Non si ferma la protesta dei lavoratori stagionali di Taormina e dell’intero comprensorio rimasti senza alcun sussidio da qui all’inizio della prossima stagione turistica. Mentre il beneficio della Naspi è già finito e un inverno drammatico di sofferenza, a tutti gli effetti, è invece iniziato, ieri mattina a Taormina, in piazza Santa Caterina, si è tenuto un nuovo presidio organizzato dalla Fisascat Cisl Messina per la raccolta firme della petizione da presentare al governo per chiedere la revisione della Naspi ed il rifinanziamento dell’Ape Social per i prossimi anni (sin qui è stata rifinanziata soltanto per il 2020). Il ministro del Lavoro non ha dato nessuna risposta alle istanze dei lavoratori e continua a perseguire una politica improntata sull’erogazione del Reddito di Cittadinanza, che non può essere la risposta e la soluzione ai problemi dei cittadini e non crea lavoro produttivo. Taormina, dunque, forte dei circa 6mila lavoratori interessanti nel suo comprensorio, si conferma cuore pulsante e capitale della battaglia dei lavoratori stagionali sulla Naspi.

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È partita da Taormina la campagna di mobilitazione della Fisascat Cisl di Messina per chiedere la modifica della Naspi, con un'adeguata indennità da erogare ai lavoratori stagionali, equivalente per durata temporale alle settimane di effettivo lavoro prestato, oltre al rifinanziamento dell’Ape Social per garantire ai lavoratori il giusto diritto ad andare in pensione a 63 anni con 30 anni di contributi compresi i figurativi.

«La Sicilia – sostiene il dirigente sindacale della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo - è una regione a vocazione turistica con differenziazione dei periodi lavorativi nelle diverse località. Ogni lavoratore a cui viene ridotto il periodo lavorativo rimane privo di lavoro e di una qualsivoglia forma di sostegno al reddito: appare superfluo sottolineare che una famiglia senza reddito costituisce un problema sociale».

«La crisi economica, l’incertezza del posto di lavoro e dei periodi lavorativi nonché la mancata percezione dell’indennità di disoccupazione involontaria pongono criticità per il futuro e allontanano le professionalità dal nostro territorio», aggiunge il segretario generale della Fisascat Cisl Messina Salvatore D’Agostino.   

La Fisascat ha avviato una serie di iniziative locali perché ancora non è stata apportata alcuna modifica e/o revisione alla vigente normativa e non sono state adottate soluzioni in grado di ampliare il periodo lavorativo e per migliorare la condizioni economica e sociale dei lavoratori, che si trovano involontariamente disoccupati e senza adeguate prospettive occupazionali per il futuro.

Dopo Taormina, il banchetto di raccolta delle firme della Fisascat si sposterà nei diversi centri della provincia di Messina.

 

 

 

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Il 2 febbraio, dalle 10.00 alle 13.30, presso l’Hotel Baia Taormina si terrà “Job in Tourism”. L’obiettivo è quello di far incontrare domanda e offerta di lavoro nel settore turistico-ricettivo. L’evento è organizzato dalle associazioni albergatori della provincia di Messina (Associazione Albergatori Giardini Naxos, Associazione Albergatori Taormina, Federalberghi Isole Eolie, Federalberghi Messina e Federalberghi Riviera Jonica di Messina), col patrocinio dell’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano. Dopo l’edizione tenutasi alle Isole Eolie nello scorso mese di dicembre, si è deciso di avviare un’importante azione di recruiting che consentisse alle oltre 200 aziende associate della provincia di Messina di incontrare direttamente gli addetti del settore. Da una parte, le aziende associate a Federalberghi, interessate ad avere un proprio desk gratuito, dovranno darne comunicazione per e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) specificando quali siano le figure professionali di loro interesse, entro e non oltre il 28 gennaio. Dall’altra, gli addetti del settore in cerca di occupazione potranno prenotarsi trasmettendo il proprio cv allo stesso indirizzo e o presentarsi direttamente il 2 febbraio tra le 10.00 alle 13.30, muniti di CV, presso l’Hotel Baia Taormina (Taormina Riviera, km 39, Via Nazionale, 98030 Forza d'Agrò).

