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Sabato 8 gennaio, nella sala conferenze di Palazzo Ciampoli (ore 11) sarà presentato il catalogo dedicato alla mostra “Le Cento Sicilie” che, prodotta dal Parco Naxos Taormina e inaugurata lo scorso mese di luglio, ha proposto un excursus sull’arte contemporanea in Sicilia attraverso le opere di una selezione di autori: Alessandro Bazan, Giovanni Blanco, Barbara Cammarata, Giuseppe Colombo, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Filippo La Vaccara, Franco Polizzi, Ignazio Schifano, Samantha Torrisi e William Marc Zanghi.

Con la direttrice del Parco, l’archeologa Gabriella Tigano, e l’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, sarà il critico d’arte Ivan Quaroni, autore del saggio in catalogo, e alcuni artisti.

L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina ufficiale di Facebook del Parco Archeologico Naxos Taormina per consentire la partecipazione a un pubblico più ampio, considerando le restrizioni in atto per limitare i contagi da coronavirus (ingresso con green pass e mascherina FFP2). La mostra, nata da un’idea di Giuseppe Vella e Diego Cavallaro, che ne firma il progetto espositivo, è ispirata a Gesualdo Bufalino e propone un’esperienza inclusiva grazie ai video delle visite in studio, fruibili con il QR code accanto alle opere. Visite tutti i giorni, dalle 10 alle 19, ingresso libero. Chiusura domenica 9 gennaio 2022. Il catalogo sarà disponibile nei bookshop del Parco.

 

“La mia – scrive il critico Quaroni - è una visione forestiera (e assolutamente non-oggettiva) di un critico che ama la pittura e, nella fattispecie, quella italiana. La prospettiva, cioè, di chi può, da una certa distanza, gettare uno sguardo zenitale, quasi a volo d’uccello, sulla composita realtà dell’attuale pittura siciliana, uno scenario inafferrabile, sfuggente, che meriterebbe non una mostra, ma una teoria di esposizioni capaci di documentarne le varie anime: quella realistica e quella surreale, quella tradizionalista e quella sperimentale, quella isolazionista e quella cosmopolita, quella identitaria e quella globalista, come parti di un complesso mosaico multicentrico”.

 

Sul valore del progetto espositivo interviene l’assessore Samonà, che dice: “Concepita in occasione del centenario dalla nascita di Gesualdo Bufalino, la mostra si è rivelata un'occasione particolarmente preziosa per guardare all'identità della nostra Isola attraverso diverse sensibilità e forme espressive. La mostra, realizzata nell'interessante sede di Palazzo Ciampoli a Taormina, ha rappresentato un momento di interessante indagine che ha contribuito ad arricchire l’offerta culturale siciliana mettendo in relazione tra loro linguaggi e tecniche comunicative diverse con un comune denominatore: l'identità e la bellezza. Un esperimento stimolante che rinvia a nuove occasioni di confronto”.

 

Intanto, archiviata “Le Cento Sicilie”, il Parco Naxos Taormina è al lavoro per programmare gli eventi del 2022. Lo annuncia la direttrice: “Già nella primavera 2022 – spiega la direttrice Tigano - in sinergia con la Soprintendenza di Messina diretta da Mirella Vinci e con l’Associazione Intervolumina, Palazzo Ciampoli ospiterà una mostra dedicata a “L’arte del Seicento nei conventi cappuccini del Valdemone. Intreccio di culture e percorsi iconografici”: un viaggio tra spiritualità e bellezza, intesa come emanazione del divino, nei conventi dei Cappuccini dove sono conservate opere pittoriche di pregio realizzate da artisti noti ma anche degli stessi frati. A seguire la mostra archeologica sull’antica Tauromenium, allestimento che riunirà, temporaneamente, reperti attualmente custoditi al Museo Salinas di Palermo e al Paolo Orsi di Siracusa, e che coinvolgerà sotto il profilo scientifico anche i tecnici della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina per gli scavi recenti nel centro urbano. Fra i reperti più attesi, simbolo identitario della città di Taormina, è la statua di sacerdotessa di Iside, come indicano due iscrizioni, ritrovata nel 1867 vicino alla Chiesa di San Pancrazio e da allora custodita al Salinas”.

