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TAORMINA. ISOLA BELLA. COSA RIMANE DI UN SABATO NELLA RISERVA NATURALE

AttualitàTAORMINA. ISOLA BELLA. COSA RIMANE DI UN SABATO NELLA RISERVA NATURALE

È una riserva naturale, è uno dei posti più belli al mondo ma per molti è solo una risorsa a cui attingere senza freni. Chissà se per noncuranza, avidità o semplice ignoranza! Perché la riflessione sorge spontaneamente per chi si trova a trascorrere una giornata nella baia dell’Isola Bella. Basta guardarsi intorno per notare che c’è più di qualcosa che stona con la bellezza del posto. 

Ad iniziare dal famoso hotel La Plage, già al centro di molte polemiche in passato per la moria di diversi pini marini, che oggi ha esteso il proprio lido e la zona bar occupando gran parte della spiaggia. Il tratto che rimane libero è affollata da bagnanti che si fanno largo con ombrelloni, accampamenti, colazioni a sacco.

Neanche il tempo di guardarti attorno e vieni subito avvicinato dai barcaioli. Ti vengono incontro, passano tra gli ombrelloni. Ti propongono un giro in barca, un tuffo alla baia delle sirene, un passaggio alla grotta azzurra.
Ti sdrai, non senza difficoltà, ed ecco che subito le massaggiatrici orientali vengono a proporti un massaggio. Sono tantissime, sono insistenti… a volte moleste.
Non vengono risparmiati neanche gli ospiti dei lidi, nonostante paghino una cifra che va dai 15 euro a persona per il lido classico fino a circa 70 euro per una sdraio deluxe alla Plage.
E così la giornata a mare all’Isola Bella anche se circondata da tanta bellezza può trasformarsi in uno spettacolo pietoso.
Capita addirittura di vedere turisti risalire con buste piene di ricci. Bottino di una ricca pesca in barba a tutte le normative vigenti. Ti chiedi allora dove siano gli operatori del Cutgana che gestisce la riserva e dovrebbe occuparsi della sua tutela.
I controlli sono pressoché inesistenti. Tavoli e sedie spuntano come funghi in pochi metri quadrati di spiaggia che, lo ricordiamo, è parte integrante della riserva.
Servono più controlli, servono presidi fissi per garantire ordine e sicurezza e molto probabilmente dovrebbe essere valutata la possibilità di fare pagare un ticket d’ingresso già alla spiaggia. Non basta tutelare solo l’isolotto. Bisogna tutelare l’intera area. L’interesse dei privati non può e non deve prevalere sull’interesse alla tutela dell’intera area della riserva naturale.

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