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La Fisascat Cisl spinge sull'acceleratore per una svolta sul Patto d'Area per il turismo, commercio e servizi, che potrebbe finalmente consentire l'allungamento della stagionalità a Taormina e nell'intero comprensorio ionico. Dopo il recente incontro tra le parti, avvenuto nell'aula consiliare di Palazzo dei Giurati alla presenza di amministratori ed operatori economici, una nuova riunione come concordato dovrebbe adesso essere convocata, sempre nella Perla dello Ionio, al più presto dall'assessore Salvo Cilona.

La categoria cislina rivendica un approccio sistematico e risolutivo che individui anche le risorse finanziarie da destinare alla nuova programmazione delle attività turistiche, a cominciare dalla nuova destinazione dell’imposta di soggiorno che nel 2016 a già raggiunto e superato i due milioni di euro, solo nel Comune di Taormina.

"Le strutture alberghiere che garantiscono almeno 8 mesi lavorativi “periodo lavorativo da “marzo a ottobre”- come da accordi sindacali regolarmente sottoscritti e a norma del contratto nazionale di lavoro del Turismo - spiega Pancrazio Di Leo e Salvatore D’Agostino della Fisascat Cisl - potrebbero usufruire per il periodo di bassa stagione di una riduzione delle tasse. Viceversa, per le strutture alberghiere che pur avendo licenza annuale non intendono garantire né 6 né 8 mesi di lavoro, disconoscendo così gli accordi, la contrattazione, il contratto nazionale di lavoro e gli avvisi comuni sottoscritti tra le parti, non dovrebbero poter usufruire di incentivi, sgravi o legislazioni di favore.

Nel periodo lavorativo aggiuntivo “inizio e fine stagione”, si potrebbe puntare sulla formazione, con specifici corsi di aggiornamento e perfezionamento professionale, da predisporre d'intesa con la Regione e con il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro dei settori interessati ovvero con gli “Enti Bilaterali” anche attraverso il ricorso ai fondi per la formazione continua.

I lavoratori che percepiscono “indennità di disoccupazione o contributo comunale” nei periodi di inattività potrebbero essere impiegati "in lavori di pubblica utilità a beneficio delle comunità locali”, d'intesa con le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. “Considerando che oggi siamo di fronte ad un problema sociale che si verrà a creare sia per la mancanza di lavoro, sia per la relativa difficoltà che avranno in termini economici le famiglie, e che nel 2017 potrebbe degenerare, tutto ciò potrebbe servire da deterrente per i lavoratori irregolari, ridando stabilità all’occupazione", aggiunge Salvatore D'Agostino, segretario generale della Fisascat Cisl Messina, nel cui territorio si trova il polo turistico ionico, che dà occupazione a circa 10 mila lavoratori del comparto produttivo formato da attività ricettive e commerciali.

La Fisascat Cisl ha evidenziato, a più riprese, la necessità di attenzionare alcuni punti tra i quali la regolamentazione degli orari di impiego nelle attività commerciali e ricettive, l’erogazione quindi dei servizi a favore delle aziende e dei lavoratori, la tutela occupazionale, la formazione e riqualificazione professionale. Tra i punti attenzionati dalla rappresentanza sindacale dei lavoratori si è ipotizzata, nel dettaglio, anche la ricollocazione del personale, prevedendo quote di riserva nel personale da occupare, di lavoratori fuorusciti dal mercato del lavoro del medesimo settore di attività o da altre aziende con personale riqualificato che operano nel territorio dello stesso Comune e/o dei comuni aderenti al patto nella misura del 40%. La stessa quota di riserva dovrebbe anche essere applicata dalle aziende di nuova apertura sul territorio dello stesso Comune e/o dei comuni aderenti al patto o da quelle già esistenti. Le attività commerciali con dipendenti che si avvarrebbero della facoltà di apertura in deroga, verrebbero a quel punto chiamate a comunicare ai Comuni sottoscrittori del presente Patto il piano di lavoro relativo alla utilizzazione del personale. "L’imposta di soggiorno che viene incassata dalle strutture alberghiere nel periodo invernale mesi da ottobre ad aprile dell’anno successivo – spiega la Fisascat Cisl -, può essere in parte utilizzata, previa autorizzazione dell’Ente e previa autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate che dovrà creare il codice tributo adatto, come credito d’imposta da utilizzare in alternativa: A scomputo dei contributi a carico delle ditte da pagare per i mesi da ottobre ad aprile delle imposte Imu o tasse comunali da pagare nel corso dell’anno".

