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Nell’imminenza della presentazione della nuova squadra che guiderà la 67esima edizione del Taormina Film Fest, Videobank desidera ringraziare chi, durante la scorsa straordinaria manifestazione svoltasi dall’11 al 19 luglio 2020, ha contribuito alla sua ottima riuscita: Leo Gullotta. Il pluripremiato attore ha guidato la passata edizione portando a termine il suo incarico con impegno e generosità in un momento d’emergenza nel quale si preannunciava l’annullamento del festival, così contribuendo a sostenere quella speranza che noi tutti avevamo in cuore.

Allo stesso modo Videobank esprime gratitudine a Francesco Calogero che, nelle condizioni di grande incertezza che hanno caratterizzato e ancora caratterizzano l’industria cinematografica, ha saputo lavorare con appassionata professionalità e competenza immaginando e licenziando un concorso di assoluto valore.

Emerge dunque con certezza che non saranno Leo Gullotta e Francesco Calogero a guidare la nuova edizione del Taormina Film Fest. Videobank ringrazia le istituzioni nazionali, regionali e locali, gli sponsor privati e tutti coloro che hanno sostenuto e sostengono il festival di Taormina, senza dimenticare il pubblico che ha sempre seguito questo importante patrimonio della Sicilia.

 

Stanchi delle tante, troppe bruttezze che si continuano a perpetuare e a realizzare in Sicilia, quasi sempre senza mai individuare responsabilità, Legambiente ha deciso di istituire il ‘Premio ATTILA. Il nemico della Bellezza’, che verrà assegnato a chi con un atto, una decisione, un gesto, una proposta offende o mortifica un luogo, un sito, una bellezza siciliana.
Il premio consiste in una targa che menziona il grave gesto censurato e sarà riprodotta in un materiale edile, per segnare in modo simbolico il valore estremamente negativo del riconoscimento.
La prima assegnazione è per l’architetto Orazio Micali, che da Soprintendente di Messina ha autorizzata il 10 aprile 2017 la realizzazione di un manufatto per la vendita di prodotti per la nautica sulla spiaggia di Giardini Naxos davanti al Castello Schisò (vedi foto ).
“Abbiamo condotto seriamente e coerentemente una battaglia per impedire che questo obbrobrio venisse costruito – ha commentato l’Associazione ambientalista -. Non ci siamo riusciti, finora, e purtroppo adesso è stato realizzato. Anche se continuiamo a chiedere alla Soprintendenza di Messina di intervenire seguendo le indicazioni contenute nella sentenza del TAR di Catania del 26 giugno 2019, dove si evidenzia più volte che l’Istituto preposto alla tutela può esercitare i poteri inibitori di cui all’art. 150 del Codice dei beni culturali, non possiamo non rilevare che tutto e cominciato con l’assurda e inconcepibile autorizzazione del 2017.
Ma vogliamo qui, adesso, sottolineare – continua Legambiente Sicilia - che in applicazione dell’art. 150 l’Amministrazione regionale può inibire in ogni caso l’esecuzione di certi lavori, sebbene autorizzati, che siano comunque capaci di recare pregiudizio al paesaggio.
Il pregiudizio al paesaggio è sotto gli occhi di tutti e rappresenta non la nostra sconfitta, ma l’ennesima vergognosa incapacità di chi avrebbe potuto e dovuto impedire questo scempio e non ha ancora mosso un dito.
Legambiente Sicilia ricorda che, in poco più di un mese, ha premiato il signor Sebastiano Misuraca, per il suo gesto ‘bello e giusto’ di far abbattere la costruzione che deturpava il Castello di Mussomeli, e il funzionario della Regione che invece, con un ‘atto vandalico’ ha autorizzato il manufatto che oltraggia il Castello di Schisò”.

Il 2020 si chiude in bellezza per il Gruppo Donatori di Sangue Fratres Letojanni: sono state raggiunte e superate le 600 sacche. “635 per la precisione. È un traguardo che ci inorgoglisce” afferma il presidente Carmela Micalizzi  “È ormai qualche anno che abbiamo questo obiettivo e finalmente abbiamo raggiunto questo nuovo traguardo per la prima volta! Speriamo di poterlo mantenere e di puntare sempre più in alto. Il bisogno di sangue nella nostra zona si rivela sempre più critico e incessante per i nostri ammalati. Non è stato un anno facile per tanti motivi e per nessuno, ma il continuare a poterci dedicare al bene del prossimo è stato il miglior regalo che questo 2020 ci potesse fare”.

