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TAORMINA. CASO SAN DOMENICO. LEGAMBIENTE CHIEDE LA TUTELA DEL SITO

AttualitàTAORMINA. CASO SAN DOMENICO. LEGAMBIENTE CHIEDE LA TUTELA DEL SITO

Attraverso una nota inviata al sindaco di Taormina, alla Soprintendenza ai beni culturali, e all’Assessorato regionale Legambiente ha inviato una richiesta  urgente di una rigorosa azione di controllo e di tutela riguardante paventato progetto di modifica e sopraelevazione del convento/Hotel San Domenico di Taormina.

Ecco di seguito la nota:

In seguito a notizie di un progetto presentato dalla nuova proprietà del Hotel San Domenico, comportante modifiche sostanziali della parte risalente agli anni 30, quindi non sottoposta a vincolo totale, come l’adiacente fabbricato risalente al 300/400, ci teniamo a rilevare quanto segue:
il suddetto fabbricato degli anni 30, pur non essendo a vincolo totale, è inserito nel Piano Regolatore di Taormina nella zona A centro storico , salvo deroghe approvate dal Consiglio Comunale e sottoposto per qualsiasi intervento al NOP nulla osta paesaggistico della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina l’Hotel San Domenico considerato nel suo comparto architettonico, composto dal convento antico, chiostro , chiesa/sala congressi rifatta sui resti di quella distrutta nel 43, ampliamento degli anni 30 e parco/giardino, rappresenta un unicum architettonico e paesaggistico inserito in un panorama di bellezza ineguagliabile che appartiene alla fama turistica di Taormina.
Chiediamo pertanto con forza che la Soprintendenza di Messina, il Consiglio Comunale di Taormina, e tutti gli enti istituzionalmente interessati, respingano tutte quelle modifiche che comportino un sostanziale stravolgimento degli attuali volumi, dello stile e dei materiali attualmente presenti nello storico complesso ci riferiamo in particolare alla intenzione dichiarata, da parte della proprietà della sopraelevazione di un piano, più mansarda (tetto con abbaini). Cio’ secondo stime prudenti significherebbe un innalzamento di non meno di 7 metri. in evidente contrasto con il contesto architettonico del centro storico taorminese.

Da attenzionare inoltre, l’eventuale perdita di materiali caratteristici, quali la pietra di Siracusa e la pietra di Taormina, nonchè i dettagli architettonici della facciata ovvero le lesene, le modanature, i fregi e i marcapiani, che verrebbero danneggiati o addirittura cancellati in fase esecutiva/strutturale secondo i dettami del Genio Civile di Messina.
Se si attuasse il non auspicabile progetto, la visione paesaggistica di insieme, vanto e fortuna del nostro territorio, ne verrebbe irrimediabilmente compromessa da rimarcare inoltre la necessità di tutelare lo storico parco/giardino con mantenimento e catalogazione delle essenze botaniche ivi presenti altro capitolo dolente, a conoscenza della Soprintendenza la tentata vendita del patrimonio mobiliare di natura antiquaria fortunatamente bloccata per la quale si richiede una speciale vigilanza. Vigilanza che non e’ stata attuata per la vendita del mobilio di arredo delle camere anch’esso pregevole realizzato da mastri ebanisti taorminesi prima della guerra.

Vorremmo far notare che la città di Taormina da ormai parecchi anni, subisce attacchi speculativi che ne hanno depauperato il patrimonio storico/paesaggistico, che rappresenta oltre che un valore in sè, una preziosa risorsa per l’economia turistica siciliana.
L’eventuale attuazione del progetto summenzionato, rappresenterebbe l’ennesimo scempio portato avanti da imprenditori spesso privi di scrupoli e di lungimiranza.
La città di Taormina e il suo comprensorio esigono un cambio di rotta, chiesto a gran voce da tutta la cittadinanza, stanca di vedere commercializzati beni materiali e immateriali, appartenti alla collettività siciliana, nazionale e internazionale, e non certo a singoli imprenditoriChi acquista a scopi imprenditoriali un bene storico deve anche sapersene assumere la responsabilità civile e culturale

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