Quest’oggi, nel comune di Mandanici, in collaborazione con i Carabinieri del NAS di Catania, gli agenti del Corpo Forestale della Regione Sicilia ed i veterinari dell’ASP di Messina, i Carabinieri del Compagnia Messina Sud hanno svolto un servizio straordinario finalizzato al controllo delle aziende zootecniche, procedendo a verifiche sanitarie di numerosi capi di ovini e caprini, in parte allo stato brado ed in parte presenti presso le stalle delle aziende zootecniche del luogo.

Le attività hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro sanitario 40 capi privi di segni di identificazione, 16 dei quali vaganti, per i quali l’Autorità Sanitaria ha disposto l’abbattimento. Inoltre, sono stati rinvenuti altri 25 animali dotati dei previsti codici identificativi ma di cui i proprietari avevano denunciato lo smarrimento che, prima di essere restituiti agli allevatori, sono stati affidati in custodia ad una ditta specializzata in attesa dell’esito delle analisi ematochimiche cui gli animali saranno sottoposti per verificare che non siano affetti da brucellosi.

All’esito dei controlli sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 3.000 euro nei confronti della titolare di un’azienda zootecnica responsabile di aver introdotto all’interno della sua azienda 24 caprini privi di marchio auricolare e bolo identificativo.

 

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I Carabinieri della Stazione di Taormina hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Messina un 22enne Taorminese, residente in Calatabiano (CT), ritenuto responsabile di furto in abitazione.

I Carabinieri avevano avviato le indagini a seguito di un furto in un’abitazione di Castelmola (ME) avvenuto lo scorso 15 gennaio quando un ladro si era introdotto nella casa mentre i proprietari erano fuori ed aveva messo a soqquadro tutte le stanze impossessandosi di un cofanetto portagioie contenente collane e monili in orso del valore di circa 800,00 euro nonché un computer e materiale informatico.

I Carabinieri della Stazione di Taormina hanno acquisito le immagini dei sistemi di sorveglianza della zona e sono riusciti ad individuare il ladro che è stato successivamente identificato. I militari hanno svolto una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato rinvenendo una collana in oro giallo sottratta dall’appartamento di Castelmola che è stata riconosciuta dal proprietario ed è stata restituita.

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Nella mattina del 30 Gennaio, i Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia, hanno arrestato in flagranza di reato il 39enne G.S. in quanto ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia.

L’arresto scaturisce dalla richiesta di aiuto della moglie del G.S., rivoltasi nella mattinata del 30 Gennaio alla caserma del luogo per denunciare la condotta minacciosa del marito posta in essere poco prima nei suoi confronti. Lo stesso G.S. giungeva poco dopo presso la Stazione anzidetta con il proposito di costringerla a non denunciare i fatti.

Le immediate indagini hanno consentito di comprovare i fatti denunciati dalla vittima, oggetto da parte del marito di reiterate vessazioni con minacce di morte e percosse, risalenti già da Ottobre 2019. Ad aggravare il quadro probatorio a carico del G.S. è stato appurato che questi ha posto analoghe condotte vessatorie anche ai danni del figlio maggiorenne della coppia.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della propria madre in Catania in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo. Nella mattinata di venerdì 31 gennaio, l’uomo è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

 

 

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Nel pomeriggio del 30.01.2020, i Carabinieri delle Stazioni di Alì Terme e Fiumedinisi, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno arrestato in flagranza di reato R.R., 31enne di Alì Terme, P.G., 44enne di Fiumedinisi, entrambi già noti alle forze dell’ordine ed il 20enne D.M., originario di Fiumedinisi, ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di ricettazione, detenzione e porto abusivo di arma clandestina e munizioni, nonché attività venatoria fraudolenta. Nel corso del medesimo servizio, i militari dell’Arma hanno deferito in stato di libertà altre sette persone, residenti in varie località della provincia di Messina, responsabili solo di attività venatoria fraudolenta.

