bertolami

Aspetti neurocognitivi ed antropologici della percezione spaziale

                                                                                            G. Mento

NOTTE DI FINE ESTATE IN PIAZZA

MANDANICI 2015

 

Domenica 13 settembre

h 9.30-11.30

R. Motta

Spazi aggregativi e identità urbana                      Giuseppe Ruggeri

Zone di contatto e negoziazione delle identità       Mario Bolognari

Il luogo ritrovato “la Badiazza”, itinerari di senso tra storia, leggenda, natura, cultura                                            Matteo Allone

La Sicilia, non abbastanza isola...                         Cosimo Inferrera

Politica e diritto, tra globale e locale                 Maurizio Ballistreri      

 

h 11.45-14.00

M. Aragona, L. Baldari

Il vissuto soggettivo dello spazio-tempo fra angoscia, euforia ed indifferenza                                                           Federico Fischetti

La conquista dello spazio: riflessioni micropsicoanalitiche

                                                                                     Luigi Baldari

L’essere è, il non essere non è... purchè si trovi alla mia destra

                                                                               Giuseppe Giglia

Lo spazio della trasformazione, tra cancro e benessere

                                                                              Marcello Aragona

Lo spazio come nutrimento della psiche              Giovanna Gioffrè             

Domenica 13 settembre

 

h 17.30-19.00

L’UOMO E LO SPAZIO

Lo spazio dell’uomo                                              Luigi Palmucci

La variabile dello spazio e l’armonia degli angoli

                                                                                Marisa Mercurio

h 19.15

“Archetipi e Territorio”

Osservatorio di Etnoantropologia Cognitiva

IL PROGETTO

“IMMAGINARE IL FUTURO”

dalla formazione post-disciplinare

ai

servizi per il territorio

TAVOLA ROTONDA

M. Bolognari,  G. Campione, M. Caserta, G. Cotroneo,

G. Gembillo, G. Giordano, G. Mento, S. Serafini

 

 

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E’ stato pubblicato stamani all’albo pretorio del comune di Taormina l’avviso pubblico per la concessione in uso del bene immobile oggetto di una futura ed eventuale prelazione in base al testo unico dei beni culturali - Domus San Pancrazio. Il destino dunque della Domus è legato all’esito della procedura pubblica. L’avviso è finalizzato all’individuazione di un soggetto, una persona giuridica di diritto pubblico o privato, che sia interessato ad ottenere la concessione in uso per 99 anni con "interesse preminente di tutelare e valorizzare il bene culturale (la Domus)". L'importo a base d'asta è stato fissato a quota "Un milione 870 mila euro che deve essere versato alla Amministrazione precedente entro e non oltre il giorno 30 ottobre 2015, pena l'incameramento della cauzione". "Vista - si legge nell'atto formalizzato dal Comune - "la proposta di indizione di una procedura per l'alienazione del bene e la futura ed eventuale prelazione in base al testo unico dei beni culturali e per la concessione di spazi attigui sempre a tale immobile", da parte della Hellac Gbr, con sede in Germania, a Monaco, Gybilgstrasse, e vista la delibera di Giunta comunale che ha ritenuto di accogliere parzialmente la proposta della Hellac, il Comune di Taormina decide di indire un bando pubblico finalizzato all'esercizio del diritto di prelazione e alla successione concessione in un uso di un complesso immobiliare denominato "denominato Domus San Pancrazio". L'apertura delle offerte avverrà entro il 10 settembre.  Tuttavia così come ha anticipato l’assessore alla cultura Mario D’Agostino resta aperta un’altra strada, ovvero quella della trattativa privata con i proprietari dell’area. “ L’interesse del comune di Taormina, ha spiegato D’Agostino, è che la Domus possa essere acquisita dalla collettività di Taormina.”

 