 

«Quanto accaduto la sera del 31 dicembre a Fondo Fucile, non può “ricevere” alcuna forma di giustificazione. Non solo per gli attacchi e le minacce rivolte agli uomini della polizia locale e della Messina servizi bene comune impegnati in servizio, ma anche per le conseguenze degli atti vandalici compiuti nella zona interessata dalla “guerriglia urbana”». Questo il commento del Segretario generale della FP CGIL Francesco Fucile, intervenuto non solo al fine di esprimere solidarità e vicinanza agli uomini finiti del mirino dei facinorosi protagonisti degli incresciosi fatti verificatisi, ed in primis del neo comandante Daniele Lo Presti della Polizia Metropolitana, che ha riportato una  frattura del polso, ma anche per stigmatizzare un comportamento che mostra disinteresse nei confronti della cosa pubblica. «Oltre a non essere accettabile l’atteggiamento di violenza messo in atto – conclude Fucile -, non è tollerabile,  assistere alla distruzione dell’arredo urbano, anche perché tutto questo si traduce in ulteriori spese a carico della collettività».

 

140.390 le persone controllate, con un aumento del 51% rispetto al 2020. 25 arrestati e 155 indagati: è questo il primissimo bilancio di fine anno dei controlli della Polizia ferroviaria, grazie anche al maggior impegno connesso all’attività “anti-covid”.

 Numerosi anche i sequestri di armi (1 da fuoco, 2 da taglio e 2 improprie) e stupefacenti (14 di cocaina e 1 di hashish).

 Durante l’anno sono state impiegate 10.957 pattuglie in stazione e 1.238 a bordo treno. Sono stati presenziati complessivamente 2.456 convogli ferroviari. Sono stati inoltre predisposti 1.045 servizi antiborseggio in abiti civili, sia negli scali che sui treni.

 Le attività di prevenzione sono state incentivate con un aumento delle giornate straordinarie di controllo del territorio per un totale di 33 operazioni: 11 Stazioni Sicure”,  finalizzate al contrasto delle attività illecite maggiormente ricorrenti in ambito ferroviario; 11Rail Safe Day”, finalizzate a prevenire comportamenti impropri o anomali, spesso causa di investimenti, 11Oro Rosso”, finalizzate al contrasto dei furti di rame e 3 “Action Week”, finalizzate al potenziamento dei controlli, nel trasporto ferroviario di merci pericolose.

 In campo internazionale è proseguita l’attività di cooperazione con l’Associazione europea di polizie ferroviarie e dei trasporti RAILPOL, allo scopo di migliorare le tecniche specialistiche e di rafforzare la collaborazione tra i Paesi membri attraverso il reciproco scambio di informazioni, la definizione di comuni strategie operative e la programmazione di azioni di controllo congiunte. La Polizia ferroviaria ha inoltre partecipato alle 4 “Rail Action day” organizzate per contrastare i fenomeni criminosi maggiormente diffusi in ambito ferroviario e prevenire possibili azioni terroristiche o eversive.

 L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso causano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in 160 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli, in circa 77 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie ed in 43 servizi di controllo su strada a veicoli sospetti. Tale articolato dispositivo ha consentito il recupero di oltre 3.056 kg del cosiddetto “oro rosso” di provenienza illecita e la denuncia di 9 soggetti per illecita attività per lo smaltimento dei rifiuti.

 Nell’ambito dei controlli ai trasporti di merci pericolose, sono state effettuate 18 verifiche su circa 50 carri ferroviari che si sono affiancate alle ordinarie attività di controllo, svolte dal personale della Specialità.

 Nel 2021 gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno rintracciato 136 persone scomparse, di cui 114 minori. In particolare, la Polizia Ferroviaria di Catania ha riaffidato ai genitori una bambina di soli 3 anni che, in un momento di distrazione, si era allontanata da loro.

