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STORIA E STORIE. I PALAZZETTI MERLATI DI TAORMINA

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Foto dell'autrice

Anima dei luoghi che rianima lo spirito – Ogni luogo, sia esso urbano o extra urbano è caratterizzato da una propria e singolare fisionomia, pur se nel trascorrere del tempo e nella modificazione dei tòpoi originari, tale facies si attenua, diviene evanescente, talvolta è talmente “altra” da sembrar del tutto “altro”.

Eppure, vi sono cittadine che sono riuscite a mantenere quei tratti che le rendono “particolari” per la benedizione che hanno ricevuto, nell’esser state fondate in siti dove l’armonia della Natura ha dettato le regole per la costruzione da parte dell’uomo. Benedette, perché il sacro rispetto per il vincolo tra terra e cielo, tra finitezza umana e potenza del divino, ne hanno dettato le norme che hanno permesso di vederle e respirarle, cogliendo in esse le scintille di ciò che è stato. Aggirarsi per le vie di una città, lasciarsi ammaliare dalle forme dei suoi edifici, soprattutto quando questi ci invitano a rivivere schegge del passato, ammette l’opportunità di veder le pietre, che costituiscono la pelle della costruzione, emettere degli umori di vissuto, vederle sudare, udire lacrime e sospiri di un tempo che fu. Le pietre chiacchierano, ci lanciano messaggi d’ascolto della loro esperienza millenaria; esse ci fanno commuovere innanzi alla poesia cantata della loro anima nascosta: una sconvolgente fusione di racconti popolari, gesta di nobili e cavalieri, aspre lotte per il potere e stralci di vita comunitaria.

 

I “Palazzetti Merlati” di Taormina – La storiografia ha classificato sotto il nome di “Palazzetti Merlati”, gli edifici più in vista del Medioevo taorminese: Palazzo Corvaja, Palazzo Duchi di S. Stefano, Palazzo Ciampoli e Badia Vecchia. Ciò in virtù di una sintonia architettonica – le merlature «a coda di rondine», poste a corona  sulla sommità dei palazzi – che li rende modello importante ai fini di un percorso di conoscenza e di approfondimento del Medioevo cittadino, e della possibilità di un confronto con altri siti come quello etneo di Randazzo, nel cui centro storico si accerta una somiglianza architettonica con quello di Taormina, ponendo in evidenza i molti punti di contatto e di scambio tra le due realtà, nei secoli che vanno dall’XI al XV.

Vi è inoltre una chiara ispirazione tratta dal modello chiaramontano, tra cui uno dei più fulgidi esempi è costituito da Palazzo Steri a Palermo a cui quasi certamente hanno guardato i vari costruttori di Palazzo Corvaja a Taormina.

I palazzi medievali di Taormina, ci dicono questo e molto altro ancora, chiedendoci di sostare all’ombra delle loro mura, magari poggiando la schiena per far nostro il calore di quelle pietre, facendoci cullare dai «cunti» della storia.

 

«Storia e Storie» dalla pagina Facebook a Spazio Bachis – Ho volutamente lasciato in chiusura le motivazioni a questo breve approfondimento, perché «Storia e Storie», la rubrica dedicata alla storia locale e non solo, in accordo con la Direttrice di «Jonica Reporter», Valeria Brancato, entra in Spazio Bachis, come appuntamento tra gli appuntamenti di questo Blog.

Sono molto lieta di questo e ringrazio, rinnovandole stima e affetto, Valeria, la quale da sempre sostiene una positiva collaborazione e piena comunanza di intenti.

 

 

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