L’azienda, secondo la Fisascat Cisl, dovrebbe garantire almeno una occupazione pari al 70% della forza media dei lavoratori utilizzati nel corso dell’anno precedente per almeno 3 o 4 mesi del periodo da ottobre ad aprile. Dovrebbe essere in regola con il pagamento delle imposte e tasse comunali, con l’applicazione della contrattazione nazionale e degli accordi aziendali e/o territoriali e regionali. Qualora l’azienda non sia in regola con le imposte e tasse comunali, dovrebbe decadere dal beneficio di cui sopra. In questo modo la Ditta sarebbe incentivata a reperire clientela nei classici periodi “morti”; in caso di arretrati, potrebbe essere sufficiente una richiesta di dilazione e il pagamento della prima rata.

"E’ palese che la maggiore occupazione, specialmente per i lavoratori residenti a Taormina - continua Di Leo -, genererà maggiore imponibile per l’addizionale comunale del comune medesimo. Per quanto riguarda la Tari, le Aziende che riescono a tenere aperta la struttura almeno 9/10 mesi, potranno usufruire dell’agevolazione di un pagamento nella misura ridotta, come aziende stagionali almeno per i primi 5 anni al fine di non creare maggior carico fiscale. Il calcolo del credito d’imposta dovrà essere autorizzato dall’ente. Si può calcolare un 30 o un 50% dell’imposta di soggiorno. Una volta autorizzata, la Ditta potrà portare in compensazione a credito tale importo da utilizzare nel mod. F24 con cui vengono pagati i contributi INPS e le ritenute fiscali. Ove invece si voglia utilizzare un credito d’imposta per il pagamento dei tributi e imposte comunali, non sarà necessario creare un codice da utilizzare nel mod. F24 ma sarà sufficiente che alla compensazione si provveda presso gli uffici comunali.

Il maggior incasso delle imposte dovrà obbligare l’ente a ridurre entro un ragionevole periodo il carico fiscale a favore delle aziende più virtuose, che hanno favorito una maggiore occupazione su base annua e specialmente nel periodo da ottobre ad aprile o a marzo".

Adesso, come detto, si attende che l'Amministrazione di Taormina convochi una nuova riunione. "Aspettiamo quanto prima un nuovo incontro per il Patto d’area - conclude D’Agostino e Di Leo -, sempre a Taormina, in prosecuzione della discussione già avviata e la cui convocazione per altro è già stata preannunciata dall'assessore al Turismo, Cilona, in un contesto nel quale Taormina ovviamente svolge un importante e delicato ruolo di centralità e coordinamento tra i Comuni della zona".

 

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Attivazione di opportune verifiche ispettive su tutto il territorio siciliano per contrastare il crescente fenomeno del lavoro nero e sommerso nel comparto turistico. Così la Regione Sicilia ha risposto alla espressa richiesta di intervento presentata nelle scorse settimane dalla Fisascat Cisl Sicilia, in allarme dopo la presentazione degli ultimi dati Inps sull’occupazione e sul lavoro precario.

«Con il mandato al dipartimento competente ad attivare le verifiche ispettive la Regione Sicilia ha accolto la nostra richiesta finalizzata a fronteggiare il lavoro irregolare purtroppo sempre più frequente nel Mezzogiorno» ha dichiarato il segretario generale della categoria regionale Mimma Calabrò.

«Un fenomeno che riguarda prevalentemente i 25mila lavoratori stagionali della nostra Regione» ha sottolineato il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia Pancrazio Di Leo. «A fronte di una battuta d’arresto del 30% per le assunzioni stabili il dato sull’utilizzo dei voucher ha addirittura superato il 52% e le assunzioni correlate alla garanzia giovani sono solo il 5% rispetto alla richiesta di attivazione» ha aggiunto il sindacalista sottolineando un altro aspetto legato al sostegno al reddito.

