Taormina Film Fest e Videobank Spa nuovamente insieme per il prossimo triennio, sotto l’egida della Fondazione Taormina Arte Sicilia e dell’Assessorato Regionale del Turismo dello Sport e dello Spettacolo guidato dal Dott. Manlio Messina, per continuare a scrivere la storia di uno dei festival cinematografici internazionali più longevi e prestigiosi d’Europa. Il fortunato sodalizio rinnova la passione, l’impegno e naturalmente le ambizioni al termine di un florido biennio che – per la prima volta in una travagliata decade – ha attestato i risultati di merito di una lungimirante gestione, rispettosa della storia dell’evento. Varcata la soglia delle sessantacinque primavere del festival, l’azienda leader nelle telecomunicazioni e nel broadcasting video riparte, infatti, con un’edizione che si ispira alla tradizione del passato ma che si proietta fermamente al futuro, con una guida sicura verso il conseguimento di ulteriori e duraturi successi.

La 66ª edizione, che avrà luogo dal 28 giugno al 4 luglio 2020, vedrà l’operato di un Comitato Artistico – già al lavoro nella programmazione – inquadrarsi nel solco della valorizzazione degli unici storici appuntamenti taorminesi e dell’istanza “filologica” già intrapresa dalla produzione presieduta dal general manager Lino Chiechio e dall’amministratore unico Maria Guardia Pappalardo a dirigere il festival con il consueto entusiasmo Leo Gullotta vincitore di 3 David di Donatello e 4 Nastri d'Argento, icona siciliana nel mondo appena reduce dal doppiaggio di Joe Pesci in “The Irishman” di Martin Scorsese e dal travolgente successo di acclamate tournée teatrali. È invece un ritorno alle origini per il regista Francesco Calogero – storico collaboratore del festival, già organizzatore delle retrospettive e curatore del catalogo sotto la direzione artistica di Guglielmo Biraghi e Sandro Anastasi, poi anche conduttore degli incontri con gli autori nelle successive edizioni dirette da Enrico Ghezzi – al quale sono affidate le categorie competitive della Selezione Ufficiale. Sarà quindi Francesco Alò dal 2002 firma per Il Messaggero, incontrastato e autorevole protagonista delle video-recensioni sul web per BadTaste.it, a farsi carico dei titoli che ineriscono al “nuovo corso” dell’audiovisivo, dalle amatissime serie tv delle più celebri piattaforme e i loro protagonisti ai blockbuster che ogni sera popoleranno il Teatro Antico, al pari degli oltre 3.000 spettatori che il 5 luglio scorso hanno assistito al debutto di “Spider-Man: Far From Home” di Jon Watts.

E, sempre nell’ottica di una “opération vérité”, è una precisa scelta editoriale quella di voler tornare a riservare la principale delle categorie competitive internazionali alle opere prime e seconde come quando, nel segno di una fortunata e memorabile epoca festivaliera, proprio a Taormina, nel ’73, veniva premiato il debutto cinematografico di Steven Spielberg con “Duel” (senza dimenticare quelli di Robert Rodriguez con “El mariachi”, di Luca Guadagnino con “Qui” e le innumerevoli novità proposte nella Settimana del Filmnuovo). Si rinsalda così il legame tra la nobile tradizione dell’evento e il rinnovato appuntamento che – ritrovata l’opportuna competitività e continuità – non si alimenta esclusivamente di ricordi ma, valorizzando il territorio e con ampia visione strategica, prosegue la sua inarrestabile crescita su un piano eminente, sempre al centro della programmazione cinematografica e della filiera festivaliera.

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 La Commissione nominata per la verifica delle offerte relative all’avviso pubblico di sponsorizzazione per la progettazione, l’organizzazione, la gestione e la promozione del Taormina Film Fest 2020-2022 composta dal Prof. Antonio Saitta (Presidente), e dai componenti Dott. Accursio Caracappa e dal Dott. Ignazio Plaia a conclusione del procedimento di gara, valutate le offerte tecniche e l’offerta economica  a favore della Fondazione Taormina Arte Sicilia ha assegnato l’aggiudicazione della sponsorizzazione alla Videobank S.p.A.