Sono ben 583 le sacche raccolte presso l’Unità di Raccolta fissa della sede di Letojanni, situa in via Monte Bianco, e 122 le pre-donazioni effettuate durante l’intero anno, di cui circa il 62% ovvero circa 76, si sono concretizzate in prime donazioni. Rispetto al 2019, c’è stata una crescita del 28,8% per le sacche di sangue raccolte e del 79,4% per le pre-donazioni.  “Il metodo delle prenotazioni e delle chiamate mirate ai donatori ha reso molto più efficiente il nostro lavoro” conferma Maria Elena Lo Monaco, capogruppo dell’associazione.

Adesso l’associazione è pronta a ripartire immediatamente con il calendario donazioni 2021 che quest’anno prevede un sensibile incremento delle giornate di raccolta dalle 26 previste del 2020, che poi a causa del Covid e su richiesta del SIMT sono diventate 33, a ben 36.

Il calendario 2021 realizzato dalla Fratres Letojanni, che solitamente scaturisce dal progetto “Dona Libera…mente” in collaborazione con le scuole del comprensorio e i disegni e i pensierini di bambini e ragazzi, quest’anno per la prima volta e per ragioni di sicurezza anti Covid è stato fatto con le foto dei volontari in vista anche del 30esimo anniversario dell’associazione proprio in questo 2021. I calendari sono già stati distribuiti a tutti gli esercizi commerciali, alla Parrocchia, al Comune e ai medici di famiglia e ai sindaci dei paesi limitrofi.

Quest’anno, inoltre, è stata attivato il progetto Garanzia Giovani da svolgere presso il Gruppo Donatori di Sangue Fratres Letojanni. Il progetto s’intitola “L’amore ce l’hai nel sangue” e prevede 2 posti disponibili. Si potrà fare domanda entro e non oltre l’8 febbraio. I requisiti prevedono un’età compresa tra i 18 e 28 anni, l’essere disoccupati e in possesso dello SPID, l’identità elettronica digitale. Per maggior info sul bando e sulle modalità di invio della domanda basta andare sul sito https://domandaonline.serviziocivile.it/.

I volontari del gruppo letojannese sono sempre alla costante ricerca di altri volontari che, come loro, accolgono lo spirito di sacrificio e di altruismo verso il prossimo meno fortunato. Garanzia Giovani è sempre un’importante opportunità per avvicinare i giovani alla cultura del dono. Per tenersi sempre informati sulle attività del gruppo e per maggiori info sulla donazione del sangue e sul mondo del volontariato, visitare la pagina Facebook  e Instagram “Gruppo Fratres Letojanni”.

 

 

Sono stati individuati ieri dai poliziotti delle Volanti, su segnalazione della locale Capitaneria di Porto, in località Santa Margherita, al termine di una battuta di pesca subacquea, con ancora addosso la tuta da sub, tutta la necessaria attrezzatura per effettuare pesca subacquea e il pescato appena cacciato.

I due sub, trasferiti presso gli uffici della Capitaneria di Porto, sono stati denunciati all’Autorità Amministrativa e contravvenzionati per attività di pesca sportiva subacquea effettuata con l’ausilio di apparecchi di respirazione e in tempo di notte.

Sequestrata l’attrezzatura da pesca subacquea, fucili e bombole d’ossigeno compresi. I poliziotti hanno proceduto a sanzionare entrambi per aver violato altresì le disposizioni anti Covid in atto. Il pescato, circa 10 chili di prodotto ittico, previo controllo veterinario effettuato dall’ASP di Messina, è stato dato in beneficienza.

Procede alla chiusura il supermercato Despar di Santa Teresa di Riva dopo il caso di alcuni dipendenti risultati positivi al Covid19. Nei giorni scorsi dopo i primi casi emersi  la direzione del punto vendita di  Santa Teresa di Riva aveva proceduto alla sanificazione ma nel rispetto della normativa vigente che prevede l'isolamento fiduciario per tutti coloro che entrano in contatto con un soggetto positivo si procede oggi alla chiusura in via precauzionale.