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Domenica 30 agosto, presso il Parco botanico e geologico Gole Alcantara, si terrà la presentazione ufficiale del programma della V edizione di Naxoslegge. " La scelta di questa splendida location, spiega Fulvia Toscano direttore artistico di Naxoslegge, è motivata dalla coerenza tra il tema portante del festival, LA LUCE È COME L'ACQUA, ed il progetto di illuminazione serale e notturna, messo in essere, nel Parco, nelle domeniche di Agosto.” La scelta del sito, inoltre, risponde allo spirito itinerante che connota Naxoslegge, a partire da questa V edizione, facendone un festival diffuso, nel corso dell'intero mese di settembre, nel tempo e nello spazio. Portare la Bellezza nei luoghi della Bellezza è uno degli obiettivi di Naxoslegge che ha fatto della narrazione la sua cifra connotativa. “Quella di domenica 30, tra luci ed acque, prosegue Fulvia Toscano, sarà l'occasione per ringraziare partners, sponsors, collaboratori e sostenitori che stanno rendendo possibile  con la loro preziosa presenza, questa V edizione di Naxoslegge, un festival libero, plurale e militante che vede la collaborazione di circa sessanta tra Enti, Fondazioni, Associazioni, Fextivals, case editrici, oltreché la presenza di circa cinquanta ospiti negli eventi disseminati nel corso del mese di settembre e il contributo di tantissimi cittadini che hanno creato una vera rete virtuosa intorno al festival.” Dopo la presentazione del programma, sarà possibile, gratuitamente, godere delle passeggiate nei sentieri illuminati sulle Gole. Il Festival prenderà avvio il 3 settembre e fino 30 settembre, racconterà di storie, persone e azioni. Con eventi organizzati soprattutto nei fine settimana, Naxoslegge toccherà diverse città da Catania a Messina, e diversi siti delle due province:

Casa Cuseni a Taormina

Palazzo Platamone a Catania

Sicily by Marabù, Liceo Caminiti, Museo archeologico, Oratorio San Pancrazio e Atelier museo del maestro Turi Azzolina a Giardini Naxos

Castello Rufo Ruffo a Scaletta Zanclea

Villa Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando

Castello San Marco a Calatabiano

Palazzo della cultura ad Alì Terme

Monte di Pietà, Feltinelli point e Auditorium del Dipartimento di Scienza della Formazione a Messina

Littorina Riposto-Randazzo, per un viaggio letterario verso la Montagna.

Queste le diverse sezioni del festival, distribuite nell’arco del mese di settembre:

Attraversando Dante (3 settembre)

Siciliabooktrailer, nell’ambito di Cortiincortile (4-6settembre)

Le donne non perdono il filo (11-13 settembre)

Custodire la Bellezza (17-20 settembre)

Naxoslegge la legalità (21 settembre)

La luce è come l’acqua (25-30 settembre), con le sotto sezioni:

La luce delle culture

Luce contemporanea, in collaborazione con Associazione Bruno Caruso

La storia siamo noi

L’arte di voltarsi

A Sud di Cervantes

A Sud di Pasolini, che costituisce la seconda tappa del percorso avviato il 17 e 18 luglio a Catania, con il convegno su Pasolini, coordinato da Dora Marchese, di cui Naxoslegge è stato il partner ufficiale.

Il 25 settembre, in particolare, in collaborazione con l’Università di Messina, COP (Centro Orientamento e Placement) e CNR ITAE di Messina, sarà realizzata un’intera giornata di studi sul tema della luce, con incontri e  laboratori interdisciplinari, pensata  e gestita anche come una giornata di orientamento universitario per tutti gli studenti presenti.

La sezione Lettori in erba si svolgerà in parallelo, dal 25 al 30, con un’anticipazione il 23 settembre, in collaborazione con Liceo Caminiti e Istituto comprensivo di Giardini Naxos, con un seminario per genitori, docenti e operatori, dedicato all’educazione alla lettura, con esperti, pedagogisti, editori, illustratori per bambini e ragazzi.

Si confermano le molteplici reti di collaborazioni con Università, Scuole, Enti di ricerca, Istituzioni culturali, Fondazioni, Associazioni e altri Festival, miranti a realizzare un vero circuito virtuoso di sinergie operative sui diversi territori.

Si conferma, il 12 settembre, il Premio Tela di Penelope, ai saperi delle donne, quest’anno dedicato alle donne di Sicilia e Calabria contro le mafie, in una sorta di ideale gemellaggio tra le due regioni, realizzato in sinergia con Risveglio ideale di Lamezia Terme, l’Altra metà  di Taormina, Città delle donne e  ACVA di Giardini Naxos e Valle Alcantara.

Tra i  tanti progetti che partiranno da questa V edizione di Naxoslegge citiamo il progetto per la creazione di una rete di biblioteche delle donne a Sud, che parte da Nicotera, con la costituzione anche di una biblioteca  delle donne presso il liceo Caminiti di Giardini Naxos; il concorso Vedere libri, dedicato ai booktrailers e il concorso Il gusto della lettura, che coinvolge gli istituti alberghieri di Sicilia. Per Lettori in erba sarà presentato il progetto pilota Grand tour per piccoli viaggiatori. Sulle tracce dei grandi viaggiatori, per un turismo consapevole. In ambito sociale, in collaborazione con il gruppo promotore UNICEF di Giardini Naxos, come sempre presente nel festival, sarà lanciato il progetto Lights for Nepal, da realizzarsi nell’autunno 2015.

