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L’EDITORIALE . MA IL CIELO E’ BLU SOPRA LA RIVIERA JONICA

AttualitàL'EDITORIALE . MA IL CIELO E’ BLU SOPRA LA RIVIERA JONICA

Rassegnati ormai al fatto che la famosa frase “ Il cielo è blu sopra Berlino”  di Marco Civoli  dalla telecronaca della partita Italia – Francia del 9 luglio 2006 rimarrà oggi più che mai solo un bellissimo ricordo,  parafrasiamo l’espressione per iniziare questo editoriale esclamando “ Il cielo è blu sopra la riviera jonica”.

Già blù… senza neanche l’ombra di una nube! Per fortuna aggiungo!

Eppure in metà dei comuni della rivera jonica oggi le scuole sono rimaste chiuse per  disposizione delle amministrazioni comunali in seguito al bollettino di allerta meteo diramata dalla protezione civile regionale.

Erano previste precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su settori tirrenici centrali e nord-orientali della Sicilia, con quantitativi cumulati moderati o puntualmente elevati e  fenomeni temporaleschi accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Il dipartimento regionale di Protezione civile dixit.

Ooooooooooook….  Vaaaaaa bene… Fuori c’è il sole. E adesso?

Metà popolazione scolastica è rimasta a casa. Un giorno di scuola perso. Gli studenti ringraziano,  i  genitori un po’ meno. E a chi guarda oggi il cielo blù sorge una riflessione.

Generazione degli anni 70 e 80 rispondete “ presente” all’appello!

Ricordate cosa accadeva ai nostri tempi quando pioveva? E’ vero che non eravamo stati traumatizzati dalle terribili alluvioni che negli ultimi anni hanno flagellato la nostra terra ma è anche vero che bastava fare semplicemente affidamento al buon senso.

In una normale e frequente giornata di pioggia  invernale la mamma guardava fuori dalla finestra e semplicemente diceva: “ Oggi resti a casa. Troppo brutto tempo.”

Fine della storia “ Oggi piove”.

Non so se ai tempi esistesse l’allerta meteo ma non ricordo che i nostri genitori avessero bisogno di qualcuno che dicesse loro se mandarci o meno a scuola in un giorno di pioggia.

Cosa è cambiato? Probabilmente tutto.  Principalmente l’incapacità ad assumersi delle responsabilità.

Ad iniziare dalle amministrazioni comunali che anche in presenza di un allerta arancione o gialla e a anche se la protezione civile regionale ha più volte evidenziato che  non esiste l’obbligo di chiudere le attività didattiche anche in presenza di allerta rossa,  preferiscono fare la scelta “giusta” partendo dal principio “ non si sa mai” o quello a noi più comune “Menza mai Diu” ( trad.  Dio non voglia).

 Ok, giusta la prudenza che quando riguarda i nostri figli non è mai troppa ma l’inverno è lungo e la scuola è appena iniziata. Urge piano B. O semplicemente ritornare ad ascoltare più il nostro intuito.

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