«Non dimentichiamo che chi ha un lavoro irregolare non matura neanche i requisiti per l’accesso al sussidio di disoccupazione Naspi, quest’anno già drasticamente ridotto per durata e importo pur con il potenziamento assicurato dal decreto correttivo al Jobs Act varato nelle scorse settimane» ha stigmatizzato Pancrazio Di Leo. «Auspichiamo anche su questo tema che il dibattito parlamentare apra ad una soluzione strutturale che riconosca nella stagionalità una peculiarità del lavoro nel comparto turistico» ha aggiunto. «Ma prima è necessario ricondurre nella stabilità occupazionale i rapporti di lavoro in questa Regione e soprattutto nell’area di Taormina – Giardini Naxos dove operano circa 10 mila lavoratori stagionali, spesso costretti alla precarietà con tutte le conseguenze che ne derivano a cominciare dalla perdita del sussidio di disoccupazione» ha concluso il sindacalista.

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Le federazioni sindacali di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno sollecitato oggi alla Camera dei Deputati la revisione della normativa sulla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego In vigore dal 1° maggio 2015.

E’ l’on. Cesare Damiano, presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ad aver raccolto le criticità esposte dalle tre sigle sindacali relative alle modalità di riconoscimento dell’indennità Naspi per i lavoratori stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali e per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari. I nodi riguardano in primis il dimezzamento della durata e del valore del sussidio della Naspi a cui sarebbero esposti dal 2016 i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale in assenza di correttivo strutturale, lo stesso previsto dal Dlgs. 148, comma 4 art. 43 – approvato nel mese di giugno scorso ed in vigore dal 24 settembre 2015 - che ha salvaguardato il trattamento di integrazione salariale per l’anno 2015 tamponando di fatto la contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali di due comparti cardine della nostra economia. Fortemente penalizzati per i sindacati anche gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare, per i quali la circolare Inps 142 del 29 luglio 2015 stabilisce che il requisito di “trenta giornate di lavoro effettivo” nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro “si intende soddisfatto laddove gli assicurati abbiano prestato attività lavorativa per cinque settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24 ore”, escludendo dunque di fatto gli operatori che prestano la propria attività sotto le 24 ore settimanali. La proposta sindacale, fermo restando il requisito minimo di 120 ore di lavoro prestato, contempla l’integrazione del requisito lavorativo anche nel caso di prestazione effettiva settimanale inferiore alle 24 ore, in quanto la prestazione lavorativa richiesta è assai modulare ed articolata e può differenziarsi da una settimana ad un’altra.

Il Presidente Damiano ha manifestato interesse per le criticità rappresentategli e ha espresso condivisione per le soluzioni proposte, dichiarando la disponibilità a proseguire gli approfondimenti del caso in occasione delle prossime riunioni della Commissione Lavoro.

“Auspichiamo in un intervento per la revisione della normativa Naspi per gli stagionali del turismo e del comparto termale per i quali crediamo sia urgente il superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato – ha ribadito il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri. “Come anche sarà essenziale – ha concluso – rivisitare l’interpretazione normativa fornita dall’Inps per gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare che operano con un contratto di lavoro part time inferiore alle 24 ore settimanali che, al pari dei lavoratori di altri settori, hanno diritto a percepire il trattamento Naspi”.

I sindacati hanno infine richiesto al presidente Damiano di voler verificare quante delle risorse impegnate per le annualità 2015 e 2016 saranno effettivamente spese - il Dlgs. 148 ha previsto 32,8 milioni di euro per l'anno 2015 e 64,6 milioni di euro per l'anno 2016 - soprattutto ai fini di una nuova attribuzione di stanziamenti già previsti per lo specifico fine.

 

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Dal 2016 l’applicazione della normativa sulla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, rischia di penalizzare fortemente i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale nonché gli operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare. E’ quanto esporranno i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltucs il 15 ottobre prossimo nel corso di un incontro richiesto e concesso dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sollecitando una revisione delle modalità applicative del nuovo regime di assicurazione sociale per inoccupazione. I nodi per le tre sigle riguardano in primis il dimezzamento della durata e del valore del sussidio della Naspi a cui sarebbero esposti dal 2016 i lavoratori stagionali del settore turismo e del comparto termale in assenza di correttivo strutturale, lo stesso previsto dal Dlgs. 148, comma 4 art. 43 – approvato nel mese di giugno scorso ed in vigore dal 24 settembre 2015 - che ha salvaguardato il trattamento di integrazione salariale per l’anno 2015, tamponando di fatto la contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i 300 mila lavoratori stagionali di due comparti cardine dell'economia italiana. Fortemente penalizzati per i sindacati anche i 300 mila operatori del lavoro domestico e di assistenza domiciliare, per i quali la circolare Inps 142 del 29 luglio 2015 stabilisce che il requisito di “trenta giornate di lavoro effettivo” nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro “si intende soddisfatto laddove gli assicurati abbiano prestato attività lavorativa per cinque settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24 ore”, escludendo dunque di fatto gli operatori che prestano la propria attività lavorativa sotto le 24 ore settimanali.

