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TAORMINA. ISOLA BELLA. DOPO LEGAMBIENTE ANCHE L’AMMINISTRAZIONE DICE NO AL RIPASCIMENTO

AttualitàTAORMINA. ISOLA BELLA. DOPO LEGAMBIENTE ANCHE L’AMMINISTRAZIONE DICE NO AL RIPASCIMENTO

Solo poche settimane Legambiente aveva inviato una nota al Ministero evidenziando dubbi e perplessità circa il  presunto processo erosivo in atto nella Baia di Isola Bella  ed il conseguente intervento di ripascimento artificiale finanziato.

Adesso sulla vicenda si registra anche la presa di posizione del Primo cittadino Mario Bolognari che ha inviato una nota ufficiale al Soggetto Attuatore del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana ed al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.

Nella nota Bolognari evidenzia le peculiarità della Baia di Isola Bella tracciandone anche una breve cronostoria.

“La baia di Isolabella, scrive Bolognari,  costituisce un contesto ambientale e naturalistico unico al mondo, oltre che possedere delle connotazioni paesaggistiche, geologiche e antropologiche di rara bellezza. Infatti, proprio per le caratteristiche sopra descritte

 – nel 1984 la baia è stata dichiarata monumento di interesse storico-artistico di particolare pregio; – nel 1998 è stata istituita la Riserva naturale orientata “Isola Bella”, al fine di tutelarne il particolare valore paesaggistico;

– nel 2005 è stata inclusa tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC) e il tratto di mare prospiciente la riserva è stato individuato come SIC denominato “Fondali di Taormina – Isola Bella” caratterizzato da praterie sottomarine di Posidonia oceanica, habitat prioritario di conservazione;

 – con decreto del 21 dicembre del 2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il SIC “Isola Bella, Capo Taormina, Capo S. Andrea” è stato designato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della regione biogeografica mediterranea insistente nel territorio della Regione Siciliana.”

Un excursus necessario dal momento che l’intervento in questione sembra essere completamente scollegato dalla realtà della riserva.

“ Da un punto di vista sedimentologico, evidenzia infatti Bolognari,  la Baia di Isolabella non ha mai “sofferto” di un problema conclamato di erosione della spiaggia, in quanto l’equilibrio in atto, tra i sedimenti presenti nella baia, rappresenta proprio la peculiare caratteristica della stessa Isolabella, collegata a fasi alterne alla terra ferma dal sottile istmo generato dallo spostamento dei sedimenti in funzione della marea e delle correnti.”

La progettazione in corso di redazione  ha suscitato l’allarme delle associazioni ambientalistiche, dell’ente gestore e delle autorità preposte alla tutela.

“Infatti, prosegue Bolognari,  ancorché a conoscenza del fatto che la proposta progettuale scaturisce da una scheda ReNDiS proposta dall’Amministrazione di Taormina in passato, oggi gli indirizzi e gli intendimenti devono essere intesi come fortemente volti alla esclusiva “riqualificazione” ambientale costiera, mentre questa Amministrazione non può non esprimere forti perplessità sull’ipotesi avanzata. Infatti, gli eventuali interventi potrebbero mettere in serio pericolo i fondali di Isolabella, interessando, direttamente o indirettamente, le praterie di Posidonia Oceanica ivi presenti mediante l’immissione di sedimenti che, a causa dell’equilibrio oramai conquistato dalla linea di costa, andrebbe ad interessare i fondali prospicienti la baia e quindi quelli “protetti” dalla riserva e dai siti Rete Natura 2000 o, in diversa collocazione, far avanzare la linea di costa sino a far perdere la connotazione storica della baia. È quindi volontà di questa Amministrazione, conclude Bolognari , rappresentare la necessità di un approfondimento delle tematiche  evidenziate, nell’ottica di una azione di salvaguardia utile e ambientalmente compatibile con il sito in argomento, anche in un eventuale incontro di chiarimento e approfondimento per il quale ci si dichiara fin d’ora disponibili”.

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