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L'estate di Aspettando Naxoslegge prosegue con un appuntamento imperdibile in programma proprio oggi. Dopo l’incontro del 24 presso il giardino del Mojito di Recanati per la presentazione di Guasta semenza ( Mesogea) il romanzo di Vincenzo Pirrotta, oggi martedì 28 luglio presso il giardino del Sicily by Marabu', sempre a Recanati, Naxoslegge avvia il suo progetto Attraversando Dante, insieme a Bianca Garavelli, studiosa di Dante e autrice del romanzo Le terzine perdute di Dante (Rizzoli). Con l'autrice conversera' Marinella Fiume. Come afferma Fulvia Toscano, direttore artistico di Naxoslegge, "gli eventi di Luglio possono considerarsi una sorta di preludio ai temi e agli approfondimenti, programmati per la rassegna di settembre che, come ci tiene a sottolineare la Toscano, avrà per questa V edizione, una nuova configurazione, proponendosi come un evento diffuso lungo l 'intero mese di settembre,  ed in molteplici luoghi.  Su Pasolini  si tornerà,  in un dialogo ideale con il convegno di Luglio, con la sezione A Sud di Pasolini, che vedrà la partecipazione di scrittori e, artisti che, a Sud, si sono confrontati con il testo pasoliniano. Attraversando Dante, in naturale  prosieguo con Aspettando Dante della passata edizione, intende offrire uno sguardo sul rapporto tra Dante e altri grandi scrittori, quali Pound, a cui è dedicato l’ evento del 3 settembre a Casa Cuseni di Taormina, Borges e altri.

 

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Sabato 11 aprile alle ore 18,30 all’ interno della mostra “Made in Warhol” al Palazzo Corvaja di Taormina inaugura il percorso culturale Made in Benanti con il primo evento del progetto in cui l’artista Marco Tamburro dipinge l’immagine su 100 casse di vino della prestigiosa azienda l’immagine, che diventerà l’etichetta per il vino Rovitello. Dai primi anni Sessanta, quando Warhol sembrò sconvolgere “l’arte pura” dipingendo oggetti quotidiani come le scatole di Campbell’s Soup, non ha cessato di imperversare il dibattito sulla sua “importanza” o “insignificanza”. Warhol, considerato da alcuni uno “spacciatore di trovate pubblicitarie”, nella sua opera ha saputo catturare la vera, effimera, parcellizzazione del nostro tempo. La partecipazione emotiva è annullata dalla ripetizione seriale che lo porta quasi naturalmente all’adozione della serigrafia come modalità privilegiata della creazione di immagini. L’obiettivo di Warhol, dunque, è quello di dare dell’oggetto una versione ripetitiva e seriale, secondo le tecniche della pubblicità e dell’editoria. Per queste ragioni, così legate all’evoluzione dell’opera di Warhol, all’interno dello spazio espositivo della mostra “Made in Warhol” si troverà anche il percorso culturale Made in Benanti. La “Pop Art” così strettamente legata al marketing e alla comunicazione, e come abbiamo visto alla produzione seriale dell’opera d’arte mediante la tecnica della serigrafica, si avvicina al vino e alla sua presentazione con un “Progetto”, per l’Azienda Vinicola Benanti, che ha come obiettivo quello di trasformare la bottiglia contenente il vino, ed il vino stesso, in opera d’arte. Il progetto prevede la realizzazione delle tre etichette della famosa azienda vinicola siciliana, per i vini Pietramarina, Serra della Contessa e Rovitello, da parte dei tre artisti di matrice Neo Pop Emilio Leofreddi, Marco Tamburro e Elio Varuna. Attraverso un evento ogni mese, nel “giardino interno” del Palazzo Corvaja (Marco Tamburro sabato 11 aprile alle ore 18,30 – Emilio Leofreddi sabato 9 maggio alle ore 18,30 – Elio Varuna sabato 6 giugno alle ore 18,30), ciascun artista creerà un’opera - riflessione pittorica dei tre vini - dal vivo sulle casse di vino, sistemate come per creare un grande muro/tela sul quale fare esplodere la dirompente energia comunicativa della loro arte. Le stesse casse saranno dipinte da tutti e tre gli artisti, un lato per artista, per cui per ogni evento di azione pittorica si posizioneranno le stesse casse, che faranno da tela, cambiando la facciata per ogni artista. All’interno di ogni cassa si troveranno le tre bottiglie magnum del vino Benanti con le etichette raffiguranti le immagini serigrafate delle opere degli artisti realizzate nelle tre azioni pittoriche. Potrà risultare interessante evidenziare la dialettica tra i movimenti di avanguardia storica, come l’arte di Warhol, e quelli contemporanei, figlie di quell’esperienza, rappresentate da Emilio Leofreddi, Marco Tamburro e Elio Varuna. Ognuno di questi esponenti artistici ha assorbito in modo del tutto proprio gli impulsi precursori, che hanno stimolato l’incontro tra la popular art e la loro sensibilità individuale, riedificando il valore tematico e concettuale della loro produzione artistica, vissuta con l’esperienza e l’emancipazione di un segno che si evolve diventando “altro”. Artisti che vivono la loro esperienza creativa dal di dentro, riportando chiaramente una partecipazione emotiva e di significazione nell’opera d’arte, sempre di più lontani dall’idea dell’artista macchina trasformano la loro poetica in “Utopia”.

