Ci sarebbe la mano dell’uomo dietro la serie di incendi che in questi ultimi giorni ha gettato nel panico la Perla della Jonio.  Proprio nelle scorse ore infatti la Polizia avrebbe fermato un uomo sospettato di essere il piromane.
Sono sei le auto incendiate nell’ultima settimana. Il penultimo episodio aveva coinvolto una Toyota yaris, prima ancora era toccato ad Fiat Punto che si trovava parcheggiata in via Roma mentre la notte precedente l’incendio si era verificato al terminal bus di via Pirandello ed aveva distrutto tre auto una Seat, una Renault Megane ed una Suzuki Grand Vitara.
Quello dunque che in un primo momento era stato catalogato come un episodio accidentale adesso assume contorni diversi.
L’ultimo incendio risale ad oggi pomeriggio. Ad essere avvolta dalle fiamme intorno alle 19,30 una Bmw Z4 che si trovava in sosta in via Pirandello, a pochi passi da Porta Messina.  Il proprietario della vettura avrebbe anche avuto una colluttazione con il presunto piromane, un taorminese di circa 50 anni, un venditore ambultante fermato dalla Polizia per alcuni controlli.
Al vaglio degli inquirenti anche il possibile collegamento tra l’ultimo episodio di questa sera e quelli precedenti in relazione soprattutto alla posizione dell’uomo fermato.

 

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Andava in giro con 5 grammi di cocaina destinata a chissà quale acquirente. I carabinieri in borghese gli stavano addosso ed attendevano il momento propizio. Troppo strani erano apparsi i movimenti di quel trentasettenne, residente a Giardini Naxos ma spesso individuato nei territori della vicina Taormina.
A finire in manette Silvio BUZZURRO, residente a Giardini Naxos, già noto alle forze dell’ordine.
Nella tarda serata di venerdì i carabinieri della Aliquota operativa della Compagnia di Taormina, in borghese, hanno posto in essere una continuativa attività di vigilanza discreta fin quando l’uomo è apparso con la propria autovettura a Trappitello, frazione a valle della Perla della Jonio.
I carabinieri hanno seguito il sospettato, poi hanno raggiunto la sua auto con passo felpato e lesto. L’uomo vistosi scoperto, con gesto repentino ha lanciato un involucro di cellophane dal finestrino. L’azione però non è sfuggita ai militari. La sorte ha voluto che il sacchetto cadesse in una grata del sistema idrico. Dopo non poche peripezie i Carabinieri sono riusciti a recuperare l’involucro che conteneva poco più di 5 grammi di cocaina destinati al mercato locale.
Visti gli sviluppi dell’operazione i militari hanno richiesto l’intervento dei rinforzi per estendere la perquisizione all’auto, all’abitazione ed anche al passeggero che era con l’uomo in macchina e che è risultato estraneo alla vicenda.
La successiva perquisizione a casa ha consentito di scoprire un supermercato della droga.
In un armadio della camera da letto i Carabinieri hanno ritrovato alcune buste con circa 35 grammi di cocaina. Sono state ritrovate poi altre tre dosi di cocaina per un peso complessivo di 1,3 grammi oltre a materiale per il taglio della sostanza pura.
In una scatola per scarpe è stato inoltre ritrovato un sacchetto con quasi novanta grammi di marijuana. C’era anche una pianta di marijuana di un metro e mezzo, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento e alcune centinaia di euro in contanti, presunto provento dell’attività di spaccio.
L’uomo nelle ore notturne, a conclusione delle attività, è stato accompagnato al carcere di Messina dove sarà sentito dal magistrato competente per la convalida.

 

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Giornata particolarmente intesa quella di ieri per le forze dell’ordine della riviera Jonica. Non solo la rapina alla Banca Sviluppo di S. Teresa di Riva ma anche un furto al supermercato Crai di Roccalumera.