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Il Film Fest si è da poco concluso, lasciando un po’ di nostalgia ma tanta voglia di rimettersi subito al lavoro per l’edizione 2020. Un successo di pubblico, favorito dal ricco programma e dall’organizzazione di Videobank che ha riportato in scena il cinema insieme ai suoi protagonisti. Non poteva quindi mancare una sezione dedicata a chi “scrive di cinema” con passione e competenza. Una tre giorni letteraria, dal 3 al 5 luglio, sotto la scrupolosa organizzazione della giornalista MariaTeresa Papale, presidente dell’associazione “Arte&Cultura Taormina”, la quale nel comunicato rilasciato alla stampa ha precisato che si è voluta aprire «nell’ambito di SPAZIO al SUD,una finestra sulla produzione letteraria che ha fatto del Cinema in Sicilia, sotto diverse angolature, il proprio leitmotiv perché l’isola […] con la sua intricata stratificazione di culture diverse ha nel tempo affascinato ed ispirato registi ed artisti che qui hanno ambientato drammi e commedie, prodotti da piccole case siciliane, oltre che dalle grosse produzioni nazionali ed internazionali. Il Caffè Letterario, condotto dalla giornalista Milena Privitera, ospite per tre pomeriggi consecutivi della Casa del Cinema della Fondazione Taormina Arte Sicilia, è stato un doveroso omaggio alle figure di registi, storici e saggisti che con le loro opere, e ciascuno secondo le proprie competenze, hanno promosso, creato, studiato e divulgato luoghi, personaggi, case di produzione in cui la terra di Sicilia è protagonista».

Location unica e speciale è stata la “Casa del Cinema” nel Palazzo dell’ex Pretura sul Corso Umberto, sede in cui sino all’uno settembre sarà possibile visitare la mostra, a cura del Segretario generale di Taormina Arte Ninni Panzera, “Le stelle di Taormina” costituita da un ricco materiale fotografico e attinente alle pellicole giratea Taormina. Ed è stato proprio Ninni Panzera – mercoledì 3 luglio alla presentazione del testodi Mauro e Nino Genovese Pino Mercanti. Un regista siciliano tra realtà e utopia, edito da Algra – ad esordire con una frase che è anche auspicio: «È la prima volta che presentiamo un testo qui. Questo vuole essere uno spazio di riflessione legato al cinema o come avrebbe detto Fassbinder “al cinema che libera la testa”».

A dargli pieno sostegno MariaTeresa Papale, che ha puntualizzato la sinergia di intenti che lega “Arte&Cultura” a “Taormina Arte”, e l’obiettivo dell’associazione da lei presieduta che «nasce per combattere il piattume culturale soprattutto in inverno. Taormina è sempre stata una fucina culturale e da quando il cinema ha fatto la sua apparizione è stata un set open air. La Sicilia, infatti, si presta con i suoi panorami magnifici, che cambiano ogni dieci chilometri. In più, i siciliani adorano il cinema» – ha proseguito la Papale – «e Ninni Panzera ne è uno dei suoi più virtuosi esempi».

La giornalista Milena Priviteraha dimostrato, ancora una volta, di saper mettere a proprio agio gli ospiti di questo viaggio intorno e dentro il cinema, come Nino Genovese – appassionato e grande storico del Festival di Taormina, appartenente a una solida generazione di studiosi cinematografici – che il 3 luglio ha aperto la rassegna letteraria. Ogni incontro ha lasciato il segno come l’immagine impressa sulla pellicola. Incontri a cui hanno presenziato anche gli editori Alfio Grasso e Giuseppe Castrovinci per dimostrare l’importanza dell’editoria indipendente nella scelta di pubblicazioni di pregio e a sostegno della ricchezza del pensiero.

Giovedì 4 luglio, con Franco La Magna e il suo testo, Dai corsari ai viceré. Acireale nel Cinema dalle origini a oggi, edito sempre da Algra – di cui La Magna è il curatore della sezione legata al cinema – si è proseguito con un focus sul cinema acese che ha dato grande contributo anche a quello catanese, per finire venerdì 5 luglio con l’omaggio a Sebastiano Gesù de La magnifica visione. Il paesaggio siciliano nel cinema, 40due Edizioni, a cura di Ignazio Vasta, Elena Russo e Sebastiano Pennisi.