La bambina, di origine albanese, era stata accompagnata presso gli uffici della Polfer di Catania da una podista che, nel transitare nei pressi della stazione, aveva notato la bimba da sola. La donna ha chiesto ausilio agli agenti della Polizia ferroviaria che si sono immediatamente prodigati per tranquillizzare e confortare la bambina nonché per rintracciare i genitori, che di lì a poco sono stati intercettati in stazione in stato di agitazione per l’accaduto.

 Nella provincia di Agrigento, gli agenti hanno soccorso, presso la stazione di Campofranco, un uomo di 42 anni, trovato in evidente stato di agitazione. Lo stesso, immediatamente confortato e tranquillizzato, ha raccontato agli operatori che il suo malessere derivava dal fatto di voler raggiungere la sua casa a Belluno, ma di non disporre del denaro necessario per comprare il biglietto del treno. Riferiva, inoltre, di aver trascorso un periodo di tempo in Sicilia, ospite di un parroco di Naro, per far visita ad un amico. Reperito il denaro sufficiente per il viaggio, dopo aver contattato il padre, l’uomo ha potuto far rientro a casa e ricongiungersi ai propri familiari.

 Diversi gli episodi, registrati anche quest’anno, di ragazzi sui binari per giochi e sfide che avrebbero potuto avere conseguenze tragiche. Spesso in questi casi i giovani protagonisti ignorano i pericoli presenti nelle stazioni o sui treni. Per questo la Polizia ferroviaria è da tempo impegnata nelle scuole per promuovere, in particolare tra gli adolescenti, la cultura della sicurezza individuale in ambito ferroviario. Sono stati oltre 1.737 gli studenti raggiunti nel corso dell’anno, purtroppo condizionato dal decorso della pandemia, nell’ambito del progetto di educazione alla legalità “Train…to be cool”, realizzato in collaborazione con il MIUR e con il supporto scientifico della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma La Sapienza.

 

Arriva nell’ultimo giorno del 2021 in tutte le librerie italiane e on line la seconda edizione di un testo “PIRAterie” che ha avuto un successo straordinario.

Questa volta l’autore, Francesco Pira, con grande complicità dell’editore indipendente, Antonio Liotta, patron di Medinova, ha voluto trasformare il PIRAta buono, in un PIRAta molto cattivo, dal volto arrabbiatissimo che già dalla copertina (un lavoro straordinario del Maestro palermitano Nicolò D’Alessandro, autore anche delle precedente) capace di raccontare cosa è successo nella nostra faticosa “social esistenza quotidiana”.

“C’è un aneddoto davvero buffo che voglio raccontare su questo libro – spiega sorridendo l’autore Francesco Pira, professore associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Messina, saggista e giornalista – quando abbiamo parlato della copertina con il Maestro D’Alessandro e con l’editore Liotta, mi hanno chiesto un’immagine in cui ero particolarmente arrabbiato. Ma non l’ho mai trovata. E quindi era difficilissimo alterare i caratteri per rendermi in copertina un PIRAta  adirato e molto brutto”.

L’autore ha voluto dedicare il libro a quello che definisce un suo cugino-fratello Ugo Grillo scomparso a soli 50 anni, stroncato da un terribile male.

Il Libro

 

PIRATERIE 2 LA Vendetta riprende idealmente il percorso lasciato che Pira aveva temporaneamente concluso nel 2018.  E che non si tratti di una replica, ma di un’ analisi verticale e multifattoriale lo evidenziano le sette sezioni, in cui il libro è stato suddiviso. Secondo il professor Francesco Pira “Sfogliando le pagine potrete poi rendervi conto di come questo testo parli di noi.  Da diversi anni subiamo la fragilizzazione del sistema informativo. Questo ha prodotto il risultato che i media si stanno, di fatto, trasformando in mero specchio della società anche nei suoi aspetti più deteriori. Una deriva che l’avvento dei Social ha acuito e che la crisi generata dalla pandemia da  Covid-19  ha ulteriormente complicato”. Si è così è generata un’ulteriore pandemia, quella della disinformazione, capace di acuire le dinamiche della polarizzazione, che per loro natura si oppongono ai processi di partecipazione democratica.