L’episodio si è verificato intorno a mezzogiorno. I carabinieri della stazione di Roccalumera sono stati allertati dalla segnalazione dei dipendenti che avevano denunciato la presenza di quattro giovani  che avevano appena perpetrato il furto di diverse bottiglie di superalcolici.

All’arrivo dei militari, uno dei malfattori era nel frattempo riuscito ad allontanarsi dandosi alla fuga, ma in breve tempo è stato rintracciato e bloccato a circa 700 metri di distanza, sulla battigia in prossimità del comune di Nizza di Sicilia, dal Comandante della Stazione di Roccalumera, Luogotenente Santo Arcidiacono, che pur in ferie si era recato sul posto con la propria autovettura privata per dirigere le operazioni. I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che i quattro ragazzi avevano rubato dal supermercato “CRAI” quattro bottiglie di amaro e, dalla perquisizione della loro autovettura parcheggiata davanti all’esercizio commerciale, è emerso che in mattinata quegli stessi soggetti avevano compiuto una vera e propria razzia su tutta la riviera ionica.

Infatti, in auto è stata rinvenuta una gran quantità di merce – prevalentemente superalcolici e, “a riempimento”, derrate alimentari – per il valore di circa 4.000 euro, asportata in numerosi altri supermercati lungo l’itinerario tra Catania e Roccalumera. Non è stato difficile ricostruire l’intera catena di furti appena compiuti dalle due coppie di ladri, che prima di colpire al “CRAI” avevano fatto visita ad altri supermercati della riviera ionica.

Sono così scattate le manette, con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso, per  Giovanni SCALIA (catanese classe 1985, già noto alle Forze dell’Ordine), C.L. (catanese classe 1994, incensurato), R.L. (catanese classe 1985, incensurata) e A.C. (catanese classe 1982, incensurata) e, dopo le formalità di rito, i quattro arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

Tutta la merce sequestrata, invece, è stata posta sotto sequestro in attesa di essere restituita agli aventi diritto.

 

 

 

(Nella foto uno  degli arrestati, Giovanni Scalia)

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L’uomo, un 38 enne calabrese aveva la passione per lo shopping. Da olio e vino da portare a parenti e familiari fino all’ultimo acquisto talmente bizzarro da suscitare molto probabilmente più attenzione da parte del venditore. Stavolta infatti il 38enne che già in passato aveva collezionato numerosi precedenti per reati contro il patrimonio voleva acquistare una carrozza per cavalli. Dalle indagini gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina hanno accertato come l’uomo fosse solito bloccare e riservare telefonicamente gli acquisti più disparati per poi pagare con assegni con una stampa ed una carta talmente ben fatti da sembrare genuini. Erano invece falsi come quello rifilato a Taormina a fine giugno scorso per l’acquisto della carrozza.  I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina sono riusciti ad individuarlo e a denunciarlo per truffa.

