I Carabinieri della Stazione di Taormina hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Messina un 22enne Taorminese, residente in Calatabiano (CT), ritenuto responsabile di furto in abitazione.

I Carabinieri avevano avviato le indagini a seguito di un furto in un’abitazione di Castelmola (ME) avvenuto lo scorso 15 gennaio quando un ladro si era introdotto nella casa mentre i proprietari erano fuori ed aveva messo a soqquadro tutte le stanze impossessandosi di un cofanetto portagioie contenente collane e monili in orso del valore di circa 800,00 euro nonché un computer e materiale informatico.

I Carabinieri della Stazione di Taormina hanno acquisito le immagini dei sistemi di sorveglianza della zona e sono riusciti ad individuare il ladro che è stato successivamente identificato. I militari hanno svolto una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato rinvenendo una collana in oro giallo sottratta dall’appartamento di Castelmola che è stata riconosciuta dal proprietario ed è stata restituita.

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Nella mattina del 30 Gennaio, i Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia, hanno arrestato in flagranza di reato il 39enne G.S. in quanto ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia.

L’arresto scaturisce dalla richiesta di aiuto della moglie del G.S., rivoltasi nella mattinata del 30 Gennaio alla caserma del luogo per denunciare la condotta minacciosa del marito posta in essere poco prima nei suoi confronti. Lo stesso G.S. giungeva poco dopo presso la Stazione anzidetta con il proposito di costringerla a non denunciare i fatti.

Le immediate indagini hanno consentito di comprovare i fatti denunciati dalla vittima, oggetto da parte del marito di reiterate vessazioni con minacce di morte e percosse, risalenti già da Ottobre 2019. Ad aggravare il quadro probatorio a carico del G.S. è stato appurato che questi ha posto analoghe condotte vessatorie anche ai danni del figlio maggiorenne della coppia.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della propria madre in Catania in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo. Nella mattinata di venerdì 31 gennaio, l’uomo è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri.

 

 

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Nel pomeriggio del 30.01.2020, i Carabinieri delle Stazioni di Alì Terme e Fiumedinisi, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno arrestato in flagranza di reato R.R., 31enne di Alì Terme, P.G., 44enne di Fiumedinisi, entrambi già noti alle forze dell’ordine ed il 20enne D.M., originario di Fiumedinisi, ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di ricettazione, detenzione e porto abusivo di arma clandestina e munizioni, nonché attività venatoria fraudolenta. Nel corso del medesimo servizio, i militari dell’Arma hanno deferito in stato di libertà altre sette persone, residenti in varie località della provincia di Messina, responsabili solo di attività venatoria fraudolenta.

 In particolare, nell’ambito di servizi finalizzati al contrasto della caccia di frodo, a seguito di una prolungata attività di osservazione e pedinamento, i Carabinieri sorprendevano un gruppo di dieci uomini impegnati in una battuta di caccia in località Piano Ladro, area protetta all’interno della “Riserva naturale Orientata di Fiumedinisi”, ove vige il divieto di caccia. Gli accertamenti consentivano di chiarire come - per l’esercizio dell’attività venatoria - i tre arrestati avessero utilizzato un fucile con matricola abrasa e canne mozzate, mentre i sette denunciati altrettanti fucili regolarmente detenuti. Le armi sono state tutte sottoposte a sequestro, insieme a circa 100 cartucce del tipo utilizzato per la caccia al cinghiale. Ai soggetti deferiti in stato di libertà invece sono stati inoltre ritirati cautelativamente ulteriori 20 fucili legalmente detenuti presso le rispettive abitazioni.

 Ultimate le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, R.R. e P.G. sono stati tradotti presso il Carcere di Messina Gazzi, mentre D.M. è stato condotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.

Questa mattina i tre uomini sono comparsi dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina, che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri ed ha disposto nei confronti del 31enne R.R. la custodia cautelare in carcere, a carico del 44enne P.G. la misura cautelare degli arresti domiciliari e sul conto del 20enne D.M. l’obbligo di presentazione alla P.G.