 

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro di beni, per un valore complessivo di stima pari a 1 milione di euro circa, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia peloritana, nei confronti di due soggetti socialmente pericolosi, O.D. cl. 71 e S.S.P. cl. 56.  

L’operazione costituisce l’esito di pregresse attività investigative di tipo economico-patrimoniale poste in essere dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, con specifico riferimento all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati nella provincia messinese, nei settori delle infiltrazioni mafiose nel tessuto dell’economia legale e dell’usura.  

In particolare, l’attività svolta dalle Fiamme Gialle è consistita nella meticolosa ricostruzione del profilo soggettivo criminale dei due target investigati, nonché nella puntuale individuazione del patrimonio, mobiliare e immobiliare, ai medesimi riconducibile, direttamente e/o indirettamente, nel tempo accumulato in assenza di lecite fonti di reddito: un patrimonio costituito da n. 2 unità immobiliari ubicate nella zona residenziale dell’area balneare di Barcellona Pozzo di Gotto, n. 1 fabbricato in Giardini Naxos, nonché nei saldi dei conti correnti bancari ai medesimi intestati. 

In tale ambito, si acquisiva come i citati soggetti risultassero già ampiamente noti alle cronache giudiziarie, in quanto coinvolti in diverse e rilevanti operazioni di polizia che avevano interessato la provincia messinese.  

Nel dettaglio: 

  • il pregiudicato mafioso O.D. cl. 71, di origini barcellonesi, emergeva nella nota operazione “MARE NOSTRUM” nel cui contesto, grazie anche al contributo offerto dai numerosi collaboratori di giustizia, veniva ritenuto elemento di spicco del sodalizio mafioso più noto come “clan dei barcellonesi”. 

Sul punto, gli accertamenti svolti dai militari del G.I.C.O. permettevano di riqualificare quali illeciti i redditi da lavoro “apparentemente leciti” dallo stesso dichiarati, poiché rispondenti alla necessità di redistribuzione dei profitti derivanti da un’impresa individuale (intestata a prestanome) di fatto riconducibile al fratello O.S. cl. 64, anch’egli inserito nel medesimo sodalizio barcellonese, seppur con maggiore autorità criminale.  

Proprio le indagini all’epoca svolte permisero di ritenere tale attività imprenditoriale come inquinata in radice: una classica impresa mafiosa che si è avvalsa “della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza mafiosa del suo effettivo titolare”, in grado di “sbaragliare la concorrenza, inserendosi in settori economici particolarmente proficui, quali quello dello smaltimento dei rifiuti”, nonché luogo in cui intervenivano “gli incontri tra i vertici del gruppo, propedeutici all’assunzione di decisioni strategiche per la sopravvivenza dell’associazione 

La riqualificazione dei redditi percepiti così operata consentiva, quindi, di dimostrare una significativa sproporzione tra il tenore di vita mantenuto ed i redditi dichiarati, attribuendo tale differenza, secondo ipotesi investigativa, proprio ai profitti del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Lo schema criminoso realizzato dai fratelli O. costituisce, nella letteratura criminale, uno degli stratagemmi più diffusi per schermare i proventi illeciti dell’impresa criminale, fornendo una parvenza di liceità alla relativa fonte di reddito, che solo approfondite indagini di natura economico-finanziaria, core business della Guardia di Finanza, possono consentire di neutralizzare; 

  • parimenti, il pregiudicato naxiota S.S.P cl. 56 veniva ritenuto abitualmente dedito allo svolgimento di attività illecite e socialmente pericoloso, in virtù di pregresse condanne per reati di usura e, da ultimo, soprattutto, per concorso in concussione aggravata dal metodo mafioso. 

Con riferimento alla prima tipologia di reati, i precedenti giudiziari ne descrivono un elemento aduso a compiere condotte perturbatrici dell’ordine sociale costituzionale e, soprattutto, dell’ordine economico, fortemente minato dagli odiosi reati di natura usuraia dal medesimo concretizzati. 