Un incontro per ricordare la persona e tutta l’umanità di Sebastiano Gesù, la cui narrazione è stata affidata da Milena Privitera, oltre che al suo personale ricordo «di un signore d’altri tempi che sapeva cosa voleva vedere»,alla testimonianza degli amici e dei collaboratori – uniti nell’affettuoso racconto sostenuto anche dalla moglie Rosa, a distanza di un anno dalla sua scomparsa – in un ritratto dell’uomo e dello studioso; di colui il quale “trasformava il cinema in carta”, facendolo diventare libro, e dal testo tornava alla pellicola traendone documentari per coinvolgere le persone e farle innamorare del cinema e del paesaggio, di una Sicilia, non visto come sfondo di cartone, ma vivo e pulsante di voci e sospiri tra terra e mare, tra mare e cielo, tra cielo e terra.

Lisa Bachis

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La bellezza di questo Sessantacinquesimo “Festival del Cinema di Taormina” è di aver restituito il cinema con i suoi protagonisti alla gente. La città, per vocazione abituata all’accoglienza e ad essere set naturale, ha avuto, con i numerosi turisti presenti, l’opportunità di sentirsi pienamente coinvolta in un festival che fa parte del tessuto culturale taorminese e siciliano. Grazie all’organizzazione e alla passione di “Videobank” e di “Taormina Arte”si fanno incontri emozionanti. Accade d’essere in attesa alla “Casa del Cinema di Taormina” per assistere alla prima di tre presentazioni – organizzate e curate dall’associazione“Arte & Cultura a Taormina” presieduta dalla giornalista Maria Teresa Papale con la stretta collaborazione della giornalista Milena Privitera – in un “Caffè Letterario” interamente dedicato al cinema e in sinergia con Lino Chiechio e con il segretario generale di “Taoarte” Ninni Panzera, e mentre si aspetta che finisca una proiezione privata per “un tipo importante” si venga a sapere subito che “dentro c’è Oliver Stone”.

Accade che sei col tuo editore insieme ad altri amici, pensi di rubare qualche scatto, un breve video, una dichiarazione, e accade che Stone esca accompagnato dalla moglie, abbia un’aria sorniona ma vivace che ti dà l’impressione di trovarti di fronte ad un“ragazzaccio”, e con i ragazzacci non si deve esagerare perché altrimenti “chi la fa, l’aspetti”.

La grandezza di un uomo la si coglie tutta nel quotidiano; quel sorriso che mi ha regalato dopo un veloce e discreto saluto, con quelle sopracciglia da “rivoluzionario” che proteggevano occhi birbanti e bonari mi hanno fatto capire immediatamente l’importanza di saper essere discreti. Questo regista immenso – non starò qui ad elencare tutti i film che hanno accompagnato generazioni di noi – aveva soltanto voglia di godersi alcuni luoghi della nostra città come un “uomo qualunque”, lui che “qualunque” di certo non è. La foto che ci è stata gentilmente concessa da Ninni Panzera dice tutto e basta a far comprendere il non detto.

Panzera felicissimo ha dichiarato: «Oliver Stone. Un grandissimo della storia del cinema in visita alla mia mostra “Le Stelle di Taormina”. È incredibile ma davanti ai giganti tutto assume un diverso significato».

Un gigante – per l’approccio educato, sorridente schivo ma guardingo –, il regista si è concesso, come un uomo “normale”, alcuni momenti di shopping in un negozio di calzature e accessori del centro di cui noi conosciamo la simpatica e brillante addetta alle vendite: Rosetta Giordanella.

A lei ho chiesto una rapida impressione che confermasse quanto io avevo già annotato mentalmente:

«Oliver Stone», ha detto la Giordanella,«è un uomo amabile e dal carattere deciso e di certo sa farsi ascoltare. Quando mi ha salutato dicendo “thank you, darling” ho apprezzato moltissimo la spontaneità e la grande simpatia».

Accade anche questo a Taormina, di incontrare “un grande”, che sa di essere prima di tutto un Uomo.

Lisa Bachis

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Viktor Medvedchuk e  la moglie Oksana Marchenko, stella della tv ucraina a Taormina per il docu film  “Revealing Ukraine”, con le interviste realizzate da Oliver Stone sono stati protagonisti di un esclusivo party che si è tenuto ieri sera al Timeo.

Per l’occasione la terrazza del noto albergo si è trasformato in un set omaggio alla Sicilia.

Il party è stato firmato dagli stilisti Dolce e Gabbana.