Così, a dispetto del numero “infinito” di informazioni cui ognuno di noi può avere accesso, si stanno  riducendo gli strumenti e gli spazi che consentono una reale e continuativa partecipazione dei cittadini allo sviluppo della democrazia.

“I Social Network sono diventati il mezzo più usato. Con nuovi codici e nuovi linguaggi, è vero. Ma ormai le relazioni in presenza sono davvero relative. E se la prima speranza era quella che saremo migliori dopo Covid 19, al momento il dato certo è che le difficoltà  sono tantissime. Di certo bisogna sfuggire alla semplificazione -sostiene l’autore-  alle distorsioni del determinismo tecnologico: questa è la grande sfida per andare oltre l’era della post-verità e i modelli di costruzione identitaria che essa sta imponendo. Ed è questo quello che voi, seppure in forma leggera, suscitando il sorriso, quel riso amaro di chi sa - purtroppo comprende -  e vorrei sentisse la responsabilità etica di intervenire”.

Come spiega nella sua prefazione il Direttore del quotidiano “La Sicilia”, Antonello Piraneo, direttore del quotidiano dove vengono ospitate le PIRATERIE tutte le domeniche nelle pagine culturali: “le istantanee di vita vissuta che Francesco Pira propone nei suoi“pezzi sembrano scene di un film in cui ciascuno di noi si rivede di certo soprattutto per quanto riguarda il  rapporto disfunzionale con le nuove tecnologie ed i Social. È una satira talora velata, talora sagace e pungente, ma mai dissacrante, in quanto ha un fine didascalico”.

Nella post fazione la docente e giornalista Cristina Graziano sottolinea come : “oggi più che mai bisogna  promuovere il valore della persona, di cui ci impegniamo a prenderci cura per concorrere alla costruzione condivisa di paradigmi aperti alla novità e dare vita a cose nuove, ad un linguaggio di verità, oltre gli stereotipi… Ed il Prof. Pira, da sociologo e giornalista, questo lo fa quotidianamente anche con le sue  PIRAterie, che fanno leva sul potere terapeutico della parola, con la convinzione che a fare la differenza debba essere questa rinnovata consapevolezza agita e parlata nella quotidianità di ciascuno, perché da adulti di riferimento abbiamo l’obbligo morale e la responsabilità sociale di non sostituirci ai giovani, ma di dare loro gli strumenti per affrontare da protagonisti il divenire, divenendone volutamente e caparbiamente artefici”.

 

 

 

 

 

Metti un po’ di fantasia ed un amico come chef, che il gioco è fatto. Ed ecco serviti, almeno fino alla Befana, i suggerimenti del patron de La Capinera di Taormina, Pietro D’ Agostino, su come reinventare le ricette dei menu di festa, in piatti da mettere in tavola tutti i giorni. 

Per lui che, si sa, ai fornelli è capace di mescolare tradizione e innovazione, declinando in mille modi diversi materie prime, sapori e colori, come si trattasse di note su un pentagramma, l’idea di poter smaltire qualche rimanenza in dispensa è diventata l’occasione per mettere in forno quattro piatti alternativi che si ispirano ai cenoni e pranzi di Natale e Capodanno, che ci siamo appena lasciati alle spalle. Proposte dietro le quali, neanche troppo velatamente, è presente il concetto etico e sostenibile di non sprecare il cibo.  

“Per il secondo anno consecutivo ci siamo ritrovati ad affrontare le festività natalizie attraversati da una vera e propria terza ondata pandemica, che ha messo in discussione ogni abitudine – dichiara la stella Michelin D’Agostino – ma a differenza dell’anno scorso, quest’anno molti di noi, hanno sperato di potersi riunire in casa con i familiari e qualche amico allo scoccare della mezzanotte e festeggiare insieme l’inizio del nuovo anno. Ma si sono ritrovati con la spesa già fatta in casa, finita in molti casi nel surgelatore, e cene e pranzi saltati”. 