Parimenti, la più recente condanna del soggetto per concussione aggravata dal metodo mafioso consentono di evidenziare una marcata propensione all’accumulazione illecita di ricchezza, lì dove non esitava a farsi consegnare una tangente da un imprenditore edile “per accelerare le procedure burocratiche relative al pagamento degli stati di avanzamento lavori in relazione a delle opere che stava realizzando presso il cimitero di Giardini di Naxos”.  

Più in particolare, l’imprenditore edile naxiota risultava essere stato avvicinato dall’allora politico S.S.P cl. 56 e da un presunto esponente della mafia catanese, B.C. cl. 76, presentatosi alla vittima quale referente del blasonato clan Laudani di Catania, anche noti come “Mussi di Ficurinnia”, venendo obbligato alla consegna di una tangente di 2.000 euro, per l’ottenimento di quanto di sua spettanza per i lavori svolti. 

 

Le investigazioni complessivamente svolte, a testimonianza del grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli illeciti patrimoni accumulati, sono il frutto della sinergia operativa realizzata dal neocostituito Ufficio Misure di Prevenzione della Procura della Repubblica di Messina e dalla Guardia di Finanza peloritana, così restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta importanti spazi di legalità. 

Questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per recuperare la salma di un 31enne precipitato da un costone delle colline di Roccafiorita per circa 30 metri e rovinando per altri 60 metri. La squadra, intervenuta dal distaccamento di Letojanni, con Autopompa serbatoio e pick-up attrezzato, ha iniziato le operazioni di recupero alle prime ore del mattino, subito dopo aver appreso che non era possibile il recupero con l'elicottero, per la mancanza di un verricello adatto.
Il giovane messinese, ma dai genitori originari della zona, si era recato in quel luogo per seguire la sua passione di cacciatore, insieme al suo cane.
Le ricerche iniziate ieri sera sono durate tutta la notte. Ad essere impegnati nelle operazioni di ricerca e recupero sono intervenuti anche la Protezione civile, i Carabinieri e la Polizia Provinciale. Nonostante la zona impervia e le operazioni di recupero molto complicate, i Vigili del fuoco, capitanati dal capo reparto Lo Re, sono riusciti a recuperare il corpo dello sfortunato ragazzo consegnandolo ai familiari.

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelareun 41enne, già noto alle forze dell’ordine, originario di Messina per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata. 

Pochi giorni prima, i militari della stazione di Sant’Alessio Siculo (ME) erano intervenuti in un’abitazione del comune di Savoca su richiesta della vittima, che esausta per i reiterati maltrattamenti subiti e intimorita dall’atteggiamento violento del figlio, aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare le vessazioni subite.  

Le indagini immediatamente avviate dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come l’uomoormai dal 2018, maltrattava ripetutamente la madre e la minacciava per costringerla a consegnargli consistenti somme di denaro per acquistare alcolici e sostanze stupefacenti, andando in escandescenza in caso di rifiuto, al punto che già in altre circostanze erano intervenute le forze dell’ordine per impedire al prevenuto di commettere azioni irreparabili nei confronti della madre 

Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma hanno, in sintesi, permesso di ricostruire lo stato di avvilimento e disagio in cui la donna è stata costretta a vivere per anni, durante i quali ha subito minacce e continue aggressioni, vivendo in un clima di sottomissione e paura. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio acquisito e valutata la gravità dei fatti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il 41 enne, ritenendolo responsabile dei reati di maltrattamenti verso familiari e conviventi ed estorsione continuata.  

Le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della Polizia Giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili. 

