Sembra che in questi giorni la commissione Via (Valutazione Impatto Ambientale) Vas (Valutazione Ambientale Strategica) debba finalmente esprimersi sul progetto definitivo del 2015 della Tecnis S.p.A. per il rifacimento del porto turistico nella Baia di Naxos Taormina.

Questo progetto della Tecnis S.p.A. (il terzo della serie: la prima stesura risale al 2010) sotto la falsa etichetta di porticciolo turistico, vuole far approvare un abnorme centro commerciale sull’acqua con annessi alloggi e parcheggi, costruito a gomito su tutta la vecchia e nuova diga foranea. Una barriera di cemento che ostruirebbe la vista del mare e del paesaggio della famosa Baia, eretta a meno di 200 metri dal Parco archeologico di Naxos Taormina (dunque in zona inedificabile), proprio nel sito dell’antico porto del VII secolo a. C. Un progetto, che si presenta come riqualificazione architettonica ed invece non porta la firma di un solo architetto e che è redatto violando i tanti vincoli paesaggistici, archeologici e ambientali che tutelano quest’area, in spregio inoltre all’alto rischio idrogeologico che caratterizza la Baia e alle elementari norme di sicurezza per l’assenza di vie di fuga: la via di accesso a questo porto è una strada senza sbocco, già ora frequentemente in stato di congestione stradale. Quest’ultima criticità andrebbe ad aggiungersi alle numerose e gravissime problematiche di viabilità di Giardini Naxos, attraversata dall’unico percorso di accesso all’ospedale comprensoriale e perennemente intasata, non solo in alta stagione.

Contro questo progetto si sono espressi (per questi e molti altri motivi che non è possibile, per ragione di sintesi, elencare qui) con osservazioni inviate all’ARTA nel 2016, all’inizio della procedura di VIA VAS, vari soggetti pubblici, tra cui l’Associazione Albergatori di Federalberghi di Giardini Naxos, la sezione del Partito Democratico di Giardini Naxos, il gruppo politico Agorà, l’associazione Man (Associazione Mediterranea per la Natura) di Messina, oltre che naturalmente Legambiente Sicilia e il Parco Archeologico di Naxos.

Il progetto è dunque in attesa di valutazione dal 2016, nel frattempo il compianto assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa ha acquisito al patrimonio della Regione Sicilia il medievale Castello di Schisò (per farlo divenire il Museo archeologico regionale della città che fu la prima colonia greca di Sicilia) affacciato proprio su una delle aree destinate al progetto della Tecnis S.P.A, e quest’area, la spiaggia di fronte al Castello di Schisò, è stata oggetto di tentativi di costruzione di manufatti che ostruirebbero la vista del mare e che per questo sono stati bloccati. Infine La Tecnis S.p.A.  dopo essere stata indagata per mafia e commissariata è stata comprata nel 2019 dal gruppo D’Agostino Costruzioni Generali.

Durante questo periodo di attesa, inusualmente lungo, della valutazione Via Vas sulla stampa locale, il progetto è stato sostenuto con argomenti desueti che sembrano ignorare l’ormai cronica crisi della nautica da diporto e le tendenze attuali del turismo, sempre più indirizzato verso pratiche ecosostenibili. Si è parlato della necessità di aumentare i posti barca e di far stazionare al porto le navi crociera come soluzioni salvifiche per lo sviluppo del turismo e la creazione di nuovi posti di lavoro, quando in realtà il turismo in questa zona si basa sulla balneazione e la bellezza paesaggistica che sarebbero devastate dalla realizzazione di questo progetto e dall’inquinamento prodotto dalle navi crocieraVa ricordato invece che la Sicilia è la 2° regione in Italia, subito dopo la Campania, per i 2245 nuovi posti barca inaugurati negli ultimi 12 annimentre è al 1° posto, con grande distacco sulle altre, per i posti barca in costruzione, 5830, e per i posti barca in progetto: 8000. Sono cifre paradossali nel contesto della grave e ormai consolidata crisi della nautica da diporto che continua a provocare fallimenti a catena dei porti turistici. La stessa Assomarinas (Associazione Italiana Porti Turistici) nella sua relazione alla Camera dei Deputati del 17 settembre 2019 si dichiara contraria alla creazione di nuovi porti scrivendo: “La grave crisi che ha colpito il nostro settore dal 2008 ha determinato un eccesso di offerta di ormeggi per la nautica da diporto legato all’indebolimento economico della classe media italiana ed al brusco declino del mercato nautico, rendendo pressoché insostenibile dal punto di vista economico la realizzazione e la gestione di nuovi porti turistici.” E cita i tanti recenti fallimenti di porti turistici: “le note vicende negative del fallimento del Porto Turistico di Jesolo, dalla procedura di concordato preventivo di Marina di Pisa, dalla paralisi finanziaria del Marina di Ravenna, dalla cessione al Principato di Monaco del Marina di Ventimiglia, dal blocco dei lavori del Porto Turistico della Concordia a Fiumicino, dal fallimento del Porto Turistico di Imperia, dalla messa all’asta del progetto del Porto Turistico di Siracusa, dal sequestro per insolvenza del Porto Turistico di Licata, dalla messa in liquidazione del Marina del Cesari a Fano, dal fallimento del Porto Turistico di Ospedaletti, dal commissariamento del Porto Turistico di Policoro, dalla svendita ad investitori statunitensi del Porto Turistico di Cecina in corso di costruzione e da molte altre situazioni simili che abbiamo riscontrato lungo le nostre coste.”  Dunque questo progetto rischia di essere un fallimento anche dal punto di vista economico e/o di divenire l’ennesima incompiuta, che deturperà irrimediabilmente una delle più belle e famose baie del Mediterraneo.