Le luminarie delle feste di paese, i carretti siciliani, le ceramiche, i sapori e i profumi della nostra terra per una esclusiva “A Sicilian Dinner with Oksana and Victor”. Dalla scelta dei vini a quella delle portate tutto è stato pensato per omaggiare la Sicilia.

 

Ad intrattenere gli illustri ospiti un gruppo folk con la musica e i canti della tradizione siciliana che ha coinvolto Oksana che, tolte le scarpe, ha ballato con lo stilista Dolce sulle note di una tipica tarantella. Il tutto è stato documentato dalla stessa Oksana sul suo profilo instagram che conta oltre 150 mila followers.

 

 

 

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Sarà domani la giornata dedicata ad Oliver Stone, a Taormina nei panni  di presidente di giuria.

Alle 12 in programma la  masterclass, poi nel pomeriggio in anteprima il documentario “Revealing Ukraine” (prodotto proprio da Stone e diretto da Igor Lopatonok, un lavoro controverso che fotografa il mondo politico ucraino ma su cui glissa totalmente, mantenendo la suspense).

 Infine, la sera, al Teatro Antico di Taormina ritirerà il Premio Angelo D'Arrigo e in coincidenza con la festa per l’anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti e come omaggio verrà proiettato il suo film Nato il 4 luglio, protagonista Tom Cruise nei panni di Ron Kovic, il soldato americano che, nel ‘68, tornò dal Vietnam sulla sedia a rotelle.

Ma torniamo al film “Revealing Ukraine”.  Un documento con le interviste realizzate da Oliver Stone, per far luce sulla crisi ucraina. Il film prosegue il lavoro già intrapreso da Lopatonok con il suo film “Ukraine on Fire”, presentato in anteprima al 62esimo Taormina Film Fest (2016). Al centro i rapporti causa-effetto e gli strumenti utilizzati per controllare l’opinione pubblica prima, durante e dopo la rivoluzione in ucraina del 2014. “REVEALING UKRAINE” racconta quegli anni visti dagli occhi di chi si è opposto alla rivoluzione, segnatamente i milioni di cittadini più vicini, sia ideologicamente che culturalmente alla Russia, rappresentati da Viktor Medvedchuk , leader del partito d’opposizione “For Life”, al momento il secondo partito ucraino con il 12,8% del consenso.

Inoltre, il documentario analizza la situazione politica ucraina attuale e il suo potenziale distruttivo per la sicurezza mondiale. Principale narratore nel documentario è Viktor Medvedchuk, con una lunga intervista, condotta da Oliver Stone, che fa da filo conduttore. È intervallata da immagini di repertorio e da altri interventi, tra cui quello di Vladimir Putin, anche lui intervistato recentemente da Stone al Cremlino. Al centro la crisi ucraina, le ragioni del conflitto e possibili risoluzioni.

In sala sarà presente il sig. Medvedchuk con la moglie Oksana Marchenko, stella della tv ucraina.

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Piazza IX aprile ha ospitato il red carpet che ha visto sfilare Nicole Kidman. Una cornice perfetta per uno dei momenti più attesi della 65 esima edizione del Taormina Film Fest.

Il cinema torna nella Perla dello Jonio, esce dalle blindate sale e si immerge tra il pubblico. Ed il pubblico apprezza e non delude le aspettative.

Un bagno di folla ha accolto la star di Hollywood Nicole Kidman che conferma il suo amore per l’Italia.

“A diciassette anni, ha detto l’attrice, sono partita per il viaggio in Europa, da allora ho continuato a venire sempre. Sono stata prima ad Amsterdam e poi in Italia; giravo per le strade, avrei voluto vivere qui da voi e sposare un italiano ma non è successo, anche se ci sono andata vicino. Avrei voluto imparare l'italiano e ogni volta che sono in vacanza qui tento di parlare nella vostra lingua.”

Per lei anche il Taormina l'Art Award. A consegnarle l’ambito riconoscimento Pier Francesco Favino.

“Io amo quello che faccio, ha affermato l’attrice sul palco del Teatro antico, ho lavorato con le persone migliori del mondo, con alcune delle migliori menti, talvolta solo per intrattenere, talvolta per quella che io chiamo l'indagine filosofica della vita. In ogni caso sono accesa dalla passione a questo punto della mia carriera, grazie alle enormi opportunità che ho. Quindi mi inchino e ringrazio tutti voi che mi sostenete e siete qui questa sera. Il tempo è forse la cosa più preziosa che abbiamo. Quindi grazie per il tempo che voi ci avete dato e mi avete dato".