“Al Parlamento -ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri - chiederemo di rendere strutturale l’intervento di sostegno al reddito Naspi per i lavoratori stagionali del settore turistico e del comparto termale, entrambi pilastri portanti del nostro Pil, con il superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato .  Al Legislatore – ha sottolineato Raineri - chiediamo di adoperarsi affinchè ad ogni settimana di lavoro prestato dai lavoratori stagionali corrisponda il riconoscimento di una settimana di integrazione salariale e di contribuzione previdenziale, altrimenti il rischio reale è che centinaia di migliaia di lavoratori non raggiungeranno mai i requisiti per l’accesso alla pensione”.

Non dimentichiamo comunica il segretario regionale della Fisascat Sicilia Pancrazio Di Leo, che la Fisascat si è attivata da tempo a tutti i livelli per evidenziare il problema Naspi e pensionistico chiedendo di attuare i correttivi necessari per poter evitare un danno economico per i lavoratori stagionali e per l’economia locale delle zone turistiche.

“È diventata un’esigenza imprescindibile inoltre -conclude Pancrazio Di Leo- rilanciare la necessità di convocare al più presto un tavolo tecnico che coinvolga tutte le associazioni datoriali, dei lavoratori, dei comuni e degli enti interessati, per attivare tutte quelle azioni sinergiche e necessarie a realizzare iniziative che possano rilanciare il settore del turismo e destagionalizzare l’offerta turistica in quei comuni siciliani dove ciò è fattibile e non gravare su ulteriori costi aggiuntivi della Naspi, offrendo ove fattibile più opportunità lavorative e meno precariato. Non bisogna dimenticare che i lavoratori aspirano ad un occupazione più lunga, non ad “una stagionalità” ridotta con contratti a termine di due, tre mesi o quattro mesi e successivamente rinnovati  mensilmente  più volte. Ciò a fronte di una stagione che precedentemente alla riforma sulla contrattazione a termine prevedeva contratti di sei o sette mesi ed anche oltre. Che i lavoratori “non siano merce di scambio” per ottenere qualche mese in più di lavoro, zitti e senza limiti di orario….., questo la Fisascat Cisl non lo condivide e ove informata procederà a comunicarlo agli organi ispettivi sperando in un celere intervento prima che le strutture chiudano.”    

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Nel giorno dell’entrata in vigore del Dlgs.148 riguardante le “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n° 183”, la Fisascat, la federazione del terziario, turismo e servizi della Cisl, rilancia sulla necessità di rendere strutturale l’intervento Naspi per i 300 mila lavoratori stagionali dei comparti produttivi e degli stabilimenti termali, così come indicato nel comma 4 dell’art. 43 della normativa che di fatto salvaguarda la durata ed il valore del trattamento di integrazione salariale limitatamente all’anno 2015.

La categoria del terziario turismo e servizi della Cisl aveva sollecitato a più riprese - anche in occasione dello sciopero a sostegno del completamento dei rinnovi contrattuali nel comparto turistico e della grande mobilitazione organizzata a Taormina il 15 aprile scorso - il correttivo della normativa sulla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego in vigore dal 1° maggio 2015 e che nella versione originale presentata dal Governo, avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali del comparto turistico e degli stabilimenti termali, dimezzando la durata ed il valore del sussidio.

“A giugno scorso abbiamo accolto positivamente la rivisitazione della normativa per l’anno in corso, il Governo ha preso coscienza di una contraddizione legislativa che avrebbe penalizzato i lavoratori stagionali di interi settori della nostra economia, primo fra tutti il turismo  - ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – Ora però al Governo chiediamo di fare uno sforzo in più  per rendere strutturale l’intervento di sostegno al reddito anche per gli anni futuri”.  “Il lavoro stagionale nel turismo, comparto pilastro del nostro Pil – ha sottolineato Raineri -  è un fenomeno strutturale e pertanto necessita di una soluzione strutturale anche negli anni a venire, non solo per l’anno in corso”.