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 ROBERTO CAPONETTO, 33 anni,  NUNZIO PUTRINO, 35 anni, ANDREA MIRABELLA , 21 anni,  IGNAZIO TOMASELLI, 20 anni. Sono i quattro malviventi arrestati ieri dai carabinieri con l’accusa di scippo al termine di un inseguimento iniziato a Letojanni e conclusosi sul lungomare di S. Teresa. Secondo la ricostruzione dei militari dell’arma nell’afoso pomeriggio di ieri un anziano signore di Letojanni stava cercando sollievo dalla calura, seduto all’ombra, sulla soglia di casa quando all’improvviso si è affiancata una utilitaria gialla. Un giovane è sceso dal lato passeggero e con gesto repentino ha strappato la collana dal collo della povera vittima, poi il ladro di corsa è risalito sulla macchina dove c’erano altri tre complici. La povera vittima dopo un attimo di sgomento ha avuto la freddezza di recarsi quasi di corsa nella stazione dei Carabinieri di Letojanni, vicinissima al luogo del misfatto. Ad attenderlo c’era il Luogotenente Spampinato, Comandante della Stazione, che ha raccolto le indicazioni dalla vittima ed ha subito contattato i suoi Carabinieri in servizio di pattuglia che stavano eseguendo un posto di controllo insieme ai colleghi della Radiomobile di Taormina. Le due vetture sono partite immediatamente verso la via di fuga, sulla SS114 in direzione di Sant’Alessio Siculo. I militari hanno in tempi rapidissimi individuato la vettura segnalata e si sono posti all’inseguimento. A bordo quattro persone che non avevano nessuna intenzione di fermarsi ed hanno proseguito a velocità sostenuta verso Santa Teresa di Riva. Attimi concitati in quei comuni rivieraschi con cittadini e turisti attratti dal movimento e dalle sirene. Si è unita all’inseguimento anche una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio e poi una dei Carabinieri di Santa Teresa di Riva. A quel punto i malviventi sentendosi braccati hanno lanciato dal finestrino la collana poco prima rubata che è stata subito recuperata dai Carabinieri. Raggiunti dal serpentone di auto dell’Arma i malviventi sono stati bloccati. Uno di essi ha fatto un ultimo tentativo cercando di scappare a piedi ma è stato inseguito da uno dei militari che lo ha raggiunto ed ammanettato. Gli arrestati, originari di Catania, erano già noti alle Forze di Polizia. I quattro sono stati accompagnati nella Stazione di Letojanni. Il Capitano Filippo, Comandante della Compagnia ha subito raggiunto i suoi militari cui ha voluto personalmente tributare il suo apprezzamento e riportare quello della scala gerarchica.   Gli arrestati  sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia dove hanno trascorso la notte e nella mattinata odierna sono stati portati in Tribunale per l’udienza di convalida.

La collana è stata restituita al legittimo proprietario che per fortuna oltre ad un grande spavento, non ha riportato lesioni.

Speravano di fare un bagno sulla riviera e poi tornare a casa con un bel bottino ma non avevano fatto i conti con i Carabinieri della Stazione di Letojanni e degli altri reparti della Compagnia di Carabinieri di Taormina che nella circostanza hanno offerto un apprezzabile esempio di coordinamento ed efficacia e che ogni giorno  producono il massimo sforzo per la prevenzione e repressione dei reati.

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Lunedì 3 agosto 2015 a Trappitello, al termine di una mattinata molto movimentata i Carabinieri della Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno tratto in arresto Giuseppe STERRANTINO, 36 anni già noto alle Forze dell’Ordine.

L’uomo, nelle prime ore della mattinata, si è recato presso uno dei distributori di carburante dislocato in via Francavilla e per cause ancora da accertare è rimasto coinvolto in una lite con uno dei dipendenti e con un altro avventore. Forse alla base di tutto la mancanza di lucidità dovuta all’alcol che ha annullato i freni inibitori ma la dinamica e le responsabilità sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Sterrantino dopo la discussione si è allontanato ed ha preso un’ascia dalla propria autovettura con la quale ha minacciato il benzinaio, poi è andato via. Sembrava tutto finito e intanto gli interessati hanno chiamato i Carabinieri per i necessari approfondimenti. La pattuglia era già in via Francavilla quando ha visto Sterrantino che sulla propria autovettura si stava dirigendo proprio verso il distributore di benzina. I militari hanno invertito la marcia e si sono messi a seguire il sospettato. L’autovettura dell’uomo e quella dei Carabinieri sono entrate una dopo l’altra nelle piazzole del distributore. L’uomo era ancora a bordo della vettura, ha tirato fuori un piccola tanica è sversato qualche litro di liquido infiammabile sull’asfalto. I Carabinieri sono subito scesi dall’auto ed hanno evitato che lo Sterrantino riuscisse a completare l’opera con la sigaretta o con un accendino che è stato sequestrato.