 

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Il Film Fest di Taormina, giunto alla sessantacinquesima edizione, domenica 30 giungo, ha aperto in grande stile. Un regalo in più, al cinema e alla città di Taormina, lo si è avuto con la proiezione alle ore 18, nella sala grande del Palazzo dei Congressi de “L’Appel du sang”, girato in gran parte a Taormina nel 1919 e uscito nel 1920. Il periodo storico è post Prima Guerra Mondiale; nel 1914 in Italia viene girato uno dei più grandi kolossal “Cabiria” con la regia di Giovanni Pastrone e la sceneggiatura del grande Gabriele D’Annunzio che dà il nome alla protagonista e lo pretende come titolo del film: “Cabiria”, “nata dal fuoco”. Non ci si meravigli quindi che Taormina divenga ideale per un set cinematografico. Von Gloeden, nel 1878, è giunto in città ed è di casa. Gli intellettuali stranieri che dapprima sono stati i viaggiatori del “Grand Tour” – tra cui alcuni hanno scelto la Sicilia quale stabile residenza – hanno creato un ambiente vivace e cosmopolita, aprendo Taormina al mondo. La Belle époque e il Liberty siciliano diventano modelli d’eleganza borghese, fotografia e cinema cambiano il modo di guardare la realtà. Dopo la “Grande Guerra” c’è voglia di svago, unita alla conoscenza dei luoghi in cui è nata la civiltà occidentale. Von Gloeden reinterpreta l’idea di grecità e di ispirazione classica, costruendo un’arcadia mediterranea, popolata di kùroi e kòrai dall’aria ingenuamente sensuale e primitiva. Oscar Wilde conosce la Sicilia, e non sorprende che sia amico di Robert Hichens detto “Smythe”, un eclettico autore inglese, giornalista irriverente e visionario, creatore di testi sentimentali e drammatici, di libri ironici financo ai libri fantasy. Dal suo testo,Call of the blood del 1905, trae libera ispirazione “L’appel du sang”. Hichens è noto anche per altri testi da cui vengono tratte sceneggiature importanti: “The garden of Allah” (1904), girato tre volte, nel 1916, nel 1927 e nel 1936 con Marlene Dietrich e Charles Boyer, e “The Paradine Case” del 1933 diretto da Alfred Hitchcock nel 1947. Oggi questo autore inglese è stato pressoché dimenticato ma ha avuto fama pari a quella di altri grandi autori stranieri. Il testo Call of the blood non è mai stato tradotto in Italia ma ne è stata fatta la trasposizione cinematografica del 1919.

 La pellicola conservata presso il “British Film Institute” di Londra, dopo anni di insistenza da parte del segretario generale di “Taormina Arte” Ninni Panzera,nel centenario, è finalmente giunto in città per essere proiettato al “Festival del Cinema”. Si tratta di una copia rara in uno stato delicatissimo di conservazione; un privilegio dunque quello che ieri hanno potuto condividere i numerosi intervenuti alla proiezione. L’unico che molti anni fa aveva avuto la possibilità di vedere il film a Londra era stato lo studioso Toto Roccuzzo, autore di Taormina l’isola nel cielo.