Per quel che riguarda le navi crociera, secondo il rapporto europeo Transport & Environment poco più di 200 navi da crociera, producono circa 20 volte più ossidi di zolfo di tutte le auto d’Europa: l’inquinamento delle città di porto deriva in gran parte dallo stazionamento ai moli delle navi crociera che devono sempre tenere i motori accesi per funzionare e garantire i servizi ai passeggeri.

Legambiente vuole ribadire ancora una volta la necessità di difendere da speculazioni edilizie, cementificazioni e inquinamento la splendida Baia di Naxos Taormina, icona paesaggistica e sito della prima colonia greca della SiciliaÈ un patrimonio pubblico che non può essere privatizzato: la Tecnis S.p.A. chiede una concessione di 60 anni per questa costa che va invece tutelata e mantenuta integra per il suo inestimabile valore ambientale, archeologico, identitario e anche economico, data la sua eccezionale valenza turistica. Si tratta di un paesaggio storico ed un ecosistema preziosissimo ma estremamente fragile per l’alto rischio idrogeologico che la caratterizza. Per questo Legambiente chiede da decenni una riqualificazione e una messa in sicurezza dell’approdo di Capo Schisò, la punta Sud della baia di Naxos Taormina, intervento sempre più necessario ed urgente dati i gravi fenomeni di erosione ed insabbiamento che il molo esistente continua a provocare nell’intera Baia, che mettono in pericolo le abitazioni del centro storico di Giardini Naxos e sarebbero esponenzialmente peggiorati dalla realizzazione del progetto della Tecnis S.p.A.

 

 

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E’ ancora la discussione in merito alla realizzazione del proto turistico a Giardini Naxos ad animare il dibattito politico. Mentre si aspetta ancora il pronunciamento della commissione VIA-VAS sul progetto TECNIS, il sindaco di Giardini, Pancrazio Lo Turco, ha gettato nel calderone mediatico prima la possibilità che dai fondi del G7 arrivino dei finanziamenti per il porto, successivamente ha tirato in ballo una recente delibera di giunta regionale che inserisce il molo di Giardini all’interno di un elenco di opere finanziabili nell’ambito del “Corridoio core Scandinavo – Mediterraneo (Sezione Gioia Tauro – Palermo – La Valletta)”.

Sulla vicenda è intervenuto il “Comitato Civico: Per Salvare la Baia di Naxos”. “Ci piacerebbe conoscere, in prima battuta, se esiste già un elenco organico di opere prioritarie per il G7 del prossimo maggio ed in che modo ed in che misura il Porto di Giardini rientrerebbe in tale elenco. I cittadini hanno diritto ad una maggiore trasparenza sul tema in questione che è così determinante per la competitività futura del territorio” ha affermato il portavoce Leotta “Inoltre, vogliamo ricordare al sindaco Lo Turco che la delibera di Giunta di Governo Regionale n.223 del 22/06/2016 che ha inserito Giardini nell’ambito di una serie di interventi mirati alla <<manutenzione e potenziamento delle infrastrutture portuali e della PICCOLA PORTUALITA’>>, parla di un intervento di appena 3 milioni di euro, che andrà in finanziamento soltanto nel 2019 e di cui non esiste, per ovvietà di cose, alcun progetto preliminare” ha continuato Leotta. “Ci sfugge pertanto in che modo entrambe le ipotesi possano essere compatibili o complementari con il progetto TECNIS, un progetto da 56 milioni di euro senza contributi pubblici che stravolgerebbe in maniera permanente l’attuale conformazione della baia. La sensazione è che questa amministrazione voglia continuare, contro ogni regola del buonsenso e della razionalità, a forzare la mano sulla costruzione dell’opera evitando ogni confronto con la società civile” hanno concluso i membri del comitato. 