L’uomo è stato portato in ospedale per gli accertamenti del caso e poi tratto in arresto. Ora è stato rimesso in libertà in attesa della definizione della vicenda processuale e della convalida. Sono in corso approfondimenti per comprendere le reali ragioni di una reazione così spropositata. A prescindere dalle motivazioni il pronto intervento dei Carabinieri ha evitato ben più gravi conseguenze.

 

( Nelle immagini le sequenze di quanto accaduto riprese dalle telecamere di videosorveglianza del distributore di benzina)

 

 

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Domenica pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Giardini Naxos (ME) hanno tratto in arresto per detenzione ai fini si spaccio di sostanze stupefacenti, Silvestro Macrì taorminese di 26 anni già noto alle Forze dell’Ordine. La pattuglia ha notato il giovane mentre era a bordo della sua autovettura. I Carabinieri hanno percepito un atteggiamento sospetto, come se il giovane volesse sottrarsi ad un eventuale controllo. I militari hanno invertito la marcia, raggiunto la macchina ed intimato l’alt al conducente. All’atto del controllo il Macrì ha tentato di disfarsi di un involucro in cellophane, gettandolo sotto l’autovettura. Ai Carabinieri quel movimento non è sfuggito e così hanno recuperato quel sacchetto di plastica che conteneva complessivi 40 grammi di marijuana. La successiva perquisizione ha consentito di recuperare più di 500 euro in contanti, probabile provento dello spaccio, che erano custoditi in un porta occhiali. Il giovane è stato trattenuto in camera di sicurezza e poi condotto nella mattinata di lunedì presso il tribunale dove l’arresto è stato convalidato e il giudice ha fissato la pena in un anno e sei mesi da scontare ai domiciliari.

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Nella notte tra lunedì e martedì i Carabinieri della Stazione di Graniti hanno tratto in arresto in flagranza per furto, Vincenzo NOVELLA, calabrese di 54 anni, Cristian Vasile COZMIUC, romeno di 45 anni, Andrei  Valutà RIMBU, romeno di 21 anni e Vasile  GRADINARU romeno di 48 anni. I quattro arrestati, tutti domiciliati a Gaggi, avevano pensato in qualche modo di “alleggerire” il Comune che li ospita e nel corso della notte stavano trafugando materiale edile proprio dal cantiere in cui si sta edificando il nuovo Municipio. Un cantiere che peraltro era già stato oggetto di attenzioni in passato. I Carabinieri, però, stavano pattugliando il territorio e avuta notizia di strani movimenti hanno deciso di cinturare la zona dei lavori. I militari hanno così potuto verificare come i ladri stessero portando le assi in legno e altro materiale edile verso alcune stalle poco distanti. È scattato il blitz e quattro sono stati tratti in arresto e condotti nella Stazione CC di Graniti. Le operazioni sono state ultimate in nottata. L’indomani i Carabinieri hanno condotto gli arrestati in Tribunale per l’udienza di convalida dove gli arresti sono stati convalidati ed è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria in attesa del procedimento per il quale sono stati chiesti i termini a difesa.

 

Nella foto Cristian Vasile COZMIUC, Vasile GRADINARU, NOVELLA Vincenzo, Andrei  Valutà RIMBU