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Nella mattinata del 18 Gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Taormina coadiuvati dai Carabinieri del Nucleo Cinofili di Nicolosi (CT), hanno arrestato, in flagranza di reato, C.M., 52enne taorminese, già noto alle forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno svolto attività di osservazione e notato dei movimenti sospetti nei pressi di un’abitazione di Gaggi, raccogliendo indizi da cui ritenere che il 52enne fosse dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, attraverso l’attività informativa svolta anche con la collaborazione dei Carabinieri della Stazione di Francavilla di Sicilia (ME), i militari dell’Arma hanno accertato che l’uomo avesse la disponibilità di un’abitazione e di alcuni garage nel comune di Motta Camastra (ME). Pertanto, nella mattinata di sabato 18 gennaio, con l’ausilio dei militari della Stazione Carabinieri di Francavilla di Sicilia e di un’unità cinofila per la ricerca di sostanze stupefacenti del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi (CT) hanno effettuato una perquisizione domiciliare nelle abitazioni di Gaggi e di Motta Camastra e nelle loro pertinenze, che ha consentito di rinvenire, occultate nel mobilio delle camere da letto e nel balcone dell’abitazione di Gaggi nonché su un’autovettura, complessivamente 73 grammi circa di marijuana, divisi in più involucri di diverso peso, tre bilancini di precisione e materiale per confezionamento della sostanza stupefacente.

La perquisizione è stata estesa alle pertinenze dell’abitazione di Motta Camastra ed il cane antidroga “Auro” ha indirizzato le ricerche verso il locale adibito a garage dove i Carabinieri hanno recuperato, abilmente occultate, ulteriori 14,5 grammi di cocaina contenute all’interno di una busta di cellophane.

Tutta la sostanza stupefacente, i bilancini di precisione ed il materiale per il confezionamento sono stati posti sotto sequestro unitamente alla somma di 750 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

L’uomo è stato pertanto arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ed al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Messina, in attesa dell’udienza di convalida. Questa mattina il Giudice del Tribunale di Messina ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri ed ha applicato all’arrestato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per tre giorni a settimana.

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Ieri, i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno deferito, in stato di libertà, il 22enne S.S. originario di Ragusa, in quanto ritenuto responsabile della cosiddetta “truffa dello specchietto”. Ieri mattina, una persona denunciava ai Carabinieri della Stazione di Graniti che, poco prima, era stata vittima della cosiddetta truffa dello specchietto per l’importo di 150,00 euro. La vittima indicava nella denuncia una sommaria descrizione del truffatore e del veicolo sul quale viaggiava. Pertanto, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Taormina, diramava le ricerche segnalando, nel contempo, a tutte le pattuglie sul territorio, il veicolo da ricercare. A distanza di qualche ora, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Taormina hanno individuato e bloccato, a Letojanni (ME), un giovane con le caratteristiche fisiche rispondenti a quelle riferite dalla vittima. Sul posto giungevano anche i militari della Stazione di Graniti che ponevano alcune domande al fermato il quale, resosi conto di essere stato scoperto, ammetteva di essere stato l’artefice della truffa e consegnava i 150,00 euro sottratti. Il denaro è stato restituito alla vittima della truffa ed il 22enne S.S. è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Messina per il reato di truffa

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Lo scorso 11 ottobre, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina (ME), hanno arrestato, in flagranza di reato, il 70enne T.C. ritenuto responsabile del reato di evasione, dal regime degli arresti domiciliari cui era sottoposto. I Carabinieri, durante un controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari, non hanno trovato l’uomo all’interno della propria abitazione e, successivamente, lo hanno rintracciato sulla pubblica via ed arrestato in flagranza del reato di evasione. Nella mattinata del 12 ottobre, l’uomo è stato tradotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri, confermando nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Nella giornata di oggi il gip del tribunale di Messina, Monica Marino ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri di S. Teresa di Riva, nella notte tra il 7 e 8 settembre nei confronti di C.F. di Nizza di Sicilia a seguito dei maltrattamenti reiterati nei confronti della moglie.

Questi i fatti:

L’uomo non ha accettato la decisione della moglie di volersi separare, decisione dettata dai reiterati maltrattamenti subiti negli anni e del carattere irascibile e violento del marito. Di fronte alla scelta della moglie l’uomo, oltre alle liti violente in casa, ha iniziato a seguirla e pedinarla , anche nelle ore notturne, presentandosi addirittura più volte sul posto di lavoro, umiliandola con continue scenate e minacciandola di rovinarla se lo avesse denunciato. Nei giorni scorsi C.F.  aveva anche seguito la moglie mentre si recava presso lo studio del suo avvocato, a Roccalumera, proprio per formalizzare la domanda di separazione. L’uomo ha fatto irruzione nello studio della professionista minacciando ed insultando sia la moglie, sia l’avvocato, una professionista donna che si occupa di violenza sulle donne. L’avvocato ha dovuto, a fatica, costringere l’uomo ad andare via dallo studio, provando a chiamare i carabinieri della locale Stazione di Roccalumera, ed informandoli dell’aggressione verbale subita con violazione del proprio domicilio. Come se non bastasse, la donna, uscita dallo studio mentre si recava alla propria auto, parcheggiata nella vicina piazza Mazzullo, si è ritrovata nuovamente il marito, appostato con il motorino che l’aspettava. Fortunatamente la donna era stata accompagnata dal suo avvocato, proprio per il timore, rivelatosi fondato, che il marito fosse fuori ad aspettarla. Di fronte alle nuove minacce dell’uomo che continuava a ripetere che “sarebbe finita male e che entrambe l’avrebbero pagata cara” l’avvocata ha richiesto nuovamente l’intervento dei carabinieri. Anche in presenza dei Carabinieri, nel frattempo intervenuti sul posto, e di numerosi passanti l’uomo ha continuato ad insultare e a minacciare le due donne con gravi e pesanti espressioni.