Martedì, 05 Gennaio 2021 08:00

Letojanni. Le pigotte dei vigili del fuoco

Tante pigotte Vigili del fuoco hanno “preso servizio” nelle caserme di Messina e Provincia. La campagna nazionale ”Per Natale adotta una pigotta” è stata infatti estesa tra i Vigili del Fuoco che hanno accolto l’invito con entusiasmo partecipando in maniera massiccia e adottando le pigotte in divisa che sono subito diventate le mascotte dei comandi e dei distaccamenti che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Comitato Provinciale di Messina per l’Unicef presieduto da Angela Rizzo Faranda, dietro richiesta del presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale di Messina Luciano Portovenero.
Il connubio tra Unicef e Vigili del fuoco non nasce a caso poiché questi ultimi sono ambasciatori Unicef per la missione istituzionale, per gli alti valori civili, e di solidarietà che connotano gli scopi istituzionali dell’Associazione Nazionale, per l’azione di tutela e promozione dei diritti del’infanzia e dell’Adolescenza, con particolare riguardo alle azioni finalizzate alla protezione e sicurezza di coloro che sono svantaggiati, con particolare riguardo a tutte le bambine, i bambini, le ragazze e ragazzi, condividendo gli ideali del sodalizio. Per realizzare le pigotte c’è stato un vero e proprio dispiegamento di forze. Le divise sono state fornite dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Messina e dal distaccamento di Milazzo, grazie alla generosità del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina Ing. Giuseppe Biffarella, mentre per la realizzazione ci hanno pensato le volontarie che hanno offerto la loro sapiente manodopera. A Messina hanno collaborato Stella Corrieri, Stefania Crisostamo, Tina Giacobbe, Francesca Trovatello e dai volontari UNICEF: Maria Rizzo Trischitta, Graziella Milo e Matteo Galtieri; mentre a Barcellona Maria Rita Giardina. Le Pigotte sono state adottate dai Vigili del Fuoco in pensione e dai Vigili del Fuoco in servizio presso il Comando provinciale di Messina, dai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Letojanni, coordinato dal caporeparto Natale Micalizzi. All’iniziativa ha aderito anche il distaccamento di Acireale che opera sotto le direttive del caporeparto Gregorio Antonio Sorbello, grazie alla collaborazione dei vigili Ezio Santoro e Andrea Caristi, con il gentile consenso di Ambra Picasso, presidente provinciale Unicef di Catania. Le
adozioni sono state curate da Domenico Miuccio Caporeparto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, da Luciano Portovenero per Messina e da Francesca Gullotta per Letojanni ed Acireale. Con i contributi ricavati dalle adozioni delle Pigotte, l’UNICEF garantirà le vaccinazioni per i bambini nei Paesi in via di sviluppo e questo Natale, sosterrà anche programmi per l’istruzione, in quanto, a causa della pandemia da COVID-19, milioni di bambini e giovani non sono più tornati in classe: "Abbiamo un compito – ha affermato la presidente Rizzo Faranda - Accompagnare a scuola tutti i bambini e le bambine."

 

Nasce la piattaforma “Progetto per la ricostruzione di Taormina” (PRT), che ha l’ambizione di mettersi a disposizione della cittadinanza e di essere promotrice di uno sviluppo di lungo termine per il comune. "L’obiettivo che ogni amministrazione locale deve avere, spiegano i coordinatori Alessio Bonesoli e Luca Manuli,  è quello di aumentare la competitività del territorio in cui opera, al fine di renderlo più attrattivo per gli operatori qualificati del settore turistico, per i cittadini e per i turisti, sfruttando quelli che sono i suoi punti di forza. Per essere efficaci è necessario avere un approccio strategico. Tale approccio pone delle sfide, e la principale è quella di far coesistere risultati di “breve” e “lungo” termine. La prassi ci ha abituato a classi politiche che si concentrano su risultati di breve termine, in quanto volano per una rielezione, lasciando alla programmazione e alla visione di lungo termine un ruolo marginale del dibattito pubblico. Auspichiamo dunque, proseguono, un cambio culturale, che ci porti ad eleggere un’amministrazione che operi secondo un approccio strategico, con una visione del futuro che consenta il raggiungimento di risultati rilevanti per i cittadini. Inoltre, l’assenza di un approccio strategico, con degli obbiettivi chiari, fa si che per gli elettori sia praticamente impossibile valutare l’operato di una classe politica. Per definire un piano strategico efficace, concludono i coordinatori, affronteremo tre passi fondamentali: 1) Identificare cos’è Taormina, cosa fa l’amministrazione e per quale motivo 2) Definire cosa vogliamo che diventi Taormina, e per quali motivi 3) Definire come lo si vuole fare."

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