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Morire a 31 anni e a 21 anni. Così. Due famiglie distrutte che apprendono la tragedia quasi in diretta. Mentre gli inquirenti stanno ricostruendo i fatti, ascoltando le testimonianze, sui giornali, nelle radio e nelle televisioni, ma soprattutto sui social network, inizia il rito del racconto dell’ennesimo fatto di sangue, avvenuto dopo poche ore da altri, inquietanti allo stesso modo e che strappano alla vita altri giovani. Quanto è accaduto a Roccalumera, a pochi chilometri da Messina, riapre la questione su quanto la narrazione di questi fatti, con particolari doviziosi e riscontri macabri non possa poi incoraggiare nuove follie e quindi altre vittime. Nel caso specifico la foto di una pistola sul profilo social di Andrea Tringali, dello stesso tipo di quella usata per compiere il gesto, che a 31 anni avrebbe ucciso perché non voleva chiudere la sua storia d’amore, mentre le indagini sono in corso, apre un dibattito. Si creano “gruppi” di innocentisti e colpevolisti che si scatenano come fossero bande rivali. Mentre quei due corpi sono lì e loro genitori li piangono. Poi i due funerali e altre foto sui social, altre notizie nei tg e sui quotidiani. Altre cronache. Quanto si parlerà ancora di questo omicidio-suicidio? Una donna uccisa per presunto amore con dei colpi di pistola. Orribile! Né io, né nessun altro! Questo è il principio. Barbarie consumate nell’era in cui abbiamo potenti mezzi di comunicazione, in cui tutti siamo connessi a qualunque ora in qualunque giorno. Eppure vince l’incomunicabilità che poi diventa violenza. L’incapacità di ascolto che si trasforma in rito tribale. E il chiedersi se quanto raccontato dai media può generare emulazione è legittimo. Tutti dovremmo interrogarci sul mondo in cui stiamo vivendo anche quando facciamo un semplice gesto. Anche quando postiamo un commento, mostriamo un’immagine. Sembra quasi finito il tempo della riflessione, del rispetto dell’altro. Perché ognuno di noi può scrivere quello che vuole e farlo conoscere a chi è collegato costantemente con lui. Nell’ultimo anno, i giornalisti, si sono molto interrogati, anche grazie ai seminari di formazione organizzati dall’Ordine, su come gestire anche notizie delicate, documentare fatti di sangue, riportare cronache miste di sangue nate da momenti di depressione, da menti disturbate, dalla distorsione di una società che ci vuole tutti vincenti e perfetti. Oggi fare cronaca è più difficile di ieri perché i social network spesso arrivano più velocemente dei cronisti sui luoghi dei delitti. Impensabile un tempo. Non c’è subito anche su fatti gravi come quello di Roccalumera, sempre e subito, la mediazione giornalistica e questo può distorcere il percepito, modificare il vissuto. E quindi vengono raccontate più verità, diverse da quelle che magari uno scrupoloso giornalista tenta di scrivere. Ma non dimentichiamoci che anche in questo caso parliamo di due esseri umani che insieme totalizzavano 52 anni e che oggi non ci sono più. Gli inquirenti chiariranno i fatti. Le famiglie piangono i morti. Noi sappiamo quello che leggiamo, quello che vediamo magari in qualche talk show, quello che è postato su Facebook, o ripreso su Youtube. Ma quei cadaveri sono di due giovani vite che avevano la vita davanti. 

 

*Sociologo e Giornalista, Docente di Comunicazione e Giornalismo Università degli Studi di Messina

 

 

 

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I Carabinieri dell’ Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina nella mattinata di ieri 8 maggio hanno tratto in arresto un incensurato di Santa Teresa di Riva . A finire in manette Alessandro Natale Pugliatti, 33 anni, finora sconosciuto alle forze dell’ordine ma che, in realtà, aveva già destato l’attenzione dei Carabinieri. Erano da poco passate le 11:00 e la gazzella dei Carabinieri stava controllando il territorio di Santa Teresa. I militari transitando nel centro abitato hanno visto uscire dall’abitazione l’uomo ed hanno ritenuto fosse giunto il momento giusto per riscontrare alcuni indizi acquisiti sul suo conto. È dunque scattata la perquisizione personale, poi estesa all’abitazione. I militari prima hanno rinvenuto una dose di hashish e una di cocaina. Poi nel corso delle operazioni hanno rinvenuto circa 40 grammi di hashish, un bilancino di precisione e carta alluminio pronta per il confezionamento. Le notizie erano fondate e l’uomo è stato tratto in arresto. L’arrestato è stato trattenuto nella propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida di questa mattina dove l’arresto è stato convalidato con richiesta dei termini a difesa.

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