“L’appel du sang” ha una produzione francese – da qui il titolo– dura settanta minuti e appartiene al genere muto, in bianco e nero, con sottotitoli in inglese. Hichens era innamorato dell’Egitto e avendo soggiornato a Taormina ha trovato numerosi spunti di ispirazione. Nella pellicola francese, tuttavia, i luoghi hanno un nome di fantasia rispetto al romanzo, pur se inconfondibili nella loro identità. La storia si articola in scene che vedono protagonisti due giovani sposi inglesi: Hermyone e Maurice, che scelgono la Sicilia e in particolare Taormina per il viaggio di nozze. La narrazione parte da Roma e vede altri personaggi come l’anziano intellettuale Émile,legato da profonda amicizia e platonico invaghimento per la bella e aristocratica Hermyone. Émile si incupisce e prova a far desistere la ragazza dalle nozze con l’amato, perché informato che la nonna di quest’ultimo ha “sangue siciliano”; egli teme che quel viaggio possa nascondere pericolose insidie che attenterebbero all’integrità dell’unione coniugale. Tutto diviene perciò inevitabile percorso verso la riscoperta di quelle origini antiche da parte di Maurice. In fondo, si resta in tema con la percezione che gli stranieri hanno di noi e della nostra esuberanza. La storia ha in sé tutte le note del romanticismo esotico di quel periodo; si scioglie in dramma passionale e sentimento che lotta col conformismo. Von Gloeden ha già messo in luce la nostra terragna e primitiva origine. Taormina è riconoscibile sin dalla casa in cui i due giovani soggiornano, che è la stessa dove il fotografo tedesco mette in posa alcuni dei suoi “Carusi”, sotto monte Ziretto. Si vede Castelmola e l’Isola Bella possiede un’aura malinconica che trafigge nella sua bellezza in bianco e nero. C’è nostalgia per quelle scene che restituiscono luci morbide e vitalità esasperata. Vitalità rappresentata dal giovane Gaspare, che diviene confidente e inseparabile amico di Maurice e da Maddalena – che già dal nome contiene il segno del peccato a cui indurrà il giovane inglese – la figlia del pescatore Salvatore, interpretato da Salvatore Lo Turco, lontano parente del nostro Antonio Lo Turco. I balli, il cibo e il vino, l’innata allegria del popolo siciliano sconfiggono la freddezza nordica e invitano a rituali dionisiaci. Questa è l’immagine in voga: vincoli fissati da etichette e alterazione dei sensi nella riscoperta del primigenio. Maddalena rappresenta il femminile mediterraneo sciolto da vincoli borghesi e legato indissolubilmente all’anima del popolo. Il padre Salvatore svolge la funzione di custode di interessi, che acconsente a certe pratiche di corteggiamento per ragioni economiche ma senza superare il limite dell’onore. Amore, peccato, onore, disonore. “L’appel du sang” ha caratteristiche da tragedia greca ed è un bel film di genere. Fa parte del “cinema primitivo” ha un ottimo cast di attori, un’accurata fotografia ed un’interessante sceneggiatura. Inoltre ci restituisce porzioni della nostra città importantissime. La porta Sant’Antonio distrutta durante i bombardamenti del ’43; la scala che da Capo Taormina scende fino alla marina di Isola Bella e il Cimitero che già allora aveva aspetto monumentale. Bellissime le riprese dei fuochi d’artificio per la Festa di San Pancrazio che fanno da sfondo alla passione degli amanti Maurice e Maddalena. Ci sono spaccati di vita quotidiana – la fiera –cornice al paesaggio vivo, forte, vero altro protagonista del film. Un film che si inserisce con merito nell’alveo del buon cinema in cui le immagini ci hanno irretitocon la complicità del virtuoso accompagnamento musicale, eseguito al pianoforte dal Maestro Giovanni Renzo.

«Un film originale e raro» – ha sottolineato il Sindaco di Taormina Mario Bolognari – «che ha aperto la via ai film successivamente girati a Taormina e che hanno raggiunto numero 46».

Lisa Bachis

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Grande successo per la prima giornata della sessantacinquesima edizione del Taormina Film Festival che festival propone, fino al 6 luglio, oltre alla programmazione pomeridiana al Palazzo dei Congressi, le serate al Teatro Antico, con proiezioni di grandi film in anteprima, premiazioni di star del cinema internazionale e la magia di una location unica al mondo. La giornata si è aperta con la conferenza stampa di inaugurazione. Significative le parole in apertura del sindaco di Taormina, Mario Bolognari: “Il Festival attira l’attenzione sulla società - è importante per la promozione del turismo e della Sicilia, che ci deve vedere tutti protagonisti. Una città deve avere un solo Festival e una sola vetrina”. Tra gli interventi, Pietro Di Miceli, commissario Fondazione Taormina Arte, Alessandro Rais, direttore ufficio Speciale per il Cinema e l'Audiovisivo / Sicilia Film Commission. Quindi Maria Guardia Pappalardo amministratore unico di Videobank, Lino Chiechio, General Manager di Videobank che ha ricordato con affetto il fotografo Pietro Coccia, recentemente scomparso, al quale il festival ha dedicato una tribunetta proprio per i fotografi, con il suo posto che resterà vuoto. Ninni Panzera, Segretario generale Taormina arte ha sottolineato quanto “Adesso si respira cinema a pieni polmoni”. Fuori programma è stato chiamato ad intervenire Felice Laudadio per anni direttore artistico del Festival, quindi hanno preso la parola la madrina dell’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales, oltre alla presentatrice delle serate al teatro Antico, la conduttrice Carolina di Domenico. La codirettrice del festival, Silvia Bizio ha quindi sottolineato di aver “voluto rappresentare diversi film nel mondo, film con donne registe e produttrici”. Gianvito Casadonte, codirettore del festival ha quindi dichiarato che “Abbiamo lavorato puntando su quei registi e quei titoli che raccontano la realtà e invito i giovani a frequentare le sale, a fare domande, ad essere sempre curiosi”. In serata Bruce Beresford riceve il Taormina Arte Award sul palco del Teatro Antico di Taormina.

