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Sala gremita, per il Professor Francesco Benigno, agli “Incontri del Mediterraneo”

CulturaSala gremita, per il Professor Francesco Benigno, agli “Incontri del Mediterraneo”

Photo credit: M. Concetta Calabrese

Il Prof. Francesco Benigno, lunedì 28 gennaio, è stato ospite al nuovo appuntamento con gli “Incontri del Mediterraneo, presso la sala conferenze della “Fondazione Mazzullo” di Taormina, ed ha presentato il suo nuovo testo Terrore e terrorismo, edito da Einaudi, nel 2018. Incontro che ha visto un pubblico in cui, a farla da padrone, sono stati numerosi studenti universitari e tanti appassionati di storia. La rassegna degli “Incontri del Mediterraneo” è promossa, e organizzata, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Taormina, retto dalla Professoressa Francesca Gullotta con il supporto scientifico di enti di ricerca storica e dell’Università di Catania. In particolare, pregevole è il contributo dato dalla Professoressa M. Concetta Calabrese – Associato di Storia Moderna Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali UNICT – che ieri ha anche moderato l’incontro. Relatrice è stata la Professoressa Lina Scalisi – Ordinario di Storia Moderna DISUM UNICT – la quale ha intrapreso un interessante dialogo con l’autore.

Francesco Benigno è Ordinario di Storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è occupato di storia economico-sociale del Mediterraneo, di storia politica del XVII secolo, della costruzione dei gruppi politici e sociali in età moderna, e di crimine organizzato nel XIX secolo. Oltre a ciò, ha anche dedicato attenzione ai problemi di metodo della storia ed all’analisi dei concetti usati dalla disciplina. Tra i suoi testi più recenti: L’Isola dei Viceré. Potere e conflitto nella Sicilia spagnola, 2017; Words in Time. A plea for Historical Re-thinking, 2017; La mala setta. Alle origini di mafia e camorra, 2015.

Durante la sua relazione, la Professoressa Scalisi, ha sottolineato come sia necessario «riportare l’attenzione ai contesti storici, nel momento in cui tutto ha inizio» ossia il cosiddetto “periodo del Terrore”, datato Francia 1793. La relatrice ha evidenziato che il testo, di Benigno, è suddiviso in otto capitoli ben strutturati dal punto di vista narrativo. Benigno ha confermato tale indicazione: «Il testo infatti vuole essere più che un manuale di storiografia, ma un testo di divulgazione; aperto agli addetti ai lavori ma anche agli appassionati». In tal senso, appare chiara la scelta, di spostare le note a fine testo e non mantenerle invece a piè di pagina. Le trenta pagine di note, che in un testo basato su ricerca storica ed analisi delle fonti, non sono un dettaglio di poco conto. Esse, pertanto, potranno agevolmente essere consultate senza per questo sovraccaricare il lettore. Una scelta dal punto di vista della metodologia critica che appare al passo con i tempi.Oggi, in una frenesia della scrittura ad ogni costo, e in un calo dell’attenzione, è divenuta una sfida epocale, trattare temi di cocente attualità in modo da coinvolgere le persone. L’intervento sul testo, la scelta dei temi affrontati e la lunghezza non eccessiva; il linguaggio chiaro che non contravviene alle regole della precisione, rendono questa narrazione importante, e l’obiettivo raggiunto. Dal 1793, il lettore, è accompagnato sino alla contemporaneità, e nello specifico, all’epoca dei Bush. Benigno ha, inoltre, precisato tutta l’ambiguità della parola “Terrorismo”; là dove viene definito “il nemico assoluto”, e ha ribadito che si tratta di una «demonizzazione da cui si deve venir fuori. Colui che è terrorista per taluni, diviene infatti un combattente per la libertà, per altri. Ma gli storici non possono ignorare tale ambiguità. Bisogna tentare di costruire una strada differente». L’autore infatti specifica che, nel titolo stesso Terrore e terrorismo, vi è una polarità. Si tratta di “un Giano Bifronte”. Il “Terrore”, dalla Rivoluzione francese sino agli anarchici del XIX secolo, è un monito a «smettere di scrivere libri e ad agire», asserisce Benigno; poiché per spingere alla rivolta, è necessario compiere un gesto esemplare e violento.

Il Terrorismo è anche legato all’applicazione e alla messa inscena dell’apparato del “terrore” – in questo, gli Spagnoli sono stati un esempio, per le epoche successive, con i manuali dell’Inquisizione e con la scientificità del Miedo:l’indurre spavento e angoscia costanti. – Il “Terrorismo” è, per il Professore, «come la fionda di Davide. Un fenomeno nato in Europa e giunto sino ad oggi con l’islamismo. In cui si vuole creare ordine con il disordine».

A tal proposito, fondamentale, in questa strategia, è il lavoro dell’Intelligence, impiegata per il controllo di dati ed informazioni su scala mondiale; nonché la manipolazione delle coscienze, in cui la stessa popolazione entra far parte della lotta e da vittima, diviene essa stessa carnefice. Qui è il sostrato della guerriglia e delle guerre civili. Innegabile anche l’uso del terrorismo “per le politiche di potenza”. L’azione si scatena, perché esiste una precisa orchestrazione e qui, ha parte rilevante, di volta, in volta, la creazione di un nemico “sporco, brutto e cattivo” che può distruggere nelle sue sacre fondamenta la civiltà.

Di dirompente attualità, Terrore e terrorismo, perché invita ad un’interrogazione più profonda ciascuno di noi. Noi che, oggi, siamo chiamati più che mai a fare i conti con fenomeni dal ritorno ciclico e di vichiana memoria, oppure conquel “Tramonto dell’Occidente” dai caratteri di lucida profezia.

Il testo di Benigno e il suo intervento hanno suscitato numerose domande da parte dei presenti. Tutto però ritorna a un punto nevralgico: l’importanza della conoscenza storica, e dei fatti che hanno contribuito alle nostre differenti visioni del mondo. Una richiesta di apertura al dialogo e al confronto serrato.  Noi, tutti, siamo chiamati in causa nella scelta di “Essere Umani”. La storia e le altre scienze sociali devono servire da strumento, per favorire, non una retrocessione nel campo umano, bensì una rinascenza.

Lisa Bachis

 

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