E così, lo chef D’Agostino ha deciso di rovistare negli scafali del frigo, provando, con un pizzico di estro, senso pratico ed ottimismo, a riproporre qualche pietanza da preparare con semplicità, senza rinunciare al gusto e alla fantasia, magari, chissà da rilanciare per un brunch nel giorno dell’Epifania. 

Chi non si ritrova in casa, per esempio, scorte di lenticchie e panettone? E allora, eccovi servito un “Voleva essere un arancino, un delicatissimo antipasto dal gusto dolce-salato, pronto in dieci minuti di cottura al forno. E’ una sorta di fagottino realizzato con un impasto di lenticchie e baccalà, impanato con pangrattato di panettone, adornato con punte di asparagi. 

Semplicissimo e squisito anche il primo di gnocchi di pane, fatti rosolare con calamaretti, acciughe e broccoletti e una spolverata di mollica. “La muddica atturrata nei miei piatti non manca mai – ricorda lo chef – di antichissima tradizione siciliana, regala ai piatti croccantezza  e sapidità al punto giusto”.

Quanti poi, si sono ritrovati con un cotechino rimasto confezionato? Scartatelo, mettetelo in pentola e fategli  incontrare un calamaro, appena acquistato in pescheria, e vi ringrazierà, perché  sarà subito poesia. Il cotechino va naturalmente frullato fino a farlo diventare una morbida crema con cui farcire i calamari che, una volta pronti, vanno arrostiti sulla brace e serviti con salse di zafferano, capperi e carciofi. “Come sempre nei miei piatti – sottolinea lo stellato Pietro D’Agostino – c’è un grande rispetto per il ciclo naturale delle stagioni e per le materie prime  da cogliere e mangiare al momento giusto. Fra questi, i broccoletti, i cavolfiori o i carciofi, appunto, con il loro tipico retrogusto amarognolo al palato, danno la giusta robustezza al piatto addolcito dal mix di  zafferano e capperi”.

Ed infine, il dolce. Qui c’è poco da demandare alla tradizione. Il panettone s’ha da fare e non può certo mancare per chiudere un pasto degno del più “blasonato” e “altisonante” riciclo. Però, non sarebbe D’Agostino  se non aggiungesse quel tocco in più che lo sdogani dai 15 giorni di calendario, cui è relegato. In fondo basta  poco per trasformarlo in un tortino da servire anche in altre occasioni, fatto con mele caramellate, uva passa e perle di fichidindia. Quanto al bere, beh, sbizzarritevi con vini siciliani morbidi e persistenti e non fate mai mancare effervescenti bollicine dell’Etna.

 

 

569 persone controllate, 134 bagagli ispezionati, una sanzione elevata, 80 agenti impegnati in 46 stazioni della Sicilia: questi sono i risultati del Compartimento Polfer per la Sicilia durante la dodicesima operazione dell’anno “Stazioni Sicure”, organizzata a livello nazionale dal Servizio Polizia Ferroviaria, nella giornata del 22 dicembre 2021.

Gli agenti della Polfer hanno effettuato i controlli nei maggiori scali ferroviari della regione, sui treni ed in un deposito bagagli, avvalendosi anche dei metaldetector e, nelle stazioni di Palermo e Catania, del supporto delle unità cinofile delle locali Questure.

I controlli, volti a prevenire e contrastare la commissione di azioni illecite da parte di malintenzionati, si sono svolti sotto il coordinamento della Sala Operativa che ha dislocato le pattuglie nei punti nevralgici degli scali ferroviari che, attese le imminenti festività natalizie, registrano un’‘intensificazione del flusso di arrivi e partenze di viaggiatori.

A Palermo, nel corso dell’operazione, è stato rintracciato un italiano di 34 anni allontanatosi arbitrariamente da una comunità dell’agrigentino cui è stato riaffidato.