 Nicole Kidman sarà invece la protagonista assoluta della giornata di oggi, lunedì 1 luglio. Alle ore 17:00, in sala A, infatti, la masterclass dell'attrice australiana, vincitrice, tra gli altri, di un Premio Oscar, quattro Golden Globe e due Emmy. La giornata ha inizio alle ore 10.00 in sala A con la proiezione di This Teacher, film diretto dallo statunitense Mark Jackson, che figura nella sezione Feature Film Competition, sezione dedicata ai lungometraggi italiani e internazionali. Il film racconta la storia di una donna francese di religione musulmana (Hafsia Herzi), che parte dal suo quartiere nei sobborghi parigini alla volta di New York, alla ricerca della sua migliore amica d’infanzia. Da questo incontro nasceranno per Hafsia nuove possibilità per una vita migliore. Alle 14.30 in Sala B spazio anche per i  cortometraggi della Italian Shorts Selection, tra i quali figurano Insane Love di Eitan Pitigliani, Gancio Cielo di Giulio Pietromarchi e Anna di Federica D’Ignoti. Verranno proiettati otto dei 18 cortometraggi in programma. Alle 16.30 spazio per un altro film nostrano, parliamo de La Partita diretto da Francesco Carnesecchi, un noir che racconta come sul campo da calcio non si decida solo il destino del campionato, ma la vita di coloro che hanno deciso di dare una svolta alla propria esistenza. Nel cast Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Gabriele Fiore e Stefano Ambrogi. Il film figura nella sezione Center Stage Competition, dedicata  ai lungometraggi o documentari indipendenti ed opere prime. Alle ore 18:00, in sala B, proiezione del film in concorso Amare Amaro, diretto dal regista esordiente italo-francese Julien Paolini, realizzato grazie al contributo della Sicilia Film Commission, girato in provincia di Palermo e prodotto da Rosebud Pictures con la produzione esecutiva di Vincenzo Cusumano. Oltre al regista, sarà presente il cast. La serata al Teatro Antico si apre alle ore 21:00 con la consegna del Taormina Arte Award a Nicole Kidman e, a seguire, la proiezione, in anteprima italiana, di Yesterday, commedia di Danny Boyle con Himesh Patel, Ed Sheeran e Lily James: a seguito di un blackout mondiale, Jack scopre che i Beatles non sono mai esistiti e fa fatica ad accettare d'essere l'unico al mondo a conoscere la loro musica...

 Il Festival, che quest’anno vede come madrina l’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales è presentato, nelle serate al Teatro Antico, dalla conduttrice e attrice Carolina Di Domenico, prodotto e organizzato per il secondo anno consecutivo da Videobank, in collaborazione con la Fondazione Taormina Arte (sostenuta dall’Assessorato regionale al Turismo e dal Comune di Taormina), con la direzione artistica di Silvia Bizio e Gianvito Casadonte.

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Taormina e Roma, in contemporanea. 

Due conferenze stampa con i due direttori artistici per presentare ufficialmente il programma e gli ospiti di questa nuova edizione del Taormina Film Fest targata Videobank, in collaborazione  con la Fondazione Taormina Arte Sicilia.

Silvia Bizio dalla Casa del Cinema di Roma e Gianvito Casadonte dall’Hotel Metropole di Taormina esporranno alla stampa e al pubblico i film in gara, le prime, gli ospiti e il programma completo delle masterclass della 65^ edizione del Festival del Cinema della Perla del Mediterraneo. Presente la madrina del Festival Rocío Muñoz Morales.

L’appuntamento è per giovedì 13 giugno alle ore 11:00

 

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