L’auspicio della Fisascat è dunque quello del superamento definitivo della riduzione del 50% della durata e del valore sussidio Naspi con l'effettiva corrispondenza, ai fini del calcolo della prestazione, delle settimane di lavoro prestato. La categoria cislina evidenzia infine anche le criticità previdenziali connesse all'applicazione della Naspi. “Proprio mentre è aperta la discussione sulla riforma previdenziale - ha suggerito Raineri – sarebbe utile che il Governo contempli nuove misure finalizzate a garantire la copertura pensionistica a quei lavoratori che, in mancanza di un intervento, verrebbero automaticamente esclusi dall’accesso al trattamento, pur contribuendo al sistema previdenziale nei periodi di lavoro”.  “Ed è per questo che la Fisascat chiede che ad ogni settimana di lavoro corrisponda il riconoscimento di una settimana di integrazione salariale e di contribuzione previdenziale  – ha concluso Raineri – altrimenti il rischio reale è che i lavoratori stagionali di un comparto strategico della nostra economia, non raggiungeranno mai i requisiti per l’accesso alla pensione”.

Pancrazio Di Leo, segretario regionale della Fisascat Cisl Sicilia  afferma: “Una boccata di ossigeno per tutti i lavoratori stagionali del settore del turismo in una battaglia partita da Messina e Taormina. Ma non basta, è necessaria una giusta rivisitazione normativa complessiva per gli addetti del settore coinvolti più volte richiesta dalla Fisascat e dalla Cisl a tutti i livelli. Questa – continua Pancrazio Di Leo – è solo una sospensione, abbiamo guadagnato un paio di mesi ma il problema permane per gli anni avvenire adesso il Governo dovrebbe intervenire nei confronti delle aziende alberghiere per proporre soluzioni e incentivi che possano allungare la stagionalità delle aperture e garantire maggiore lavoro per tutti. Come Fisascat siamo sempre convinti che una stagionalità lunga di almeno otto mesi sia possibile in alcuni territori. Agli imprenditori – afferma – chiediamo di avere coraggio nell’investire sulla stagionalità lunga. In mancanza di lavoro è giusto consentire ai lavoratori di percepire un indennità equa per poter sopravvivere con le proprie famiglie e avere almeno diritto ad un misero pasto giornaliero per non morire di fame nel periodo non lavorativo, e quindi opportuno, conclude,  ripristinare per gli anni avvenire l’indennità Naspi prevista dalla riforma Fornero se non si trovano altre soluzioni.”