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Riprendono domenica 12 aprile, le attività di Naxoslegge, il festival diretto da Fulvia Toscano, grazie a cui Giardini Naxos è stata inserita tra le città del libro. Il 12, con appuntamento alle 11.00, davanti al Parco archeologico, prende avvio il progetto Passeggiando con i classici. Si tratta di una forma di trekking urbano, in cui si dialoga su temi relativi alla cultura classica. Io I tema trattato sarà "Ifigenia, Medea e le altre"sui personaggi femminili protagonisti delle tre tragedie che saranno, dal 15 maggio, rappresentate a Siracusa. Un viaggio letterario, dunque, narrato in cammino, godendo dei luoghi evocativi della cittadina di Naxos. La partecipazione è gratuita. 

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Giovedì, 02 Aprile 2015 00:00

TAORMINA. PASQUA DI TRADIZIONI E CULTURA.

La Pasqua è festa cristiana per eccellenza. Non vi è paese o contrada in Sicilia, che non riattualizzi con cadenza annuale il momento della Passione del Cristo e in ogni luogo, il momento religioso e liturgico si lega indissolubilmente, al momento tradizional-popolare, fatto di usi antichi e gesti tramandati nel tempo. La Pasqua a Taormina, non rappresenta un’eccezione ma un’interessante differenza. In una tra le più note città turistiche siciliane, lo svolgersi del rito tradizionale si affianca a momenti più leggeri, influenzati dal clima vacanziero, che qui si respira ad ogni bella giornata di sole. Il Giovedì Santo, l’esposizione dei “frumentini” – graziose piantine ottenute dal germoglio del grano o da leguminacee come le lenticchie e simbolo del sepolcro cristiano – non più esclusiva delle chiese cittadine ma conquista nuovi spazi. Le piantine, portate in dono dai bambini delle scuole, escono al di fuori dello spazio religioso tradizionale, andando ad ornare alcuni degli angoli più belli della cittadina, come i gradoni della barocca Fontana del Duomo. Disposte in modo da formare armoniosi ornamenti, impreziosite da veli colorati e infiocchettate, ricordano caramelle e spingono locali e turisti, a scattar foto da inviare come cartoline. E che dire della Processione del Venerdì Santo – esperienza antica d’origine medievale, attestata già a partire dal XV secolo – in cui i turisti seduti ai tavolini dei bar, entrano a far parte del contesto sacro, in qualità di spettatori da platea. Sulla scena, le Vare del “Cristo alla Colonna”, del “Cristo nel Sepolcro” e del “Cristo Crocifisso”, sfilano lungo il Corso Umberto, al ritmo cadenzato dalle preghiere e dalle musiche luttuose della banda musicale. Momento altamente drammatico, dove l’acme è raggiunto con l’ingresso della “Madonna Addolorata”, sorretta dalle Consorelle del “Congregazione del Varò”. Chi assiste all’evento, comprende il legame forte tra Taormina e Maria. Perché essa, è città dedicata alla Madonna e la processione del Venerdì Santo, è prima di tutto, rappresentazione del dolore incolmabile della Madre che ha perso il Figlio. E l’esistenza della “Congregazione del Varò” – che dalla fine del 1800, è tutta al femminile con una vocazione che si tramanda di madre in figlia ed ha restituito vita alla “Chiesa del Varò” ed al culto di Maria ad esso collegato – rientra nella tradizione cultuale della cittadina. Città, Taormina, che è anche Museo tout court, ed in virtù del suo tessuto urbano perfettamente integrato con i suoi magnifici monumenti, ha scelto di ospitare prestigiosi eventi legati all’Arte in uno dei suoi edifici più preziosi: Palazzo Corvaja. Le sale dell’antico palazzo, la cui prima origine è araba, come la torre che si mostra austera innanzi a chi entra nella corte, dal 21 di marzo sino al 7 giugno, ospitano la genialità estetica del maestro della Pop Art, Andy Warhol. Le atmosfere medievali dell’edificio si fondono con i colori e le psichedelie dei quadri, delle copertine dei vinili o dei giornali. La mostra “Made in Warhol”, è un viaggio nella vita dell’affascinante e al di là degli schemi Warhol, originalità che viene confermata dalla proiezione dell’intervista che a lui fece, il giornalista Vanni Roncisvalle. Le opere esposte sono più di sessanta, provenienti dalla collezione Rosini-Goutman. E attratti all’ingresso dai barattoli di zuppa Campbell’s, quasi un antipasto di ciò che attende il visitatore, si resta ancora ammaliati dalle serigrafie di Marilyn Monroe, oppure dal volto di Liza Minnelli bellissimo con la peculiare nota rossa delle labbra. Ma vi sono tanti i personaggi famosi, ritratti nelle serigrafie di Warhol: Liz Taylor, Norman Fisher, Dennis Hopper, Greta Garbo, per citarne alcuni. La mostra organizzata dallo studio Soligo, curata da Giuseppe Stagnitta e Julie Kogler, con la consulenza scientifica dello psicologo d’arte Alberto Angelini, ha anche alcuni pezzi dal forte impatto sociale, e tra questi c’è “Cospiracy at Dallas” del 1982, opera che ripercorre il tragico assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy.