 

Venerdì, 24 Dicembre 2021 09:22

Letojanni. Il Natale della solidarietà

Sotto l’albero di Natale c’è un carico di solidarietà e speranza per i meno fortunati. Grazie all’iniziativa dei genitori degli alunni che frequentano la scuola primaria del plesso di Letojanni, quest’anno in occasione delle festività natalizie, hanno pensato di fare un doppio regalo. Aderendo al progetto Unicef che riguarda le adozioni di pigotte grazie al cui contributo è possibile garantire cure ed assistenza ai bambini dei paesi più poveri del mondo, i genitori delle cinque classi delle elementari hanno promosso una raccolta fondi e hanno adottato 15 pigotte, tante quante sono le maestre della scuola, che sono state poi loro “affidate” come regalo di Natale, sostenendo nel contempo i programmi dell’Unicef impegnata su scala mondiale a tutela dei bambini più svantaggiati. Un gesto davvero significativo, oltre che generoso, da parte dei genitori che è anche un ottimo esempio per i bambini che già da piccoli potranno imparare ad essere altruisti e di aiuto al prossimo. Un progetto che è stato possibile grazie all’infaticabile lavoro del gruppo di volontarie di Letojanni che con impegno e gratuitamente dedicano il loro tempo per la realizzazione delle bambole che poi vengono date in adozione. “Sono grata ai genitori dei bambini frequentanti la scuola di Letojanni  - ha detto la presidente del comitato provinciale Unicef di Messina Angela Rizzo Faranda - per il nobile gesto che hanno compiuto a favore dell’Unicef. Il regalo di queste pigotte alle maestre è un dono molto significativo in quanto l’Unicef con i proventi ricavati dalle adozioni delle pigotte garantisce il ciclo delle vaccinazioni per ogni bambino, si adopera per il rientro a scuola nella fase post pandemia e fa in modo di garantire l’istruzione alle bambine in Niger, dove la scuola è loro negata. Quest’anno in modo particolare la pigotta assicurerà le vaccinazioni contro il Covid: una missione internazionale che l’Unicef sta compiendo in tutto il Mondo. Un particolare grazie naturalmente va alle volontarie, coordinate dalla collaboratrice per il comitato di Messina Unicef, Francesca Gullotta, che con molta generosità, già da quasi due anni, si adoperano per questa causa “confezionando” deliziose pigotte di ogni genere, anche a tema e su richiesta”.

Nel pomeriggio di  ieri, nel corso di una breve cerimonia a piazza Cairoli, il Questore Capoluongo ha incontrato il Sindaco De Luca, per donare alla cittadinanza la decorazione natalizia che la Polizia di Stato ha realizzato per sottolineare l’imprescindibile e sinergico legame tra le istituzioni.

 

È stato il primo cittadino a ricevere il simbolico dono e a collocarlo nel grande albero di Natale di piazza Cairoli. All’incontro era presente anche l’assessore comunale con delega alla sicurezza urbana, Dafne Musolino.

 

L’iniziativa è stata occasione per sottolineare, ancora una volta, l’impegno della Questura di Messina nel garantire serene festività all’insegna della sicurezza

«Un siciliano che ha deciso di dedicare tutto se stesso, compreso il suo patrimonio personale, per far trionfare l’arte in tutte le sue forme».

Dopo aver riaperto lo scorso 21 novembre con l’interessantissima conferenza tenuta dall’arcivescovo emerito di Kaunas, Lionginas Virbalas, conferenza che ci ha permesso sia di conoscere le sofferenze di un popolo, quello lituano, che per decenni ha dovuto subire l’occupazione sovietica, sia di ammirare la statura umana, intellettuale e morale di un uomo che, con parole semplici, ci ha raccontato la sua incredibile esperienza di vita e di fede, la Fondazione Casa della Divina Bellezza di Forza d’Agrò (ME) propone, il prossimo 19 dicembre, alle ore 17.30, un incontro altrettanto stimolante che avrà come protagonista il noto artista e mecenate messinese Antonio Presti.