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Un primo importante risultato ottenuto attraverso la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati del settore turismo e la grande manifestazione tenutasi a Taormina il  15 aprile scorso  in merito alla NASPI consiste nell’ avere ottenuto che  il  trattamento ed i criteri per l’erogazione di indennizzo per l’anno 2015 restino identici a quello degli anni precedenti. “ Bene, afferma oggi, consigliere  provinciale della Fisascat-Cisl Mario Ianniello, diciamo che almeno per il 2015, si è trovata una soluzione, ma questo significa che, puntualizza Ianniello, sul punto NASPI, le organizzazioni sindacali nazionali devono continuare a pressare il governo per far si che per gli anni successivi si trovi una soluzione definitiva e la migliore per tutti i lavoratori. Adesso il tutto si sposta a livello territoriale della provincia di Messina e dei comprensori Ionico/Tirrenico, capisaldi del turismo siciliano come Taormina/Giardini-Naxos/Letojanni/Castelmola e le Isole Eolie.  I temi da affrontare sono vari e seri e ne va della credibilità (anche professionale) degli operatori del settore e delle amministrazioni locali. La Fisascat-Cisl di Messina, con il suo Segretario Generale e Segretario Regionale con delega al turismo Pancrazio Di Leo, insieme a Mario Ianniello, Consigliere provinciale della federazione ed ai segretari Nunzia Tomaselli e Salvatore D’Agostino, hanno già programmato di attivare tavoli di confronto serrato con i rappresentanti dell’imprenditoria turistica, coinvolgendo i sindaci delle città della provincia di Messina ed in particolare le amministrazioni dei comprensori turistici. Tutto ciò con il solo obiettivo  di riuscire a dar vita a tavoli tecnici di discussione e porre in essere dei patti sul e per il lavoro (patti d’area, comprensoriali e/o locali). L’occasione è data anche dalla disponibilità confermata dalla Federalberghi e Faita,  che hanno sottoscritto un avviso comune, con le organizzazioni sindacali Fisascat, Filcams e Uiltucs nazionali, nel quale si evidenzia e si afferma che “c’è ampia condivisione sulla necessità di sostenere l’occupazione attraverso l’allungamento dei rapporti di lavoro e gli interventi combinati.” Un risultato questo anch’esso frutto della manifestazione di Taormina del 15 aprile scorso. “Per quanto riguarda le amministrazioni comunali, prosegue Ianniello,  chiediamo, come abbiamo già fatto,  l’applicazione ed il rispetto (senza indugio) delle licenze commerciali rilasciate dai comuni, sia quelle annuali che quelle stagionali. E’ bene ricordare che le regole, in linea di principio, sono scritte per essere rispettate. Su questo punto, bisogna comunque dare atto a quegli imprenditori locali che mantengono fede alla licenza richiesta e ricevuta e nel rispetto di essa si adeguano lasciando aperte le proprie aziende tutto l’anno. Ovviamente, con i relativi sacrifici di gestione, occupando i lavoratori nel periodo di crisi, sostenendo l’economia locale e soprattutto mantenendo alto l’onore della categoria. Da molti anni, ormai, conclude Ianniello, la FISASCAT-CISL di Messina e provincia si sta prodigando nel trovare soluzioni alla crisi turistica ed occupazionale, ma gli attori in campo sono tanti e non sempre si è trovato l’altrui disponibilità. Speriamo per i lavoratori che questi attori possano iniziare a fare tutti la loro parte.”

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Si gioca su due tavoli la partita della destagionalizzazione del turismo e del prolungamento dei contratti per i lavoratori stagionali. Il primo, a Roma, ha segnato un punto a favore della linea tracciata dalla Fisascat Cisl di Messina nel mese di marzo e portata sul tavolo nazionale con l’allarme sull’applicazione della Naspi. La seconda, sul territorio, con gli accordi di secondo livello. È dei giorni scorsi la notizia che Federalberghi e Faita hanno siglato un accordo con Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil per il prolungamento della stagione turistica con l’inserimento di contratto di lavoro più lunghi e agevolazioni tariffarie nei periodi di bassa stagione. A livello locale, il primo effetto è stato l’accordo raggiunto in sede sindacale tra la Belmond, società che gestisce gli alberghi Timeo e Sant’Andrea, con la Fisascat per il prolungamento di un primo contratto stagionale a otto mesi. “È la conferma – sottolinea Pancrazio Di Leo, segretario provinciale della Fisascat Cisl – che l’allarme lanciato dal territorio messinese non è stato sottovalutato. Vi è inoltre un impegno comune a sviluppare il livello di interlocuzione con le amministrazioni e gli enti per una maggiore condivisione delle politiche di programmazione turistica. L’accordo siglato a Roma prevede anche la richiesta di associazione datoriali e sindacali al Governo per la modifica della Naspi, per determinare un trattamento non inferiore a quello previsto dalla normativa precedente e consentire ai lavoratori stagionali di avere un minimo salario di sopravvivenza in caso di mancanza di lavoro.  Adesso – conclude Di Leo – la Fisascat Cisl lavorerà per allargare la trattativa di secondo livello sul prolungamento dei contratti stagionali a tutte le strutture ricettive della provincia”. La prossima mossa di Pancrazio Di Leo, che ha la delega regionale della Fisascat per il turismo, sarà quella di chiedere alla Regione Sicilia l’apertura di un tavolo tecnico concertativo per la destagionalizzazione del turismo nell’Isola. “La Regione – precisa Di Leo – non può rimanere a guardare inerme un settore che dovrebbe rappresentare il traino economico siciliano. Piuttosto che guardare solo a Milano e all’Expo, si pensi a come invogliare i turisti a visitare la Sicilia”.

 

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