 In particolare, nell’ambito di servizi finalizzati al contrasto della caccia di frodo, a seguito di una prolungata attività di osservazione e pedinamento, i Carabinieri sorprendevano un gruppo di dieci uomini impegnati in una battuta di caccia in località Piano Ladro, area protetta all’interno della “Riserva naturale Orientata di Fiumedinisi”, ove vige il divieto di caccia. Gli accertamenti consentivano di chiarire come - per l’esercizio dell’attività venatoria - i tre arrestati avessero utilizzato un fucile con matricola abrasa e canne mozzate, mentre i sette denunciati altrettanti fucili regolarmente detenuti. Le armi sono state tutte sottoposte a sequestro, insieme a circa 100 cartucce del tipo utilizzato per la caccia al cinghiale. Ai soggetti deferiti in stato di libertà invece sono stati inoltre ritirati cautelativamente ulteriori 20 fucili legalmente detenuti presso le rispettive abitazioni.

 Ultimate le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, R.R. e P.G. sono stati tradotti presso il Carcere di Messina Gazzi, mentre D.M. è stato condotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.

Questa mattina i tre uomini sono comparsi dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina, che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri ed ha disposto nei confronti del 31enne R.R. la custodia cautelare in carcere, a carico del 44enne P.G. la misura cautelare degli arresti domiciliari e sul conto del 20enne D.M. l’obbligo di presentazione alla P.G.

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Sono in corso le indagini da parte dei militari della compagnia Carabinieri di Taormina diretti dal capitano Arcangelo Maiello per individuare i responsabili dell’incendio che ha distrutto l’imbarcazione di Antonio Faraci.

Il fatto si è verificato la scorsa notte a Mazzarò. Proprio nei giorni scorsi Antonio Faraci era stato promotore insieme ad altri volontari dell’associazione Taormina Fishing Club di un’azione di pulizia della spiaggia di Mazzarò. Per più domeniche consecutive i volontari si erano ritrovati a Mazzarò per ripulire l’area in totale stato di abbandono e degrado.

Con una serie di foto pubblicate su facebook Faraci aveva documentato l'iniziativa commentando così quanto fatto: “Se tutti fossero dei cittadini rispettosi delle regole non ci sarebbe bisogno di aspettare l'intervento di qualche volontario. Comunque, ormai è fatta, adesso voglio vedere quanto durerà questo sito pulito!”

Ieri sera invece l’amara scoperta. Tra tutte le imbarcazioni presenti sulla spiaggia proprio quella di Antonio Faraci è stata incendiata. A commentare nell’immediato la notizia il consigliere comunale, e nipote di Faraci, Manfredi Faraci:

“Incredibile, scrive Manfredi, come l’ignoranza, l’illegalità e l’atteggiamento mafioso si perpetui in maniera così palese ancora nella nostra Città. Questa era la barca di mio zio che da una vita si spende per il proprio paese e per la valorizzazione della spiaggia dei Taorminesi, quella di Mazzaró... questo il ringraziamento da parte di chi pensa di poter essere sopra la legge, sopra la giustizia ed il benessere comune preferendo a questo l’interesse personale e le proprie ingiuste ragioni.
Io dico a voi cari delinquenti che la mia famiglia e la nostra Città non accetterà mai e non si piegherà mai a logiche mafiose così becere quindi bene vi siete divertiti ma state sereni tutto questo non accadrà più perché insieme alle forze dell’ordine faremo di tutto per eliminarvi dalla società taorminese!”

Numerosi i messaggi di solidarietà e vicinanza ad Antonio Faraci, cittadino impegnato nel sociale per il bene della sua comunità, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Il sindaco Mario Bolognari fa sapere che “tutte le componenti politiche de La Nostra Taormina esprimono piena solidarietà e sostegno al presidente dell’Associazione Fishing Club, Antonio Faraci, per la grave intimidazione subita. Condannano fermamente quest’atto che non deve essere per nessun motivo accettato da una comunità pacifica e laboriosa come quella taorminese. Si augurano che i responsabili vengano individuati immediatamente e assicurati alla giustizia perché legalità e correttezza si affermino come principi della convivenza civile.”

I militari della compagnia Carabinieri di Taormina diretti dal capitano Arcangelo Maiello hanno effettuato un sopralluogo e procederanno nelle prossime ore a visionare le immagini delle telecamere presenti nella zona. Inoltre si sta procedendo ad individuare eventuali testimoni.

Non è ancora chiaro se si sia trattato di una bravata compiuta da balordi o di un vero e proprio atto intimidatorio per l’attività di bonifica portata avanti da Faraci.

Al momento, fanno sapere i carabinieri, non si esclude alcuna pista.