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Grande partecipazione di pubblico ieri alla presentazione del saggio in onore di Walter Benjamin scritto dalla taorminese Lisa Bachis. L’evento inserito nel cartellone degli appuntamenti letterari dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina”, presieduta da MariaTeresa Papale, si è svolto eccezionalmente in occasione delle “Giornate FAI di Primavera” presso il  blasonato salone del Museo Casa Cuseni. Soddisfazione è stata espressa da Maria Teresa Papale . “Ringrazio Fulvia Toscano, responsabile del gruppo FAI di Giardini Naxos - Taormina,- ha affermato Papale- per aver voluto coinvolgere "SPAZIO al SUD" in questo evento prestigioso: siamo fieri di aver contribuito al successo della Giornata con la presentazione del pregevole saggio”. La presidente dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina” si è anche complimentata con l’autrice Lisa Bachis e  la giornalista Milena Privitera per “ essere riuscite a rendere facilmente comprensibile un testo decisamente "difficile" per i più...ed a coinvolgerli tutti!”. Intellettuale a tutto tondo, vero “homme de lettres” come lo definì Hannah Harendt, Benjamin, tedesco di religione ebraica, è stato un filosofo, scrittore, traduttore, critico letterario e sociologo segnato da amicizie personali e frequentazioni culturali con i maggiori rappresentanti dell’intellighentia europea dell’epoca - da Scholem ad Adorno, da Brecht ad Horkheimer, senza dimenticare Bloch e Rosenzweig – che lo portarono a concepire un originale accostamento tra mistica ebraica e marxismo. Focalizzando le proprie riflessioni sul problema del linguaggio, elemento determinante sia dell’esperienza filosofica che di quella artistico-letteraria, Benjamin arrivò ad una teoria dell’interpretazione basata sul concetto di una divina, unica lingua originaria, degenerata e ridottasi col passar del tempo ad un insieme di segni, convenzionali sistema di comunicazione. Ed è su questo aspetto che si sofferma il saggio su Benjamin firmato da Maria Luisa Bachis, (ed. Firenze Libri Atheneum, 2000), laureata in Filosofia e studiosa di Ermeneutica Filosofica, nel suo dichiarato omaggio alla poliedrica figura di Benjamin, che “affascina per l’incredibile capacità di spaziare in tutti i campi delle lettere e del pensiero”. Quello della Bachis si rivela così una sorta di “ viaggio nel mondo del pensatore ebreo-tedesco, figura da sempre letta, interpretata persino decifrata, ma mai compresa appieno, mai tradotta del tutto. Benjamin non ha mai sofferto la stanchezza nell’investigare la fitta trama di linguaggio che costituisce l’essenza stessa dell’uomo. Il pensatore, mediante l’opera di traduzione e di critica, invece, ha indagato i percorsi battuti da una parola scaduta a “chiacchiera”, nell’opera esegetica dei testi “quasi alchemica”, per far risuonare almeno un’eco della parola pura e incorrotta: la parola adamitica”. 

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