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Il comitato civico “Per Salvare la Baia di Naxos” si trova, suo malgrado, a precisare alcuni punti inerenti la vicenda del Porto Turistico della Tecnis visto il “teatro dell’assurdo” che è andato in scena sugli organi di stampa lo scorso 10 giugno a causa di alcune dichiarazioni, che possiamo definire eufemisticamente inesatte, del primo cittadino Pancrazio Lo Turco. Vorremmo in primo luogo avere lumi dal primo cittadino sulla conoscenza che questi ha dell’iter della fase di consultazione pubblica all’interno della valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale (VIA-VAS). Lasciar passare l’idea che sulle osservazioni presentate, lo sottolineiamo a tinte forti, dalle moltissime sigle che si stanno spendendo in questa battaglia, sarà la TECNIS ad esprimersi sulla loro pertinenza significa mentire sistematicamente ai cittadini oltre che rasentare il limite del ridicolo. Tra le sigle sopra menzionate, di composizione molto eterogenea, si annoverano l’Associazione Albergatori di Giardini, il circolo di Legambiente Taormina-Alcantara, il circolo locale del PD, il gruppo civico Agorà, il comitato civico “Per Salvare la Baia di Naxos” con l’aggiunta di numerosissimi privati e liberi professionisti. Sarebbe come affermare che un rapinatore appena colto in flagranza di reato sarà chiamato ad autogiudicarsi nel conseguente procedimento giudiziario a suo carico. Per ristabilire la verità dei fatti facciamo rispettosamente notare, al contrario, all’amministrazione comunale, colpevolmente ignorante sulle procedure amministrative relative ad una questione così critica per il paese, che saràla Commissione Tecnica VIA-VAS dell’Assessorato Territorio e Ambiente Regione Sicilia, preposta allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, a valutare la pertinenza delle nostre osservazioni. In aggiunta, come prescrivono le ultime normative in questo ambito, è stata chiesta un’audizione con contradditorio che speriamo ci venga concessa. Per cui nessuna Conferenza dei Servizi potrà avere luogo né alcun cantiere potrà essere aperto senza che prima questi passaggi vengano esperiti. A chiusura di questo comunicato stampa chiediamo dunque al signor sindaco del Comune di Giardini Naxos di porre fine al più presto ad una barbara campagna mediatica fondata su informazioni non veritiere e di avere il coraggio di confrontarsi pubblicamente e nel merito con le nostre posizioni, cosa che, finora, non ha mai fatto.

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Torna nuovamente a tenere banco a Taormina il dibattito sulla possibile realizzazione del porto turistico nella baia di Villagonia.

L’argomento torna d’attualità in vista della conferenza dei servizi convocata il 5 ottobre prossimo per l’esame e il rilascio dei pareri sui progetti preliminari, per la realizzazione del porto turistico di Taormina in località Villagonia, da parte delle ditte “ Russotti finance spa” e “K Tourisme srl” rappresentate dai rispettivi  amministratori delegati.

La conferenza dovrebbe servire a fare il punto sulle proposte progettuali presentate dal 2003 al 2015. Progetti su cui sono già stati acquisiti gli atti endoprocedimentali, ovvero valutazioni tecniche, pareri e certificazioni.

Dopo ricorsi al Tar, conferenze, pareri legali e tecnici oggi l’amministrazione comunale è decisa a dire No alla realizzazione del porto.

L’argomento per l’ennesima volta è stato affrontato ieri sera nel corso del consiglio comunale. 

In vista infatti della conferenza dei servizi l’aula è stata chiamata ad esprimersi su una proposta di deliberazione presentata dal primo cittadino Eligio Giardina: “Io, ha affermato Giardina, mi sono già espresso contrariamente nei confronti di entrambi i progetti presentati. Taormina, ha aggiunto, non vuole il porto a Villagonia. Il porto si farà a Giardini non capiamo dunque che senso potrebbe avere realizzarne un altro a così poca distanza. La città, ha incalzato Giardina, non vuole quest’opera, una mascherata speculazione edilizia.”

A questo punto l’appello al consiglio comunale ad appoggiare la sua proposta di deliberazione e dire dunque senza se e senza ma No alla realizzazione del Porticciolo turistico.

Un appello che i consiglieri hanno accolto esprimendosi tutti, o quasi, contro la realizzazione dell’infrastruttura. Si è registrato infatti un solo astenuto,  il consigliere Vittorio Sabato.

Il prossimo 5 ottobre dunque il comune di Taormina si presenterà alla conferenza dei servizi con una chiara presa di posizione da parte del consiglio comunale.

“L’auspicio, ha affermato Giardina, è che ciò possa bastare a chiudere una volta per tutte questo capitolo.”

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