 

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Nella mattinata del 18 Gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Taormina coadiuvati dai Carabinieri del Nucleo Cinofili di Nicolosi (CT), hanno arrestato, in flagranza di reato, C.M., 52enne taorminese, già noto alle forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno svolto attività di osservazione e notato dei movimenti sospetti nei pressi di un’abitazione di Gaggi, raccogliendo indizi da cui ritenere che il 52enne fosse dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, attraverso l’attività informativa svolta anche con la collaborazione dei Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia (ME), i militari dell’Arma hanno accertato che l’uomo avesse la disponibilità di un’abitazione e di alcuni garage nel comune di Motta Camastra (ME). Pertanto, nella mattinata di sabato 18 gennaio, con l’ausilio dei militari della Stazione Carabinieri di Francavilla di Sicilia e di un’unità cinofila per la ricerca di sostanze stupefacenti del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT) hanno effettuato una perquisizione domiciliare nelle abitazioni di Gaggi e di Motta Camastra e nelle loro pertinenze, che ha consentito di rinvenire, occultate nel mobilio delle camere da letto e nel balcone dell’abitazione di Gaggi nonché su un’autovettura, complessivamente 73 grammi circa di marijuana, divisi in più involucri di diverso peso, tre bilancini di precisione e materiale per confezionamento della sostanza stupefacente.

La perquisizione è stata estesa alle pertinenze dell’abitazione di Motta Camastra ed il cane antidroga “Auro” ha indirizzato le ricerche verso il locale adibito a garage dove i Carabinieri hanno recuperato, abilmente occultate, ulteriori 14,5 grammi di cocaina contenute all’interno di una busta di cellophane.

Tutta la sostanza stupefacente, i bilancini di precisione ed il materiale per il confezionamento sono stati posti sotto sequestro unitamente alla somma di 750 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

L’uomo è stato pertanto arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ed al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Messina, in attesa dell’udienza di convalida. Questa mattina il Giudice del Tribunale di Messina ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri ed ha applicato all’arrestato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per tre giorni a settimana.

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Il 7 gennaio 2020 sulla battigia di Castel di Tusa (ME) è stato ritrovato un cadavere da alcune persone che stavano facendo dei lavori di giardinaggio presso una villetta. Il cadavere indossava una muta da sub e delle scarpe da ginnastica e si presentava in avanzato stato di decomposizione con le parti non coperte dalla muta (testa e mani) completamente scarnificate. Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia Carabinieri di Mistretta (ME) e della Capitaneria di Porto di Santo Stefano di Camastra (ME) e Sant’Agata di Militello (ME). Non è stato possibile identificare il cadavere data l’assenza dei tratti somatici del volto, di documenti e delle impronte papillari. La salma è stata trasportata presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti (ME) per l’esame autoptico. Dall’autopsia, eseguita nel primo pomeriggio del 9 gennaio 2020, è emerso che il cadavere è di sesso maschile ed il corpo presenta alcuni tatuaggi. In particolare un “tribale” sull’avambraccio sinistro, la sagoma di un pipistrello con alcune lettere illeggibili tra le scapole ed una lettera “M” sul braccio destro. L’esame autoptico non ha evidenziato lesività traumatiche. Per giungere all’identificazione del cadavere, i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti, stanno svolgendo ulteriori indagini, anche mediante l’estrazione del profilo genotipico della salma da comparare con quelli presenti nella banca dati delle persone scomparse.

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Il 21 novembre i Carabinieri della Stazione di Alì Terme hanno arrestato in flagranza del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi una cittadina rumena 55enne, badante.

La vittima è un anziano pensionato, vedovo, incapace di attendere alle proprie necessità quotidiane a causa delle precarie condizioni di salute e, pertanto, affidato da 10 mesi alle cure della badante. I militari sono intervenuti a casa dell’uomo su richiesta della figlia, allertata dal padre che lamentava un comportamento aggressivo da parte della donna che lo accudiva.

I Carabinieri hanno constatato le precarie condizioni igieniche e l’estremo disordine in cui si presentava l’abitazione con medicine ed indumenti sparsi per tutta casa, anche per terra. L’uomo impaurito e provato, riferiva di continui maltrattamenti a cui era sottoposto dalla persona che invece avrebbe dovuto provvedere alle sue cure.