I militari in quell’occasione si sono però limitati ad invitare l’uomo ad allontanarsi, sottovalutando evidentemente il rischio per la donna che nel frattempo aveva formalizzato in caserma la denuncia per i reiterati maltrattamenti subiti e le minacce. Nonostante ciò i carabinieri hanno rilasciato l’uomo che ha proseguito nelle ore successive a seguire la moglie. Spaventata e stremata dai continui appostamenti ed inseguimenti per la donna la parola fine l’hanno scritta i carabinieri della compagnia di Santa Teresa di Riva che sabato, 7 settembre, sono intervenuti traendo in arresto il marito violento C.F. per il quale sono stati confermati gli arresti domiciliari. La donna è seguita dal Centro Antiviolenza “Al Tuo Fianco” di Roccalumera che l’ha assistita durante questo travagliato iter che ha portato all’arresto del marito.

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Nell’ultimo fine settimana, nel corso di servizi di prevenzione finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato,il 19 enne cittadino marocchino M.A.ritenuto responsabile del reato dispaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso del servizio, sul lungomare di Giardini Naxos, tra la strada ed un muro poco distante dalla spiaggia, i militari seguivano i movimenti sospetti del giovane extracomunitario che poco dopo intraprendeva un dialogo con una seconda persona che si concludeva con un rapido scambio di un involucro.

I Carabinieri intervenivano subito ed accertavano che il giovane extracomunitario aveva appena ceduto una dose di cocaina. Sottoposto a perquisizione personale indosso al 19e nne è stata rinvenuta una dose di marijuana, mentre un ulteriore dose di cocaina era occultata all’interno di un buco nel muro.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata ed il giovane marocchino è stato arrestato poiché ritenuto responsabile del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata odierna, l’arrestato è stato condotto dinnanzi al Giudice del Tribunale di Messina che, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri,ha disposto per il giovane la misura degli arresti domiciliari.

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Ieri, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dalla Sezione dei giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato un 52enne di Giardini Naxos (ME)gravemente indiziato dei reati di atti persecutori, violenza sessuale e violazione di domicilio commessi nei confronti dell’ex fidanzata.

In particolare, la donna, rivolgendosi ai Carabinieri di Taormina, denunciava come nel tempo l’uomo le avesse creato un perdurante stato di paura e di ansia costringendola a modificare le proprie abitudini di vita già dall’inizio della relazione sentimentale.

La vittima raccontava agli inquirenti come l’uomo l’avesse costretta a subire negli anni-  soprattutto dopo la fine della relazione, avvenuta nel maggio 2019- continue minacce, insulti proferiti anche in pubblico, arrivando a tempestarla di messaggi e perfino ad introdursi all’interno dell’abitazione della donna per costringerla a subire approcci sessuali, percuotendola con violenti schiaffi in volto.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Messina.

Le denunzie da parte delle vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela.

L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.

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Nella serata del 10 luglio scorso, in Taormina, nell’ambito dei servizi di controllo e di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in flagranza di reato, il 36enne taorminese B.A. ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A destare i sospetti dei militari erano stati movimenti rilevati, nel corso degli ultimi giorni, intorno all’abitazione dell’uomo. Pertanto, nella giornata del 10 luglio scorso, è stato svolta una perquisizione domiciliari nell’abitazione dell’uomo nel corso della quale i Carabinieri hanno rinvenuto 1,3 kilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana contenuta in sacchetti di cellophane, 9 grammi di sostanza stupefacente tipo hashish, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi e la somma di 700 euro provento di attività illecita.

La sostanza stupefacente, il bilancino ed il denaro sono stati sequestrati e l’uomo è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina in attesa dell’udienza di convalida.  

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