Secondo appuntamento del ciclo “La resilienza di una comunità dopo la notte”, la conferenza, intitolata “L’arte come presenza dell’Invisibile. L’esperienza umana di Antonio Presti”, ci permetterà di conoscerlo meglio e di ascoltare dalla sua viva voce il racconto di una vita straordinaria che, con grandissima coerenza, prosegue da quasi quarant’anni all’insegna di un obiettivo importante: rieducare alla bellezza tutti coloro che non riescono più né a riconoscerla né a fruirne in modo consapevole e non superficiale.

«Quando l’arte manifesta la bellezza, manifesta la luce universale di quell’essere bellezza. Il male della nostra contemporaneità oggi si chiama cecità. Quando gli occhi guardano e non vedono sono occhi ciechi. Purtroppo, siamo figli di una contemporaneità che, anche attraverso le tecnologie, sta alimentando questo stato di anestesia e di cecità. Allora gli occhi si devono ricollegare con il cuore e, quando l’occhio ritorna con il cuore, si riacquista la vista e la visione è quella dell’invisibile. Più che mai in questo momento, dove tutto è al servizio della rappresentazione della bellezza, manifestare la bellezza con il cuore, e ritornare con gli occhi a vedere il valore di essere e non quello di apparire, penso sia il giusto messaggio da affidare a questa contemporaneità», ci ricorda Antonio Presti che, facendo riferimento a quanto accaduto in Sicilia negli ultimi decenni, aggiunge: «In questi ultimi cinquant’anni non abbiamo scelto la bellezza delle nostre città, non abbiamo scelto la bellezza della nostra Grande Madre Terra, ma abbiamo scelto quell’abuso di un uso e consumo di un territorio che è stato violentato da scellerate speculazioni, delinquenziali e mafiose. Abbiamo creato quello stile architettonico che io definisconon finito siculo” e tutto ciò che è stato asservito al profitto, alla speculazione e al denaro ha negato la bellezza».

 

La resilienza di una comunità dopo la notte

I prossimi appuntamenti:

1) Domenica 23 gennaio 2022 (ore 17.30)

Giuseppina Radice

“Il Sacro come senso del profano”.

 

2) Domenica 20 febbraio 2022 (ore 17.30)

Giorgio Agnisola

“Il silenzio e l’oltre nell’arte del Novecento”.

 

L’ingresso è gratuito.

È obbligatorio indossare la mascherina e presentare il super green pass.

La prof.ssa Giovanna Spatari, Prorettrice al Welfare e Politiche di genere dell’Università di Messina e Presidente della Società italiana di Medicina del lavoro, è stata premiata – in Campidoglio, presso la suggestiva Sala della Protomoteca in Roma – nell’ambito della settima edizione del “Premio 100 Eccellenze italiane”, evento ideato e promosso dall’Associazione Liber, in collaborazione con la casa editrice Rde dell’editore Riccardo Dell’Anna e con il contributo dell’Official Partner Sanity System. La docente UniMe ha ricevuto il riconoscimento all’interno della “Sezione personaggi”.  I premi vengono assegnati a personalità di grande rilievo, che hanno dato e danno lustro non solo all’immagine del nostro Paese, ma ne incarnano soprattutto la parte migliore, trainante e ispiratrice nei più diversificati settori. Fra i premiati per la sezione medica: oltre alla prof.ssa Spatari, Filippo Anelli, Paolo Ascierto,  Francesco Bandello Andrea Crisanti, Giuseppe Ippolito e Antonella Polimeni; ed, inoltre, in altre sezioni personalità del calibro di: Carlotta Gilli, Carlo Cottarelli,  Giancarlo Fisichella, Veronica Gentili, Grazia Francescato, Massimo Stano, Tosca D’Acquino e Cinzia Torraco.
Ad assistere alla premiazione erano presenti numerosi esponenti della politica, dello spettacolo e dell’imprenditoria italiana.

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