Il pensionato ha convissuto con la sua persecutrice per mesi, durante i quali ha subito minacce e continui atti di vessazione, soffrendo in silenzio, costretto a vivere la quotidianità in un clima di assoluta sottomissione e paura. La donna, in particolar modo, quando eccedeva nell’uso delle bevande alcoliche, lo ha maltrattava solo perché l’anziano le chiedeva la normale assistenza cui era tenuta in luogo della sua prestazione di lavoro, denigrandolo con frasi di ogni tipo, causandogli sofferenze morali e non esitando a proferire, nel tempo, minacce di morte e compiere atti di indiscriminata sopraffazione fino al punto di scagliare contro il malcapitato tutto ciò che aveva tra le mani, non trattenendosi neppure alla presenza dei militari intervenuti.

I Carabinieri, infatti, all’atto dell’ingresso nell’abitazione hanno immediatamente percepito nella badante un’importante alitosi alcolica unita ad uno stato di generale irrequietezza che, poco dopo, si è manifestata nel violento lancio, da parte della donna, di una paletta in plastica del tipo utilizzato nella raccolta dell’immondizia, che solo per caso non ha colpito l’anziano.

In breve gli uomini dell’Arma, coordinati dall’Ufficio di Procura, hanno ricostruito lo stato di avvilimento e disagio in cui l’anziano era stato costretto a vivere per mesi ed ora sulla 55enne grava l’accusa di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

Va evidenziato che tale risultato è stato reso possibile dalla fiducia riposta dalla vittima nei confronti dell’Autorità Giudiziaria e delle FF.OO, che ha consentito un rapido intervento a sua tutela, scongiurando il rischio di conseguenze più gravi.

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Ieri sera, nel corso di servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Roccalumera hanno arrestato, in flagranza di reato, il 30enne C.M. e deferito in stato di libertà altre due persone, tutti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 A destare i sospetti dei militari erano stati i continui movimenti rilevati, nel corso degli ultimi giorni, intorno all’abitazione di C.M. Nella serata di ieri, dopo diversi servizi di appostamento, i militari bloccavano un uomo che usciva frettolosamente dall’abitazione controllata, il quale, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di tre grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina già suddivisa in dosi.

 Pertanto, i militari dell’Arma decidevano fare accesso nell’abitazione sospetta, all’interno della quale si trovavano il 30enne C.M. ed un 58enne. I due uomini sono stati sottoposti a perquisizione personale che consentiva di rinvenire indosso al 58enne la somma di 185,00 euro ritenuta provento dello spaccio. La perquisizione, estesa a tutta l’abitazione ed ai luoghi ad essa pertinenti, consentiva inoltre il rinvenimento di ulteriori 15 grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina e di un bilancino di precisione perfettamente funzionante.

 Tutta la sostanza stupefacente rinvenuta con il bilancino di precisione sono stati sequestrati ed il 30 enne C.M. è stato arrestato in quanto ritenuto responsabile del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il 32enne ed il 58enne, invece, sono stati deferiti, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Messina, in quanto ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 Nella giornata odierna, l’arrestato è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

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Ieri, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno deferito, in stato di libertà, il 22enne S.S. originario di Ragusa, in quanto ritenuto responsabile della cosiddetta “truffa dello specchietto”. Ieri mattina, una persona denunciava ai Carabinieri della Stazione di Graniti che, poco prima, era stata vittima della cosiddetta truffa dello specchietto per l’importo di 150,00 euro. La vittima indicava nella denuncia una sommaria descrizione del truffatore e del veicolo sul quale viaggiava. Pertanto, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Taormina, diramava le ricerche segnalando, nel contempo, a tutte le pattuglie sul territorio, il veicolo da ricercare. A distanza di qualche ora, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Taormina hanno individuato e bloccato, a Letojanni (ME), un giovane con le caratteristiche fisiche rispondenti a quelle riferite dalla vittima. Sul posto giungevano anche i militari della Stazione di Graniti che ponevano alcune domande al fermato il quale, resosi conto di essere stato scoperto, ammetteva di essere stato l’artefice della truffa e consegnava i 150,00 euro sottratti. Il denaro è stato restituito alla vittima della truffa ed il 22enne S.S. è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Messina per il reato di truffa

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